Sorgente:Appello Settembre 2022 — Struttura della Materia
aggiornato 2026-06-25
Testo (dati)
Atomo di potassioK (Z=19), alcalino con un solo elettrone ottico
sopra il core [Ar]. Lo spettro è descritto dal modello del difetto
quantico, in cui ogni livello nl ha energia
Enl=−(n−μl)2Ry,Ry=13,606eV,
con μl parametro empirico che dipende solo da l.
Dati.
Quantità
Valore
Energia di prima ionizzazione
E4sion=4,34 eV
Transizione 4s→4p
ν~=13015 cm−1
Difetto quantico l=2
μd=0,14
Calcolare E3d, E4d, E4p, E5p e ordinarli per energia.
L’atomo nel GS è eccitato con fotoni da 1,9 a 3,4 eV. Quali transizioni
sono permesse (dipolo elettrico)? Riga(e) osservata(e) con splitting SO.
Determinare i canali di decadimento dallo stato eccitato raggiunto e le righe
di emissione.
Si applica un campo magnetico debole. Per la riga a energia più bassa, trovare
il campo B che separa le componenti Zeeman più lontane di 0,1 cm−1.
1) Livelli energetici col difetto quantico
📘Il modello del difetto quantico
Per un atomo alcalino, il core elettronico scherma il nucleo in modo non ideale:
l’elettrone ottico “vede” un potenziale coulombiano asintotico −1/r (per r→∞)
ma sente un eccesso di carica vicino al nucleo, dove penetra fra le shell
interne. Si dimostra che i livelli restano idrogenoidi in forma ma con un numero
quantico efficace nl∗=n−δl=n−μl:
Enl=−(n−μl)2Ry.
Il difetto μl>0cresce al calare di l: μs>μp>μd>μf→0.
Stati d,f (poco penetranti) sono quasi idrogenoidi; stati s,p (molto penetranti)
sono abbassati.
Piccolo μd (penetrazione debole): E3d≈−13,606/32=−1,51 eV
(idrogenoide) sarebbe il limite; il livello reale è solo leggermente più basso.
Livello 4p (dalla transizione misurata)
Struttura fine di n=2 — cascade delle correzioni
Le tre correzioni relativistiche rimuovono la degenerazione in modo gerarchico: la cinetica separa 2s/2p (l), la Darwin alza il 2s, la spin-orbita separa 2p in j. Il risultato totale dipende solo da j: 2s₁/₂ e 2p₁/₂ restano degeneri (rotto solo dallo spostamento di Lamb, QED).
Lo zero dell’energia è fissato dallo stato fondamentale4s, noto dall’energia
di ionizzazione:
🔑Ground state $4s$
E4s=−E4sion=−4,34eV.
La transizione 4s→4p misura la differenza di energia: convertiamo il numero
d’onda con 1eV=8065,54 cm−1,
Dalla definizione Enl=−Ry/(n−μl)2, invertendo per l=p:
🧮Inversione per $\mu_l$
Da ∣Enl∣=Ry/(n−μl)2,
(n−μl)2=∣Enl∣Ry⇒μl=n−∣Enl∣Ry.
🧩Difetto quantico $\mu_p$
μp=4−2,72613,606=4−4,991=4−2,234=1,77.
Confronto: μd=0,14≪μp=1,77. Conferma l’ordinamento
μp≫μd (gli stati p penetrano molto più dei d).
🔑Livello $5p$
E5p=−(5−1,77)213,606=−3,23213,606=−1,30eV.
Ricavare μs dal GS (serve al punto 3)
Dallo stesso schema, applicato al livello 4s noto per via sperimentale:
🧩Difetto quantico $\mu_s$
μs=4−4,3413,606=4−3,136=4−1,771=2,23.
μs>μp>μd: coerente con la penetrazione radiale (un orbitale s ha
densità non nulla sul nucleo, Rn0(0)=0; un p si annulla come
r; un d come r2). Livelli s i più abbassati.
⚠️Valore tipico in letteratura
Per il K si trova comunemente μs≈2,18–2,23 (dipende dal
fit: usando 4s da sola si ottiene 2,23; con un fit sui livelli ns si
ottiene ≈2,18 perché μl ha una debole dipendenza da n).
Qui usiamo il valore autoconsistenteμs=2,23 ottenuto dal GS dato.
