Lezione 0
Hamiltoniana ed equazione di Schrödinger
Obiettivo della pagina
Fissare il linguaggio operatoriale su cui si regge l’intero corso: cos’è l’hamiltoniana, in che senso “rappresenta l’energia”, e perché l’equazione di Schrödinger ne è l’estensione dinamica. Senza questi strumenti le correzioni all’idrogeno, le regole di selezione e la formazione delle bande sarebbero incomprensibili.
L’hamiltoniana come operatore energia
In meccanica classica l’hamiltoniana è una funzione che restituisce l’energia totale. In meccanica quantistica diventa un operatore hermitiano che agisce sullo spazio di Hilbert degli stati. Per una particella di massa in un potenziale :
Per particelle si sommano i termini cinetici e si rende il potenziale dipendente da tutte le coordinate: . La struttura cinetica + potenziale è tutto ciò che ci serve per costruire a mano l’hamiltoniana di idrogeno, elio, molecole e solidi.
Solo gli operatori hermitiani () hanno autovalori reali. L’energia è una quantità misurabile, quindi deve essere reale: questo vincola a essere hermitiano. Da ciò derivano anche l’ortogonalità degli autostati e la conservazione della norma.
Le due equazioni di Schrödinger
Postulato dinamico: governa l’evoluzione di qualsiasi stato chiuso.
Per un sistema stazionario ( non dipende dal tempo) si cerca una soluzione a variabili separata . Si ottiene allora un’equazione agli autovalori che non contiene il tempo:
I numeri sono i possibili valori dell’energia (lo spettro); i vettori sono gli autostati stazionari.
Una volta risolta la TISE, la soluzione più generale della TDSE è
È la sovrapposizione di stati stazionari: se i coefficienti sono più di uno, lo stato non ha energia definita, ma evolve nel tempo.
Significato fisico degli autostati
Uno stato stazionario ha tre proprietà che useremo continuamente:
- Energia definita: una misura di dà sempre .
- Densità di probabilità costante: non dipende dal tempo (il fattore di fase si cancella col suo complesso coniugato).
- Valori medi costanti: per ogni operatore senza dipendenza esplicita da , è indipendente dal tempo.
L’idrogeno è la TISE con (cap. 02). Le transizioni del cap. 03 sono proprio il caso in cui lo stato non è un singolo autostato: per più livelli, e la fase produce il dipolo oscillante che emette/assorbe luce.
Postulato di Born
La quantità è la probabilità di trovare la particella nel volume . Ne segue la condizione di normalizzazione
che è preservata nel tempo proprio perché è hermitiano. È questa interpretazione che dà significato agli orbitali (), alle regole di selezione (matrici di dipolo) e al principio di Franck–Condon.
Formule chiave
- TDSE:
- TISE:
- Evoluzione:
- Normalizzazione: