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Lezione 03

Interazione radiazione-materia: dipolo, selezione, Stark e Zeeman

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Sorgente: 03 · Interazione radiazione-materia (p.34–51)
aggiornato 2026-06-18

Obiettivo della pagina

Tre quarti della fisica atomica sono “luce che colpisce atomi”. Qui costruiamo lo strumento universale per decidere quali transizioni sono permesse (regole di selezione) e poi lo applichiamo a due situazioni d’esame classiche: l’effetto Stark (campo elettrico) e l’effetto Zeeman (campo magnetico).

Le tre modalità di interazione

  • Assorbimento: il fotone cede energia, l’atomo sale di livello.
  • Emissione (spontanea o stimolata): l’atomo scende e emette un fotone.
  • Diffusione: elastica (Rayleigh, stessa frequenza) o anelastica (Raman, frequenza cambiata da scambio con rot/vib).

Approssimazione di dipolo e regola d’oro di Fermi

Approssimazione di dipolo

La lunghezza d’onda della luce visibile (500\sim500 nm) è enorme rispetto all’atomo (0,1\sim0{,}1 nm), quindi sull’atomo il campo è praticamente uniforme: eikr1e^{i\mathbf k\cdot\mathbf r}\approx1. L’interazione si riduce allora all’accoppiamento del campo col momento di dipolo D=er\mathbf D=-e\mathbf r.

La transizione if|i\rangle\to|f\rangle è governata dall’elemento di matrice

Elemento di matrice di dipolo
fH^intiϵfri\langle f|\hat H_{\text{int}}|i\rangle\propto\vec{\epsilon}\cdot\langle f|\mathbf r|i\rangle

con ϵ\vec\epsilon versore di polarizzazione della luce. La transizione è permessa solo se ϵrfi0\vec\epsilon\cdot\mathbf r_{fi}\neq0.

Regola d'oro di Fermi (tasso di transizione)
Wif=2πfH^inti2ρ(Ef)W_{i\to f}=\frac{2\pi}{\hbar}\,|\langle f|\hat H_{\text{int}}|i\rangle|^2\,\rho(E_f)

ρ(Ef)\rho(E_f) è la densità degli stati finali a energia conservata. Le regole di selezione discendono dall’annullarsi o meno dell’elemento di matrice.

Regole di selezione del dipolo elettrico

Si passa alle componenti sferiche rq=r4π/3Y1,qr_q=r\sqrt{4\pi/3}\,Y_{1,q} (q=0,±1q=0,\pm1). L’elemento di matrice si fattorizza in una parte radiale e un integrale angolare:

nlmϵrnlmqϵqRnlRnlr3drradiale(Ylm)Y1,qYlmdΩangolare.\langle n'l'm'|\vec\epsilon\cdot\mathbf r|nlm\rangle\propto\sum_q\epsilon_q^*\underbrace{\int R_{n'l'}R_{nl}\,r^3dr}_{\text{radiale}}\underbrace{\int (Y_{l'm'})^*Y_{1,q}Y_{lm}\,d\Omega}_{\text{angolare}}.

Le regole di selezione nascono dall’integrale angolare.

Regola su Δm (integrazione in φ)

L’integrazione in φ\varphi contiene eimφeimφeiqφ=ei(m+qm)φe^{-im'\varphi}e^{im\varphi}e^{iq\varphi}=e^{i(m+q-m')\varphi}, non nulla solo se m=m+qm'=m+q. Poiché q=0,±1q=0,\pm1, si ha Δm=0,±1\boxed{\Delta m=0,\pm1}.

Regola su Δl (parità)

Sotto parità Ylm(1)lYlmY_{lm}\to(-1)^lY_{lm}. Il prodotto YlmY1qYlmY_{l'm'}^*Y_{1q}Y_{lm} ha parità (1)l+l+1(-1)^{l'+l+1}: perché l’integrale angolare (su tutto l’angolo solido) sia non nullo, il prodotto deve essere pari, quindi l+l+1l'+l+1 pari \Leftrightarrow l+ll'+l dispari. L’unica possibilità è Δl=±1\boxed{\Delta l=\pm1}.

