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Lezione 10

Orbitali molecolari diatomici: σ/π/δ, g/u, ordini MO, omonucleari e eteronucleari

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Sorgente: 17 · MO diatomiche (cap. 49–51 dispense)
aggiornato 2026-06-29

Obiettivo della pagina

Combinando gli orbitali atomici nsns, npnp (e, per gli atomi pesanti, anche ndnd) di due atomi si costruiscono gli orbitali molecolari (MO) di una diatomica. Lo scopo di questa pagina è fornire il quadro classificativo — proiezione assiale Λ\Lambda, parità g/ug/u, carattere legante/antilegante — e gli ordini di riempimento che permettono di leggere le configurazioni elettroniche delle molecole della prima e seconda riga.

È il passaggio naturale dopo la costruzione formale del LCAO per H2+H_2^+ (cap. 16), che qui generalizziamo a sistemi a molti elettroni. La trattazione rigorosa dei termini 2S+1ΛΩ(±)(g/u)^{2S+1}\Lambda_\Omega^{(\pm)}(g/u), delle regole di selezione elettroniche e del Λ-doubling è rimandata al cap. 18: qui ci limitiamo a usarli come “etichette” per indicare lo stato fondamentale di N₂ e O₂.

Diagramma di correlazione MO: N₂ vs O₂

Atomi leggeri (N₂): il mixing 2s–2p porta 1π_u sotto 3σ_g. Atomi pesanti (O₂): l'ordine si inverte (3σ_g sotto 1π_u). Conseguenza: in O₂ i due elettroni in più finiscono in 1π_g* degeneri e, per Hund, stanno paralleli (verde) → paramagnetismo di O₂ (termine ³Σ_g⁻). Le tratteggiate sono antileganti (*).

Classificazione degli orbitali MO

Orbitale molecolare (MO)

Soluzione approssimata dell’equazione di Schrödinger elettronica per una molecola, scritta come combinazione lineare di orbitali atomici (LCAO):

ψMO(r)=iciϕi(rRi)\psi_{\text{MO}}(\mathbf r)=\sum_{i}c_i\,\phi_i(\mathbf r-\mathbf R_i)

Per le biatomiche si scelgono come base gli orbitali nsns, npxnp_x, npynp_y, npznp_z dei due atomi, e si sfrutta la simmetria assiale per diagonalizzare a blocchi.

Proiezione Λ\Lambda sull’asse molecolare

In una biatomica l’asse zz congiunge i due nuclei: il momento angolare elettronico non è più un buon numero quantico (manca la simmetria sferica), ma la sua proiezione Λ\Lambda sull’asse lo è. Si classifica l’orbitale dal valore di Λ|\Lambda|:

| Λ|\Lambda| | 0 | 1 | 2 | 3 | |---|---|---|---|---| | MO (orbitale, minuscolo) | σ\sigma | π\pi | δ\delta | ϕ\phi | | Stato elettronico (maiuscolo) | Σ\Sigma | Π\Pi | Δ\Delta | Φ\Phi |

Operativamente, Λ=m|\Lambda|=m_\ell degli orbitali atomici che si combinano: nsns e npznp_z danno σ\sigma (m=0m_\ell=0), npx,npynp_x,np_y danno π\pi (m=1|m_\ell|=1), ndnd danno anche δ\delta (m=2|m_\ell|=2). Le dispense (cap. 49) lo esprimono in termini della rotazione CαC_\alpha intorno all’asse:

Cαf(r,θ,ϕ)=f(r,θ,ϕ+α)C_\alpha f(r,\theta,\phi)=f(r,\theta,\phi+\alpha)
  • σ\sigma: invariata per ogni α\alpha;
  • π\pi: invariata per α=2π\alpha=2\pi (e cambia segno per α=π\alpha=\pi);
  • δ\delta: invariata per α=π\alpha=\pi.

