L’elio è il primo atomo che non si risolve esattamente: due elettroni che si repelle-
dono. Lo affrontiamo con due metodi complementari — perturbativo e variazionale — e
scopriamo che lo spin, pur non entrando nell’hamiltoniana, cambia le energie
tramite la simmetria della parte spaziale. È la pagina che introduce
singetto/tripletto e l’integrale di scambio.
Senza H^ee il problema è separabile: En1n2=−2Z2(n121+n221),
Ψ=ψn1ψn2. Per il ground state (1s2, Z=2): E1,1=−Z2=−4 au
=−108,8 eV.
💡Perché ci sono due eli (ortaelio/paraelio)
Tutti gli stati a singola eccitazione stanno nel range [−108,8,−54,4] eV
(un elettrone in 1s, l’altro eccitato): sono ben separati dalle doppie eccitazioni.
La simmetria di spin li spacca in due famiglie spettralmente distinte.
Indistinguibilità e principio di Pauli
L’operatore di scambio P12 commuta con H^, quindi gli autostati hanno parità
definita sotto scambio: P12Ψ=±Ψ. Gli elettroni sono fermioni → la funzione
d’onda totale deve essere antisimmetrica.
📘Separazione spazio × spin
Ψ(r1,r2;σ1,σ2)=ψspaz⋅χspin.
Per avere Ψ globale antisimmetrica:
Il ground state 1s2 ha entrambi gli elettroni nello stesso orbitale: la parte
spaziale è per forza simmetrica → spin antisimmetrico → singoletto. Il tripletto
13S è proibito da Pauli.
✏️Paraelio vs ortoelio
Paraelio (singoletto, S=0): parte spaziale simmetrica, elettroni “si
tollerano” vicini → più repulsione → energia più alta.
Ortoelio (tripletto, S=1): parte spaziale antisimmetrica, si annulla in
r1=r2 → meno repulsione → energia più bassa.
Lo spin non parla con H^, ma “sceglie” la simmetria spaziale e quindi cambia
l’energia. È l’interazione di scambio, puramente quantistica.
Ortoelio e paraelio (scambio)
Lo spin non entra in H, ma "sceglie" la simmetria spaziale: il tripletto (ortoelio) ha parte spaziale antisimmetrica, elettroni lontani, meno repulsione → sta sotto. Il singoletto (paraelio) sta sopra di una quantità K (integrale di scambio). ΔS=0 separa i due spettri.
Approccio perturbativo
Trattiamo H^ee=1/r12 come perturbazione. Per il ground state:
J>0: repulsione elettrostatica classica tra densità. All’aumentare di l il raggio
medio ⟨r⟩=2Z1[3n2−l(l+1)] diminuisce, l’overlap col core
cresce → J↑.
K>0: solo quantistico, all’origine dell’apertura singoletto/tripletto. È massimo
per l piccolo (gli s si sovrappongono di più) → K↓ con l.
⛔Non confondere $J$ integrale col momento angolare $J$
La stessa lettera J indica qui l’integrale coulombiano (energia) e, altrove, il
momento angolare totale. Nel sito, l’integrale è sempre pediciato Jnl.
Approccio variazionale
📘Principio variazionale
Per ogni ψtrial normalizzata, E[ψ]=⟨ψ∣H^∣ψ⟩≥E0
(energia vera del ground state). Si minimizza sui parametri della funzione di prova.
🧮Elio con $Z_{eff}$ variabile
Funzione di prova ψtrial=πZeff3e−Zeff(r1+r2),
che incorpora lo schermaggio. Il valor medio si scompone:
Molto più vicino al valore sperimentale (−78,6 eV) del risultato perturbativo
(−74,8 eV). Con funzioni di prova più ricche (correlazione esplicita in r12)
si raggiungono accordi spettacolari.
💡Perché il variazionale vince qui
Il variazionale ottimizza globalmente la funzione d’onda (anche la parte imperturbata
non è “fissa” a Z=2), mentre la perturbazione corregge solo al primo ordine una base
rigida. Lo schermaggio è proprio il grado di libertà che mancava.
Energie di ionizzazione
🔑Ionizzazioni limite
I1=2n2(Znl∗)2(prima, alcalini),IN=2Z2(ultima, tutti idrogenoidi)IN−1=2Z2−85Z+(165)2(penultima, elioidi)
🧩Letura del grafico $I$ vs $Z$
Gas nobili: I massima (shell piena, pessimo schermaggio).
Alcalini: I minima e quasi costante al crescere di Z (la penetrazione compensa
l’aumento del raggio: Z∗ cresce, es. ZRb∗≈2,8).
Crolli locali: cambio di l (penetrazione) e prima regola di Hund (es. crollo
N→O: l’accoppiamento del 4° elettrone p alza l’energia, agevolando l’ionizzazione).
Formule chiave
Elio au: H^=H^0(1)+H^0(2)+1/r12
Senza e-e: E1,1=−Z2; con perturbazione: E=−Z2+85Z