Lezione 14
Sistemi π: butadiene, benzene, eterociclici (modello di Hückel)
Obiettivo della pagina
Quando una molecola ha una struttura planare con orbitali su atomi adiacenti (tipicamente C, N, O con ibridizzazione ), gli elettroni formano un sistema coniugato esteso su tutto il perimetro. Questi elettroni sono responsabili di gran parte della chimica e della spettroscopia UV-Vis delle molecole organiche: il colore del -carotene, l’assorbimento del benzene a , la stabilità eccezionale degli anelli aromatici, la conduzione dei polimeri coniugati.
Il modello di Hückel (1930) è la trattazione LCAO più semplice che cattura la fisica essenziale di questi sistemi: un elettrone per orbitale , accoppiamento solo tra primi vicini, overlap trascurato. Si riduce a un problema di algebra lineare su una matrice tridiagonale (catene) o ciclica (anelli), risolvibile in forma chiusa. Pur essendo un modello “zero-parameter” dal punto di vista chimico (le costanti e si fittano), predice correttamente la delocalizzazione, la stabilizzazione per risonanza e la regola di Hückel per l’aromaticità.
Questa pagina sviluppa il modello per catene corte (butadiene, ) e per l’anello esagonale del benzene (), con cenni agli eterociclici (piridina, pirrolo). Per sistemi più grandi — trimero / Li, polimeri, limite con formazione delle bande — si rimanda a solidi/09, dove lo stesso formalismo evolve nel tight-binding degli stati di Bloch.
Setup: il piano , l’orbitale e gli elettroni
Una molecola planare si dice avere un sistema π coniugato quando, su una sequenza di atomi adiacenti nello stesso piano, ciascun atomo porta un orbitale perpendicolare al piano e gli orbitali di atomi vicini si sovrappongono lateralmente. Gli elettroni che occupano le combinazioni lineari di questi sono detti elettroni π e formano legami delocalizzati su tutto il perimetro.
Il setup geometrico è preparato dall’ibridizzazione trattata nel cap. 19: ogni atomo di carbonio (o N, O) costruisce tre orbitali ibridi planari a che formano i legami della struttura (C–C e C–H nel piano), mentre il quarto orbitale atomico resta libero e perpendicolare al piano. È proprio la separazione geometrica tra (nel piano) e (perpendicolare) che giustifica il trattamento disaccoppiato dei soli elettroni .
Per simmetria (riflessione nel piano molecolare), gli orbitali (pari) e (dispari) non si mescolano. Si tratta quindi il sottospazio come un problema autonomo: una base di orbitali , uno per atomo del perimetro coniugato. I legami entrano solo come “cornice” che fissa le posizioni relative degli atomi.
Sul sottospazio l’Hamiltoniana effettiva si scrive in notazione di Dirac come una somma di termini on-site (Coulomb) e termini di salto (resonance) tra primi vicini:
I due parametri (fit su spettri sperimentali o calcolati ab initio) sono:
- Integrale Coulomb : energia “on-site” di un elettrone nell’orbitale isolato. Per il C vale .
- Integrale di resonance / transfer (primi vicini): accoppiamento tra orbitali su atomi adiacenti. Per il C–C di un sistema aromatico fino a .
Il simbolo è sovraccarico nella letteratura chimico-fisica. In questa pagina indica solo l’integrale di resonance di Hückel (energia, negativo, in eV). Non va confuso con: (i) il parametro adimensionale del potenziale di Morse (vedi cap. 13), (ii) per elettroni relativistici, (iii) il coefficiente di distorsione centrifuga (che si indica con ). Il segno di è cruciale: nelle formule che seguono .
L’equazione agli autovalori , con , si riduce al problema secolare . Le approssimazioni di Hückel classiche, oltre alla forma dell’Hamiltoniana sopra, sono:
- Overlap trascurato: (orbitale ortonormali). Senza questa ipotesi il determinante sarebbe ; con questa diventa .
- Solo primi vicini: se non sono adiacenti nella struttura.
Catena lineare aperta: autofunzioni e autovalori
Iniziamo dal caso più semplice: atomi in fila, ciascuno accoppiato solo ai due vicini (con un solo vicino per gli estremi). È il caso del butadiene (), dell’esatriene ( lineare), e in generale di ogni poliene lineare . L’equazione secolare è il determinante di una matrice tridiagonale:
La soluzione si ottiene per ansatz con condizioni al contorno aperte (): i coefficienti sono onde stazionarie , e gli autovalori sono:
Gli autovalori sono tutti distinti (non c’è degenerazione: la catena lineare ha solo simmetria di inversione, che non genera degenerazioni) e cadono nell’intervallo (ricorda , quindi è il livello più basso = HOMO-1 per il livello fondamentale). La larghezza totale della “banda” è .
L’equazione agli autovalori in forma ricorsiva è , ovvero una relazione di ricorrenza lineare del second’ordine in . Le sue soluzioni sono combinazioni di con . Imponendo si seleziona il seno, ; imponendo si quantizza con . È esattamente la stessa algebra dell’oscillatore a catena classica o della particella in una scatola.
