Sorgente:Appello Aprile 2024 (esonero) — Struttura della Materia
aggiornato 2026-06-25
Testo
Un gas di ioni Li⁺⁺ (Z=3, un solo elettrone ⇒idrogenoide) è investito da
un fascio di radiazione elettromagnetica polarizzata linearmente lungo z e con frequenza
nell’intervallo
7,0×105cm−1≤ν~≤8,0×105cm−1.
Si chiede, prima trascurando e poi includendo le correzioni relativistiche, di identificare le
transizioni di dipolo, l’effetto di un campo elettrico statico (Stark) e di un campo magnetico
(Zeeman), e di discuterne le righe a T=0 e a T=10 K.
Dati forniti dal testo: ⟨2s∣z∣2p0⟩=−3a0/Z;
εnj=−n2Z2[1+n2(Zα)2(j+1/2n−43)]Ry;
fattore di Landé g=1+2j(j+1)j(j+1)+s(s+1)−l(l+1);
μB=5,788×10−5eV/T;
kB=0,695cm−1/K;
a0=5,29×10−11m;
E0=107V/m;
B0=0,1T.
✏️Costanti utili (dalle dispense)
1 a.u. energia =27,2114 eV =219474,6cm−1=2Ry;
1 eV =8065,54cm−1;
μB=5,788×10−5eV/T=0,46686cm−1/T.
a) Transizioni di dipolo (non relativistico)
Lo ione Li⁺⁺ ha un solo elettrone: è un idrogenoide con Z=3. Trascurando le correzioni
relativistiche, l’energia dipende solo da n:
Solo la transizione 1→2 cade nella finestla del fascio.
Stati coinvolti e regole di selezione. Lo stato fondamentale è 1s (l=0, m=0). La
transizione di dipolo elettrico richiede Δl=±1, Δm=0,±1. Da 1s si raggiunge
solo il sottospazio n=2 con l=1, ovvero il tripletto 2p (m=−1,0,+1). Il fascio è
polarizzato lungo z, cioè interagisce tramite l’operatore z∝Y1,0: questo
obbliga Δm=0 (transizioni π), per cui l’unico canale aperto è
1sm=0⟶2pm=0,ν~=7,41×105cm−1.
💡Perché la polarizzazione seleziona $\Delta m$
Il dipolo r si decomponde in componente z∝Y1,0 (q=0, righe π) e
componenti x±iy∝Y1,±1 (q=±1, righe σ±). Un campo E∥z
eccita solo la q=0: da m=0 si arriva a m′=0. Se il fascio fosse circolare si aprirebbero i
canali Δm=±1.
b) Effetto Stark: campo elettrico E0=107 V/m
Si applica un campo statico uniforme E0=E0z^. La perturbazione è
HS=eE0z (segno a scelta della carica dell’elettrone; contano gli accoppiamenti). Si lavora
al primo ordine.
🧮Diagonalizzazione del sottospazio $n=2$
Il ground state 1s non ha degenerazione utile e ⟨1s∣z∣1s⟩=0: al primo
ordine non si sposta.
Nel sottospazio n=2 (degenerazione 4: 2s e 2pm=−1,0,+1) l’operatore z ha elemento di
matrice non nullo solo fra stati con Δm=0. L’unico accoppiamento è quindi
⟨2s∣eE0z∣2p0⟩; gli stati 2p±1non si accoppiano a nulla e restano
all’energia imperturbata. Il blocco {2s,2p0} ha matrice
HS(m=0)=(0−3eE0a0/Z−3eE0a0/Z0),
con autovalori ±δE,
δE=Z3eE0a0.
I due autostati sono le combinazioni simmetrica/antisimmetrica (2s∓2p0)/2.
Il campo elettrico non "separa" 2s e 2p: li **mischia** in ψ± separati linearmente in E (±3eEa₀). I 2p,m=±1 non mischiano (restano al centro). È una perturbazione degenere: il 2s acquista carattere p → può decadere (perde la metastabilità).