Parità g/ug/u (solo omonucleari)

Se i due nuclei sono identici (ZA=ZBZ_A=Z_B, es. H2H_2, N2N_2, O2O_2), l’hamiltoniana è invariante sotto inversione rr\mathbf r\to -\mathbf r rispetto al centro della molecola. La parità è un buon numero quantico:

I^ψ(r)=ψ(r)=±ψ(r){+1:gerade (g)1:ungerade (u)\hat{I}\,\psi(\mathbf r)=\psi(-\mathbf r)=\pm\psi(\mathbf r)\quad\Rightarrow\quad \begin{cases} +1: & \text{gerade }(g)\\ -1: & \text{ungerade }(u) \end{cases}

Agli orbitali atomici centrati sui due nuclei si associano le combinazioni simmetrica e antisimmetrica:

ψgϕA+ϕB,ψuϕAϕB\psi_g \propto \phi_A+\phi_B,\qquad \psi_u \propto \phi_A-\phi_B

Poiché gli orbitali nsns sono intrinsecamente pari e gli npnp dispari, si ha la corrispondenza (per combinazioni semplici, base minima):

OA combinatiMO risultanteCarattere
sA±sBs_A \pm s_Bσg (sA+sB)\sigma_g\ (s_A{+}s_B), σu (sAsB)\sigma_u^*\ (s_A{-}s_B)legante/antilegante
pz,Apz,Bp_{z,A} \mp p_{z,B}σu (pz,A+pz,B)\sigma_u\ (p_{z,A}{+}p_{z,B}), σg (pz,Apz,B)\sigma_g^*\ (p_{z,A}{-}p_{z,B})antileg./legante (per pp)
px,A±px,Bp_{x,A} \pm p_{x,B}πu (px,A+px,B)\pi_u\ (p_{x,A}{+}p_{x,B}), πg (px,Apx,B)\pi_g^*\ (p_{x,A}{-}p_{x,B})legante/antilegante
Quando si possono trascurare i nodi radiali

La classificazione qui sopra presuppone base minima (un OA per atomo). In calcoli più accurati si includono anche 2p2p per descrivere Li₂…N₂, e il mixing sspp sposta leggermente le etichette. Fino a N2N_2 l’etichetta del MO va ancora interpretata come “componente dominante”; per O₂, F₂, Ne₂ il mixing è debole e l’etichetta è pulita.

L’errore del sorgente: “legante ⟺ gerade”

Falso: legante non implica necessariamente gerade

Le dispense (e molti testi introduttivi) a volte lasciano intendere che legante \Leftrightarrow gerade. È una coincidenza che vale per i soli orbitali σ\sigma da nsns, non una regola generale. La regola corretta, derivabile dalla tabella precedente, è:

  • σ\sigma da nsns: legante g\leftrightarrow g;
  • π\pi da npx,npynp_x,np_y: legante u\leftrightarrow u;
  • δ\delta da ndnd: legante g\leftrightarrow g.

In formule: l’asterisco ^* identifica l’antilegante (presenza di un piano nodale tra i nuclei), non il carattere g/ug/u. Esistono quindi un πu\pi_u legante e un πg\pi_g^* antilegante, entrambi di parità diversa da quanto il “regolino” naive suggerirebbe.

Come riconoscere legante vs antilegante a colpo d'occhio

Cerca il nodo tra i due nuclei:

  • se la funzione d’onda ha densità tra i nuclei (schermo della repulsione nucleare) → legante;
  • se ha un nodo tra i nuclei → antilegante.

Le etichette g/ug/u si leggono invece dalla simmetria rispetto all’inversione: ψg\psi_g è invariata, ψu\psi_u cambia segno. Sono due proprietà indipendenti.

Molecola H2H_2 (breve)

Per H2H_2 due elettroni riempiono l’orbitale σg(1sA+1sB)\sigma_g(1s_A+1s_B) appena costruito in cap. 16. Per il principio di Pauli occorre antisimmetrizzare la funzione d’onda totale (determinante di Slater): lo stato fondamentale è

configurazione: (σg)2,termine: 1Σg+\text{configurazione: }(\sigma_g)^2,\qquad \text{termine: }{}^{1}\Sigma_g^{+}

con spin accoppiato (singoletto, S=0S=0). Il legame nasce perché entrambi gli elettroni beneficiano della regione tra i nuclei. La trattazione formale (Hund-Mulliken, Heitler-London, coordinate ellittiche per H2+H_2^+) è nel cap. 16.

Ordine di legame (bond order)
b=12(NlegNantileg)b=\tfrac12\big(N_{\text{leg}}-N_{\text{antileg}}\big)

Per H2H_2: b=12(20)=1b=\tfrac12(2-0)=1 → semplice legame, molecola stabile.

He₂ non esiste

Quattro elettroni riempiono sia il legante che l’antilegante:

He2:(σg)2(σu)2b=12(22)=0\text{He}_2:\quad (\sigma_g)^2(\sigma_u^*)^2\quad\Rightarrow\quad b=\tfrac12(2-2)=0

Ordine di legame nullo → nessun minimo nella curva di energia (o un minimo così debole da essere osservabile solo a temperature criogeniche come stato eccitato “van der Waals”). Questo è il motivo per cui l’elio è un gas nobile monoatomico in condizioni standard.

