Lezione 12
Ibridizzazione e molecole poliatomiche: sp, sp², sp³, VSEPR, geometrie
Obiettivo della pagina
Per atomi con elettroni di valenza e , la combinazione di orbitali atomici appartenenti allo stesso atomo (ibridizzazione) permette di costruire una base di orbitali orientati che spiega in modo naturale la geometria dei legami nelle molecole poliatomiche. Affiancata al modello VSEPR (Valence Shell Electron Pair Repulsion), l’ibridizzazione fornisce angoli di legame e geometrie molecolari in accordo qualitativo con gli esperimenti e con i calcoli ab initio.
L’idea chiave, che approfondiremo nella pagina, è che combinare e non modifica l’energia media del sottospazio (è una trasformazione unitaria), ma ridireziona la densità di carica lungo direzioni preferenziali: questo massimizza l’overlap con gli orbitali dei vicini e abbassa l’energia dei legami . L’ibridizzazione è quindi una scelta di base ottimale all’interno del metodo LCAO, non una nuova osservabile fisica.
La pagina si concentra su tre ibridizzazioni “canoniche” — , , — mostrandone la costruzione formale (matrice di ibridazione, ortogonalità, normalizzazione) e le geometrie risultanti; poi introduce il modello VSEPR per trattare il caso con coppie solitarie (NH, HO) e discute esplicitamente i limiti del modello ibrido.
Ibridizzazione e geometria dei legami
sp³ · tetraedrica (109,5°)
Esempio: CH₄ (metano).
Combinando orbitali s e p dello stesso atomo si ottengono orbitali ibridi direzionati che massimizzano l'overlap coi vicini → geometria del legame.
Perché l’ibridizzazione
Riprendiamo la motivazione fisica data nelle dispense (cap. 53, p. 199). La formazione di un legame molecolare passa per la generazione di orbitali in cui la densità di carica elettronica è localizzata tra i nuclei. Una scelta razionale degli orbitali da usare nel LCAO semplifica notevolmente la struttura della matrice (secular matrix) e fornisce una migliore comprensione della fisica del legame.
Negli atomi a basso la differenza energetica tra gli orbitali e è piccola (nulla nel caso dell’idrogeno, dove i livelli sono degeneri per dato ). È quindi energeticamente poco costoso mescolare questi orbitali: una combinazione lineare di e ha un’energia media comparabile a quella degli orbitali puri, ma una distribuzione spaziale asimmetrica molto più favorevole al legame.
L’orbitale è isotropo: distribuisce la densità in modo uniforme in ogni direzione. L’orbitale ha un lobo positivo e uno negativo. Combinandoli (somma o differenza) si ottengono orbitali con un lobo grande da una parte e un lobo piccolo (quasi annullato) dall’altra: la densità viene così “spinta” lungo una direzione preferenziale, massimizzando l’overlap con l’orbitale del vicino.
L’ibridizzazione (con lobo grande verso il vicino) massimizza l’overlap , abbassando e rendendo più negativo il guadagno . Il costo energetico di promozione è recuperato ampiamente dalla formazione dei legami.
Costruzione formale: orbitali ibridi come base ortogonale
Sia la base ortonormale degli orbitali atomici di valenza (assunti ortonormali per semplicità). Un orbitale ibrido è una combinazione lineare
La matrice deve essere unitaria () affinché gli rimangano ortonormali: questo garantisce al contempo normalizzazione e ortogonalità, e conserva la traccia dell’hamiltoniana (l’energia media del sottospazio non cambia).
La matrice che trasforma la base negli orbitali ibridi è una matrice unitaria (reale ortogonale nel caso standard). Le sue righe (o colonne, a seconda della convenzione) sono i coefficienti degli orbitali ibridi nella base degli orbitali puri.
I quattro orbitali ibridi puntano verso i vertici di un tetraedro, individuati dai versori
Normalizzando e raccogliendo i coefficienti, la matrice (righe = ibridi, colonne = ) è:
Verifica (lettura delle righe, ecco i 4 orbitali ibridi):
Proprietà:
- Normalizzazione: per ciascun . ✓
- Ortogonalità: . ✓
- Symmetry -character: ciascun ha peso su e su , da cui il nome (1 orbitale frazionario ogni 3 ).
- Unitarietà: , quindi è il proiettore sull’intero sottospazio .
L’angolo tra due orbitali ibridi adiacenti si ricava impone l’ortogonalità: per orbitali equivalenti con frazione di carattere si trova , da cui per (): , .
La notazione significa che l’orbitale ibrido contiene frazioni uguali di e orbitali . Per : 1 parte di ogni 3 di ; per : 1 di ogni 2 di ; per : 1 di ogni 1 di . La somma delle frazioni di su tutti gli ibridi deve far 1 (c’è un solo orbitale disponibile): da qui i vincoli che determinano le geometrie.
Ibridizzazione sp (lineare, 180°)
Si mescolano l’orbitale e un singolo orbitale (convenzionalmente ). Il sottospazio è bidimensionale e la matrice di ibridizzazione è una semplice rotazione di angolo :
Per i due orbitali hanno la stessa struttura geometrica (differiscono solo per una rotazione di attorno all’asse ortogonale) e prendono il nome di orbitali ibridi :
I due lobi grandi puntano in direzioni opposte lungo l’asse : la geometria risultante è lineare con angolo di legame di .
La molecola è lineare. Su ciascun C si formano due orbitali (uno rivolto verso l’H, l’altro verso l’altro C): questi danno i legami C–H e C–C. Rimangono su ciascun C due orbitali e non ibridati, perpendicolari all’asse molecolare: essi formano due legami tra i due carboni, perpendicolari tra loro. In totale: 1 legame + 2 legami = triplo legame CC.
In forma LCAO (vedi cap. 53.1 delle dispense), gli orbitali molecolari si costruiscono combinando simmetria-per-simmetria i contributi dei due C ibridati e dei due H. L’ibridazione spiega in modo naturale la geometria lineare della molecola.
Anche queste molecole sono lineari e si descrivono con ibridi sull’atomo centrale (Be in BeH, C in CO). In CO i due legami C=O sono tra loro a e il momento di dipolo è nullo per simmetria.
Ibridizzazione sp² (trigonale, 120°)
Si mescolano l’orbitale e due orbitali (per esempio , ), lasciando non ibridato. Imponendo che i tre orbitali ibridi siano equivalenti (cioè trasformabili l’uno nell’altro per rotazione di attorno a ) e che il primo punti lungo , si ottengono i tre orbitali :
I tre lobi grandi giacciono nel piano e formano tra loro angoli di : geometria trigonale planare.
Consideriamo . Assumendo ortonormalità della base :
Normalizzazione di : . ✓
Il pesso di è in ampiezza, cioè in probabilità, per ciascuno dei 3 ibridi: il totale è (un solo orbitale distribuito sui 3 ibridi). Da cui la formula generale , .
Su ciascun C, tre orbitali formano i legami con i due H e con l’altro C, giacendo tutti nello stesso piano a . Rimane su ciascun C un orbitale non ibridato e perpendicolare al piano: la sovrapposizione laterale (side-by-side) dei due dà il legame C–C. Totale: 1 + 1 = doppio legame C=C.
La presenza del legame vincola i due gruppi CH a essere complanari: la rotazione attorno al C=C “romperebbe” il legame (che richiede parallelismo dei due ). Da qui la rigidità planare dell’etilene e, in generale, di tutti i sistemi con doppi legami coniugati (vedi cap. 21).
Il boro () promuove una configurazione e usa tre orbitali per legare i tre F a nel piano. Geometria perfettamente trigonale, molecolare apolare per simmetria.
Ibridizzazione sp³ (tetraedrica, 109,5°)
Si mescolano tutti e quattro gli orbitali di valenza (). I quattro orbitali ibridi equivalenti si ottengono dalla matrice già scritta nella derivazione sopra; le direzioni dei lobi grandi corrispondono ai vertici di un tetraedro:
I 4 lobi formano tra loro l’angolo tetraedrico .
