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Lezione 01

Crisi della fisica classica e atomo di Bohr

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Sorgente: 01 · Crisi della fisica classica (p.14–19)
aggiornato 2026-06-18

Obiettivo della pagina

La fisica atomica nasce da un corto circuito: la fisica classica non riesce a spiegare tre fatti sperimentali (fotoelettrico, spettri a righe, urti anelastici). Il modello di Bohr è la prima risposta “quantistica” e fissa per la prima volta l’idea di livelli energetici discreti. Qui ricostruiamo gli esperimenti, la logica di Bohr e — soprattutto — le unità con cui faremo i conti per tutto il corso.

Effetto fotoelettrico

Su un metallo irradiato di frequenza ν\nu, gli elettroni estrati hanno un’energia cinetica massima misurabile tramite il potenziale di arresto V0V_0:

Bilancio energetico del fotoelettrico
12mev2=eV0\tfrac12 m_e v^2 = e V_0

Il dato scandaloso per la fisica classica è che V0V_0 non dipende dall’intensità della luce, ma solo dalla sua frequenza, ed esiste una frequenza di soglia ν0\nu_0. Einstein (1905) risolve quantizzando la radiazione:

Quanto di luce (fotone)
Efotone=hνE_{\text{fotone}}=h\nu

Ne segue l’equazione fotoelettrica 12mev2=hνΦ\tfrac12 m_e v^2 = h\nu-\Phi, con Φ\Phi lavoro di estrazione. Aumentare l’intensità aumenta il numero di fotoni (e la corrente di saturazione), non la loro energia.

L'intuizione chiave

L’intensità è un’informazione “collettiva” (numero di fotoni); l’energia di ciascun fotone è un’informazione “individuale” (frequenza). La fisica classica mescolava le due; la quantizzazione le separa.

Esperimento di Frank–Hertz

Elettroni accelerati in un gas di mercurio perdono energia per urti. Si osserva che la corrente all’anodo crolla a multipli di 4,86 eV: gli urti diventano anelastici proprio quando l’elettrone ha abbastanza energia per eccitare l’atomo di Hg al primo stato eccitato.

Conclusione (quantizzazione)

L’eccitazione avviene solo cedendo quanti discreti di energia fissata. È la misura diretta, indipendente dalla spettroscopia, della quantizzazione dei livelli.

Spettri a righe e legge di Rydberg–Ritz

Atomi freddi assorbono e atomi caldi emettono luce alle stesse frequenze discrete (righe). Balmer (1885) intuì la regolarità dell’idrogeno, formalizzata nella legge di Rydberg–Ritz:

Legge di Rydberg–Ritz
νab=cR ⁣(1na21nb2),R1,097×105 cm1\nu_{ab}=cR_\infty\!\left(\frac{1}{n_a^2}-\frac{1}{n_b^2}\right),\qquad R_\infty\simeq 1{,}097\times10^5\ \text{cm}^{-1}

Al variare di nan_a si ottengono le serie, ciascuna in una regione spettrale:

Serieregioneformulann
LymanultraviolettoR ⁣(1121n2)R\!\left(\tfrac{1}{1^2}-\tfrac{1}{n^2}\right)n2n\ge2
BalmervisibileR ⁣(1221n2)R\!\left(\tfrac{1}{2^2}-\tfrac{1}{n^2}\right)n3n\ge3
PascheninfrarossoR ⁣(1321n2)R\!\left(\tfrac{1}{3^2}-\tfrac{1}{n^2}\right)n4n\ge4
BrackettinfrarossoR ⁣(1421n2)R\!\left(\tfrac{1}{4^2}-\tfrac{1}{n^2}\right)n5n\ge5
Errore del sorgente (audit A01)

Nelle dispense la serie di Balmer compare con il primo termine 1/321/3^2: è un errore — sarebbe la serie di Paschen. La serie di Balmer è sul livello na=2n_a=2, quindi 1/221/2^2, e cade nel visibile (da cui il suo ruolo storico).

