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Lezione 09

H₂⁺ esatto, LCAO variazionale, Heitler-London

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Sorgente: 16 · H₂⁺ e LCAO (cap. 33, 46–48 dispense)
aggiornato 2026-06-29

Obiettivo della pagina

Il sistema più semplice in cui nasce un legame chimico è lo ione molecolare H2+H_2^+: un elettrone condiviso da due protoni a distanza RR. È, nella fisica molecolare, l’analogo dell’atomo di idrogeno: un caso in cui la trattazione esatta è possibile (in coordinate ellittiche) e fornisce un benchmark per tutti i metodi approssimati.

Lo trattiamo qui in tre passi di complessità crescente:

  1. Soluzione esatta in coordinate ellittiche prolate (ξ,η,ϕ)(\xi,\eta,\phi), dove l’equazione di Schrödinger elettronica è separabile (cap. 33 delle dispense).
  2. Metodo LCAO (Linear Combination of Atomic Orbitals) come calcolo variazionale su una base minima di due 1s, che porta alla classica equazione secolare 2×22\times2 con integrali SS, HAAH_{AA}, HABH_{AB}.
  3. Estensione a H2H_2 (due elettroni) sia in schema LCAO-MO (Hund-Mulliken, cap. 46) sia in schema valence-bond (Heitler-London, cap. 47), evidenziando il limite di dissociazione del LCAO minimo e la sua correzione tramite interazione di configurazioni (CI, cap. 48).

LCAO: legante vs antilegante (H₂⁺)

R

ψ₊ = φ_A+φ_B accumula densità tra i nuclei → legame; ψ₋ = φ_A−φ_B ha un nodo in mezzo → antilegante. Nota: legante↔gerade e antilegante↔ungerade vale per σ,non per π (audit A14).

La pagina si chiude con una discussione del difetto sistematico del LCAO minimo all’aumentare di RR: la comparsa di una componente ionica spuria, che viene rimossa solo diagonalizzando l’hamiltoniana su più determinanti. È il primo esempio storico di come un singolo determinante non basti a descrivere una molecola su tutta la curva di legame.

Hamiltoniana elettronica di H2+H_2^+

Nell’approximazione di Born-Oppenheimer (vedi cap. 11) i due protoni sono fissati a distanza RR e l’elettrone si muove nel potenziale coulombiano dei due centri. In unità atomiche (=me=e=4πϵ0=1\hbar=m_e=e=4\pi\epsilon_0=1), posizionando l’origine nel punto medio tra i nuclei:

Hamiltoniana elettronica di $H_2^+$ (au)
H^=1221rR21r+R2+1R\hat H=-\frac{1}{2}\nabla^2-\frac{1}{\left|\mathbf r-\tfrac{\mathbf R}{2}\right|} -\frac{1}{\left|\mathbf r+\tfrac{\mathbf R}{2}\right|}+\frac{1}{R}

I primi tre termini costituiscono l’hamiltoniana “elettronica vera” (cinetica + attrazione con i due centri); l’ultimo termine 1/R1/R è la repulsione costante tra i nuclei, che si aggiunge all’energia elettronica per dare l’energia totale Etot(R)E_{\text{tot}}(R) che entra nella curva di potenziale per i nuclei.

Simmetrie di $\hat H$

L’hamiltoniana è invariante sotto:

  • inversione rr\mathbf r\to-\mathbf r (molecola omopolare, simmetria g/ug/u);
  • rotazioni attorno all’asse internucleare \Rightarrow proiezione del momento angolare mm è conservata (autovalori eimϕe^{im\phi});
  • riflessioni in ogni piano contenente l’asse \Rightarrow Σ\Sigma stati hanno parità ±\pm.

Il fatto che H^\hat H dipenda solo dalle distanze rAr_A, rBr_B e dall’angolo ϕ\phi suggerisce di usare proprio (rA+rB,rArB,ϕ)(r_A+r_B, r_A-r_B, \phi) come coordinate: le coordinate ellittiche prolate.

