Tre quarti della fisica atomica sono “luce che colpisce atomi”. Qui costruiamo lo
strumento universale per decidere quali transizioni sono permesse (regole di
selezione) e poi lo applichiamo a due situazioni d’esame classiche: l’effetto Stark
(campo elettrico) e l’effetto Zeeman (campo magnetico).
Le tre modalità di interazione
Assorbimento: il fotone cede energia, l’atomo sale di livello.
Emissione (spontanea o stimolata): l’atomo scende e emette un fotone.
Diffusione: elastica (Rayleigh, stessa frequenza) o anelastica (Raman,
frequenza cambiata da scambio con rot/vib).
Approssimazione di dipolo e regola d’oro di Fermi
🎚️Approssimazione di dipolo
La lunghezza d’onda della luce visibile (∼500 nm) è enorme rispetto all’atomo
(∼0,1 nm), quindi sull’atomo il campo è praticamente uniforme: eik⋅r≈1.
L’interazione si riduce allora all’accoppiamento del campo col momento di dipoloD=−er.
La transizione ∣i⟩→∣f⟩ è governata dall’elemento di matrice
🔑Elemento di matrice di dipolo
⟨f∣H^int∣i⟩∝ϵ⋅⟨f∣r∣i⟩
con ϵ versore di polarizzazione della luce. La transizione è permessa solo se
ϵ⋅rfi=0.
📘Regola d'oro di Fermi (tasso di transizione)
Wi→f=ℏ2π∣⟨f∣H^int∣i⟩∣2ρ(Ef)
ρ(Ef) è la densità degli stati finali a energia conservata. Le regole di
selezione discendono dall’annullarsi o meno dell’elemento di matrice.
Regole di selezione del dipolo elettrico
Si passa alle componenti sfericherq=r4π/3Y1,q (q=0,±1).
L’elemento di matrice si fattorizza in una parte radiale e un integrale angolare:
Le regole di selezione nascono dall’integrale angolare.
🧮Regola su Δm (integrazione in φ)
L’integrazione in φ contiene e−im′φeimφeiqφ=ei(m+q−m′)φ,
non nulla solo se m′=m+q. Poiché q=0,±1, si ha Δm=0,±1.
🧮Regola su Δl (parità)
Sotto parità Ylm→(−1)lYlm. Il prodotto Yl′m′∗Y1qYlm ha parità
(−1)l′+l+1: perché l’integrale angolare (su tutto l’angolo solido) sia non nullo,
il prodotto deve essere pari, quindi l′+l+1 pari ⇔l′+l dispari.
L’unica possibilità è Δl=±1.
🔑Regole di selezione del dipolo elettrico
Δl=±1,Δm=0,±1,Δs=0
Regole di selezione e polarizzazione (S→P)
Da uno stato S (m=0) si assorbe verso i tre sottolivelli P: la polarizzazione della luce seleziona Δm (π: 0, σ±: ±1). Cambia la polarizzazione per vedere quali righe si accendono. La regola Δl=±1 (non Δl=0) è il motivo per cui 2s→1s è proibito.
⚠️Errore comune
Δl=±1 non significa ”l qualunque”: esclude l→l (parità). La
transazione 2s→1s è quindi proibita nel dipolo (e spiega la metastabilità
del 2s).
Polarizzazione: righe π e σ
Polarizzazione
geometria
Δm
nome
lineare ∥z^
k⊥z^
0
riga π
circolare σ± nel piano xy
k∥z^
±1
righe σ±
💡Spin del fotone
Un fotone σ+ porta momento angolare +ℏ lungo k, σ− porta
−ℏ. Una luce linearmente polarizzata è sovrapposizione equiprobabile di
σ+ e σ−: spin medio nullo, da cui Δm=0.
Effetto Stark lineare (idrogeno in campo E)
Campo elettrico statico E=Ez^. La perturbazione è
V^=eEz=eErcosθ.
🎚️Perché è lineare solo nell'idrogeno
In genere la prima correzione non degenere è ⟨n∣V∣n⟩=0 (parità) e lo
Stark è quadratico. Nell’idrogeno il livello n è degenero in l, quindi serve la
perturbazione degenere: diagonalizzando V^ nel sottospazio degenere si
ottiene uno splitting lineare in E.
🧮Caso n=2: mescolamento 2s–2p
Nel sottospazio {∣200⟩,∣210⟩} (gli stati 2s e 2p,m=0) la matrice
di V^ è (0XX0) con
X=⟨2s∣eEz∣2p,m=0⟩=−3eEa0. Gli autovalori sono λ±=±3eEa0
e gli autostati corretti
ψ±=21(ψ2s±ψ2p,m=0).
