Sorgente:Appello Aprile 2024 (straordinario) — Struttura della Materia
aggiornato 2026-06-25
Testo (dati)
Lo spettro di emissione del potassio neutro mostra due righe vicine e molto intense
(transizioni 4p→4s); la meno energetica cade a λ1=770,1 nm, la più
energetica a λ2 (da determinare). Per lo stato 4p del K, in approssimazione di
campo medio, il coefficiente spin-orbita vale
ξ4p=40cm−1,Δh^SO4p=ξ4pL⋅S.
Si applica poi un debole campo magnetico B=B0z^. Dati costanti:
μB=0,467cm−1/T; 1eV↔8065,54cm−1.
Punti: (a) λ2; (b) splitting Zeeman dei livelli coinvolti; (c) B0 minimo per
uscire dal regime debole; (d) regole di selezione per 4d,5s,5p→4s; (e) termini di
K+ e K++; (f) confronto energie di ionizzazione.
📘Configurazione del K neutro ($Z=19$)
K:[Ar]4s1elettrone ottico: 4s(alcalino).
Le righe di emissione 4p→4s sono l’analogo del doppetto D del sodio: il livello
4p è splittato dallo spin-orbita in 4p1/2 e 4p3/2, che decadono sul ground
state 4s1/2.
Struttura fine di n=2 — cascade delle correzioni
Le tre correzioni relativistiche rimuovono la degenerazione in modo gerarchico: la cinetica separa 2s/2p (l), la Darwin alza il 2s, la spin-orbita separa 2p in j. Il risultato totale dipende solo da j: 2s₁/₂ e 2p₁/₂ restano degeneri (rotto solo dallo spostamento di Lamb, QED).
(a) La seconda riga del doppetto: λ2
Lo spin-orbita splitizza il livello 4p (l=1, s=21) nei due sottolivelli
j=23 e j=21. Lo shift di ciascun livello è
🔑Correzione spin-orbita in $j$
ΔEn,l,j,sSO=2ξn,l[j(j+1)−l(l+1)−s(s+1)].
🧮Separazione $4p_{3/2}-4p_{1/2}$ in modo compatto
Per un livello con l=1, s=21 si ha ⟨L⋅S⟩=21[j(j+1)−l(l+1)−s(s+1)], ossia +21 per j=23 e −1 per
j=21 (in unità di ℏ2). La differenza vale 23, quindi
ΔE4p≡E(4p3/2)−E(4p1/2)=23ξ4p.
Con ξ4p=40cm−1: ΔE4p=60cm−1.
Le due righe del doppetto sono 4p3/2→4s1/2 (più energetica, λ2) e
4p1/2→4s1/2 (meno energetica, λ1). Posto Ti=1/λi (numeri
d’onda),
La riga più energetica ha λpiù piccola. Il livello 4p3/2 sta sopra
il 4p1/2 (per un alkali, shell pmeno che semipiena: ⟨L⋅S⟩>0 alza j=23). Se si scrive 1/λ2=1/λ1−60 si ottiene
λ2>λ1: segno sbagliato, segnale d’allarme.
(b) Zeeman anomalo: i nuovi livelli con B=B0z^
In regime debole (spin-orbita ≫ Zeeman) i buoni numeri quantici sono ∣j,mj⟩
e la perturbazione magnetica H^B=μBB⋅(L+2S) si
media a ⟨L+2S⟩=gjJ.
Per i livelli coinvolti (l=1,s=21 per i 4p; l=0,s=21 per il 4s):
Livello
l
s
j
gj
4s1/2
0
1/2
1/2
1+3/23/4+3/4−0=2
4p1/2
1
1/2
1/2
1+3/23/4+3/4−2=32
4p3/2
1
1/2
3/2
1+15/215/4+3/4−2=34
Lo schema di livelli (in presenza di B0) è quindi:
Effetto Zeeman (anomalo, campo debole)
In regime debole (Zeeman anomalo) ogni livello |J⟩ si sdoppia in 2J+1 sottolivelli a E = μ_B·B·g·m_J, con g = 1+[J(J+1)+S(S+1)−L(L+1)]/[2J(J+1)] (Landé). Lo splitting totale è 2μ_B·B·g·J. Le transazioni danno righe π (Δm_J=0) e σ± (Δm_J=±1).
4s1/2 (g=2) si splitisce in mj=±21: shift δE=±μBB0.
4p1/2 (g=32) si splitisce in mj=±21: δE=±31μBB0.
4p3/2 (g=34) si splitisce in mj=±21,±23:
δE=34mjμBB0∈{+2,+2/3,−2/3,−2}μBB0.