Coordinate ellittiche (ξ,η,ϕ)(\xi,\eta,\phi)

Coordinate ellittiche (prolate)
ξ=rA+rBR[1,),η=rArBR[1,1],ϕ[0,2π)\xi=\frac{r_A+r_B}{R}\in[1,\infty),\qquad \eta=\frac{r_A-r_B}{R}\in[-1,1],\qquad \phi\in[0,2\pi)

dove rA,rBr_A,r_B sono le distanze dell’elettrone dai due protoni e RR la loro separazione. Le superfici ξ=const\xi=\text{const} sono ellissoidi di fuochi A,BA,B; le superfici η=const\eta=\text{const} sono iperboloidi a due faldi.

Utili relazioni di conversione:

rA=R2(ξ+η),rB=R2(ξη),ξ2η2=4rArBR2.r_A=\tfrac{R}{2}(\xi+\eta),\quad r_B=\tfrac{R}{2}(\xi-\eta),\quad \xi^2-\eta^2=\frac{4 r_A r_B}{R^2}.
Jacobiano della trasformazione

Il calcolo diretto delle derivate parziali ξ/x\partial\xi/\partial x ecc., combinato con la relazione rArB=R2(ξ2η2)/4r_A r_B = R^2(\xi^2-\eta^2)/4, dà

dr=R38(ξ2η2)dξdηdϕ.d\mathbf r=\frac{R^3}{8}(\xi^2-\eta^2)\,d\xi\,d\eta\,d\phi.

Il fattore di volume si annulla sull’asse internucleare (ξ2=η2\xi^2=\eta^2), come ci si aspetta da un sistema di coordinate “angolari”.

Il Laplaciano in queste coordinate si scrive

2=4R2(ξ2η2){ξ ⁣[(ξ21)ξ]+η ⁣[(1η2)η]+ξ2η2(ξ21)(1η2)2ϕ2}.\nabla^2=\frac{4}{R^2(\xi^2-\eta^2)} \left\{ \frac{\partial}{\partial\xi}\!\left[(\xi^2-1)\frac{\partial}{\partial\xi}\right]+ \frac{\partial}{\partial\eta}\!\left[(1-\eta^2)\frac{\partial}{\partial\eta}\right]+ \frac{\xi^2-\eta^2}{(\xi^2-1)(1-\eta^2)}\frac{\partial^2}{\partial\phi^2} \right\}.

Soluzione esatta: separabilità dell’hamiltoniana

Sostituendo il Laplaciano e l’espressione 1rA+1rB=4ξR(ξ2η2)\frac{1}{r_A}+\frac{1}{r_B}=\frac{4\xi}{R(\xi^2-\eta^2)} nell’equazione di Schrödinger, moltiplicando per R2(ξ2η2)/2R^2(\xi^2-\eta^2)/2 e usando l’identità

ξ2η2(ξ21)(1η2)=1ξ21+1η21,\frac{\xi^2-\eta^2}{(\xi^2-1)(1-\eta^2)}= \frac{1}{\xi^2-1}+\frac{1}{\eta^2-1},

si trova che la decomposizione in fattori funzione solo di ξ\xi e solo di η\eta è possibile. Posto Ψ(ξ,η,ϕ)=X(ξ)H(η)eimϕ\Psi(\xi,\eta,\phi)=X(\xi)H(\eta)e^{im\phi}, l’equazione si sdoppia in due ODE accoppiate da una costante di separazione λ-\lambda:

Equazioni radiali $X(\xi)$ e angolare $H(\eta)$
ddξ ⁣[(ξ21)dXdξ]+[m2ξ21+R2ξ22 ⁣(1RE)2Rξ+λ]X=0-\frac{d}{d\xi}\!\left[(\xi^2-1)\frac{dX}{d\xi}\right]+ \left[-\frac{m^2}{\xi^2-1}+\frac{R^2\xi^2}{2}\!\left(\frac{1}{R}-E\right)-2R\xi+\lambda\right]X=0ddη ⁣[(1η2)dHdη]+[m2η21R2η22 ⁣(1RE)+λ]H=0\frac{d}{d\eta}\!\left[(1-\eta^2)\frac{dH}{d\eta}\right]+ \left[-\frac{m^2}{\eta^2-1}-\frac{R^2\eta^2}{2}\!\left(\frac{1}{R}-E\right)+\lambda\right]H=0
Condizioni al contorno e determinazione di $E$

Per ogni valore di RR occorre determinare simultaneamente due numeri: l’energia EE e la costante di separazione λ\lambda. Le condizioni sono:

  • X(ξ)X(\xi) regolare e normalizzabile per ξ\xi\to\infty;
  • H(η)H(\eta) regolare negli estremi η=±1\eta=\pm 1 (asse internucleare).