Il butadiene ha quattro atomi di C con ibridizzazione disposti a catena (i due estremi sono gruppi ). Ogni C contribuisce con un orbitale ; in totale ci sono elettroni π (uno per C). I quattro livelli, applicando la formula con , sono:
| occupazione | ||
|---|---|---|
| 1 | ||
| 2 | ||
| 3 | vuoto | |
| 4 | vuoto |
Poiché , i livelli più bassi sono quelli con coefficiente più positivo: e , entrambi doppiamente occupati (configurazione a guscio chiuso). I coefficienti e sono i noti numeri aurei e , conseguenza dell’equazione di secondo grado che si ottiene dal determinante (vedi Derivazione esplicita sotto).
L’energia π totale dello stato fondamentale è la somma delle energie dei singoli elettroni:
Il determinante della catena, con la sostituzione , si riduce all’equazione di secondo grado
Riconoscendo , si ottiene , da cui i quattro autovalori e . Con i due autovalori più bassi (leganti) sono quelli con segno "".
Energia di risonanza: delocalizzazione semplice somma di doppi legami
Il confronto chiave del modello di Hückel è con il limite di legami π localizzati. Per il butadiene, la descrizione classica (struttura di Lewis) ha due doppi legami C=C indipendenti, ovvero due “etileni” isolati. L’etilene (, ) ha due livelli , con i due elettroni π nel livello legante ; l’energia π di un etilene è quindi . Per due etileni isolati:
Per il butadiene: . Poiché , : la delocalizzazione stabilizza la molecola di (per ).
Questa stabilizzazione è misurabile: il calore di idrogenazione del butadiene è minore (in modulo) di quello di due buteni isolati della stessa quantità. Più in generale, cresce con la lunghezza della catena coniugata ma con legge sublineare, e si satura per (limite del polimero, vedi solidi/09).
Anello chiuso: il benzene e l’aromaticità
Il passo successivo è chiudere la catena a formare un anello: ogni atomo ha ora due vicini equivalenti e la struttura ha simmetria ciclica . Il problema secolare diventa una matrice circolare (tridiagonale con angoli non nulli in alto a destra e in basso a sinistra). L’autofunzione d’onda è un’onda corrente (non stazionaria), e gli autovalori si ottengono imponendo la condizione di periodicità :
A differenza della catena aperta, ora compare la degenerazione: i livelli con e hanno la stessa energia (per simmetria della funzione ). Solo e (se è pari) sono non degeneri. Le autofunzioni corrispondenti sono combinazioni complesse del tipo , che sono autostati simultaneamente dell’operatore rotazione — esattamente la simmetria sfruttata nelle dispense per il trimero () e per il benzene ().
Il benzene è l’anello aromatico prototipo: sei atomi C ai vertici di un esagono regolare, sei orbitali perpendicolari al piano, sei elettroni π. I sei livelli dell’anello, applicando la formula con :
| degenerazione | occupazione | ||
|---|---|---|---|
| singolo | |||
| doppiamente degenere | |||
| doppiamente degenere | vuoto | ||
| singolo | vuoto |
I sei elettroni π riempiono il livello (non degenere) e la coppia degenere : guscio chiuso. L’energia π totale è
Confronto con tre etileni isolati (descrizione con legami π alternati localizzati, struttura di Kekulé): . L’energia di risonanza è quindi
quattro volte più forte del butadiene. Questa grande stabilizzazione è la firma dell’aromaticità.
La struttura dei livelli dell’anello mostra un livello non degenere in basso (, capienza 2 elettroni) seguito da coppie degeneri (capienza 4 elettroni ciascuna). Per avere un guscio chiuso (tutti i livelli occupati completamente, nessuno mezzo pieno) serve un numero di elettroni π della forma con , ovvero la celebre regola :
- : — ciclopropenil catione (aromatico!).
- : — benzene , piridina , pirrolo .
- : — naftalene .
- : — antracene .
- : — annulene , .
Gli anelli con (es. ciclobutadiene con 4 elettroni) hanno invece una coppia degenere mezzo occupata: sono anti-aromatici, ossia destabilizzati e tipicamente distorti (Jahn-Teller) per rompere la degenerazione. Il benzene, con il suo guscio chiuso, è invece perfettamente simmetrico () e straordinariamente stabile.
La regola è necessaria ma non sufficiente. Un sistema è aromatico se e solo se: (i) è planare (gli orbitali devono sovrapporsi), (ii) è ciclo chiuso (coniugazione ininterrotta), (iii) ha elettroni π. Mancando la planarità (es. [10]annulene troppo affollato stericamente) o la chiusura del ciclo (es. esatriene lineare, ma non aromatico), la regola non si applica.
Eterociclici: piridina e pirrolo
Sostituendo un del benzene con un atomo di azoto si ottengono gli eterociclici aromatici a 6 elettroni π. La simmetria si rompe ma la regola è rispettata: il sistema resta aromatico. Due casi esemplari:
L’azoto sostituisce un ed è , con un orbitale che partecipa al sistema π esattamente come un C. Contribuisce quindi con un elettrone π (come il C che sostituisce): il sistema π ha ancora 6 elettroni ed è aromatico. Il doppietto solitario dell’N sta invece in un orbitale nel piano, perpendicolare al sistema π: è quindi disponibile come base (la piridina è una base debole, per il coniugato acido).