💡Perché $g$ cresce con $j$ per i $4p$
Per l=0 il fattore g pesa quanto spin «ruota» con il momento totale. Nel
j=l−s=21 orbitale e spin sono (in media) antiallineati: il contributo di spin
«sottrae», g<1 (2/3). Nel j=l+s=23 sono allineati: g>1 (4/3). Per il 4s
(l=0) spin e orbitale coincidono con J=S, quindi g=2 (spin puro).
✏️Numero di righe Zeeman
Con le regole Δmj=0,±1 (e Δl=±1, Δj=0,±1 già rispettate) ogni
riga del doppetto si risolve in 6 componenti (pattern anomalo non uniforme), coi fattori
g differenti che danno spostamenti disomogenei. È il classico tripletto anomalo del
doppetto alcalinico.
(c) Campo limite: quando cessa il regime debole
L’approssimazione di Zeeman anomalo vale finché lo splitting magnetico è piccolo rispetto
alla separazione spin-orbita ΔE4p=60cm−1. Il limite si raggiunge
quando due sottolivelli di j diverso diventano degeneri in energia.
🧮Condizione di incrocio
Il sottolivello più basso di 4p3/2 è mj=−23; quello più alto di 4p1/2 è
mj=+21. Uguagliandone le energie:
Campo debole non significa μBB≪ energia di legame (che sarebbe 105−106
volte più stringente e assurda). Significa μBB≪ΔESO del termine
considerato: lo spin-orbita deve restare la perturbazione dominante, in modo che j resti
un “quasi” buono numero quantico. È un criterio locale sul livello, non globale.
⚠️Usare $g=1$ o $g=2$ fisso
Non si può mettere δE=μBB oppure 2μBB per tutti: il fattore gj dipende
dal livello. Sbagliare il g sbaglia l’incrocio (e quindi Bmin) di un fattore
dell’ordine di 2.
(d) Regole di selezione: 4d,5s,5p→4s
La transizione di dipolo elettrico impone Δl=±1 (e Δj=0,±1,
Δmj=0,±1, cambio di parità). Lo stato finale è 4s (lf=0).
Transizione
Δl
Esito
4d→4s
2→0, Δl=−2
vietata
5s→4s
0→0, Δl=0
vietata (anche parità invariata)
5p→4s
1→0, Δl=−1
permessa
💡La $5p\to 4s$ dà un secondo doppetto
Come il 4p, anche il 5p è splittato dallo spin-orbita in 5p1/2,5p3/2 che
decadono sullo stesso ground state 4s1/2: si osserva quindi un ulteriore
doppetto, a energie (e numeri d’onda) maggiori del 4p→4s perché il livello
iniziale 5p sta più in alto. Stessa struttura, diversa lunghezza d’onda.
✏️Perché $4d\to4s$ e $5s\to4s$ non si vedono
La regola Δl=±1 deriva dal fatto che il operatore di dipolo ∝r è dispari
e connette stati di parità opposta: s→s (pari→pari) e d→s (pari→pari) hanno
matrice nulla per simmetria. Possono apparire debolmente solo come transizioni proibite
(magnetico elettrico, quadrupolo), milioni di volte meno intense.
(e) Termini spettroscopici di K+ e K++
📘$K^+$ (18 elettroni)
K+:[Ne]3s23p6
Shell 3pcompleta (come l’Ar) → L=S=J=0 → termine 1S0, parità pari
(P=(−1)6⋅1=+1). Ground state: 1S0.
📘$K^{++}$ (17 elettroni)
K++:[Ne]3s23p5
Configurazione equivalente a quella del Cloro. Un “buco” nella shell p:
L=1, S=21 → termine 2P1/2,3/2∘, parità dispari
(P=(−1)5⋅1=−1, da cui il simbolo ∘).
🧮Quale $J$ è il ground state? Terza regola di Hund
La shell p ha 6 posti; con 5 elettroni è più che semipiena (manca un solo elettrone
alla chiusura). La terza regola di Hund dice: shell più che semipiena → Jmassimo più basso. Quindi
2P3/2∘ground state<2P1/2∘.
⚠️Refuso OCR: 'shell piena per più di metà'
Nel sorgente la motivazione è riportata come «shell piena per più di metà». È un refuso:
la shell 3p5non è piena, è più che semipiena (5 elettroni su 6). La terza Hund
si enuncia correttamente come “shell più che semipiena → J massimo primo”. La conclusione
(2P3/2∘ più basso) è corretta; solo la frase motivante va emendata.