Ordine energetico
Riassumendo (zero all’ionizzazione):
Livello
Energia (eV)
Note
4s (GS)
−4,34
da ionizzazione
4p
−2,73
da transizione misurata
3d
−1,66
quasi idrogenoide
5p
−1,30
da μp ricavato
4d
−0,91
quasi idrogenoide
Ordine (crescente in energia): E4s<E4p<E3d<E5p<E4d. Tra i
livelli eccitati sopra il GS richiesti dal testo:
💡Perché $\mu_s>\mu_p>\mu_d$: penetrazione del core
Il potenziale efficace Zeff(r)/r sentito dall’elettrone ottico non
è coulombiano a piccolo r: dentro il core [Ar] la carica核are è
schermata ma non annullata. Un orbitale con molta densità a piccolo r
(s≫p≫d) “vede” temporaneamente Zeff>1, viene attratto più
fortemente e il suo livello si abbassa rispetto all’idrogenoide. Questo è
esattamente il difetto quantico: μl misura quanto il livello è più basso
del corrispondente livello H a parità di n. Stati d,f vivono fuori dal
core → μ≈0 → spettro idrogenoide.
2) Eccitazione ottica dal GS, fotoni 1,9–3,4 eV
📘Regola di selezione del dipolo elettrico
Per transizioni di un solo elettrone:
Δl=±1,Δm=0,±1,ΔS=0.
Dal GS 4s (l=0) si può solo andare in np (l=1). Le transizioni a nd
(Δl=+2) sono vietate in approssimazione di dipolo.
Finestra energetica accessibile
I fotoni in arrivo portano energia in [1,9,3,4] eV. Lo stato finale
raggiungibile ha energia
🧩Range di energia dello stato finale
Ef∈[E4s+1,9,E4s+3,4]=[−2,44,−0,94]eV.
Confronto coi candidati np:
E4p=−2,73 eV: troppo basso (−2,73<−2,44, servirebbe
ΔE=1,61 eV <1,9 eV);
E5p=−1,30 eV: nel range ✓;
E6p e oltre: fuori ma più in alto di 4d.
Tra i livelli nd: E4d=−0,91 eV è appena fuori (−0,91>−0,94),
e comunque s→d è vietato da Δl. Il 3d (−1,66 eV, nel range
energetico) è escluso dalla regola di selezione.
Il livello 5p (configurazione 2P) si splitta per spin-orbita nei due
sottolivelli J=1/2,3/2, leggermente separati. La transizione dal GS
4s2S1/2 produce quindi due righe (doppietto) corrispondenti a
4s2S1/2→5p2P1/2,4s2S1/2→5p2P3/2,
con la regola di selezione ΔJ=0,±1 (non 0→0), qui sempre
soddisfatta. La riga 2P3/2 ha energia leggermente superiore (guscio
p meno che semipieno → J massimo in alto per SO).
3) Decadimento dallo stato 5p
Una volta eccitato, il sistema decade verso il GS seguendo la stessa regola
Δl=±1. Dalla configurazione 5p si raggiungono direttamente:
🧮Canali radiativi diretti dal $5p$
5p→4s(Δl=−1),5p→5s(Δl=−1),5p→3d(Δl=−1).
(Anche 5p→4d sarebbe permessa ma E4d=−0,91 eV >E5p=−1,30 eV:
transizione assorbente, non emissiva: il 4d è sopra il 5p.)
Poi, a cascata, gli stati intermedi decadono a loro volta:
5s→4p,3d→4p,4p→4s.
Righe di emissione
Calcoliamo le energie con μs=2,23 (ricavato al punto 1). Serve il livello
5s:
🧩Livello $5s$ e righe di emissione
E5s=−(5−2,23)213,606=−2,77213,606=−1,77eV.
Distanze energetiche delle righe (emissione):
Riga
ΔE (eV)
ν~ (cm−1)
5p→4s
3,04
2,45⋅104
5p→5s
0,47
3,80⋅103
5p→3d
0,36
2,92⋅103
dove E5p−E3d=−1,30−(−1,66)=0,36 eV e
E5p−E5s=−1,30−(−1,77)=0,47 eV.
✏️La riga $5p\to4s$ è la più intensa
È la riga risonante: ripercorre a ritroso la transizione di eccitazione.
Il 5p→3d e 5p→5s sono transizioni in infrarosso vicino, meno intense.
A cascata, 3d→4p e 5s→4p producono ulteriori righe, e infine
4p→4s chiude al GS.
