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Ψ SdM

Lezione 02

Atomo di idrogeno e correzioni di struttura fine

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Sorgente: 02 · Struttura fine (p.21–32)
aggiornato 2026-06-18

Obiettivo della pagina

Partiamo dalla soluzione esatta dell’idrogeno (che fissa orbitali, degenerazione e numeri quantici), poi aggiungiamo le tre piccole correzioni relativistiche che producono la struttura fine. È la pagina in cui la teoria delle perturbazioni diventa uno strumento concreto, ed è anche quella in cui correggiamo un errore matematico rilevante presente nelle dispense.

L’hamiltoniana e la massa ridotta

Nucleo di massa MM, carica +Ze+Ze; elettrone di massa mem_e. In coordinate laboratorio l’hamiltoniana a due corpi è

H^=22MR222mere214πε0Ze2Rre.\hat H=-\frac{\hbar^2}{2M}\nabla_R^2-\frac{\hbar^2}{2m_e}\nabla_{r_e}^2-\frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\frac{Ze^2}{|\mathbf R-\mathbf r_e|}.
Separazione del centro di massa

Si passa alle coordinate del centro di massa e alla coordinata relativa r=Rre\mathbf r=\mathbf R-\mathbf r_e. Il moto libero del CM si separa e si fattorizza; il moto relativo è governato dalla massa ridotta

μ=MmeM+meme(Mme).\mu=\frac{Mm_e}{M+m_e}\simeq m_e\quad(M\gg m_e).

L’hamiltoniana “utile” diventa H^=22μr2Ze24πε0r\hat H=-\frac{\hbar^2}{2\mu}\nabla_r^2-\frac{Ze^2}{4\pi\varepsilon_0 r}.

Massa ridotta vs massa dell'elettrone

Usare μ=me\mu=m_e trascura la finitezza della massa nucleare (μ/me=1/(1+me/M)1me/M\mu/m_e=1/(1+m_e/M)\approx 1-m_e/M). Per l’idrogeno è una correzione 1/1836\sim 1/1836: irrilevante a struttura fine ma non a struttura iperfine. La teniamo esplicita dove serve.

Separazione in coordinate sferiche

Per simmetria sferica si scrive ψ(r,θ,φ)=Rnl(r)Ylm(θ,φ)\psi(r,\theta,\varphi)=R_{nl}(r)\,Y_l^m(\theta,\varphi). Le armoniche sferiche risolvono la parte angolare e diagonalizzano L^2\hat{\mathbf L}^2 ed L^z\hat L_z. La parte radiale obbedisce a

Equazione radiale e potenziale efficace
[22μd2udr2+Veff(r)]u(r)=Eu(r),u(r)=rRnl(r)\left[-\frac{\hbar^2}{2\mu}\frac{d^2u}{dr^2}+V_{\text{eff}}(r)\right]u(r)=E\,u(r),\quad u(r)=rR_{nl}(r)Veff(r)=Ze24πε0r+2l(l+1)2μr2V_{\text{eff}}(r)=-\frac{Ze^2}{4\pi\varepsilon_0 r}+\frac{\hbar^2l(l+1)}{2\mu r^2}

Il secondo termine è la barriera centrifuga: cresce con ll e tiene lontano dall’origine gli orbitali con ll alto.

Livelli energetici

Spettro dell'idrogenoide
En=μc2(Zα)22n2=Z2n2Ry,α=e24πε0c1137E_n=-\frac{\mu c^2(Z\alpha)^2}{2n^2}=-\frac{Z^2}{n^2}\,\mathrm{Ry},\qquad \alpha=\frac{e^2}{4\pi\varepsilon_0\hbar c}\simeq\frac{1}{137}

L’energia dipende solo da nn: c’è degenerazione in ll (simmetria coulombiana, legata alla conservazione del vettore di Runge–Lenz) e in mm (simmetria sferica). Senza spin, la degenerazione è n2n^2; con lo spin, 2n22n^2.