💡Equivalenza elettrone–buco
Una shell p5 è spettroscopicamente equivalente a una p1 (un buco = una particella
di carica opposta ma stesso l,s): stessi termini 2P∘. Diverso è l’ordine
dei J: in p1 (meno che semipiena) sarebbe 2P1/2∘ il ground state
(caso del C⁺, vedi es. 01).
(f) Energie di ionizzazione: I1, I2 e confronto con l’Ar
📘Energie di ionizzazione in gioco
I1(K): K→K+ (strappo dell’elettrone 4s).
I2(K): K+→K++ (strappo da una shell 3p chiusa, configurazione Ar-like).
I1(Ar): Ar→Ar+ (strappo da 3p6).
Prima osservazione. Il K neutro è un alcalino: l’elettrone 4s è solo, debolmente
legato (grande n, forte schermaggio del core [Ar]) → I1(K) è piccola. Invece
I2(K) deve strappare un elettrone da K+ che ha shell chiuse (configurazione
dell’Ar): molto più energetico.
🔑Primo confronto
I1(K)<I2(K).
Secondo confronto: I2(K) vs I1(Ar). Lo ione K+ è isoelettronico dell’Ar
(stessa configurazione [Ne]3s23p6), ma con carica nucleare maggiore: ZK=19>ZAr=18.
A parità di configurazione, un Z più grande attrae di più gli elettroni (minore raggio,
maggiore Zeff) → l’energia di ionizzazione cresce.
🔑Secondo confronto
I2(K)>I1(Ar).
💡Il principio isoelettronico
Serie isoelettroniche: a parità di configurazione, I cresce con Z. È lo stesso
ragionamento per cui I1(He)>I1(H): stessa struttura 1s, ma Z=2 contro Z=1.
Per il K: I2(K)≈31,6 eV, I1(Ar)≈15,8 eV (circa il doppio: il
ragionamento qualitativo è confermato, e la differenza è amplificata dal fatto che si
strappano elettroni via via più legati).
⚠️Confrontare 'mele con pere'
Non ha senso confrontare I1(K) con I1(Ar) dicendo «K è più grande quindi ionizza
meglio»: I1(K) strappa un 4s, I1(Ar) un 3p. Le energie di ionizzazione vanno
confrontate a parità di configurazione (il caso I2(K) vs I1(Ar)), dove l’unica
variabile è Z.
Sintesi
Quantità
Risultato
Metodo
λ2
766,6 nm
1/λ2=1/λ1+23ξ4p
ΔE4p=E(4p3/2)−E(4p1/2)
60cm−1
23ξ4p
gj per 4s1/2,4p1/2,4p3/2
2,32,34
Landé
Bmin (limite regime debole)
≈55 T
incrocio mj=−3/2≡+1/2
4d,5s→4s
vietate (Δl=±1)
selezione dipolo
5p→4s
permessa (nuovo doppetto)
Δl=−1
K+ ground state
1S0 (pari)
shell chiusa Ar-like
K++ ground state
2P3/2∘ (dispari)
shell p5, terza Hund invertita
I1 vs I2 (K)
I1<I2
4s isolato vs shell chiusa
I2(K) vs I1(Ar)
I2(K)>I1(Ar)
isoelettronici, ZK>ZAr
L’esercizio è un piccolo compendio di fisica atomica: struttura fine, Zeeman anomalo,
criterio di regime, regole di selezione, termini spettroscopici con Hund, ionizzazioni.
Il filo conduttore è il ruolo dello spin-orbita: splitta il 4p (riga doppia), fissa
la scala per definire “debole” il campo (55 T è enorme: campi di laboratorio tipici,
1−10 T, sono ben dentro il regime anomalo), e si inverte di segno passando da shell
meno che semipiena (K neutro) a più che semipiena (K++).
Il doppetto del K è l’analogo del doppetto D del Na: stessa fisica, n più grande.
Formule chiave
Spin-orbita (splitting tra j=l±s): ΔE=23ξnl per un elettrone
p (l=1,s=21).
Fattore di Landé: gj=1+2j(j+1)j(j+1)+s(s+1)−l(l+1).
Zeeman anomalo: δEj,mj=gjmjμBB0.
Limite campo debole: μBB≪ΔESO (confronto locale, non con
l’energia di legame).
Regole di selezione (dipolo E): Δl=±1, Δj=0,±1 (no 0→0),
Δmj=0,±1, parità cambia.
Terza Hund: shell meno che semipiena → Jmin primo; shell più che semipiena
→ Jmax primo.
Serie isoelettronica: a parità di configurazione, I cresce con Z.