L’equazione in η\eta è del tipo associato di Legendre “perturbato” dal termine quadratico in η2\eta^2; quella in ξ\xi ha forma analoga ma con termini lineari in ξ\xi e costanti che crescono con RR. Numericamente si risolvono con metodi shooting o espansioni in polinomi di Jacobi.

H₂⁺: coordinate ellittiche e energia esatta vs LCAO

R (separazione)2.00 a₀

A sinistra: coordinate ellittiche (blu = ellissi ξ = costante; verde = iperboli η = costante) con i due fuochi A e B (protoni) separati da R. A destra: energia dello stato legante in funzione di R — la curva esatta (blu) ha un minimo più profondo di quella LCAO (verde); l'antilegante (tratteggiato) non ha minimo. Il LCAO funziona bene per R ~ R_eq ma diverge a piccoli R (mixing con eccitati).

Risultati esatti per lo stato fondamentale di $H_2^+$
  • Req=1,997a01,06A˚R_{\text{eq}}=1{,}997\,a_0 \simeq 1{,}06\,\text{\AA}
  • De=0,1026Eh=2,79eVD_e=0{,}1026\,E_h = 2{,}79\,\text{eV}
  • L’energia a dissociazione (RR\to\infty) tende a E1s=12EhE_{1s}=-\tfrac12\,E_h di HH.

Questi numeri sono il benchmark a cui confrontare ogni risultato LCAO approssimato.

Metodo LCAO: ansatz variazionale

L’idea del metodo LCAO è sostituire la ricerca dell’autofunzione esatta con una ricerca in un sottospazio finito costruito su orbitali atomici noti (quelli dell’atomo isolato). Per H2+H_2^+, la base minima è formata dai due 1s centrati sui protoni AA e BB:

LCAO per $H_2^+$ — base minima 1s
Ψ(r)cAϕ1s(rA)+cBϕ1s(rB),ϕ1s(r)=1πer (au).\Psi(\mathbf r)\approx c_A\,\phi_{1s}(r_A)+c_B\,\phi_{1s}(r_B),\qquad \phi_{1s}(r)=\frac{1}{\sqrt{\pi}}\,e^{-r}\ \text{(au)}.

Le due funzioni di base non sono ortogonali (mentre lo sono le autofunzioni esatte). La loro sovrapposizione S=ϕAϕBS=\langle\phi_A|\phi_B\rangle è 0\neq0.

Per simmetria (ABA\leftrightarrow B) le combinazioni proprie sono simmetrica e antisimmetrica:

Ψg,u=12(1±S)[ϕ1s(rA)±ϕ1s(rB)].\Psi_{g,u}=\frac{1}{\sqrt{2(1\pm S)}}\bigl[\phi_{1s}(r_A)\pm\phi_{1s}(r_B)\bigr].
  • Ψg\Psi_g (gerade, simmetrica): densità di carica accumulata tra i due nuclei \Rightarrow orbitale legante σg1s\sigma_g\,1s.
  • Ψu\Psi_u (ungerade, antisimmetrica): nodo sul piano bisetore \Rightarrow orbitale antilegante σu1s\sigma_u^{*}\,1s.
$g/u$ non implica legante/antilegante in generale

Per un orbitale σ\sigma (Λ=0\Lambda=0) la combinazione simmetrica è legante; ma per un orbitale π\pi (Λ=1\Lambda=1) è il contrario: πu\pi_u è legante, πg\pi_g è antilegante. L’asterisco ^{*} (non il g/ug/u) identifica l’antilegante. Vedi cap. 17.

Equazione secolare e determinante

La minimizzazione variazionale di E=ΨH^Ψ/ΨΨ\langle E\rangle = \langle\Psi|\hat H|\Psi\rangle/\langle\Psi|\Psi\rangle rispetto ai coefficienti {ci}\{c_i\} porta al sistema lineare generale:

Dall'ansatz LCAO all'equazione secolare

Definite le matrici Hij=iH^jH_{ij}=\langle i|\hat H|j\rangle e Sij=ijS_{ij}=\langle i|j\rangle,

E=ijcicjHijijcicjSij.\langle E\rangle = \frac{\sum_{ij}c_i^*c_j H_{ij}}{\sum_{ij}c_i^*c_j S_{ij}}.