Trabocchetto d'esame: l'eccitato He₂* esiste

Lo stato eccitato He2\mathrm{He}_2^* con configurazione (σg)2(σu)1(σg)1(\sigma_g)^2(\sigma_u^*)^1(\sigma_g^{**})^1 ha b=1b=1 ed è osservato in scariche elettriche (spettro dell’elio). Non confondere: lo stato fondamentale no, ma alcuni eccitati sì. Lo stesso ragionamento vale per Be₂ (b=0b=0 nello stato fondamentale, ma debole minimo per correlazione elettronica).

Diagramma MO per la seconda riga: base 2s,2p2s,2p

Per Li₂, Be₂, B₂, C₂, N₂, O₂, F₂, Ne₂ si combinano gli orbitali 2s,2px,2py,2pz2s,2p_x,2p_y,2p_z dei due atomi. Si ottengono 8 MO (4 leganti + 4 antileganti, se si esclude il mixing sspp):

  • da 2sA±2sB2s_A\pm 2s_B: 2σg2\sigma_g (legante), 2σu2\sigma_u^* (antilegante);
  • da 2pz,A2pz,B2p_{z,A}\mp 2p_{z,B}: 3σg3\sigma_g e 3σu3\sigma_u^* (con segni invertiti rispetto ai 2s2s, perché pzp_z è già dispari);
  • da 2px,A±2px,B2p_{x,A}\pm 2p_{x,B} e analogamente per pyp_y: due coppie degeneri 1πu1\pi_u (legante) e 1πg1\pi_g^* (antilegante).

I 1σg,1σu1\sigma_g,1\sigma_u^* sono i core 1s1s e non partecipano al legame (sono praticamente identici agli orbitali atomici): in molte notazioni si omettono.

Ordine “leggero” vs “pesante”: l’inversione 1πu3σg1\pi_u\leftrightarrow 3\sigma_g

L’ordine di riempimento dipende dall’entità del mixing 2s2s2p2p, che è grande quando i due orbitali hanno energie simili (primi elementi della riga).

Ordine MO — atomi LEGGERI (Li₂ fino a N₂)
1σg<1σu<2σg<2σu<1πu<3σg<1πg<3σu\boxed{\,1\sigma_g<1\sigma_u^*<2\sigma_g<2\sigma_u^*<1\pi_u<3\sigma_g<1\pi_g^*<3\sigma_u^*\,}
Ordine MO — atomi PESANTI (da O₂ in poi)
1σg<1σu<2σg<2σu<3σg<1πu<1πg<3σu\boxed{\,1\sigma_g<1\sigma_u^*<2\sigma_g<2\sigma_u^*<3\sigma_g<1\pi_u<1\pi_g^*<3\sigma_u^*\,}

La differenza chiave è l’inversione 1πu3σg1\pi_u \leftrightarrow 3\sigma_g: negli atomi leggeri il mixing 2s2s2p2p spinge in alto il 3σg3\sigma_g (che acquista un carattere 2s2s antilegante residuo), portando 1πu1\pi_u al di sotto. Per Z8Z\geq 8 il gap 2s2s2p2p cresce, il mixing si attenua, e l’ordine “naturale” 3σg<1πu3\sigma_g<1\pi_u viene ripristinato.

Il punto di transizione è tra N e O

Sperimentalmente:

  • N2N_2: ordine leggero (1πu<3σg1\pi_u<3\sigma_g);
  • O2O_2, F2F_2: ordine pesante (3σg<1πu3\sigma_g<1\pi_u);
  • NONO (eteronucleare, 15 elettroni): a cavallo, con ordine intermedio.

La frontiera non è netta perché O2O_2 stesso mostra mixing residuo; l’etichetta “leggero/pesante” è una semplificazione didattica.

