Lezione 05
Vibrazioni: oscillatore armonico, Morse, anarmonicità, accoppiamento rot-vib
Obiettivo della pagina
Nell’approssimazione di Born-Oppenheimer (cap. 11) l’energia elettronica gioca il ruolo di potenziale efficace per il moto dei nuclei. Sviluppando in serie di Taylor attorno al minimo si ottengono, via via che si includono termini di ordine superiore, i modelli armonico (ordine 2), Morse (forma funzionale esatta che somma tutti gli ordini in modo controllato) e infine il potenziale efficace rotante che include l’accoppiamento rot-vib.
Questa pagina costruisce in ordine:
- lo spettro armonico , con ;
- il potenziale di Morse , i cui livelli si addensano verso il limite di dissociazione e sono in numero finito;
- la distinzione vs (energia zero-point) e il limite armonico che si estrae dallo sviluppo di Taylor del Morse;
- la distorsione centrifuga: il potenziale efficace ammette un nuovo minimo e produce i termini di correzione nello spettro rotazionale e di accoppiamento in quello rot-vib;
- una sintesi dell’accoppiamento rot-vib (formula fenomenologica alla Teller) e i suoi effetti sullo spettro: il ramo R si addensa e il ramo P si allontana.
Il lettore che volesse solo i risultati finali può saltare direttamente alla sezione
## Formule chiave in fondo.
Potenziale di Morse e livelli vibrazionali
Il Morse (blu) include la dissociazione; i livelli (verde il fondamentale) si addensano verso il limite. D₀ = Dₑ − ½ℏω₀ è l'energia di dissociazione misurata. β = ℏω₀/(4Dₑ); il numero di livelli è finito.
Oscillatore armonico: derivazione di
Setup: nucleo ridotto nel potenziale elettronico
Nell’ipotesi di rotatore rigido (vedi cap. 12) possiamo sostituire nella parte rotazionale dell’Hamiltoniana e studiare la parte vibrazionale come il problema di una particella di massa ridotta nel potenziale efficace elettronico — il potenziale efficace BO del cap. 11 (include la repulsione nucleo–nucleo). Per stati molecolari stabili questo potenziale ha un minimo alla distanza di legame : sviluppiamo in Taylor.
Il termine lineare è assente per definizione di minimo. Trascurando i termini e superiori si ottiene il modello armonico.
L’Hamiltoniana vibrazionale si riduce così a quella dell’oscillatore armonico unidimensionale,
il cui spettro è un risultato standard della meccanica quantistica.
Definendo la pulsazione e introducendo gli operatori di creazione/distruzione
si riscrive con e autovalori Da cui:
Gli stati si costruiscono come .
In numero d’onda (unità spettroscopiche): , tipicamente – (regione IR medio).
- (v latina) = numero quantico vibrazionale,
- (nu greca) = frequenza, in Hz (raramente usata in spettroscopia molecolare).
- = pulsazione, in rad/s; . Negli spettri IR si usa quasi sempre il numero d’onda .
- Il parametro di forma del Morse è qui (NON , che è la costante di struttura fine).
Conseguenze spettroscopiche dell’armonico
Nell’oscillatore armonico le transizioni hanno tutte la stessa energia:
Lo spettro vibrazionale puro avrebbe dunque una sola riga. Le hot bands (bande calde, transizioni a frequenza leggermente diversa) nascono dall’anarmonicità: il Morse le rende possibili. La regola di selezione deriva dall’elemento di matrice .
Perché la transizione sia IR-attiva la molecola deve avere momento di dipolo dipendente da . Sviluppando , il primo termine non contribuisce a transizioni (è una costante); il secondo, , seleziona . Per molecole omonucleari omopolari (H₂, N₂, O₂) : non assorbono in IR (sono IR-inattive). Sono invece attive in Raman (cap. 14).
Potenziale di Morse
L’oscillatore armonico predice (i) infiniti livelli equispaziati e (ii) nessuna dissociazione: entrambe le caratteristiche sono non fisiche. Una parametrizzazione empirica che cattura il giusto comportamento asintotico ( da sotto) e un minimo profondo fu proposta da P. M. Morse nel 1929.
Tre parametri positivi: (profondità della buca dal minimo), (posizione del minimo), (larghezza della buca). Il potenziale ha:
- minimo ;
- asintoto (limite di dissociazione);
- divergenza esponenziale per (in realtà il Morse resta finito, una imprecisione priva di conseguenze sugli autovalori).
Il Morse non è la vera curva : il vero potenziale diverge per (coulombiana repulsiva nuclei-nuclei) e decade come per (interazione di Van der Waals tra dipoli indotti), mentre il Morse è finito in e decade esponenzialmente. Tuttavia l’equazione di Schrödinger per il Morse è risolubile analiticamente e gli autovalori sono in ottimo accordo con l’esperimento. Per calcoli ab initio di precisione si usano potenziali di Rydberg-Klein-Rees (RKR) o potenziali “extended Morse oscillator” (EMO); per gli esami il Morse standard basta.
