Lezione 09
H₂⁺ esatto, LCAO variazionale, Heitler-London
Obiettivo della pagina
Il sistema più semplice in cui nasce un legame chimico è lo ione molecolare : un elettrone condiviso da due protoni a distanza . È, nella fisica molecolare, l’analogo dell’atomo di idrogeno: un caso in cui la trattazione esatta è possibile (in coordinate ellittiche) e fornisce un benchmark per tutti i metodi approssimati.
Lo trattiamo qui in tre passi di complessità crescente:
- Soluzione esatta in coordinate ellittiche prolate , dove l’equazione di Schrödinger elettronica è separabile (cap. 33 delle dispense).
- Metodo LCAO (Linear Combination of Atomic Orbitals) come calcolo variazionale su una base minima di due 1s, che porta alla classica equazione secolare con integrali , , .
- Estensione a (due elettroni) sia in schema LCAO-MO (Hund-Mulliken, cap. 46) sia in schema valence-bond (Heitler-London, cap. 47), evidenziando il limite di dissociazione del LCAO minimo e la sua correzione tramite interazione di configurazioni (CI, cap. 48).
LCAO: legante vs antilegante (H₂⁺)
ψ₊ = φ_A+φ_B accumula densità tra i nuclei → legame; ψ₋ = φ_A−φ_B ha un nodo in mezzo → antilegante. Nota: legante↔gerade e antilegante↔ungerade vale per σ,non per π (audit A14).
La pagina si chiude con una discussione del difetto sistematico del LCAO minimo all’aumentare di : la comparsa di una componente ionica spuria, che viene rimossa solo diagonalizzando l’hamiltoniana su più determinanti. È il primo esempio storico di come un singolo determinante non basti a descrivere una molecola su tutta la curva di legame.
Hamiltoniana elettronica di
Nell’approximazione di Born-Oppenheimer (vedi cap. 11) i due protoni sono fissati a distanza e l’elettrone si muove nel potenziale coulombiano dei due centri. In unità atomiche (), posizionando l’origine nel punto medio tra i nuclei:
I primi tre termini costituiscono l’hamiltoniana “elettronica vera” (cinetica + attrazione con i due centri); l’ultimo termine è la repulsione costante tra i nuclei, che si aggiunge all’energia elettronica per dare l’energia totale che entra nella curva di potenziale per i nuclei.
L’hamiltoniana è invariante sotto:
- inversione (molecola omopolare, simmetria );
- rotazioni attorno all’asse internucleare proiezione del momento angolare è conservata (autovalori );
- riflessioni in ogni piano contenente l’asse stati hanno parità .
Il fatto che dipenda solo dalle distanze , e dall’angolo suggerisce di usare proprio come coordinate: le coordinate ellittiche prolate.
Coordinate ellittiche
dove sono le distanze dell’elettrone dai due protoni e la loro separazione. Le superfici sono ellissoidi di fuochi ; le superfici sono iperboloidi a due faldi.
Utili relazioni di conversione:
Il calcolo diretto delle derivate parziali ecc., combinato con la relazione , dà
Il fattore di volume si annulla sull’asse internucleare (), come ci si aspetta da un sistema di coordinate “angolari”.
Il Laplaciano in queste coordinate si scrive
Soluzione esatta: separabilità dell’hamiltoniana
Sostituendo il Laplaciano e l’espressione nell’equazione di Schrödinger, moltiplicando per e usando l’identità
si trova che la decomposizione in fattori funzione solo di e solo di è possibile. Posto , l’equazione si sdoppia in due ODE accoppiate da una costante di separazione :
Per ogni valore di occorre determinare simultaneamente due numeri: l’energia e la costante di separazione . Le condizioni sono:
- regolare e normalizzabile per ;
- regolare negli estremi (asse internucleare).
L’equazione in è del tipo associato di Legendre “perturbato” dal termine quadratico in ; quella in ha forma analoga ma con termini lineari in e costanti che crescono con . Numericamente si risolvono con metodi shooting o espansioni in polinomi di Jacobi.
H₂⁺: coordinate ellittiche e energia esatta vs LCAO
A sinistra: coordinate ellittiche (blu = ellissi ξ = costante; verde = iperboli η = costante) con i due fuochi A e B (protoni) separati da R. A destra: energia dello stato legante in funzione di R — la curva esatta (blu) ha un minimo più profondo di quella LCAO (verde); l'antilegante (tratteggiato) non ha minimo. Il LCAO funziona bene per R ~ R_eq ma diverge a piccoli R (mixing con eccitati).
- L’energia a dissociazione () tende a di .
Questi numeri sono il benchmark a cui confrontare ogni risultato LCAO approssimato.