Esempi: N₂ e O₂

N₂ — diamagnetica, ordine $b=3$

14 elettroni, ordine “leggero”:

N2: (1σg)2(1σu)2(2σg)2(2σu)2(1πu)4(3σg)2\text{N}_2:\ (1\sigma_g)^2(1\sigma_u^*)^2(2\sigma_g)^2(2\sigma_u^*)^2(1\pi_u)^4(3\sigma_g)^2

(esclusi i core 1s21s^2 che sono in 1σg,1σu1\sigma_g,1\sigma_u^*). Contando solo gli elettroni di valenza:

  • leganti: (2σg)2+(1πu)4+(3σg)2=8(2\sigma_g)^2+(1\pi_u)^4+(3\sigma_g)^2=8;
  • antileganti: (2σu)2=2(2\sigma_u^*)^2=2;
b=12(82)=3(triplo legame)b=\tfrac12(8-2)=3\quad\text{(triplo legame)}

Tutti gli elettroni appaiati → diamagnetica. Termine fondamentale 1Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+}.

O₂ — paramagnetica, ordine $b=2$

16 elettroni, ordine “pesante”:

O2: (2σg)2(2σu)2(3σg)2(1πu)4(1πg)2\text{O}_2:\ (2\sigma_g)^2(2\sigma_u^*)^2(3\sigma_g)^2(1\pi_u)^4(1\pi_g^*)^2
  • leganti: (2σg)2+(3σg)2+(1πu)4=8(2\sigma_g)^2+(3\sigma_g)^2+(1\pi_u)^4=8;
  • antileganti: (2σu)2+(1πg)2=4(2\sigma_u^*)^2+(1\pi_g^*)^2=4;
b=12(84)=2(doppio legame)b=\tfrac12(8-4)=2\quad\text{(doppio legame)}

I due elettroni in 1πg1\pi_g^* sono spaiati per la regola di Hund (massimizza lo spin totale SS): la configurazione è (1πg)x1(1πg)y1(1\pi_g^*)_x^1(1\pi_g^*)_y^1 con spin paralleli. Il termine fondamentale è quindi 3Σg{}^{3}\Sigma_g^{-} (il singoletto 1Δg{}^{1}\Delta_g è più alto in energia per la regola di Hund).

Conseguenza spettacolare: O₂ è paramagnetica (è attratta da un magnete; lo si vede facilmente appendendo l’ossigeno liquido tra i poli di un magnete, come nell’esperimento classico di Faraday). È una delle previsioni più celebri della teoria MO: nessuna teoria del legame di valenza “classica” riesce a spiegarla senza postulare orbitali ibridi ad hoc.

L'inversione $1\pi_u\leftrightarrow 3\sigma_g$ determina il magnetismo di O₂

Se per O₂ si usasse per sbaglio l’ordine “leggero”, gli ultimi 2 elettroni andrebbero in 3σg3\sigma_g (riempiendolo: spin accoppiato) invece che nei due orbitali degeneri 1πg1\pi_g^* (dove per Hund restano spaiati). Risultato: nessun elettrone spaiato e diamagnetica, in contraddizione con l’esperimento. È la prova empirica che l’ordine “pesante” è quello fisicamente corretto per O₂.

Molecola Na₂: esempio diatomo “pesante” con elettrone ottico

Il sodio ha configurazione 1s22s22p63s11s^2\,2s^2\,2p^6\,3s^1. Le shell chiuse 1s,2s,2p1s,2s,2p sono molto localizzate e compatte: a distanze di legame i loro orbitali centrati sui due nuclei non si sovrappongono (S120S_{12}\approx 0, H120H_{12}\approx 0), per cui non partecipano al legame. Tutto il legame è portato dall’elettrone ottico 3s3s.

Approssimazione dell'elettrone ottico (valence-only)

Per i metalli alcalini si trascurano i core e si descrive la molecola con il solo orbitale 3s3s per atomo. Lo spazio LCAO è bidimensionale e dà luogo a:

σg=ψ3s(rA)+ψ3s(rB),σu=ψ3s(rA)ψ3s(rB)\sigma_g=\psi_{3s}(r_A)+\psi_{3s}(r_B),\qquad \sigma_u^*=\psi_{3s}(r_A)-\psi_{3s}(r_B)

Lo stato fondamentale è (σg)2(\sigma_g)^2 con b=1b=1: legame semplice, debole (De0,75 eVD_e\approx 0{,}75\ \text{eV}, Re3,08 A˚R_e\approx 3{,}08\ \text{Å}), molto più labile di quello di H2H_2.