Regole di selezione del dipolo elettrico
Δl=±1,Δm=0,±1,Δs=0\Delta l=\pm1,\qquad \Delta m=0,\pm1,\qquad \Delta s=0

Regole di selezione e polarizzazione (S→P)

P, m=-1P, m=0P, m=+1S, m=0Δm=0 → luce polarizz. lineare ⟂ asse z (riga π)Δm=±1 → luce polarizz. circolare ⟂ k (righe σ±)Δl = ±1 ; Δs = 0 (sempre)

Da uno stato S (m=0) si assorbe verso i tre sottolivelli P: la polarizzazione della luce seleziona Δm (π: 0, σ±: ±1). Cambia la polarizzazione per vedere quali righe si accendono. La regola Δl=±1 (non Δl=0) è il motivo per cui 2s→1s è proibito.

Errore comune

Δl=±1\Delta l=\pm1 non significa ”ll qualunque”: esclude lll\to l (parità). La transazione 2s1s2s\to1s è quindi proibita nel dipolo (e spiega la metastabilità del 2s2s).

Polarizzazione: righe π e σ

PolarizzazionegeometriaΔm\Delta mnome
lineare z^\parallel\hat zkz^\vec k\perp\hat z00riga π\pi
circolare σ±\sigma_\pm nel piano xyxykz^\vec k\parallel\hat z±1\pm1righe σ±\sigma_\pm
Spin del fotone

Un fotone σ+\sigma_+ porta momento angolare ++\hbar lungo k\vec k, σ\sigma_- porta -\hbar. Una luce linearmente polarizzata è sovrapposizione equiprobabile di σ+\sigma_+ e σ\sigma_-: spin medio nullo, da cui Δm=0\Delta m=0.

Effetto Stark lineare (idrogeno in campo E)

Campo elettrico statico E=Ez^\mathbf E=E\hat z. La perturbazione è V^=eEz=eErcosθ\hat V=eEz=eEr\cos\theta.

Perché è lineare solo nell'idrogeno

In genere la prima correzione non degenere è nVn=0\langle n|V|n\rangle=0 (parità) e lo Stark è quadratico. Nell’idrogeno il livello nn è degenero in ll, quindi serve la perturbazione degenere: diagonalizzando V^\hat V nel sottospazio degenere si ottiene uno splitting lineare in EE.

Caso n=2: mescolamento 2s–2p

Nel sottospazio {200,210}\{|200\rangle,|210\rangle\} (gli stati 2s2s e 2p,m=02p,m{=}0) la matrice di V^\hat V è (0XX0)\begin{pmatrix}0&X\\X&0\end{pmatrix} con X=2seEz2p,m=0=3eEa0X=\langle2s|eEz|2p,m{=}0\rangle=-3eEa_0. Gli autovalori sono λ±=±3eEa0\lambda_\pm=\pm3eEa_0 e gli autostati corretti

ψ±=12(ψ2s±ψ2p,m=0).\psi_\pm=\frac{1}{\sqrt2}(\psi_{2s}\pm\psi_{2p,m=0}).

Il campo non “separa” 2s e 2p: li mischia in combinazioni pari/dispari, separate linearmente in energia.

Conseguenza: la metastabilità del 2s

Il 2s2s è metastabile perché 2s1s2s\to1s viola Δl=±1\Delta l=\pm1. Ma nello Stark il 2s2s diventa 12(ψ2s±ψ2p)\tfrac{1}{\sqrt2}(\psi_{2s}\pm\psi_{2p}): acquista carattere pp e può decadere. Lo stato oscilla tra 2s2s e 2p2p con 2sϕ(t)2=12[1+cos(ΔEt/)]|\langle2s|\phi(t)\rangle|^2=\tfrac12[1+\cos(\Delta E\,t/\hbar)]: per campi forti l’oscillazione è rapida e il 2s2s perde la metastabilità.

Effetto Stark lineare (n=2 dell'idrogeno)

campo E

Il campo elettrico non "separa" 2s e 2p: li **mischia** in ψ± separati linearmente in E (±3eEa₀). I 2p,m=±1 non mischiano (restano al centro). È una perturbazione degenere: il 2s acquista carattere p → può decadere (perde la metastabilità).