Transizioni osservate. La radiazione è polarizzata z⇒Δm=0: dal 1sm=0
si raggiungono solo gli stati del sottospazio n=2 con m=0, cioè le due combinazioni
(2s∓2p0)/2 shiftate di ±δE. Si osservano quindi due righe a
ν~±=ΔE2←1±δE=7,41×105±4,27cm−1.
🔑Potere risolutivo richiesto
Per distinguere le due righe separate di 2δE attorno a ΔE2←1:
P=2δEΔE2←1=2×4,277,41×105≈8,7×104.
💡Stark lineare vs quadratico: il ruolo della degenerazione $n$
Per l’idrogenoide i livelli con stesso n sono degeneri in l: 2s e 2p hanno la stessa
energia imperturbata, quindi la matrice di perturbazione va diagonalizzata nello stesso
sottospazio e lo splitting è lineare in E0 (effetto Stark lineare). In atomi
multi-elettrici la degenerazione in l è già rimossa dalla schermatura: non ci sono stati
degeneri da mescolare e lo Stark diventa quadratico (polarizzabilità indotta), come nello
stato fondamentale dell’idrogeno stesso (1s, non degenere): vedi
cap. 03.
c) Struttura fine relativistica (senza E0, senza B0)
Includendo le correzioni relativistiche (cinetica, Darwin, spin-orbita) i livelli dipendono da
n e j tramite la formula data (valida a ordine (Zα)2):
εnj=−n2Z2[1+n2(Zα)2(j+1/2n−43)]Ry.
✏️Convenzione sui segni
La correzione tra parentesi è positiva per j piccolo (stati s1/2, p1/2) e più piccola
per j grande (p3/2). Essendo moltiplicata per il segno meno globale −Z2/n2, i livelli
con j minore risultano più bassi (più legati). In particolare 2p1/2 sta sotto
2p3/2.
Le due transizioni di dipolo (regola Δj=0,±1, qui Δj=+1 e 0) sono
1s1/2→2p1/2 e 1s1/2→2p3/2.
🧮Splitting fra le due righe (risultato chiave)
Lo stato di partenza 1s1/2 è lo stesso per entrambe le transizioni, quindi lo shift
relativistico del livello di partenza si cancella nella differenza: lo splitting fra le due
righe coincide con il gap di struttura fine del 2p. Dal confronto diretto dei coefficienti,
Δε2−Δε1=4Z2⋅16(Zα)2(5−1)Ry=16Z2(Zα)2Ry.
Con Z=3: 169⋅(3/137)2Ry=2,70×10−4Ry, ossia
Δε2−Δε1≃29,6cm−1.
⚠️Refuso nel sorgente (audit A24)
Nel testo d’esame svolto, le espressioni intermedie riportano α2 al posto di
(Zα)2 (es. "827[1+1645α2]"). Questo darebbe uno splitting
Z2=9 volte più piccolo. Il valore numerico finale 29,6cm−1 è invece corretto:
lo si ottiene solo usando (Zα)2=(3α)2. Usiamo qui la versione con (Zα)2.
💡I due doppietti dell'idrogenoide
La transizione 1s→2p si sdoppia in due righe (2p1/2 e 2p3/2) separate da
∼Z4α2: lo splitting cresce rapidamente con Z. Per l’idrogeno (Z=1) è
∼0,36cm−1 (la struttura fine di Lyman-α); per Li⁺⁺ (Z=3) è già
29,6cm−1, circa 34=81 volte più grande.
d) Campo magnetico B0=0,1 T: regime?
Confrontiamo lo splitting di struttura fine con l’energia tipica di Zeeman:
Poiché μBB0≪ΔεSO, la struttura fine è la perturbazione
principale e il campo magnetico è una piccola correzione. Ci troviamo in regime Zeeman
anomalo: il buon numero quantico è j (non ml,ms separatamente), e ogni livello
εnj si scompone in 2j+1 sottolivelli
ε(nljmj)=εnj+gjlsmjμBB0.