Il campo non “separa” 2s e 2p: li mischia in combinazioni pari/dispari, separate
linearmente in energia.
✏️Conseguenza: la metastabilità del 2s
Il 2s è metastabile perché 2s→1s viola Δl=±1. Ma nello Stark il 2s
diventa 21(ψ2s±ψ2p): acquista carattere p e può
decadere. Lo stato oscilla tra 2s e 2p con
∣⟨2s∣ϕ(t)⟩∣2=21[1+cos(ΔEt/ℏ)]: per campi forti
l’oscillazione è rapida e il 2s perde la metastabilità.
Effetto Stark lineare (n=2 dell'idrogeno)
campo E
Il campo elettrico non "separa" 2s e 2p: li **mischia** in ψ± separati linearmente in E (±3eEa₀). I 2p,m=±1 non mischiano (restano al centro). È una perturbazione degenere: il 2s acquista carattere p → può decadere (perde la metastabilità).
Effetto Zeeman: atomo in campo magnetico
Campo B=Bz^. L’hamiltoniana (minima coupling, non relativistica) è
Il termine diamagnetico è ∝B2 ed è piccolo per i campi di laboratorio: lo si
tralascia quasi sempre. Resta il termine paramagnetico (lineare in B), che è quello
che produce i tre effetti Zeeman. Quale dei tre si osserva dipende dal rapporto
tra B e l’accoppiamento spin-orbita.
I tre regimi
Regime
gerarchia
buoni numeri
splitting
Zeeman ordinario
B fortissimo, SO trascurabile
n,l,ml,ms
μBB(ml+2ms)
Paschen–Back
B forte, SO come perturbazione
n,l,ml,ms
Zeeman ord. + corr. SO
Zeeman anomalo
B debole, SO in H^0
n,l,s,j,mj
μBBgmj
Zeeman ordinario
La perturbazione V^=ℏμBB(Lz+2Sz) è già diagonale:
🔑Energie Zeeman ordinario
En,l,ml,ms=En+μBB(ml+2ms)
💡Tripletto di Lorentz
Con le regole di selezione Δml=0,±1, Δms=0, tutte le transazioni
hanno ΔE=μBBΔml, cioè solo tre valori: una riga π (Δm=0,
non spostata) e due righe σ± (Δm=±1, spostate di ±μBB). È il
tripletto normale (lo spin non conta, il 2ms si elude per Δms=0).
Paschen–Back
B abbastanza forte da tenere la base ∣n,l,ml,ms⟩, ma lo spin-orbita non è
più trascurabile e va trattato come perturbazione su quella base. Poiché
L⋅S=LzSz+21(L+S−+L−S+) e gli operatori di salita
cambiano ml,ms di ±1, il solo contributo diagonale è LzSz:
ΔESO=⟨ξ(r)⟩n,lℏ2mlms.
Il risultato è il splitting Zeeman ordinario con una piccola correzione che separa
ulteriormente i livelli senza rimuovere altre degenerazioni.
Zeeman anomalo
Qui B è debole: lo spin-orbita è già in H^0, si lavora nella base
∣n,l,s,j,mj⟩, e la perturbazione è
Jz è diagonale in mj; Sz no (in questa base). Si usa il teorema di
proiezione (Wigner–Eckart): entro un sottospazo a j fissato, il valore medio di un
operatore vettoriale è la sua proiezione su J:
🧮Valore medio di S_z (fattore di Landé)
⟨S⟩=⟨J2⟩⟨S⋅J⟩⟨J⟩,
con S⋅J=21(J2+S2−L2). Per la componente z:
In regime debole (Zeeman anomalo) ogni livello |J⟩ si sdoppia in 2J+1 sottolivelli a E = μ_B·B·g·m_J, con g = 1+[J(J+1)+S(S+1)−L(L+1)]/[2J(J+1)] (Landé). Lo splitting totale è 2μ_B·B·g·J. Le transazioni danno righe π (Δm_J=0) e σ± (Δm_J=±1).
Per l=0 (j=s=21): g=2 (puro spin). Esempio l=1: g(2p3/2)=4/3,
g(2p1/2)=2/3. Lo “Zeeman anomalo” dà più di tre righe perché ogni termine si
sdoppia secondo i suoi mj con un g diverso.
💡Il nome anomalo è storico
Si chiama “anomalo” perché, prima del riconoscimento dello spin, non si capiva perché
il numero di righe non fosse sempre 3. Con lo spin e il fattore di Landé non c’è nulla
di anomalo: è il caso più generale (e fisicamente più realistico).