Autovalori esatti del Morse
La risolubilità del Morse (tramite variabile e condizioni di quantizzazione) porta a uno spettro analiticamente chiuso.
Il termine anarmonico è responsabile di tutte le deviazioni dall’armonico: (i) livelli che si addensano verso il limite di dissociazione, (ii) un numero finito di stati legati.
L’energia è una quadratica concava in . Il limite di dissociazione (riferito al minimo) si raggiunge per
Numericamente – per molecole biatomiche comuni. La separazione tra livelli decresce linearmente con :
che si annulla per (il livello più alto è quasi degenerare con il continuo). Questo addensamento è la firma spettroscopica dell’anarmonicità.
Derivazione perturbativa del termine
Sviluppando il Morse in serie attorno a (vedi prossima sezione), il primo termine correttivo è il cubo . Trattandolo con la teoria delle perturbazioni al secondo ordine (il primo ordine è nullo per parità: il cubo è dispari e ), gli elementi di matrice non nulli collegano con e . La somma sugli stati intermedi produce una correzione proporzionale a , come mostra la dispensa (pagine 159–161). Il risultato è , coerente con la soluzione esatta del Morse.
Per molecole tipiche –: ogni livello è leggermente abbassato rispetto all’armonico, ma cumulativamente (su livelli) l’effetto è grande: è ciò che fissa il limite di dissociazione. Nei conti perturbativi non puoi arrestarti al primo ordine: l’anarmonicità è una correzione del secondo ordine.
Limite armonico: derivazione di
Il Morse contiene l’armonico come caso limite per piccole oscillazioni. Lo si vede sviluppando in serie di Taylor attorno a .
Calcoliamo le derivate successive di in . Posto e (per cui in ):
In (cioè ):
Identificando con la forma armonica :
La derivata terza vale , per cui lo sviluppo completo è
Il termine cubic (coefficiente ) è quello trattato perturbativamente nella sezione precedente.
Per HCl si misura (centro della banda fondamentale ) e (energia di dissociazione). Conoscendo (vedi sotto), si ricava . Inoltre da cui . Infine , valore tipico per un legame covalente. È questo il senso in cui dal pettine IR si estrae .
I tre parametri del Morse si estraggono da:
- (spettro IR, centro della banda) una volta noto ;
- (termodinamica, calorimetria, soglia di dissociazione) via ;
- (spettro rotazionale puro, valore di ). Il Morse è così un modello fenomenologico a tre parametri, connesso a tre osservabili indipendenti.
vs — energia zero-point
si ottiene da un modello (Morse, calcolo ab initio); è la grandezza misurata (calorimetrica, spettroscopica di soglia). La differenza è l’energia zero-point del livello fondamentale .
Errore classico: usare nella formula di Morse per (con ). È errato: in entra , non . Attenzione anche alla notazione: (costante di distorsione centrifuga, ) è una quantità completamente diversa da e (energie, eV o cm⁻¹).
Sostituendo H con D, la massa ridotta passa da u a u (circo raddoppia). Di conseguenza si riduce di un fattore e l’energia zero-point diminuisce. Poiché è una proprietà del potenziale elettronico (invariante per sostituzione isotopica, per il teorema di Born-Oppenheimer), il di DCl è maggiore di quello di HCl: . La molecola deuterata è leggermente più stabile. Questo è alla base degli effetti isotopici cinetici (i legami X–H si rompono più facilmente dei legami X–D).
Distorsione centrifuga e potenziale efficace
In realtà la molecola biatomica ruota mentre vibra: il rotatore rigido è un’approssimazione. Includendo il momento angolare rotazionale , il potenziale efficace sentito dal grado di libertà vibrazionale non è più ma un potenziale modificato dalla barriera centrifuga.
Il secondo termine (energia rotazionale “rigida” alla distanza ) fa da barriera repulsiva a piccole e decade a grandi .
Distorsione centrifuga e potenziale efficace
La curva tratteggiata (verde) è il potenziale Morse V(R) originale; quella continua (blu) è il potenziale efficace Vₑ₉₉(R) = V(R) + ℏ²J(J+1)/(2μR²). All'aumentare di J il termine centrifugo spinge il nuovo minimo R₁ a valori maggiori di R₀, riducendo B(J) ∝ 1/R₁² e la frequenza vibrazionale ω(J). Questo spiega perché le righe del ramo R si addensano a J crescente.
Immagina una palla che ruota legata a una fune elastica. Aumentando la velocità angolare (cioè ), la forza centrifuga allunga la fune: il nuovo equilibrio è a un raggio maggiore di quello di riposo. Analogamente, nella molecola rotante il termine spinge il sistema verso maggiori, fino a che la ripulsa elastica del Morse non bilancia la spinta centrifuga. Il nuovo minimo cresce con ; per critico la barriera sparisce e la molecola dissocia rotazionalmente (limite di centrifugal stretch).
Derivazione di
Per correzione centrifuga piccola ( vicino a ) sostituiamo al Morse la sua approssimazione armonica . Cerchiamo il minimo di :
Sviluppando con e risolvendo al primo ordine in :
Il secondo termine è positivo: , e cresce linearmente con .