Orbitali: raggi, nodi, probabilità

  • Rung medio: ra0n2/Z\langle r\rangle\sim a_0 n^2/Z; il massimo di probabilità per gli stati “circolari” (l=n1l=n-1) è in rn=a0n2/Zr_n=a_0n^2/Z (recupero del raggio di Bohr).
  • Comportamento all’origine: Rnl(r)rlR_{nl}(r)\sim r^l, quindi solo gli orbitali ss (l=0l=0) hanno densità non nulla sul nucleo.
  • Numero di nodi radiali: nl1n-l-1.
Perché solo gli stati s sentono il nucleo

La correzione di Darwin (più sotto) è proporzionale a ψ(0)2|\psi(0)|^2, quindi “vede” solo gli stati ss. È il motivo per cui il 2s2s e il 2p2p si comportano in modo diverso sotto struttura fine — e spiega anche la metastabilità del 2s2s (cap. 03).

Orbitali idrogenoidi (parte radiale)

Per l=0 (s) la densità è non nulla sul nucleo (penetrazione); i nodi radiali sono n−l−1. La funzione radiale è calcolata esattamente dai polinomi di Laguerre associati.

Forma degli orbitali — armoniche sferiche

zx

p — l=1, m=0.

Nodi angolari: 1 totali (1 nella sezione + |m|=0 circolari).

Blu = fase +, rosa = fase −. Il modulo quadro |Y|² dà la densità di probabilità (sempre positiva).

Le armoniche sferiche Y_l^m sono autofunzioni di L² ed L_z; il loro modulo quadro dà la forma degli orbitali. Per l=0 sfera, l=1 dumbbell (p), l=2 trifoglio/peanut (d).

Le tre correzioni di struttura fine

Sviluppando l’equazione di Dirac in potenze di v/cZαv/c\sim Z\alpha si ottengono, oltre a mc2+p2/2m+Vmc^2+p^2/2m+V, tre termini perturbativi:

Correzioni relativistiche (da Dirac)
H^=p^48me3c2H^R (cinetica)+12me2c21rdVdrL^S^H^SO (spin-orbita)+28me2c22VH^D (Darwin)\hat H'=\underbrace{-\frac{\hat p^4}{8m_e^3c^2}}_{\hat H_R\ \text{(cinetica)}}+\underbrace{\frac{1}{2m_e^2c^2}\frac{1}{r}\frac{dV}{dr}\,\hat{\mathbf L}\cdot\hat{\mathbf S}}_{\hat H_{SO}\ \text{(spin-orbita)}}+\underbrace{\frac{\hbar^2}{8m_e^2c^2}\nabla^2 V}_{\hat H_D\ \text{(Darwin)}}

Tutti e tre sono O(En(Zα)2)\mathcal O(E_n\cdot(Z\alpha)^2), quindi 10413,6\sim 10^{-4}\cdot 13{,}6 eV 103\sim 10^{-3} eV: alcuni cm⁻¹. Si trattano con la teoria delle perturbazioni indipendente dal tempo.

1. Correzione cinetica relativistica

Come si ricava ΔE_R (versione corretta — audit A09)

Dall’energia relativistica E=cp2+m2c2=mc21+(p/mc)2E=c\sqrt{p^2+m^2c^2}=mc^2\sqrt{1+(p/mc)^2}, sviluppando 1+x1+x/2x2/8\sqrt{1+x}\approx1+x/2-x^2/8:

Emc2+p22mp48m3c2  H^R=p^48m3c2.E\simeq mc^2+\frac{p^2}{2m}-\frac{p^4}{8m^3c^2}\ \Rightarrow\ \hat H_R=-\frac{\hat p^4}{8m^3c^2}.

Per calcolarne il valore medio si usa p2=2m(H0V)p^2=2m(H_0-V) (dall’hamiltoniana imperturbata), quindi p4=4m2(H0V)2p^4=4m^2(H_0-V)^2. In valore medio, con V=2En\langle V\rangle=2E_n (viriale del potenziale coulombiano) e V2=En24nl+1/2\langle V^2\rangle=E_n^2\,\frac{4n}{l+1/2}:

H^R=12mc2(En22EnV+V2)=3En22mc2En22mc24nl+1/2.\langle\hat H_R\rangle=-\frac{1}{2mc^2}\bigl(E_n^2-2E_n\langle V\rangle+\langle V^2\rangle\bigr) =\frac{3E_n^2}{2mc^2}-\frac{E_n^2}{2mc^2}\frac{4n}{l+1/2}.
Correzione cinetica (corretta)
ΔER=En22mec2(4nl+123)=En(Zα)22n2(2nl+1232)\Delta E_R=-\frac{E_n^2}{2m_ec^2}\left(\frac{4n}{l+\tfrac12}-3\right)=-E_n\frac{(Z\alpha)^2}{2n^2}\left(\frac{2n}{l+\tfrac12}-\frac32\right)
Errore del sorgente (audit A09)