Metodo LCAO: ansatz variazionale
L’idea del metodo LCAO è sostituire la ricerca dell’autofunzione esatta con una ricerca in un sottospazio finito costruito su orbitali atomici noti (quelli dell’atomo isolato). Per , la base minima è formata dai due 1s centrati sui protoni e :
Le due funzioni di base non sono ortogonali (mentre lo sono le autofunzioni esatte). La loro sovrapposizione è .
Per simmetria () le combinazioni proprie sono simmetrica e antisimmetrica:
- (gerade, simmetrica): densità di carica accumulata tra i due nuclei orbitale legante .
- (ungerade, antisimmetrica): nodo sul piano bisetore orbitale antilegante .
Per un orbitale () la combinazione simmetrica è legante; ma per un orbitale () è il contrario: è legante, è antilegante. L’asterisco (non il ) identifica l’antilegante. Vedi cap. 17.
Equazione secolare e determinante
La minimizzazione variazionale di rispetto ai coefficienti porta al sistema lineare generale:
Definite le matrici e ,
Imponendo si ottengono le equazioni secolari:
Soluzione non banale
che è un’equazione in di grado (dimensione della base). Per ogni autovalore , gli autovettori danno l’orbitale MO corrispondente.
Per in base 1s la matrice è simmetrica per scambio :
Il determinante dà subito le due radici:
Integrali analitici: , ,
Tutti gli integrali si calcolano in coordinate ellittiche. Il risultato è una serie di espressioni chiuse in potenze di ed esponenziali.
Posto e ,
L’integrale in dà e, dopo integrazione per parti in ,
da cui la formula .
Gli altri due integrali richiesti sono l’integrale coulombiano (effetto del nucleo sull’elettrone che staziona su ) e l’integrale di risonanza (coupling diretto tra i due stati atomici):
con energia dell’idrogeno 1s.
Il termine in è il classico integrale tridimensionale : schermo del secondo protone sulla carica del primo. Il termine in è il vero ingrediente del legame, perché compare con segno opposto tra ed : favorisce e sfavorisce .
Sostituendo nella formula e raccogliendo:
A piccoli , e il denominatore di tende a zero da sopra: (repulsione forte). A grandi entrambe le curve tendono a , ma solo ha un minimo a con (valore LCAO minimo, da confrontare con il valore esatto ).
Il limite è regolare solo se si mantiene il fattore . Se si approssima si ottiene un’aut energia troppo bassa. Inoltre, senza , non diverge a come deve (limite dell’atomo in stato ).
Da a : LCAO-MO (Hund-Mulliken)
Con due elettroni si applica il principio di Aufbau: si riempiono gli orbitali MO trovati per partendo dal più basso. La configurazione fondamentale è , ovvero entrambi gli elettroni in con spin accoppiati (singhetto):
L’hamiltoniana elettronica di è
dove è l’hamiltoniana “a un elettrone” (senza il termine , che stiamo tenendo a parte). L’energia variazionale di è
Questa espressione (cap. 46 delle dispense) dà numericamente e , da confrontare con i valori sperimentali e . Il risultato è qualitativamente corretto ma quantitativamente scarso, soprattutto per .
Heitler-London (valence bond)
L’approccio valence bond (VB) di Heitler-London parte dal limite opposto: costruisce la funzione d’onda a partire dagli atomi già formati a grande distanza, imponendo fin da subito la corretta simmetria di scambio. Per :
con . Lo stato (spazialmente simmetrico) si accoppia al singhetto di spin ; si accoppia al tripleto .
L’energia media è
dove è l’integrale coulombiano a due centri e è l’integrale di scambio (termine puramente quantistico, dovuto all’indistinguibilità degli elettroni):
Numericamente: e . HL fa meglio di LCAO-MO minimo sull’energia, peggio su .
Confronto LCAO-MO vs Heitler-London
| Metodo | Forma della | (eV) | Contenuto ionico | |
|---|---|---|---|---|
| LCAO-MO (Hund-Mulliken) | 50% (fisso) | |||
| Heitler-London (VB) | 0% | |||
| LCAO-MO + CI () | ottimizzato | |||
| Sperimentale | — | — |
- LCAO-MO: si costruiscono prima orbitali molecolari delocalizzati e poi si riempiono come in un atomo. Vantaggio: si adatta naturalmente a descrivere anche gli stati eccitati (, ecc.). Svantaggio: trascina con sé una componente ionica intrinseca.
- Heitler-London: si parte dalla rappresentazione “covalente” più fisica (un elettrone su ciascun atomo) e si impone la simmetria di scambio. Vantaggio: dissociazione corretta. Svantaggio: descrive male gli eccitati ionici e la regione di legame piccolo, dove il carattere ionico conta.