Il carbonio () promuove a e usa i quattro orbitali per formare quattro legami C–H equivalenti, orientati verso i vertici di un tetraedro. La molecola è tetraedrica, , apolare: tutti i legami sono equivalenti per simmetria e l’angolo H–C–H è esattamente . Lunghezza del legame .
In CH ciascun C è : tre ibridi formano i legami C–H, il quarto il legame C–C (semplice ). Tutti gli angoli sono . Poiché il legame C–C è un singolo (cilindricamente simmetrico), i due gruppi CH possono ruotare liberamente attorno all’asse C–C senza rompere alcun legame: questo è in contrasto con l’etilene , dove il legame blocca la rotazione.
Per atomi del 3° periodo o oltre (P, S, …) possono entrare in gioco orbitali , dando ibridizzazioni (geometria bipirramidale trigonale, p.es. PCl) o (ottaedrica, p.es. SF). Il modello è lo stesso: combinazione lineare di orbitali di valenza per formare una base orientata. Attenzione: per atomi del 2° periodo (C, N, O) l’uso degli orbitali è energetico e concettualmente scorretto: la chimica di C/N/O si descriva con , , .
Coppie solitarie: NH₃ e H₂O
La struttura elettronica (disposizione di tutte le coppie, leganti e non) è tetraedrica per molecole con 4 coppie di valenza sull’atomo centrale. La struttura molecolare (posizione dei soli nuclei) può però essere diversa, perché le coppie solitarie “non si vedono” come atomi legati.
Una coppia di legame è condivisa tra due nuclei: è “tirata” da entrambi i lati e quindi localizzata in una regione più stretta. Una coppia solitaria appartiene a un solo atomo: la sua densità è più diffusa e più vicina all’atomo centrale, occupando quindi un cono solido maggiore. Le coppie solitarie si respingono più fortemente di quelle di legame e comprimono gli angoli di legame.
Configurazione di valenza dell’azoto: . Quattro coppie di elettroni (3 di legame N–H + 1 solitaria) su N. Su N si parla di ibridazione con una posizione occupata dalla coppia solitaria. La struttura elettronica è tetraedrica, ma la struttura molecolare (dei soli nuclei) è piramidale trigonale, con angolo H–N–H (compressione dovuta alla coppia solitaria apicale).
Configurazione di valenza dell’ossigeno: . Quattro coppie su O (2 di legame
- 2 solitarie). Ibridazione . Struttura elettronica tetraedrica, struttura molecolare angolare (a V), con H–O–H : l’effetto delle due coppie solitarie comprime ulteriormente l’angolo rispetto a NH.
Le dispense (cap. 52, p. 199) riportano per HO un trattamento MO completo con orbitali a simmetria (): l’angolo di vicino al tetraedrico suggerisce appunto una parziale ibridazione degli orbitali dell’ossigeno.
Non confondere:
- Struttura elettronica: disposizione di tutte le coppie (NH = tetraedrica, HO = tetraedrica).
- Struttura molecolare: disposizione dei nuclei (NH = piramidale, HO = angolare).
A parità di coppie totali la struttura elettronica è la stessa; cambia solo quante coppie sono “visibili” come atomi.
Modello VSEPR
Le coppie di elettroni (di legame e solitarie) attorno a un atomo centrale si dispongono in modo da minimizzare la repulsione elettrostatica. La geometria risulta dalla massimizzazione degli angoli tra le coppie; le coppie solitarie, occupando più spazio, comprimono gli angoli di legame.
La procedura VSEPR in breve:
- Conta le coppie di valenza sull’atomo centrale (coppie di legame + coppie solitarie).
- Disponi le coppie in modo da massimizzare la distanza angolare (tabella sotto).