Modello di Bohr

Bohr fa tre ipotesi:

  1. Orbite circolari stabili.
  2. Quantizzazione del momento angolare: L=mvr=nL=mvr=n\hbar, n=1,2,n=1,2,\dots
  3. Le frequenze emesse corrispondono a salti tra livelli: νab=(EaEb)/h\nu_{ab}=(E_a-E_b)/h.
Errore del sorgente (audit A02)

La dispense scrivono νab=(EaEb)/\nu_{ab}=(E_a-E_b)/\hbar. È incoerente con l’uso di E=hνE=h\nu: la frequenza ordinaria è νab=ΔE/h\nu_{ab}=\Delta E/h. Con \hbar si ottiene invece la pulsazione ω=ΔE/=2πν\omega=\Delta E/\hbar=2\pi\nu. Nel sito si usa ν=ΔE/h\nu=\Delta E/h.

Derivazione dei raggi e dei livelli

Equazione del moto (Coulomb = centripeta)
mev2r=Ze24πε0r2\frac{m_e v^2}{r}=\frac{Ze^2}{4\pi\varepsilon_0 r^2}

Combinandola con mevr=nm_evr=n\hbar si eliminano vv ed mem_e ottenendo i raggi quantizzati

Raggi di Bohr
rn=4πε02Ze2men2=a0Zn2,a0=4πε02e2me0,529 A˚r_n=\frac{4\pi\varepsilon_0\hbar^2}{Ze^2 m_e}\,n^2=\frac{a_0}{Z}\,n^2,\qquad a_0=\frac{4\pi\varepsilon_0\hbar^2}{e^2 m_e}\simeq0{,}529\ \text{Å}

Per il viriale del potenziale coulombiano 2K+U=02K+U=0 si ha E=K+U=U/2E=K+U=U/2, da cui

Livelli energetici idrogenoidi
En=12n2 ⁣(Ze24πε0) ⁣2 ⁣me=Z2n2RyE_n=-\frac{1}{2n^2}\!\left(\frac{Ze^2}{4\pi\varepsilon_0\hbar}\right)^{\!2}\!m_e =-\frac{Z^2}{n^2}\,\mathrm{Ry}
Coerenza dimensionale

Il termine (Ze2/4πε0)(Ze^2/4\pi\varepsilon_0\hbar) ha le dimensioni di una velocità (è αZc\alpha Zc, con α1/137\alpha\simeq1/137). Quadrato × massa = energia. Tutto torna.

Confronto con Rydberg–Ritz

Uguagliando il salto ΔE\Delta E a hνabh\nu_{ab} si esprime RR_\infty in funzione di costanti fondamentali:

Costante di Rydberg (dedotta, non empirica)
hcR=12me ⁣(e24πε0) ⁣2=Ry=13,6 eVcR3,29×1015 HzhcR_\infty=\frac12 m_e\!\left(\frac{e^2}{4\pi\varepsilon_0\hbar}\right)^{\!2}=\mathrm{Ry}=13{,}6\ \text{eV} \quad\Rightarrow\quad cR_\infty\simeq 3{,}29\times10^{15}\ \text{Hz}
Errore del sorgente (audit A03)

Le dispense riportano cR3,28×105cR_\infty\simeq 3{,}28\times10^5 Hz: errore di esponente, 10 ordini di grandezza troppo piccolo. Il valore corretto è 3,3×1015\sim3{,}3\times10^{15} Hz (la Lyman-α è a 1,2161{,}216 Å 2,47×1015\approx 2{,}47\times10^{15} Hz).