Le dispense riportano ΔER=En(Zα)22n2(341l+1/2)\Delta E_R=-E_n\frac{(Z\alpha)^2}{2n^2}\bigl(\tfrac34-\tfrac{1}{l+1/2}\bigr): sbagliata (manca il fattore nn nel secondo addendo e il coefficiente globale è errato). È peraltro incoerente con la derivazione svolta nelle dispense stesse, che in un passaggio intermedio ottiene il segno opposto. La formula corretta è quella sopra. La dipendenza da ll (e non da jj) rompe la degenerazione in ll ma non ancora in jj: stati 2p1/22p_{1/2} e 2p3/22p_{3/2} restano degeneri a questo stadio.

Effetto: ΔER<0\Delta E_R<0 sempre, e cresce in modulo al calare di ll → gli stati ss “affondano” più dei pp.

2. Correzione di Darwin

Derivazione della Darwin

H^D=28me2c22V\hat H_D=\frac{\hbar^2}{8m_e^2c^2}\nabla^2V. Con V=Ze2/(4πε0r)V=-Ze^2/(4\pi\varepsilon_0 r) e 2(1/r)=4πδ(r)\nabla^2(1/r)=-4\pi\delta(\mathbf r):

H^D=π2Ze22me2c2δ(r).\hat H_D=\frac{\pi\hbar^2Ze^2}{2m_e^2c^2}\,\delta(\mathbf r).

Il valore medio vale δ(r)=ψnlm(0)2\langle\delta(\mathbf r)\rangle=|\psi_{nlm}(0)|^2, non nullo solo per l=0l=0 (perché ψrl\psi\sim r^l). Per l=0l=0, ψn00(0)2=Z3πa03n3|\psi_{n00}(0)|^2=\frac{Z^3}{\pi a_0^3n^3}.

Correzione di Darwin (solo stati s)
ΔED=En(Zα)2n(l=0;  0 per l0)\Delta E_D=-E_n\frac{(Z\alpha)^2}{n}\qquad(l=0;\ \ 0\ \text{per }l\neq0)
Letura fisica

La Darwin descrive lo zitterbewegung: l’elettrone relativistico “tremola” su una scala /mc\sim\hbar/mc, “spalmando” il nucleo puntiforme. Solo chi arriva sul nucleo (gli ss) ne risente.

3. Correzione spin-orbita

Nel sistema dell’elettrone il campo elettrico del nucleo diventa magnetico e accoppia L\mathbf L ed S\mathbf S:

Operatore spin-orbita (con fattore di Thomas)
H^SO=12me2c21rdVdrL^S^=Ze28πε0me2c2r3L^S^\hat H_{SO}=\frac{1}{2m_e^2c^2}\frac{1}{r}\frac{dV}{dr}\,\hat{\mathbf L}\cdot\hat{\mathbf S}=\frac{Ze^2}{8\pi\varepsilon_0m_e^2c^2r^3}\,\hat{\mathbf L}\cdot\hat{\mathbf S}

Il fattore 1/21/2 (precessione di Thomas) è già incluso: senza di esso la correzione sarebbe il doppio. Per il calcolo si usa LS=12(J2L2S2)\mathbf L\cdot\mathbf S=\tfrac12(\mathbf J^2-\mathbf L^2-\mathbf S^2) e 1/r3=Z3n3a03(l+1/2)(l+1)\langle 1/r^3\rangle=\frac{Z^3}{n^3a_0^3(l+1/2)(l+1)}:

Correzione spin-orbita
ΔESO=En(Zα)22nj(j+1)l(l+1)34l(l+12)(l+1)\Delta E_{SO}=-E_n\frac{(Z\alpha)^2}{2n}\,\frac{j(j+1)-l(l+1)-\tfrac34}{l(l+\tfrac12)(l+1)}

che, separando i due casi j=l±12j=l\pm\tfrac12, vale

ΔESO=En(Zα)22n{lj=l+12(l+1)j=l12l(l+12)(l+1),l0.\Delta E_{SO}=-E_n\frac{(Z\alpha)^2}{2n}\,\frac{\begin{cases}l & j=l+\tfrac12\\-(l+1)&j=l-\tfrac12\end{cases}}{l(l+\tfrac12)(l+1)},\qquad l\neq0.