Imponendo E/ci=0\partial\langle E\rangle/\partial c_i^*=0 si ottengono le equazioni secolari:

jcj(HijESij)=0i(HES)c=0.\sum_j c_j\bigl(H_{ij}-E\,S_{ij}\bigr)=0\quad\forall i \quad\Longleftrightarrow\quad (\mathbf H-E\,\mathbf S)\,\mathbf c=0.

Soluzione non banale \Leftrightarrow

  det ⁣(HES)=0  \boxed{\;\det\!\bigl(\mathbf H-E\,\mathbf S\bigr)=0\;}

che è un’equazione in EE di grado MM (dimensione della base). Per ogni autovalore EkE_k, gli autovettori c(k)\mathbf c^{(k)} danno l’orbitale MO corrispondente.

Per H2+H_2^+ in base 1s la matrice è 2×22\times2 simmetrica per scambio ABA\leftrightarrow B:

H=(HAAHABHABHAA),S=(1SS1).\mathbf H=\begin{pmatrix}H_{AA}&H_{AB}\\H_{AB}&H_{AA}\end{pmatrix},\qquad \mathbf S=\begin{pmatrix}1&S\\S&1\end{pmatrix}.

Il determinante dà subito le due radici:

Eg,u=HAA±HAB1±S.E_{g,u}=\frac{H_{AA}\pm H_{AB}}{1\pm S}.

Integrali analitici: S(R)S(R), HAA(R)H_{AA}(R), HAB(R)H_{AB}(R)

Tutti gli integrali si calcolano in coordinate ellittiche. Il risultato è una serie di espressioni chiuse in potenze di RR ed esponenziali.

Overlap (integrale di sovrapposizione)
S(R)=ϕ1s(rA)ϕ1s(rB)=eR(1+R+R23)S(R)=\langle\phi_{1s}(r_A)|\phi_{1s}(r_B)\rangle =e^{-R}\left(1+R+\frac{R^2}{3}\right)
Calcolo di $S(R)$ in coordinate ellittiche

Posto rA+rB=Rξr_A+r_B=R\xi e dr=(R3/8)(ξ2η2)dξdηdϕd\mathbf r=(R^3/8)(\xi^2-\eta^2)\,d\xi\,d\eta\,d\phi,

S=1πeRξdr=R341 ⁣ ⁣dξ11 ⁣ ⁣dη(ξ2η2)eRξ.S=\frac{1}{\pi}\int e^{-R\xi}\,d\mathbf r =\frac{R^3}{4}\int_1^\infty\!\!d\xi\int_{-1}^{1}\!\!d\eta\,(\xi^2-\eta^2)e^{-R\xi}.

L’integrale in η\eta23(termine noto)\tfrac{2}{3}\cdot(\text{termine noto}) e, dopo integrazione per parti in ξ\xi,

Rx2exdx=eR(R2+2R+2),Rexdx=eR,\int_R^\infty x^2 e^{-x}\,dx=e^{-R}(R^2+2R+2),\qquad \int_R^\infty e^{-x}\,dx=e^{-R},

da cui la formula S(R)=eR(1+R+R2/3)S(R)=e^{-R}(1+R+R^2/3).

Gli altri due integrali richiesti sono l’integrale coulombiano (effetto del nucleo BB sull’elettrone che staziona su AA) e l’integrale di risonanza (coupling diretto tra i due stati atomici):

Integrale coulombiano $H_{AA}$ e di risonanza $H_{AB}$
HAA=E1s+1R1R(R+1)e2R(au)H_{AA}=E_{1s}+\frac{1}{R}-\frac{1}{R}\,(R+1)\,e^{-2R} \quad\text{(au)}HAB=(E1s+1R)S(1+R)eR(au)H_{AB}=\Bigl(E_{1s}+\frac{1}{R}\Bigr)S-(1+R)\,e^{-R} \quad\text{(au)}

con E1s=12EhE_{1s}=-\tfrac12\,E_h energia dell’idrogeno 1s.

Il termine (R+1)e2R/R(R+1)e^{-2R}/R in HAAH_{AA} è il classico integrale tridimensionale ϕA(1/rB)ϕA\langle\phi_A|(-1/r_B)|\phi_A\rangle: schermo del secondo protone sulla carica del primo. Il termine (1+R)eR(1+R)e^{-R} in HABH_{AB} è il vero ingrediente del legame, perché compare con segno opposto tra EgE_g ed EuE_u: favorisce EgE_g e sfavorisce EuE_u.