Na₂ con base allargata $3s+3p$

Se si vogliono descrivere anche gli stati eccitati, si allarga la base includendo i 3p3p, ottenendo 8 MO (4 gg + 4 uu):

  • 3sA+3sBσg3s_A+3s_B \to \sigma_g (legante);
  • 3sA3sBσu3s_A-3s_B \to \sigma_u^* (antilegante);
  • 3pz,A3pz,Bσg3p_{z,A}-3p_{z,B} \to \sigma_g (legante, ma misto al precedente);
  • 3pz,A+3pz,Bσu3p_{z,A}+3p_{z,B} \to \sigma_u^* (antilegante);
  • 3px,A+3px,B3p_{x,A}+3p_{x,B} e 3py,A+3py,Bπu3p_{y,A}+3p_{y,B} \to \pi_u (legante, doppiamente degenere);
  • 3px,A3px,B3p_{x,A}-3p_{x,B} e 3py,A3py,Bπg3p_{y,A}-3p_{y,B} \to \pi_g^* (antilegante, degenere).

Poiché 3s3s e 3p3p hanno energie molto diverse (2,1\sim 2{,}1 eV in Na neutro), il mixing sspp è debole: l’ordine dei livelli è quello “pesante”, confermato dallo spettro ottico di Na2\mathrm{Na}_2 (serie di righe nel visibile).

Molecole eteronucleari

Se ZAZBZ_A\neq Z_B (HCl, CO, NO, NaCl, LiH, …) cade la centrosimmetria. Tre conseguenze importanti:

1. Scomparsa delle etichette g/ug/u

L’inversione rr\mathbf r\to -\mathbf r non è più una simmetria dell’hamiltoniana: gli orbitali molecolari non hanno parità definita, e non si scrivono g/ug/u. Rimane valida solo la simmetria assiale CαC_\alpha (e i piani σv\sigma_v contenenti l’asse), quindi rimangono le etichette σ,π,δ\sigma,\pi,\delta.

2. Pesi LCAO disuguali: cAcB|c_A|\neq|c_B|

La forma generale dell’orbitale molecolare è ora

ψ=cAϕA+cBϕB,cAcB\psi=c_A\,\phi_A+c_B\,\phi_B,\qquad |c_A|\neq|c_B|

e l’equazione secolare Hc=EScHc=ESc va diagonalizzata con HAAHBBH_{AA}\neq H_{BB} (gli OA hanno energie diverse perché i due atomi hanno ZZ diversi). Le soluzioni (vedi cap. 16 p. 184) sono

E±=HAA+HBB2±H122+(HAAHBB)24E_{\pm}=\frac{H_{AA}+H_{BB}}{2}\pm\sqrt{H_{12}^2+\frac{(H_{AA}-H_{BB})^2}{4}}
Cosa cambia fisicamente rispetto alle omonucleari

Il termine (HAAHBB)2/4(H_{AA}-H_{BB})^2/4 fa tre cose:

  1. Aumenta la separazione ΔE=E+E\Delta E=E_+-E_- tra legante e antilegante;
  2. Sbilancia i pesi: l’elettrone passa più tempo sull’atomo più elettronegativo (cioè con HiiH_{ii} più basso);
  3. Annulla il guadagno di legame nel limite HAAHBBH12|H_{AA}-H_{BB}|\gg H_{12}: la molecola è allora ionica (A+BA^+B^- o viceversa) e l’orbitale è localizzato su un solo atomo.

In formule: se HAA=HBBH_{AA}=H_{BB} (omonucleare), ΔE=2H12\Delta E=2|H_{12}|; se HAAHBBH12|H_{AA}-H_{BB}|\gg |H_{12}|, ΔEHAAHBB\Delta E\approx|H_{AA}-H_{BB}| e il legame è essenzialmente elettrostatico.

3. Dipolo permanente

La distribuzione di carica è asimmetrica → compare un momento di dipolo permanente non nullo:

μ=eiZiRieeri0\boldsymbol{\mu}=e\sum_i Z_i\mathbf R_i-e\sum_{\text{e}}\langle\mathbf r_i\rangle\neq 0

Per HCl si misura μ=1,08 D\mu=1{,}08\ \text{D} (Debye) con polo negativo sul Cl (elettronegatività χCl=3,16\chi_{\text{Cl}}=3{,}16 vs χH=2,20\chi_{\text{H}}=2{,}20 scala Pauling). Per CO μ=0,11 D\mu=0{,}11\ \text{D} (piccolo: le direzioni quasi si compensano).

Conseguenza spettroscopica: transizioni IR-attive

Una molecola eteronucleare ha transizioni roto-vibrazionali nello stesso stato elettronico IR-attive (variazione del dipolo permanente), mentre le omonucleari (H2H_2, N2N_2, O2O_2) sono IR-inattive in assenza di cambio di stato elettronico. Dettagli nel cap. 14.