La formula sopra vale per piccolo (correzione centrifuga termine elastico). Per sufficientemente grande il termine supera la ripulsa del Morse, il minimo sparisce e la molecola dissocia (“predissociazione rotazionale”). Stima dell’ordine di grandezza del critico: , tipicamente –.
Conseguenze su e
Il fatto che modifica sia la frequenza vibrazionale che la costante rotazionale. Le dispense (pag. 162–163) derivano per espansione al primo ordine:
Pulsazione vibrazionale (cresce debolmente con , perché il pozo si restringe):
Costante rotazionale (decresce con , perché cresce):
La costante di distorsione (in cm⁻¹) è tipicamente – volte ma è ben visibile nello spettro ad alto .
- , = energie di dissociazione (eV o cm⁻¹).
- (o semplicemente nello spettro rotazionale) = costante di distorsione centrifuga, ha dimensioni di cm⁻¹ ma è un numero piccolissimo. Non confondere: il contesto disambigua. Qui scriviamo per evitare fraintendimenti.
Accoppiamento rot-vib (formula di Teller)
La distorsione centrifuga ha un’ulteriore conseguenza, cruciale per l’analisi degli spettri rotovibrazionali: poiché dipende sia da che da (l’oscillazione anisotropa del Morse sposta in media il sistema a maggiori per alto), le costanti e dipendono dal livello vibrazionale.
Convenzione spettroscopica fenomenologica (Teller, anni ‘30):
dove , sono i valori al minimo (limite ) e , sono costanti di accoppiamento (tipicamente , ). Il termine è la costante di accoppiamento rot-vib: misura quanto cambia passando da a .
Una formula empirica dovuta a Teller e Pekeris lega alle costanti del Morse:
Per HCl: , , danno (valore sperimentale: ). Ottimo accordo per un modello a tre parametri.
Conseguenze spettroscopiche: rami P/R asimmetrici
Inserendo nella formula delle righe rotovibrazionali (cap. 14 per i dettagli), si ottengono per le posizioni delle righe:
con (perché e ). Il termine quadratico è negativo in entrambi i rami.
Poiché :
- Ramo R: le righe successive sono meno spaziate del valore armonico; si addensano a crescente, fino a formare una testa di banda (band head) oltre la quale le righe tornano indietro in frequenza.
- Ramo P: le righe sono più spaziate del valore armonico; si allontanano. Questa asimmetria è la firma diretta dell’accoppiamento rot-vib e permette di misurare (e quindi vincolare e ).
La banda rotovibrazionale fondamentale di HCl mostra una testa di banda nel ramo R attorno a –. Dalla posizione della testa si ricava , e da questa (via Teller-Pekeris) e la forma del Morse. L’analisi completa (cap. 14) include anche la separazione isotopica tra HCl e HCl, visibile come doppio pettine nello spettro ad alta risoluzione.
Il Morse è asimmetrico: per alto il sistema esplora più spesso la parte larga del pozo (a , dove il Morse è più piatto). Il valor medio cresce con , e quindi decresce. Questo è l’anarmonicità del Morse che si manifesta come variazione di tra livelli vibrazionali.
Collocazione nel corso
- Per lo spettro rotovib completo con rami P/Q/R, intensità di Boltzmann, effetti isotopici HCl/DCl e Raman: cap. 14 — spettro rotovib.
- Per i modi normali delle poliatomiche (3N−5 / 3N−6, H₂O, CO₂, regola della mutua esclusione): cap. 15 — modi normali.
- Per il Born-Oppenheimer (gerarchia di energie elettronica vibrazionale rotazionale, da cui discende la separazione): cap. 11.
- Per la rotazione pura (rotatore rigido, costante , spettro microonde): cap. 12.
Formule chiave
-
Oscillatore armonico — energia vibrazionale:
-
Potenziale di Morse:
-
Livelli del Morse (numero finito, addensamento):
-
Numero massimo di livelli legati:
-
Dissociazioni:
-
Limite armonico del Morse (ricavato dal Taylor al secondo ordine):
-
Potenziale efficace rotante:
-
Nuovo minimo (correzione centrifuga piccola):
-
Spettro rotazionale con distorsione centrifuga:
-
Accoppiamento rot-vib (schema di Teller):
Questi concetti sono testati in 5 esami della raccolta, in particolare per la gestione del Morse, degli effetti isotopici e dell’accoppiamento rot-vib:
- esame 22 — potenziale di Morse e anarmonicità (calcolo di , , numero di livelli legati).
- esame 26 — H₂, HD, D₂: Morse e sostituzione isotopica (come cambiano , , al variare di ).
- esame 28 — HCl: Morse, isotopi e calore specifico (vibrazionale a gradelli, effetto della profondità della buca).
- esame 40 — HCl: spettro rotovib e parametri del Morse (estrazione di , , dal pettine, testa di banda).
- esame 44 — HBr: rotovib e dipendenza dalla temperatura (popolazione di Boltzmann, intensità relative P/R).