Effetto Zeeman: atomo in campo magnetico

Campo B=Bz^\mathbf B=B\hat z. L’hamiltoniana (minima coupling, non relativistica) è

Hamiltoniana in campo magnetico
H^=H^0+e28m(B×r)2diamagnetico+μB(L+2S)Bparamagnetico,μB=e2m\hat H=\hat H_0+\underbrace{\frac{e^2}{8m}(\mathbf B\times\mathbf r)^2}_{\text{diamagnetico}}+\underbrace{\frac{\mu_B}{\hbar}(\mathbf L+2\mathbf S)\cdot\mathbf B}_{\text{paramagnetico}},\qquad \mu_B=\frac{e\hbar}{2m}
Quando si trascura il termine diamagnetico

Il termine diamagnetico è B2\propto B^2 ed è piccolo per i campi di laboratorio: lo si tralascia quasi sempre. Resta il termine paramagnetico (lineare in BB), che è quello che produce i tre effetti Zeeman. Quale dei tre si osserva dipende dal rapporto tra BB e l’accoppiamento spin-orbita.

I tre regimi

Regimegerarchiabuoni numerisplitting
Zeeman ordinarioBB fortissimo, SO trascurabilen,l,ml,msn,l,m_l,m_sμBB(ml+2ms)\mu_BB(m_l+2m_s)
Paschen–BackBB forte, SO come perturbazionen,l,ml,msn,l,m_l,m_sZeeman ord. ++ corr. SO
Zeeman anomaloBB debole, SO in H^0\hat H_0n,l,s,j,mjn,l,s,j,m_jμBBgmj\mu_BB\,g\,m_j

Zeeman ordinario

La perturbazione V^=μBB(Lz+2Sz)\hat V=\frac{\mu_BB}{\hbar}(L_z+2S_z) è già diagonale:

Energie Zeeman ordinario
En,l,ml,ms=En+μBB(ml+2ms)E_{n,l,m_l,m_s}=E_n+\mu_BB(m_l+2m_s)
Tripletto di Lorentz

Con le regole di selezione Δml=0,±1\Delta m_l=0,\pm1, Δms=0\Delta m_s=0, tutte le transazioni hanno ΔE=μBBΔml\Delta E=\mu_BB\,\Delta m_l, cioè solo tre valori: una riga π\pi (Δm=0\Delta m=0, non spostata) e due righe σ±\sigma_\pm (Δm=±1\Delta m=\pm1, spostate di ±μBB\pm\mu_BB). È il tripletto normale (lo spin non conta, il 2ms2m_s si elude per Δms=0\Delta m_s=0).

Paschen–Back

BB abbastanza forte da tenere la base n,l,ml,ms|n,l,m_l,m_s\rangle, ma lo spin-orbita non è più trascurabile e va trattato come perturbazione su quella base. Poiché LS=LzSz+12(L+S+LS+)\mathbf L\cdot\mathbf S=L_zS_z+\tfrac12(L_+S_-+L_-S_+) e gli operatori di salita cambiano ml,msm_l,m_s di ±1\pm1, il solo contributo diagonale è LzSzL_zS_z:

ΔESO=ξ(r)n,l2mlms.\Delta E_{SO}=\langle\xi(r)\rangle_{n,l}\hbar^2 m_lm_s.

Il risultato è il splitting Zeeman ordinario con una piccola correzione che separa ulteriormente i livelli senza rimuovere altre degenerazioni.

Zeeman anomalo

Qui BB è debole: lo spin-orbita è già in H^0\hat H_0, si lavora nella base n,l,s,j,mj|n,l,s,j,m_j\rangle, e la perturbazione è

H^P=μBB(Jz+Sz),con Lz+2Sz=(Lz+Sz)+Sz=Jz+Sz.\hat H_P=\frac{\mu_BB}{\hbar}(J_z+S_z),\qquad\text{con }L_z+2S_z=(L_z+S_z)+S_z=J_z+S_z.