L’elettronegatività maggiore dell’N ( vs ) si modella nel Hückel ponendo con . Questo abbassa l’energia on-site dell’N e sposta i coefficienti dell’HOMO verso l’azoto: la densità elettronica π si accumula sull’N. Conseguenze: momento dipolare forte ( con N polo negativo) e reattività elettrofila preferenziale in posizione e .
L’azoto è con due elettroni nel orbitale (contribuiscono al sistema π) e un legame N–H nel piano (orbitale ). Il sistema π ha quindi elettroni, ancora aromatico. Il doppietto dell’N è “consumato” nella delocalizzazione: il pirrolo è quindi non basico (anzi, debolmente acido, per la perdita del protone N–H) — comportamento opposto alla piridina.
Analogamente: furano ( al posto di , 6 elettroni π, aromatico ma meno stabile per la forte elettronegatività dell’), tiofene (, più “morbido” e più aromatico del furano).
La generalizzazione per eteroatomi è:
- con per atomi più elettronegativi del C (, ).
- con per accoppiamenti più deboli (, ).
Questi parametri si tabulano empiricamente. Il risultato qualitativo è che orbitali HOMO e LUMO si localizzano parzialmente sull’eteroatomo, modificando reattività e spettro UV-Vis (cromofori, drogaggio dei polimeri coniugati).
Ponte al trimero, ai polimeri e ai solidi
Per catene lunghe, anelli grandi, o sistemi tridimensionali, il modello di Hückel ha una generalizzazione naturale che è il tight-binding dei solidi. La struttura del calcolo è identica; quello che cambia è il numero di siti .
Per l’anello chiuso di siti la formula può essere riscritta introducendo il vettore d’onda quantizzato (con passo reticolare):
Per i valori diventano densi nell’intervallo (zona di Brillouin) e i livelli discreti si fondono in una banda continua di larghezza centrata su . Le autofunzioni diventano stati di Bloch. È esattamente la dispersione del tight-binding a una dimensione trattata in solidi/09.
Per il trimero (, simmetria ) i tre livelli si ottengono direttamente dalla formula dell’anello con : (non degenere) e (doppiamente degenere). La trattazione completa — incluso il ruolo della simmetria , l’effetto Jahn-Teller e il confronto con geometrie non equilateralmente distorte — si trova in solidi/09.
Il trimero omopolare (Hückel con ) è il primo gradino del percorso dimero → trimero → polimero → solido, ed è il contesto naturale per introdurre la simmetria , l’uso degli operatori di rotazione come commutatori con , e la formazione delle bande. L’esame 16 (Li) è formulato esattamente in questo quadro. Per evitare duplicazione, questa pagina linka senza ripetere: vedi solidi/09 · Trimero & polimero.
- Per la base LCAO formale (Hückel ne è un’applicazione): cap. 16 — H₂⁺ e LCAO.
- Per gli orbitali MO diatomici (σ, π, δ e regole g/u): cap. 17 — MO diatomiche.
- Per l’ibridizzazione che prepara il piano π: cap. 19 — Ibridizzazione.
- Per il trimero (Li₃), la formazione delle bande e gli stati di Bloch: solidi · cap. 09 — Trimero & polimero.
Formule chiave
- Hamiltoniana di Hückel (forma operatoria): , con Coulomb e resonance (primi vicini, ).
- Catena lineare aperta di siti: , (non degenere).
- Anello chiuso di siti: , (degenerazione ).
- Autofunzioni anello: (autostati di , simmetria ).
- Butadiene (): livelli e ; ; energia di risonanza .
- Benzene (): livelli (1×), (2×), (2×), (1×); ; energia di risonanza .
- Regola di Hückel per aromaticità: elettroni π in anello planare coniugato aromatico (guscio chiuso). ⇒ anti-aromatico.
- Eterociclici: (, ); piridina = N con 1 elettrone π (basica), pirrolo = N con 2 elettroni π (acida).
- Limite (tight-binding): , banda di larghezza , stati di Bloch (vedi solidi/09).
I concetti di questa pagina sono testati nei seguenti esami della raccolta:
- esame 16 — Li₃: trimero LCAO (Settembre 2022): applicazione diretta del modello di Hückel al trimero di Li con simmetria , confronto tra geometria triangolare equilatera e lineare, autofunzioni reali, stabilità. Il testo d’esame richiede esplicitamente la diagonalizzazione di per simmetria e il calcolo dell’energia di legame. Trattamento completo in solidi/09.
Nessun altro esame della raccolta è direttamente centrato sui sistemi π del butadiene o del benzene, ma i concetti di questa pagina (modello di Hückel, matrice secolare, autovalori di catena/anello, degenerazione da simmetria) sono preliminari per tutti gli esami che coinvolgono LCAO, orbitali molecolari e simmetria (esami su H₂⁺, H₂, Na₂).