Verifica numerica

Con me=9,11×1031m_e=9{,}11\times10^{-31} kg, α=e2/(4πε0c)=1/137,036\alpha=e^2/(4\pi\varepsilon_0\hbar c)=1/137{,}036, c=2,998×108c=2{,}998\times10^8 m/s: Ry=12mec2α2=12(511000)(1/137,036)2=13,6\mathrm{Ry}=\tfrac12 m_ec^2\alpha^2=\tfrac12(511\,000)(1/137{,}036)^2=13{,}6 eV. ✓

Unità: eV, cm⁻¹, Hz, Ry, au

In fisica atomica serve muoversi agevolmente tra unità. Le relazioni fondamentali:

Conversioni energetiche essenziali
E=hν=hc/λ=hcσ,1 eV=1,602×1019 J=8065,5 cm1E=h\nu=hc/\lambda=hc\,\sigma,\qquad 1\ \text{eV}=1{,}602\times10^{-19}\ \text{J}=8065{,}5\ \text{cm}^{-1}1 Ry=13,6 eV=12Eh,λ[nm]=1240E[eV]1\ \text{Ry}=13{,}6\ \text{eV}=\tfrac12 E_h,\qquad \lambda[\text{nm}]=\frac{1240}{E[\text{eV}]}
Scorciatoia eV↔cm⁻¹

A mente si usa 1 eV8000 cm11\ \text{eV}\approx8000\ \text{cm}^{-1} (audit A04). Attenzione: è un’approssimazione al 0,8%-0{,}8\%; in spettroscopia fine usare 8065,58065{,}5.

Unità atomiche (au)

Si pone me=e==1/(4πε0)=1m_e=e=\hbar=1/(4\pi\varepsilon_0)=1. Conseguenze:

Unità atomiche
a0=1 au,Eh=1 au=2Ry=27,2 eV,α=1/137,036 (invariato)a_0=1\ \text{au},\quad E_h=1\ \text{au}=2\,\mathrm{Ry}=27{,}2\ \text{eV},\quad \alpha=1/137{,}036\ \text{(invariato)}

In au l’hamiltoniana idrogenoide diventa H^=122Zr\hat H=-\tfrac12\nabla^2-\tfrac{Z}{r}: tutti i prefattori spariscono, e i conti si riducono alla sola struttura.

Perché le au sono così comode

In au, velocità dell’elettrone nello stato fondamentale αc\sim\alpha c diventa v1v\sim 1; energia di legame 1/2\sim 1/2; raggio 1\sim 1. Una sola unità misura lunghezze, energie e (in unità di \hbar) tempi, rendendo immediato “sentire” l’ordine di grandezza atomico.

Limiti del modello di Bohr

Bohr funziona per idrogeno e idrogenoidi a un elettrone, ma:

  • non spiega la struttura fine (cap. 02) — serve l’elettrone relativistico e lo spin;
  • non funziona per atomi a più elettroni (cap. 04–05);
  • è ad hoc: la quantizzazione di LL è postulata, non derivata.

La vera derivazione dei livelli verrà dalla equazione di Schrödinger radiale per il potenziale coulombiano (cap. 02).

Formule chiave

  • Fotoelettrico: 12mev2=hνΦ=eV0\tfrac12 m_ev^2=h\nu-\Phi=eV_0
  • Rydberg–Ritz: ν=cR(1/na21/nb2)\nu=cR_\infty(1/n_a^2-1/n_b^2), R1,097×105R_\infty\simeq1{,}097\times10^5 cm⁻¹
  • Bohr: L=nL=n\hbar, ν=ΔE/h\nu=\Delta E/h
  • Raggi: rn=a0n2/Zr_n=a_0 n^2/Z, a0=0,529a_0=0{,}529 Å
  • Livelli: En=Z2Ry/n2E_n=-Z^2\mathrm{Ry}/n^2, Ry=13,6\mathrm{Ry}=13{,}6 eV
  • Rydberg dedotto: hcR=12mec2α2hcR_\infty=\tfrac12 m_e c^2\alpha^2
  • au: me=e==4πε0=1m_e=e=\hbar=4\pi\varepsilon_0=1, Eh=27,2E_h=27{,}2 eV, a0=1a_0=1