- Sostituisci le coppie solitarie con “niente” per ottenere la geometria molecolare.
| Coppie totali | Solitarie | Geometria elettronica | Geometria molecolare | Esempio |
|---|---|---|---|---|
| 2 | 0 | lineare | lineare () | BeH, CO |
| 3 | 0 | trigonale planare | trigonale planare () | BF |
| 3 | 1 | trigonale planare | angolare () | SO |
| 4 | 0 | tetraedrica | tetraedrica () | CH |
| 4 | 1 | tetraedrica | piramidale trigonale () | NH |
| 4 | 2 | tetraedrica | angolare () | HO |
VSEPR è un modello puramente geometrico (massimizza angoli, niente orbitali): predice la geometria senza scrivere una funzione d’onda. L’ibridizzazione è un modello quantomeccanico (combina orbitali): fornisce una base esplicita per il calcolo LCAO. Per i casi “canonici” (4, 3, 2 coppie) i due modelli danno la stessa geometria e si rinforzano a vicenda: VSEPR suggerisce l’angolo, l’ibridizzazione corrispondente () fornisce gli orbitali.
Limiti del modello ibrido
L’ibridizzazione è uno strumento concettuale potente, ma ha limiti precisi che è fondamentale riconoscere — soprattutto in ottica d’esame.
Dire “l’atomo di C nel metano è ” è una scelta di base, non un’osservabile. Non esiste alcun esperimento che misuri direttamente il “carattere ” di un orbitale. L’esperimento misura:
- angoli di legame (diffrazione RX, microonde),
- lunghezze di legame,
- energie di ionizzazione,
- spettri vibrazionali/rotazionali.
L’ibridizzazione è un’interpretazione di queste osservabili in un particolare quadro (LCAO). In altri quadri (p.es. orbitali di Boy localized, orbitali naturali) la descrizione può differire pur dando lo stesso risultato finale.
- Atomi a basso Z: il modello funziona bene quando e sono vicini in energia (C, N, O, F). Per atomi pesanti il gap – cresce e l’ibridizzazione diventa meno naturale.
- Molecole con tensione angolare: in ciclopropano (CH) gli angoli sono , lontani da : si parla di “ibridi banana” o legami piegati. Il modello semplice non basta.
- Geometrie intermedie: l’angolo H–O–H in HO () non è esattamente né () né puro (): servono ibridi con carattere intermedio (parziale ibridazione).
- Confronto con calcoli ab initio: i metodi moderni (Hartree-Fock, DFT) non usano orbitali ibridi come base canonica, ma orbitali delocalizzati. Gli ibridi si ottengono a posteriori come trasformazione localizzante (es. procedura di Boys, Edmiston- Ruedenberg).
Oggi l’ibridizzazione si insegna perché è uno strumento predittivo e intuitivo per la geometria e la reattività, non perché sia “vera” in senso assoluto. È un eccellente punto di partenza per discutere:
- la direzionalità dei legami ,
- il legame nei sistemi (anticamera della coniugazione),
- la rigidità planare dei doppi legami,
- la reattività (ibridi più corti e più forti di ).
Per calcoli quantitativi precisi (energie, spettri) si usano orbitali MO delocalizzati: vedi cap. 17 per le biatomiche.
Formule chiave
- Orbitale ibrido generico: con unitaria (ortogonalità + normalizzazione automatiche).
- Angolo tra ibridi equivalenti : , da cui , , .
- Ibridi : .
- Ibridi (1° orbitale): .
- Ibridi (1° orbitale): .
- Carattere per ibrido : (: 1/2, : 1/3, : 1/4); la somma su tutti gli ibridi fa 1.
- Regola VSEPR (compressione): coppie solitarie > coppie di legame multipli > coppie di legame semplici (in termini di spazio occupato).
Nessun esame diretto della raccolta verte esclusivamente sull’ibridizzazione, ma i concetti di questa pagina sono preliminari e complementari per:
- esame 03 — H₂ LCAO (metodo LCAO, overlap direzionale).
- esame 12 — F₂ orbitali molecolari (base concettuale degli orbitali di valenza).
- esame 05 — HCl spettroscopia (struttura di una poliatomica lineare, angoli di legame e modi normali).
- esame 16 — Li₃ trimero LCAO (anticamera dei sistemi e del capitolo 21).
I temi d’esame tipici su ibridizzazione sono: predire geometria/data formula, riconoscere l’ibridazione di un atomo, giustificare angoli di legame non canonici (NH, HO), spiegare la rigidità planare del doppio legame.