I due metodi convergono allo stesso risultato se estesi all’interazione di configurazione completa (vedi oltre): è l’equivalenza MO-CI VB-CI nel limite di base completa. La differenza è solo nella forma funzionale della funzione di prova, che determina quale fisica è già “inclusa” e quale richiede configurazioni aggiuntive.
Il passaggio chiave: interazione di configurazione minima
Poiché e hanno la stessa simmetria (entrambe ), si possono mescolare variazionalmente:
Minimizzando su questa forma funzionale si trova e : un salto di quasi rispetto al LCAO-MO minimo. Il parametro dipende da e reinterpretando la funzione d’onda nei termini della decomposizione covalente + ionica si trova un peso ionico
che indica una forte soppressione della componente ionica rispetto al LCAO minimo (, pari peso).
Dissociazione spuria del LCAO minimo
Questo è il punto più importante della pagina, perché mostra un limite fondamentale di tutti i metodi a singolo determinante, non solo del LCAO.
Sviluppando con :
I primi due termini sono ionici: descrivono (entrambi gli elettroni su un solo protone). Gli ultimi due sono covalenti: descrivono (un elettrone per protone).
A il canale è più alto in energia di rispetto a (energia di affinità elettronica dell’idrogeno contro energia di ionizzazione ). Tuttavia il LCAO minimo assegna a ciascun canale esattamente metà del peso: dissociazione in una miscela di e , completamente spuria.
Non basta allargare la base (usando , , ecc.) sul singolo determinante: il peso ionico resta del 50% a per costruzione del determinante . Serve necessariamente un secondo determinante (, che è puramente ionico e in opposizione di fase) da sottrarre al primo.
L’interazione di configurazione (CI) fa esattamente questo: diagonalizza sullo spazio delle configurazioni con stessa simmetria,
Il coefficiente cresce al crescere di , cancellando la componente ionica e ripristinando la corretta dissociazione in . È il prototipo di tutti i metodi post-Hartree-Fock (MP2, CCSD, CASSCF…).
Il problema della dissociazione spuria non è un difetto del LCAO in sé, ma di ogni ansatz a singolo determinante quando si vuole descrivere un legame che si rompe in modo omolitico (cioè , non ). Ogni volta che una molecola si dissocia in due frammenti a guscio aperto, serve correlazione statica (= CI multi-determinante). Per legami eterolitici () il singolo determinante funziona meglio.
LCAO come caso particolare del principio variazionale
Il metodo LCAO non è una “ricetta”: è il principio variazionale di Rayleigh-Ritz applicato a uno spazio di Hilbert finito di dimensione . Cambiare la base (da 1s a 1s+2s+2p, da Slater a gaussiane, da atomiche a plane waves) non cambia la struttura del problema:
- si costruiscono le matrici e ;
- si risolve ;
- si ottengono orbitali MO e relative energie.
L’aumento di converge (per basi complete) al risultato esatto; il compromesso è tra accuratezza e costo computazionale ( per la diagonalizzazione, per il calcolo degli integrali bi-elettronici).
Confronto tra LCAO minimo e soluzione esatta a (prossimo al minimo):
- errore relativo: su .
Aggiungendo un parametro di scala variazionale sull’orbital 1s (, “1s schermato”) l’errore scende al .
- Per costruzione di orbitali MO a partire da LCAO e diagrammi di correlazione: cap. 17 — MO diatomiche.
- Per Born-Oppenheimer, che sta dietro a tutta l’impostazione a nuclei fermi: cap. 11 — Born-Oppenheimer.
- Per sistemi coniugati trattati con Hückel/tight-binding (LCAO su più centri): cap. 21 — sistemi e solidi · cap. 09 — trimero/polimero.
- Per crossing di curve elettroniche e non-crossing rule (citato in cap. 33): cap. 20 — spettri elettronici.
Formule chiave
- Hamiltoniana elettronica di (au): .
- Coordinate ellittiche: , con .
- Overlap dei 1s: .
- Equazione secolare LCAO: ; per : .
- ; .
- Stato fondamentale di (LCAO-MO minimo): ; , .
- Heitler-London: , .
- CI minimo di Weinbaum: ; , .
- Sperimentale: , .
Questi concetti sono testati in 4 esami della raccolta:
- esame 03 — H₂ LCAO: calcolo di , , identificazione del minimo.
- esame 20 — H₂ LCAO e Born-Oppenheimer: curva di legame, ruolo del parametro , connessione con il quadro BO.
- esame 24 — Ar₂ Lennard-Jones: confronto tra legame chimico (LCAO) e legame di van der Waals (LJ), scale energetiche.
- esame 32 — H₂ LCAO and power law: andamento asintotico di , , ruolo della legge di potenza nel decadimento dell’overlap.