Forma finale di $E_g(R)$, $E_u(R)$

Sostituendo nella formula Eg,u=(HAA±HAB)/(1±S)E_{g,u}=(H_{AA}\pm H_{AB})/(1\pm S) e raccogliendo:

Eg,u(R)=E1s+1R(R+1)e2R±eR ⁣(123R2)1±eR(1+R+R2/3).E_{g,u}(R)=E_{1s}+\frac{1}{R}\, \frac{(R+1)e^{-2R}\pm e^{-R}\!\left(1-\tfrac{2}{3}R^2\right)} {1\pm e^{-R}(1+R+R^2/3)}.

A piccoli RR, S1S\to1 e il denominatore 1S1-S di EuE_u tende a zero da sopra: Eu+E_u\to+\infty (repulsione forte). A grandi RR entrambe le curve tendono a E1sE_{1s}, ma solo EgE_g ha un minimo a Req2,5a0R_{\text{eq}}\approx2{,}5\,a_0 con De1,76eVD_e\approx1{,}76\,\text{eV} (valore LCAO minimo, da confrontare con il valore esatto 2,79eV2{,}79\,\text{eV}).

Dimenticare il denominatore $(1\pm S)$

Il limite R0R\to0 è regolare solo se si mantiene il fattore 1±S(R)1\pm S(R). Se si approssima S1S\approx1 si ottiene un’aut energia EgE_g troppo bassa. Inoltre, senza 1S1-S, EuE_u non diverge a R0R\to0 come deve (limite dell’atomo He+\text{He}^{+} in stato 2p2p).

Da H2+H_2^+ a H2H_2: LCAO-MO (Hund-Mulliken)

Con due elettroni si applica il principio di Aufbau: si riempiono gli orbitali MO trovati per H2+H_2^+ partendo dal più basso. La configurazione fondamentale è σg2\sigma_g^2, ovvero entrambi gli elettroni in Ψg\Psi_g con spin accoppiati (singhetto):

ΦgA(1,2)=ϕg(1)ϕg(2)χ0,0(1,2).\Phi_g^{A}(1,2)=\phi_g(1)\,\phi_g(2)\,\chi_{0,0}(1,2).

L’hamiltoniana elettronica di H2H_2 è

H^=H^0(1)+H^0(2)+1r12+1R,\hat H=\hat H_0(1)+\hat H_0(2)+\frac{1}{r_{12}}+\frac{1}{R},

dove H^0(i)=(1/2)i21/rAi1/rBi\hat H_0(i)=-(1/2)\nabla_i^2-1/r_{Ai}-1/r_{Bi} è l’hamiltoniana “a un elettrone” (senza il termine 1/R1/R, che stiamo tenendo a parte). L’energia variazionale di ΦgA\Phi_g^A è

Energia LCAO-MO minima per $H_2$
EA=2Eg1R+ ⁣ ⁣dr1dr2ϕg(1)2ϕg(2)2r12E_A=2E_g-\frac{1}{R}+ \int\!\!\int d\mathbf r_1 d\mathbf r_2\, \frac{|\phi_g(1)|^2\,|\phi_g(2)|^2}{r_{12}}

Questa espressione (cap. 46 delle dispense) dà numericamente Req0,8A˚R_{\text{eq}}\approx0{,}8\,\text{\AA} e De2,68eVD_e\approx2{,}68\,\text{eV}, da confrontare con i valori sperimentali Req=0,74A˚R_{\text{eq}}=0{,}74\,\text{\AA} e De=4,75eVD_e=4{,}75\,\text{eV}. Il risultato è qualitativamente corretto ma quantitativamente scarso, soprattutto per DeD_e.