CO: eteronucleare ma quasi simmetrica

Il monossido di carbonio è spesso descritto con una notazione “pseudo-omonucleare” (3σ,1π,3\sigma,1\pi,\ldots): in realtà il gap HAAHBBH_{AA}-H_{BB} tra C e O è piccolo ma non nullo, quindi g/ug/u non valgono e c’è un piccolo dipolo permanente. Esami e libri usano una notazione ibrida: attenzione a non confondere.

Caso limite: legame ionico (NaCl, LiH)

Quando la differenza di elettronegatività è molto grande (Δχ2\Delta\chi\gtrsim 2), la configurazione più stabile a grande distanza non è più A+BA+B (neutri isolati) ma A++BA^++B^- (ioni). Il legame è allora dominato dall’interazione coulombiana tra ioni carichi, non dal LCAO. NaCl in fase gassosa mostra un comportamento intermedio: covalente polare a RReR\sim R_e, ionico a RR\to\infty (gap energetico piccolo).

Simmetrie molecolari: σ/π, g/u, ±

piano xz (riflessione: y → −y)ABπx* (+1)πy* (+y)πy* (−y)πx* × πy* → (+1)×(−1) = −1 → Σ⁻O₂ ground state: ³Σg⁻ (non ⁺!)Σ⁻ŷ

O₂: πx* × πy*: Due elettroni spaiati in πx* e πy* perpendicolari. Prodotto: (+1)×(−1) = −1 → Σ⁻.

Simmetria ±: Σ⁻

Link a sotto-pagine correlate
  • Per la costruzione formale del LCAO (equazione secolare, H₂⁺ esatto, Heitler-London): cap. 16.
  • Per la notazione 2S+1ΛΩ(±)(g/u)^{2S+1}\Lambda_\Omega^{(\pm)}(g/u), Σ+/Σ\Sigma^+/\Sigma^-, Λ-doubling, regole di selezione elettroniche, Hund: cap. 18.
  • Per gli spettri roto-vibrazionali (IR attivo solo per eteronucleari): cap. 14.
  • Per Hückel/tight-binding (LCAO su catene π): solidi · cap. 09.

Formule chiave

  • Classificazione per Λ|\Lambda|: σ(Λ=0), π(Λ=1), δ(Λ=2)\sigma\,(\Lambda=0),\ \pi\,(\Lambda=1),\ \delta\,(\Lambda=2).
  • Parità g/ug/u (solo omonucleari): ψgϕA+ϕB\psi_g\propto\phi_A+\phi_B, ψuϕAϕB\psi_u\propto\phi_A-\phi_B.
  • Regola legante/gerade corretta: σg\sigma_g legante, πu\pi_u legante, δg\delta_g legante; l’asterisco ^* indica antilegante, non uu.
  • Ordine di legame: b=12(NlegNantileg)b=\tfrac12(N_{\text{leg}}-N_{\text{antileg}}).
  • Ordine MO “pesante” (O₂, F₂, Na₂): 3σg<1πu<1πg<3σu\ldots 3\sigma_g<1\pi_u<1\pi_g^*<3\sigma_u^*.
  • Ordine MO “leggero” (Li₂,…,N₂): 1πu<3σg<1πg<3σu\ldots 1\pi_u<3\sigma_g<1\pi_g^*<3\sigma_u^*.
  • N₂: configurazione (1πu)4(3σg)2(1\pi_u)^4(3\sigma_g)^2, b=3b=3, 1Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+}, diamagnetica.
  • O₂: configurazione (3σg)2(1πu)4(1πg)2(3\sigma_g)^2(1\pi_u)^4(1\pi_g^*)^2, b=2b=2, 3Σg{}^{3}\Sigma_g^{-}, paramagnetica.
  • Eteronucleari: ψ=cAϕA+cBϕB\psi=c_A\phi_A+c_B\phi_B con cAcB|c_A|\neq|c_B|, E±=12(HAA+HBB)±H122+14(HAAHBB)2E_{\pm}=\tfrac12(H_{AA}+H_{BB})\pm\sqrt{H_{12}^2+\tfrac14(H_{AA}-H_{BB})^2}, dipolo permanente μ0\boldsymbol{\mu}\neq 0.
Esami correlati

Questi concetti sono testati in 3 esami della raccolta: