Lezione 10
Orbitali molecolari diatomici: σ/π/δ, g/u, ordini MO, omonucleari e eteronucleari
Obiettivo della pagina
Combinando gli orbitali atomici , (e, per gli atomi pesanti, anche ) di due atomi si costruiscono gli orbitali molecolari (MO) di una diatomica. Lo scopo di questa pagina è fornire il quadro classificativo — proiezione assiale , parità , carattere legante/antilegante — e gli ordini di riempimento che permettono di leggere le configurazioni elettroniche delle molecole della prima e seconda riga.
È il passaggio naturale dopo la costruzione formale del LCAO per (cap. 16), che qui generalizziamo a sistemi a molti elettroni. La trattazione rigorosa dei termini , delle regole di selezione elettroniche e del Λ-doubling è rimandata al cap. 18: qui ci limitiamo a usarli come “etichette” per indicare lo stato fondamentale di N₂ e O₂.
Diagramma di correlazione MO: N₂ vs O₂
Atomi leggeri (N₂): il mixing 2s–2p porta 1π_u sotto 3σ_g. Atomi pesanti (O₂): l'ordine si inverte (3σ_g sotto 1π_u). Conseguenza: in O₂ i due elettroni in più finiscono in 1π_g* degeneri e, per Hund, stanno paralleli (verde) → paramagnetismo di O₂ (termine ³Σ_g⁻). Le tratteggiate sono antileganti (*).
Classificazione degli orbitali MO
Soluzione approssimata dell’equazione di Schrödinger elettronica per una molecola, scritta come combinazione lineare di orbitali atomici (LCAO):
Per le biatomiche si scelgono come base gli orbitali , , , dei due atomi, e si sfrutta la simmetria assiale per diagonalizzare a blocchi.
Proiezione sull’asse molecolare
In una biatomica l’asse congiunge i due nuclei: il momento angolare elettronico non è più un buon numero quantico (manca la simmetria sferica), ma la sua proiezione sull’asse lo è. Si classifica l’orbitale dal valore di :
| | 0 | 1 | 2 | 3 | |---|---|---|---|---| | MO (orbitale, minuscolo) | | | | | | Stato elettronico (maiuscolo) | | | | |
Operativamente, degli orbitali atomici che si combinano: e danno (), danno (), danno anche (). Le dispense (cap. 49) lo esprimono in termini della rotazione intorno all’asse:
- : invariata per ogni ;
- : invariata per (e cambia segno per );
- : invariata per .
Parità (solo omonucleari)
Se i due nuclei sono identici (, es. , , ), l’hamiltoniana è invariante sotto inversione rispetto al centro della molecola. La parità è un buon numero quantico:
Agli orbitali atomici centrati sui due nuclei si associano le combinazioni simmetrica e antisimmetrica:
Poiché gli orbitali sono intrinsecamente pari e gli dispari, si ha la corrispondenza (per combinazioni semplici, base minima):
| OA combinati | MO risultante | Carattere |
|---|---|---|
| , | legante/antilegante | |
| , | antileg./legante (per ) | |
| , | legante/antilegante |
La classificazione qui sopra presuppone base minima (un OA per atomo). In calcoli più accurati si includono anche per descrivere Li₂…N₂, e il mixing – sposta leggermente le etichette. Fino a l’etichetta del MO va ancora interpretata come “componente dominante”; per O₂, F₂, Ne₂ il mixing è debole e l’etichetta è pulita.
L’errore del sorgente: “legante ⟺ gerade”
Le dispense (e molti testi introduttivi) a volte lasciano intendere che legante gerade. È una coincidenza che vale per i soli orbitali da , non una regola generale. La regola corretta, derivabile dalla tabella precedente, è:
- da : legante ;
- da : legante ;
- da : legante .
In formule: l’asterisco identifica l’antilegante (presenza di un piano nodale tra i nuclei), non il carattere . Esistono quindi un legante e un antilegante, entrambi di parità diversa da quanto il “regolino” naive suggerirebbe.
Cerca il nodo tra i due nuclei:
- se la funzione d’onda ha densità tra i nuclei (schermo della repulsione nucleare) → legante;
- se ha un nodo tra i nuclei → antilegante.
Le etichette si leggono invece dalla simmetria rispetto all’inversione: è invariata, cambia segno. Sono due proprietà indipendenti.
Molecola (breve)
Per due elettroni riempiono l’orbitale appena costruito in cap. 16. Per il principio di Pauli occorre antisimmetrizzare la funzione d’onda totale (determinante di Slater): lo stato fondamentale è
con spin accoppiato (singoletto, ). Il legame nasce perché entrambi gli elettroni beneficiano della regione tra i nuclei. La trattazione formale (Hund-Mulliken, Heitler-London, coordinate ellittiche per ) è nel cap. 16.
Per : → semplice legame, molecola stabile.
He₂ non esiste
Quattro elettroni riempiono sia il legante che l’antilegante:
Ordine di legame nullo → nessun minimo nella curva di energia (o un minimo così debole da essere osservabile solo a temperature criogeniche come stato eccitato “van der Waals”). Questo è il motivo per cui l’elio è un gas nobile monoatomico in condizioni standard.
Lo stato eccitato con configurazione ha ed è osservato in scariche elettriche (spettro dell’elio). Non confondere: lo stato fondamentale no, ma alcuni eccitati sì. Lo stesso ragionamento vale per Be₂ ( nello stato fondamentale, ma debole minimo per correlazione elettronica).
Diagramma MO per la seconda riga: base
Per Li₂, Be₂, B₂, C₂, N₂, O₂, F₂, Ne₂ si combinano gli orbitali dei due atomi. Si ottengono 8 MO (4 leganti + 4 antileganti, se si esclude il mixing –):
- da : (legante), (antilegante);
- da : e (con segni invertiti rispetto ai , perché è già dispari);
- da e analogamente per : due coppie degeneri (legante) e (antilegante).
I sono i core e non partecipano al legame (sono praticamente identici agli orbitali atomici): in molte notazioni si omettono.
Ordine “leggero” vs “pesante”: l’inversione
L’ordine di riempimento dipende dall’entità del mixing –, che è grande quando i due orbitali hanno energie simili (primi elementi della riga).
La differenza chiave è l’inversione : negli atomi leggeri il mixing – spinge in alto il (che acquista un carattere antilegante residuo), portando al di sotto. Per il gap – cresce, il mixing si attenua, e l’ordine “naturale” viene ripristinato.
Sperimentalmente:
- : ordine leggero ();
- , : ordine pesante ();
- (eteronucleare, 15 elettroni): a cavallo, con ordine intermedio.
La frontiera non è netta perché stesso mostra mixing residuo; l’etichetta “leggero/pesante” è una semplificazione didattica.
Esempi: N₂ e O₂
14 elettroni, ordine “leggero”:
(esclusi i core che sono in ). Contando solo gli elettroni di valenza:
- leganti: ;
- antileganti: ;
Tutti gli elettroni appaiati → diamagnetica. Termine fondamentale .
16 elettroni, ordine “pesante”:
- leganti: ;
- antileganti: ;
I due elettroni in sono spaiati per la regola di Hund (massimizza lo spin totale ): la configurazione è con spin paralleli. Il termine fondamentale è quindi (il singoletto è più alto in energia per la regola di Hund).
Conseguenza spettacolare: O₂ è paramagnetica (è attratta da un magnete; lo si vede facilmente appendendo l’ossigeno liquido tra i poli di un magnete, come nell’esperimento classico di Faraday). È una delle previsioni più celebri della teoria MO: nessuna teoria del legame di valenza “classica” riesce a spiegarla senza postulare orbitali ibridi ad hoc.
Se per O₂ si usasse per sbaglio l’ordine “leggero”, gli ultimi 2 elettroni andrebbero in (riempiendolo: spin accoppiato) invece che nei due orbitali degeneri (dove per Hund restano spaiati). Risultato: nessun elettrone spaiato e diamagnetica, in contraddizione con l’esperimento. È la prova empirica che l’ordine “pesante” è quello fisicamente corretto per O₂.
Molecola Na₂: esempio diatomo “pesante” con elettrone ottico
Il sodio ha configurazione . Le shell chiuse sono molto localizzate e compatte: a distanze di legame i loro orbitali centrati sui due nuclei non si sovrappongono (, ), per cui non partecipano al legame. Tutto il legame è portato dall’elettrone ottico .
Per i metalli alcalini si trascurano i core e si descrive la molecola con il solo orbitale per atomo. Lo spazio LCAO è bidimensionale e dà luogo a:
Lo stato fondamentale è con : legame semplice, debole (, ), molto più labile di quello di .
Se si vogliono descrivere anche gli stati eccitati, si allarga la base includendo i , ottenendo 8 MO (4 + 4 ):
- (legante);
- (antilegante);
- (legante, ma misto al precedente);
- (antilegante);
- e (legante, doppiamente degenere);
- e (antilegante, degenere).
Poiché e hanno energie molto diverse ( eV in Na neutro), il mixing – è debole: l’ordine dei livelli è quello “pesante”, confermato dallo spettro ottico di (serie di righe nel visibile).
Molecole eteronucleari
Se (HCl, CO, NO, NaCl, LiH, …) cade la centrosimmetria. Tre conseguenze importanti:
1. Scomparsa delle etichette
L’inversione non è più una simmetria dell’hamiltoniana: gli orbitali molecolari non hanno parità definita, e non si scrivono . Rimane valida solo la simmetria assiale (e i piani contenenti l’asse), quindi rimangono le etichette .
2. Pesi LCAO disuguali:
La forma generale dell’orbitale molecolare è ora
e l’equazione secolare va diagonalizzata con (gli OA hanno energie diverse perché i due atomi hanno diversi). Le soluzioni (vedi cap. 16 p. 184) sono
Il termine fa tre cose:
- Aumenta la separazione tra legante e antilegante;
- Sbilancia i pesi: l’elettrone passa più tempo sull’atomo più elettronegativo (cioè con più basso);
- Annulla il guadagno di legame nel limite : la molecola è allora ionica ( o viceversa) e l’orbitale è localizzato su un solo atomo.
In formule: se (omonucleare), ; se , e il legame è essenzialmente elettrostatico.
3. Dipolo permanente
La distribuzione di carica è asimmetrica → compare un momento di dipolo permanente non nullo:
Per HCl si misura (Debye) con polo negativo sul Cl (elettronegatività vs scala Pauling). Per CO (piccolo: le direzioni quasi si compensano).
Una molecola eteronucleare ha transizioni roto-vibrazionali nello stesso stato elettronico IR-attive (variazione del dipolo permanente), mentre le omonucleari (, , ) sono IR-inattive in assenza di cambio di stato elettronico. Dettagli nel cap. 14.
Il monossido di carbonio è spesso descritto con una notazione “pseudo-omonucleare” (): in realtà il gap tra C e O è piccolo ma non nullo, quindi non valgono e c’è un piccolo dipolo permanente. Esami e libri usano una notazione ibrida: attenzione a non confondere.
Caso limite: legame ionico (NaCl, LiH)
Quando la differenza di elettronegatività è molto grande (), la configurazione più stabile a grande distanza non è più (neutri isolati) ma (ioni). Il legame è allora dominato dall’interazione coulombiana tra ioni carichi, non dal LCAO. NaCl in fase gassosa mostra un comportamento intermedio: covalente polare a , ionico a (gap energetico piccolo).
Simmetrie molecolari: σ/π, g/u, ±
O₂: πx* × πy*: Due elettroni spaiati in πx* e πy* perpendicolari. Prodotto: (+1)×(−1) = −1 → Σ⁻.
Simmetria ±: Σ⁻
- Per la costruzione formale del LCAO (equazione secolare, H₂⁺ esatto, Heitler-London): cap. 16.
- Per la notazione , , Λ-doubling, regole di selezione elettroniche, Hund: cap. 18.
- Per gli spettri roto-vibrazionali (IR attivo solo per eteronucleari): cap. 14.
- Per Hückel/tight-binding (LCAO su catene π): solidi · cap. 09.
Formule chiave
- Classificazione per : .
- Parità (solo omonucleari): , .
- Regola legante/gerade corretta: legante, legante, legante; l’asterisco indica antilegante, non .
- Ordine di legame: .
- Ordine MO “pesante” (O₂, F₂, Na₂): .
- Ordine MO “leggero” (Li₂,…,N₂): .
- N₂: configurazione , , , diamagnetica.
- O₂: configurazione , , , paramagnetica.
- Eteronucleari: con , , dipolo permanente .
Questi concetti sono testati in 3 esami della raccolta:
- esame 12 — F₂ orbitali MO (configurazione MO, ordine di legame, diamagnetismo di F₂).
- esame 36 — O₂ identificazione tripletto (riconoscere e il paramagnetismo).
- esame 46 — I₂ Br₂ IBr (confronto omonucleari vs eteronucleari, polarità del legame).