Heitler-London (valence bond)

L’approccio valence bond (VB) di Heitler-London parte dal limite opposto: costruisce la funzione d’onda a partire dagli atomi già formati a grande distanza, imponendo fin da subito la corretta simmetria di scambio. Per H2H_2:

Funzioni VB di Heitler-London
Ψ±=12(1±I2)[ϕ1s(rA1)ϕ1s(rB2)±ϕ1s(rA2)ϕ1s(rB1)]\Psi_{\pm}=\frac{1}{2(1\pm I^2)}\Bigl[ \phi_{1s}(r_{A1})\phi_{1s}(r_{B2})\pm\phi_{1s}(r_{A2})\phi_{1s}(r_{B1})\Bigr]

con I=ϕ1s(rA)ϕ1s(rB)=SI=\langle\phi_{1s}(r_A)|\phi_{1s}(r_B)\rangle=S. Lo stato Ψ+\Psi_+ (spazialmente simmetrico) si accoppia al singhetto di spin χ0,0\chi_{0,0}; Ψ\Psi_- si accoppia al tripleto χ1,MS\chi_{1,M_S}.

L’energia media è

E±=2E1s+1R+J±K1±I2,E_{\pm}=2E_{1s}+\frac{1}{R}+\frac{J\pm K}{1\pm I^2},

dove JJ è l’integrale coulombiano a due centri e KK è l’integrale di scambio (termine puramente quantistico, dovuto all’indistinguibilità degli elettroni):

J= ⁣ ⁣dr1dr2ϕA(1)2ϕB(2)2(1r121rA21rB1),J=\int\!\!\int d\mathbf r_1 d\mathbf r_2\,|\phi_A(1)|^2|\phi_B(2)|^2 \left(\frac{1}{r_{12}}-\frac{1}{r_{A2}}-\frac{1}{r_{B1}}\right), K= ⁣ ⁣dr1dr2ϕA(1)ϕB(2)(1r121rA21rB1)ϕA(2)ϕB(1).K=\int\!\!\int d\mathbf r_1 d\mathbf r_2\,\phi_A(1)\phi_B(2) \left(\frac{1}{r_{12}}-\frac{1}{r_{A2}}-\frac{1}{r_{B1}}\right)\phi_A(2)\phi_B(1).

Numericamente: Req0,87A˚R_{\text{eq}}\approx0{,}87\,\text{\AA} e De3,14eVD_e\approx3{,}14\,\text{eV}. HL fa meglio di LCAO-MO minimo sull’energia, peggio su ReqR_{\text{eq}}.

Confronto LCAO-MO vs Heitler-London

Tabella di confronto (a pari base 1s)
MetodoForma della Ψ\PsiReqR_{\text{eq}}DeD_e (eV)Contenuto ionico
LCAO-MO (Hund-Mulliken)ϕg(1)ϕg(2)\phi_g(1)\phi_g(2)0,800{,}802,682{,}6850% (fisso)
Heitler-London (VB)ϕA(1)ϕB(2)±\phi_A(1)\phi_B(2)\pm\dots0,870{,}873,143{,}140%
LCAO-MO + CI (ΦA+λΦB\Phi_A+\lambda\Phi_B)ottimizzato0,750{,}754,04{,}0q(R)<0,2q(R)<0{,}2
Sperimentale0,740{,}744,754{,}75
L'idea fisica dei due metodi
  • LCAO-MO: si costruiscono prima orbitali molecolari delocalizzati e poi si riempiono come in un atomo. Vantaggio: si adatta naturalmente a descrivere anche gli stati eccitati (σgσu\sigma_g\sigma_u, ecc.). Svantaggio: trascina con sé una componente ionica intrinseca.
  • Heitler-London: si parte dalla rappresentazione “covalente” più fisica (un elettrone su ciascun atomo) e si impone la simmetria di scambio. Vantaggio: dissociazione corretta. Svantaggio: descrive male gli eccitati ionici e la regione di legame piccolo, dove il carattere ionico conta.

I due metodi convergono allo stesso risultato se estesi all’interazione di configurazione completa (vedi oltre): è l’equivalenza MO-CI \equiv VB-CI nel limite di base completa. La differenza è solo nella forma funzionale della funzione di prova, che determina quale fisica è già “inclusa” e quale richiede configurazioni aggiuntive.

Il passaggio chiave: interazione di configurazione minima

Poiché ΦgA=ϕg(1)ϕg(2)\Phi_g^A=\phi_g(1)\phi_g(2) e ΦgB=ϕu(1)ϕu(2)\Phi_g^B=\phi_u(1)\phi_u(2) hanno la stessa simmetria (entrambe 1Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+}), si possono mescolare variazionalmente:

Funzione di prova LCAO-MO + CI minimo (Weinbaum)
ΦgV=ΦgA+λΦgB.\Phi_g^{V}=\Phi_g^{A}+\lambda\,\Phi_g^{B}.