💡Ordine anomalo $4d$ sopra $5p$
In un alcalino, per n sufficientemente alto l’ordine energetico non segue
Madelung. Qui E4d=−0,91 eV >E5p=−1,30 eV: il 5p è più
legato del 4d, pur avendo n maggiore. Causa: μp=1,77 abbassa
drasticamente i p, mentre μd≈0 lascia i d idrogenoidi. Questo è
il segno distintivo del difetto quantico e spiega perché negli spettri alcalini
si parlano di serie separate (ns, np, nd) invece di una sola scala.
4) Zeeman debole: riga 4s2S1/2→5p2P1/2
La riga a energia più bassa del doppietto eccitato è 4s→5p2P1/2.
In campo debole (μBB≪ΔESO) J resta un buon
numero quantico e lo splitting è
La frequenza di ciascuna componente (in campo debole) è spostata di
δν~=hcμBB(gfMJ,f−giMJ,i),
con le regole di selezione ΔMJ=0 (π) e ΔMJ=±1 (σ±).
Per Ji=Jf=1/2 si hanno MJ=±1/2: elenchiamo gli scostamenti in unità
di μBB:
🧩Tutte le componenti della riga
MJ,i
MJ,f
tipo
gfMf−giMi
−1/2
−1/2
π
+1/3+1=4/3
−1/2
+1/2
σ+
+1/3+1=4/3
+1/2
−1/2
σ−
−1/3−1=−4/3
+1/2
+1/2
π
−1/3−1=−4/3
Le componenti si distribuiscono tra −4/3 e +4/3 (in unità μBB).
La separazione tra le due più lontane è quindi
δν~max=38hcμBB.
Effetto Zeeman (anomalo, campo debole)
In regime debole (Zeeman anomalo) ogni livello |J⟩ si sdoppia in 2J+1 sottolivelli a E = μ_B·B·g·m_J, con g = 1+[J(J+1)+S(S+1)−L(L+1)]/[2J(J+1)] (Landé). Lo splitting totale è 2μ_B·B·g·J. Le transazioni danno righe π (Δm_J=0) e σ± (Δm_J=±1).
Un campo modesto (∼800 G): tipico dei regimi Zeeman anomali nei vapori
alcalini a basse temperature, dove ΔESO del 5p (ordine
dei cm−1–decine di cm−1) supera agevolmente μBB≈0,04 cm−1.
💡Zeeman debole vs forte (Paschen–Back)
Zeeman debole/anomalo (μBB≪ξ⟨L⋅S⟩): J è
buono, splitting ∝gJMJ come sopra. Le componenti π e
σ± hanno posizione diversa da riga a riga (da cui “anomalo”).
Paschen–Back (μBB≫ΔESO): il campo disaccoppia
L ed S; gli autostati sono ∣ML,MS⟩ con
ΔE=μBB(ML+2MS). Le righe collassano nel tripletto normale
di Lorentz (una π, due σ equispaziate di μBB), indipendente
da gJ. Il passaggio tra i due regimi è continuo (intermedio: regime di
cross-over) ed è rilevante in astrofisica (campi magnetici stellari).
Commento al risultato
Il difetto quantico riduce la fisica di un alcalino a quella dell’idrogeno
con n→n−μl: un solo parametro per ogni l descrive centinaia di
livelli. Il fatto che μl dipenda quasi solo da l (e debolmente da n)
è una conseguenza della forma radiale del potenziale core.
L’energia di ionizzazione fissa in modo naturale lo zero dell’energia
(E4s=−4,34 eV): a differenza dell’idrogeno, qui il GS non è
−Ry/n2 ma va estratto da un dato sperimentale.
La transizione 4s→5p è l’unica permessa nella finestra data, perché le
regole di selezione (Δl=±1) e la finestra energetica si combinano
in modo restrittivo. L’ordine anomalo 5p<4d è la firma del difetto quantico.
Il campo B≈0,08 T che risolve le componenti Zeeman a 0,1 cm−1
è piccolissimo rispetto ai campi che inducono Paschen–Back (decine di Tesla
per gli alcalini): conferma che il regime è debole.
Attenzione alle unità: μB/hc=0,46686 cm−1/T rende i conti in
numero d’onda senza dover passare per joule.
Formule chiave
Livello alcalino (difetto quantico): Enl=−Ry/(n−μl)2, μs>μp>μd>μf→0
Inversione: μl=n−Ry/∣Enl∣
Regole di selezione (dipolo): Δl=±1, ΔJ=0,±1 (non 0→0), ΔMJ=0,±1