🧮Fattori di Landé dei livelli in gioco ($s=1/2$)
g=1+2j(j+1)j(j+1)+s(s+1)−l(l+1)
1s1/2 (l=0,j=1/2): g=2;
2p1/2 (l=1,j=1/2): g=2/3;
2p3/2 (l=1,j=3/2): g=4/3.
🧩Separazione tra sottolivelli adiacenti ($g\,\mu_BB_0$)
In regime debole (Zeeman anomalo) ogni livello |J⟩ si sdoppia in 2J+1 sottolivelli a E = μ_B·B·g·m_J, con g = 1+[J(J+1)+S(S+1)−L(L+1)]/[2J(J+1)] (Landé). Lo splitting totale è 2μ_B·B·g·J. Le transazioni danno righe π (Δm_J=0) e σ± (Δm_J=±1).
💡I tre regimi a confronto
Zeeman anomalo (μBB≪ΔεSO, questo caso): j è conservato,
splitting ∝gmj. Le righe hanno g diversi fra stato iniziale e finale ⇒
più di tre righe.
Paschen–Back (μBB≫ΔεSO): il campo “rompe” l’accoppiamento
spin-orbita, ml,ms tornano buoni numeri quantici, splitting ∝ml+2ms.
Zeeman normale (caso particolare in cui giniz=gfin, es. transizioni
singoletto): le righe si riuniscono nei classici tre componenti π,σ±.
e) Righe a T=0
A temperatura nulla tutti gli ioni sono nello stato fondamentale, cioè nel sottolivello più
basso del 1s1/2: mj=−1/2 (l’energia di Zeeman gmjμBB0 è minima per mj<0).
🧮Transizioni permesse da $m_j=-1/2$
Il fascio è polarizzato lungo z⇒Δmj=0. Dal 1s1/2,mj=−1/2 si raggiungono
solo i sottolivelli con ugual mj nei due stati finali:
Con mj=−1/2 e gi=2>gf (sia 2/3 che 4/3): ΔEriga>0.
💡Le righe si spostano verso l'alto
Il ground state (g=2) è “spaccato” più del finale (g=2/3 o 4/3). A mj=−1/2 il livello
iniziale si abbassa di più di quello finale, quindi l’energia richiesta per la transizione
aumenta. Le due righe hanno energia leggermente maggiore delle corrispondenti righe a
B=0 (shift di +0,062 e +0,078cm−1).
In totale a T=10 K si osservano quattro righe: le due del punto e) più queste due.
✏️Energia delle righe aggiuntive
Per mj=+1/2 lo shift della riga cambia segno: ΔEriga=(gf−gi)(+1/2)μBB0<0.
Le due righe da mj=+1/2 hanno quindi energia leggermente minore di quelle a B=0. Le
quattro righe formano due coppie simmetriche attorno alle due righe relativistiche del punto c.
💡Il criterio di popolazione termica
Il numero di righe osservate è controllato dal rapporto kBT/δεiniz:
kBT≪δε: solo il sottolivello fondamentale popolato ⇒ righe
minime (caso T=0);
kBT≫δε: tutti i sottolivelli del ground state popolati ⇒ righe
da ogni mj iniziale (caso T=10 K).
In nessun caso la temperatura crea nuove transizioni vietate: rende popolati nuovi stati di
partenza.
Sintesi
Punto
Fisica
Risultato
(a)
Transizione idrogenoide in finestla
1s→2p, ν~=7,41×105cm−1
(b)
Stark lineare n=2
due righe a ±4,27cm−1; P=8,7×104
(c)
Struttura fine 1s→2p
due righe separate di 29,6cm−1
(d)
Zeeman: μBB0=0,047cm−1≪29,6
regime anomalo
(e)
T=0, mj=−1/2
2 righe, energia maggiore di B=0
(f)
T=10 K, anche mj=+1/2
4 righe totali
Tre gerarchie di energia convive in questo esercizio:
Ciascuna di queste scale attiva o disattiva un effetto (risoluzione strumentale, popolazione
termica, accoppiamento spin-orbita), ed è il confronto fra scale — non il valore assoluto — a
decidere il regime. È il filo conduttore di tutta la fisica atomica in presenza di perturbazioni
esterne.