Minimizzando E(λ)\langle E\rangle(\lambda) su questa forma funzionale si trova Req=0,75A˚R_{\text{eq}}=0{,}75\,\text{\AA} e De=4,0eVD_e=4{,}0\,\text{eV}: un salto di quasi 1,5eV1{,}5\,\text{eV} rispetto al LCAO-MO minimo. Il parametro λ\lambda dipende da RR e reinterpretando la funzione d’onda nei termini della decomposizione covalente + ionica si trova un peso ionico

q(R)1+λ1λ<0,2per ogni R,q(R)\equiv\frac{1+\lambda}{1-\lambda}<0{,}2\quad\text{per ogni }R,

che indica una forte soppressione della componente ionica rispetto al LCAO minimo (q=1q=1, pari peso).

Dissociazione spuria del LCAO minimo

Questo è il punto più importante della pagina, perché mostra un limite fondamentale di tutti i metodi a singolo determinante, non solo del LCAO.

Perché il LCAO minimo non si dissocia in $H+H$

Sviluppando ΦgA=ϕg(1)ϕg(2)\Phi_g^{A}=\phi_g(1)\phi_g(2) con ϕgϕA+ϕB\phi_g\propto\phi_A+\phi_B:

ΦgAϕA(1)ϕA(2)+ϕB(1)ϕB(2)+ϕA(1)ϕB(2)+ϕB(1)ϕA(2)covalente.\Phi_g^{A}\propto\phi_A(1)\phi_A(2)+\phi_B(1)\phi_B(2) +\underbrace{\phi_A(1)\phi_B(2)+\phi_B(1)\phi_A(2)}_{\text{covalente}}.

I primi due termini sono ionici: descrivono H+H+H^{-}+H^{+} (entrambi gli elettroni su un solo protone). Gli ultimi due sono covalenti: descrivono H+HH+H (un elettrone per protone).

A RR\to\infty il canale H+H+H^{-}+H^{+} è più alto in energia di 13,6eV\sim13{,}6\,\text{eV} rispetto a H+HH+H (energia di affinità elettronica dell’idrogeno 0,75eV\sim0{,}75\,\text{eV} contro energia di ionizzazione 13,6eV\sim13{,}6\,\text{eV}). Tuttavia il LCAO minimo assegna a ciascun canale esattamente metà del peso: dissociazione in una miscela di 50%50\% H+HH+H e 50%50\% H+H+H^{-}+H^{+}, completamente spuria.

Questo difetto NON si cura aggiungendo polarizzazione

Non basta allargare la base (usando 2s2s, 2p2p, ecc.) sul singolo determinante: il peso ionico resta del 50% a RR\to\infty per costruzione del determinante σg2\sigma_g^2. Serve necessariamente un secondo determinante (σu2\sigma_u^{*2}, che è puramente ionico e in opposizione di fase) da sottrarre al primo.

L’interazione di configurazione (CI) fa esattamente questo: diagonalizza H^\hat H sullo spazio delle configurazioni con stessa simmetria,

ΦCI=c1σg2+c2σu2+c3σgσu+\Phi_{\text{CI}}=c_1\,\sigma_g^2+c_2\,\sigma_u^{*2}+c_3\,\sigma_g\sigma_u^{*}+\dots

Il coefficiente c2c_2 cresce al crescere di RR, cancellando la componente ionica e ripristinando la corretta dissociazione in H+HH+H. È il prototipo di tutti i metodi post-Hartree-Fock (MP2, CCSD, CASSCF…).

Il messaggio generale

Il problema della dissociazione spuria non è un difetto del LCAO in sé, ma di ogni ansatz a singolo determinante quando si vuole descrivere un legame che si rompe in modo omolitico (cioè H2H+HH_2\to H+H, non H2H++HH_2\to H^{+}+H^{-}). Ogni volta che una molecola si dissocia in due frammenti a guscio aperto, serve correlazione statica (= CI multi-determinante). Per legami eterolitici (HClH++ClHCl\to H^{+}+Cl^{-}) il singolo determinante funziona meglio.