Per l=0l=0 si ha L=0H^SO=0\mathbf L=0\Rightarrow\hat H_{SO}=0: lo spin-orbita non tocca gli ss.

Validità del trattamento perturbativo

Tutte e tre le correzioni vanno trattate come perturbazione purché Zα1Z\alpha\ll1. Per atomi idrogenoidi pesanti (Zα1Z\alpha\sim1, es. U⁹¹⁺) la struttura fine non è più “fine” e serve Dirac in forma chiusa.

La struttura fine: somma dei tre contributi

Energia di struttura fine (risultato esatto)
En,j=En[1+(Zα)2n2(nj+1234)]E_{n,j}=E_n\left[1+\frac{(Z\alpha)^2}{n^2}\left(\frac{n}{j+\tfrac12}-\frac34\right)\right]
Cosa rompe e cosa no

La correzione totale dipende da nn e jj ma non da ll: stati con stesso nn e stesso jj restano degeneri anche se hanno ll diverso. È il caso celebre 2s1/22p1/22s_{1/2}\equiv2p_{1/2}, che sarà rotto solo dallo spostamento di Lamb (QED, fuori programma ma citato).

Lettura del caso n=2n=2

contributoagisce surompe degenerazione in
ΔER\Delta E_Rtuttill (non jj)
ΔED\Delta E_Dsolo l=0l=0 (2s2s)ll (non jj)
ΔESO\Delta E_{SO}solo l0l\neq0 (2p2p)ll e jj
totaletuttijj (non ll)
  • 2s2s è abbassato da ΔER\Delta E_R e ΔED\Delta E_D.
  • 2p3/22p_{3/2} è spostato verso l’alto da ΔESO\Delta E_{SO} (correzione positiva per j=l+12j=l+\tfrac12).
  • 2s1/22s_{1/2} e 2p1/22p_{1/2} finiscono alla stessa energia (stesso jj).
Chiarimento (audit A10)

Le dispense, parlando di ΔER\Delta E_R, dicono che 2p1/22p_{1/2} e 2p3/22p_{3/2} “sono letteralmente lo stesso livello”. È fuorviante: sono due stati distinti (diverso jj) che la sola correzione relativistica lascia degeneri perché ΔER\Delta E_R non dipende da jj. Sarà lo spin-orbita a separarli.

Struttura fine di n=2 — cascade delle correzioni

Le tre correzioni relativistiche rimuovono la degenerazione in modo gerarchico: la cinetica separa 2s/2p (l), la Darwin alza il 2s, la spin-orbita separa 2p in j. Il risultato totale dipende solo da j: 2s₁/₂ e 2p₁/₂ restano degeneri (rotto solo dallo spostamento di Lamb, QED).

Formule chiave

  • Livelli: En=RyZ2/n2E_n=-\mathrm{Ry}\,Z^2/n^2, degenerazione 2n22n^2
  • Veff=Ze2/(4πε0r)+2l(l+1)/(2μr2)V_{\text{eff}}=-Ze^2/(4\pi\varepsilon_0 r)+\hbar^2l(l+1)/(2\mu r^2)
  • Nodi radiali: nl1n-l-1; RnlrlR_{nl}\sim r^l per r0r\to0
  • ΔER=En2(4n/(l+1/2)3)/(2mec2)\Delta E_R=-E_n^2(4n/(l+1/2)-3)/(2m_ec^2)
  • ΔED=En(Zα)2/n\Delta E_D=-E_n(Z\alpha)^2/n (solo ss)
  • ΔESOLS\Delta E_{SO}\propto\langle\mathbf L\cdot\mathbf S\rangle (nulla per ss)
  • Totale: En,j=En[1+(Zα)2(n/(j+1/2)3/4)/n2]E_{n,j}=E_n[1+(Z\alpha)^2(n/(j+1/2)-3/4)/n^2]