JzJ_z è diagonale in mjm_j; SzS_z no (in questa base). Si usa il teorema di proiezione (Wigner–Eckart): entro un sottospazo a jj fissato, il valore medio di un operatore vettoriale è la sua proiezione su J\mathbf J:

Valore medio di S_z (fattore di Landé)

S=SJJ2J\langle\mathbf S\rangle=\frac{\langle\mathbf S\cdot\mathbf J\rangle}{\langle J^2\rangle}\langle\mathbf J\rangle, con SJ=12(J2+S2L2)\mathbf S\cdot\mathbf J=\tfrac12(J^2+S^2-L^2). Per la componente zz:

Sz=mj2j(j+1)+s(s+1)l(l+1)j(j+1).\langle S_z\rangle=\frac{\hbar m_j}{2}\,\frac{j(j+1)+s(s+1)-l(l+1)}{j(j+1)}.

Sostituendo in ΔE=μBBmj+μBBSz\Delta E=\mu_BBm_j+\frac{\mu_BB}{\hbar}\langle S_z\rangle:

ΔE=μBBmj[1+j(j+1)+s(s+1)l(l+1)2j(j+1)]g (Landeˊ).\Delta E=\mu_BB\,m_j\underbrace{\left[1+\frac{j(j+1)+s(s+1)-l(l+1)}{2j(j+1)}\right]}_{g\ \text{(Landé)}}.
Effetto Zeeman anomalo e fattore di Landé
ΔE=μBBgmj,g=1+j(j+1)+s(s+1)l(l+1)2j(j+1)\Delta E=\mu_BB\,g\,m_j,\qquad g=1+\frac{j(j+1)+s(s+1)-l(l+1)}{2j(j+1)}

Effetto Zeeman (anomalo, campo debole)

In regime debole (Zeeman anomalo) ogni livello |J⟩ si sdoppia in 2J+1 sottolivelli a E = μ_B·B·g·m_J, con g = 1+[J(J+1)+S(S+1)−L(L+1)]/[2J(J+1)] (Landé). Lo splitting totale è 2μ_B·B·g·J. Le transazioni danno righe π (Δm_J=0) e σ± (Δm_J=±1).

Landé per un elettrone (s=½)

Con s(s+1)=3/4s(s+1)=3/4 si ottengono le forme chiuse

g ⁣(j=l+12)=1+12l+1=2l+22l+1,g ⁣(j=l12)=112l+1=2l2l+1.g\!\left(j=l+\tfrac12\right)=1+\frac{1}{2l+1}=\frac{2l+2}{2l+1},\qquad g\!\left(j=l-\tfrac12\right)=1-\frac{1}{2l+1}=\frac{2l}{2l+1}.

Per l=0l=0 (j=s=12j=s=\tfrac12): g=2g=2 (puro spin). Esempio l=1l=1: g(2p3/2)=4/3g(2p_{3/2})=4/3, g(2p1/2)=2/3g(2p_{1/2})=2/3. Lo “Zeeman anomalo” dà più di tre righe perché ogni termine si sdoppia secondo i suoi mjm_j con un gg diverso.

Il nome anomalo è storico

Si chiama “anomalo” perché, prima del riconoscimento dello spin, non si capiva perché il numero di righe non fosse sempre 3. Con lo spin e il fattore di Landé non c’è nulla di anomalo: è il caso più generale (e fisicamente più realistico).

Formule chiave

  • Dipolo: Wif=2πfH^inti2ρ(Ef)W_{i\to f}=\frac{2\pi}{\hbar}|\langle f|\hat H_{\text{int}}|i\rangle|^2\rho(E_f)
  • Selezione: Δl=±1\Delta l=\pm1, Δm=0,±1\Delta m=0,\pm1, Δs=0\Delta s=0
  • Rige: π\pi (Δm=0\Delta m=0), σ±\sigma_\pm (Δm=±1\Delta m=\pm1)
  • Stark n=2n=2: ψ±=12(ψ2s±ψ2p)\psi_\pm=\tfrac{1}{\sqrt2}(\psi_{2s}\pm\psi_{2p}), ΔE=±3eEa0\Delta E=\pm3eEa_0
  • Zeeman ord.: E=En+μBB(ml+2ms)E=E_n+\mu_BB(m_l+2m_s)
  • Landé: g=1+j(j+1)+s(s+1)l(l+1)2j(j+1)g=1+\frac{j(j+1)+s(s+1)-l(l+1)}{2j(j+1)}, ΔE=μBBgmj\Delta E=\mu_BB\,g\,m_j