LCAO come caso particolare del principio variazionale

Lettura moderna del metodo

Il metodo LCAO non è una “ricetta”: è il principio variazionale di Rayleigh-Ritz applicato a uno spazio di Hilbert finito di dimensione MM. Cambiare la base (da 1s a 1s+2s+2p, da Slater a gaussiane, da atomiche a plane waves) non cambia la struttura del problema:

  • si costruiscono le matrici H\mathbf H e S\mathbf S;
  • si risolve det(HES)=0\det(\mathbf H-E\mathbf S)=0;
  • si ottengono MM orbitali MO e relative energie.

L’aumento di MM converge (per basi complete) al risultato esatto; il compromesso è tra accuratezza e costo computazionale (O(M3)\mathcal O(M^3) per la diagonalizzazione, O(M4)\mathcal O(M^4) per il calcolo degli integrali bi-elettronici).

Check numerico su $H_2^+$

Confronto tra LCAO minimo e soluzione esatta a R=2a0R=2\,a_0 (prossimo al minimo):

  • EgLCAOE1s0,064Eh1,74eVE_g^{\text{LCAO}}-E_{1s}\approx-0{,}064\,E_h\approx-1{,}74\,\text{eV}
  • EgesattoE1s0,102Eh2,79eVE_g^{\text{esatto}}-E_{1s}\approx-0{,}102\,E_h\approx-2{,}79\,\text{eV}
  • errore relativo: 38%\sim38\% su DeD_e.

Aggiungendo un parametro di scala variazionale ζ\zeta sull’orbital 1s (ϕ1seζr\phi_{1s}\propto e^{-\zeta r}, “1s schermato”) l’errore scende al 10%\sim10\%.

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Formule chiave

  • Hamiltoniana elettronica di H2+H_2^+ (au): H^=1221rA1rB+1R\displaystyle \hat H=-\tfrac{1}{2}\nabla^2-\frac{1}{r_A}-\frac{1}{r_B}+\frac{1}{R}.
  • Coordinate ellittiche: ξ=rA+rBR, η=rArBR\displaystyle \xi=\frac{r_A+r_B}{R},\ \eta=\frac{r_A-r_B}{R}, con dr=R38(ξ2η2)dξdηdϕ\displaystyle d\mathbf r=\frac{R^3}{8}(\xi^2-\eta^2)\,d\xi\,d\eta\,d\phi.
  • Overlap dei 1s: S(R)=eR(1+R+R23)\displaystyle S(R)=e^{-R}\left(1+R+\frac{R^2}{3}\right).
  • Equazione secolare LCAO: det(HES)=0\displaystyle \det(\mathbf H-E\,\mathbf S)=0; per H2+H_2^+: Eg,u=HAA±HAB1±S\displaystyle E_{g,u}=\frac{H_{AA}\pm H_{AB}}{1\pm S}.
  • HAA=E1s+(R+1)e2RRH_{AA}=E_{1s}+\frac{(R+1)e^{-2R}}{R}; HAB=(E1s+1R)S(1+R)eRH_{AB}=\bigl(E_{1s}+\tfrac{1}{R}\bigr)S-(1+R)e^{-R}.
  • Stato fondamentale di H2H_2 (LCAO-MO minimo): σg2χ0,0\sigma_g^2\,\chi_{0,0}; DeLCAO2,68eVD_e^{\text{LCAO}}\approx2{,}68\,\text{eV}, Req0,80A˚R_{\text{eq}}\approx0{,}80\,\text{\AA}.
  • Heitler-London: Ψ±ϕA(1)ϕB(2)±ϕA(2)ϕB(1)\Psi_{\pm}\propto\phi_A(1)\phi_B(2)\pm\phi_A(2)\phi_B(1), E±=2E1s+1R+J±K1±I2\displaystyle E_{\pm}=2E_{1s}+\frac{1}{R}+\frac{J\pm K}{1\pm I^2}.
  • CI minimo di Weinbaum: ΦV=ΦgA+λΦgB\Phi^{V}=\Phi_g^A+\lambda\Phi_g^B; De4,0eVD_e\approx4{,}0\,\text{eV}, Req0,75A˚R_{\text{eq}}\approx0{,}75\,\text{\AA}.
  • Sperimentale: De=4,75eVD_e=4{,}75\,\text{eV}, Req=0,74A˚R_{\text{eq}}=0{,}74\,\text{\AA}.
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