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Lezione 03

Separazione di Born-Oppenheimer e scale energetiche

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Sorgente: 11 · Born-Oppenheimer (cap. 31–32 dispense)
aggiornato 2026-06-29

Obiettivo della pagina

L’hamiltoniana di una molecola contiene simultaneamente elettroni e nuclei, ma il rapporto di massa M/me103M/m_e\sim10^3 (corrente)–10410^4 (pesante) permette di separare i moti. Qui formalizziamo la separazione di Born-Oppenheimer come proiezione adiabatica, ricaviamo le tre scale energetiche gerarchiche e mostriamo come si riflettono nel calore specifico a gradini di un gas biatomico. Chiudiamo con i limiti dell’approssimazione adiabatica (incroci evitati, conical intersections — approfonditi nella sotto-pagina 20).

L’idea fisica di fondo è semplice: gli elettroni, molto più leggeri, si riaggiustano “istantaneamente” al moto lento dei nuclei. Questo ci permette di trattare il problema elettronico con nuclei fissi e di trasformare il problema nucleare in un moto in un potenziale efficace Eq(R)E_q(R) generato dall’energia elettronica. Le approssimazioni coinvolte sono verificabili perturbativamente e, nella stragrande maggioranza dei casi di interesse chimico-fisico, reggono.

Born-Oppenheimer e scale energetiche

livello vib v

L'autovalore elettronico E_el(R) è il potenziale in cui si muovono i nuclei: vi nascono i livelli vibrazionali (≈ℏω₀) e, dentro ciascuno, il ladder rotazionale (≈Bhc·j(j+1)). Le tre scale, gerarchiche per il rapporto mₑ/M, giustificano le tre spettroscopie (elettronica, IR, microonde).

Hamiltoniana totale di una biatomica

Consideriamo una molecola biatomica con due nuclei AA, BB di cariche ZAZ_A, ZBZ_B e masse MAM_A, MBM_B, e NN elettroni di coordinate ri\mathbf r_i. L’hamiltoniana, scritta in unità atomiche e trascurando i termini di spin (magnetici, di ordine α2\alpha^2 più piccoli), è

H^=12MARA212MBRB2T^N nuclei  +  [i=1N12ri2+V(RA,RB,ri)]H^el.\hat H = \underbrace{-\frac{1}{2M_A}\nabla_{R_A}^2-\frac{1}{2M_B}\nabla_{R_B}^2}_{\hat T_N\ \text{nuclei}} \;+\;\underbrace{\left[-\sum_{i=1}^{N}\frac{1}{2}\nabla_{r_i}^2 + V(\mathbf R_A,\mathbf R_B,\mathbf r_i)\right]}_{\hat H_{el}}.

Il potenziale totale contiene quattro contributi fisicamente distinti:

V(RA,RB,ri)=i=1NZARArii=1NZBRBri+i<jN1rirj+ZAZBRARB.V(\mathbf R_A,\mathbf R_B,\mathbf r_i) = -\sum_{i=1}^{N}\frac{Z_A}{|\mathbf R_A-\mathbf r_i|} -\sum_{i=1}^{N}\frac{Z_B}{|\mathbf R_B-\mathbf r_i|} +\sum_{i<j}^{N}\frac{1}{|\mathbf r_i-\mathbf r_j|} +\frac{Z_A Z_B}{|\mathbf R_A-\mathbf R_B|}.

I primi due termini sono le attrazioni nucleo–elettrrone, il terzo la repulsione elettrone–elettrrone, il quarto la repulsione nucleo–nucleo (costante rispetto al problema elettronico a R\mathbf R fissato).

Separazione del centro di massa

Definiamo il centro di massa nucleare e la coordinata relativa

RCM=MARA+MBRBMA+MB,R=RARB,\mathbf R_{CM}=\frac{M_A\mathbf R_A+M_B\mathbf R_B}{M_A+M_B}, \qquad \mathbf R=\mathbf R_A-\mathbf R_B,

con massa ridotta μ=MAMB/(MA+MB)\mu=M_A M_B/(M_A+M_B). Il moto del centro di massa si fattorizza come onda piana eikRCMe^{i\mathbf k\cdot\mathbf R_{CM}} e si separa. L’hamiltoniana “utile” per il moto relativo diventa

H^TOT=12μR2T^N nuclei  +  [i12ri2+V(R,ri)]H^el(R) elettronica.\hat H_{\text{TOT}} = \underbrace{-\frac{1}{2\mu}\nabla_R^2}_{\hat T_N\ \text{nuclei}} \;+\;\underbrace{\left[-\sum_i\frac12\nabla_{r_i}^2+V(R,\mathbf r_i)\right]}_{\hat H_{el}(R)\ \text{elettronica}}.

I nuclei compaiono solo attraverso la distanza relativa R=RR=|\mathbf R|, mentre H^el\hat H_{el} dipende anche dall’orientazione di R\mathbf R tramite i ri\mathbf r_i.

Hamiltoniana totale (au, coordinate del CM)
H^TOT=T^N+H^el(R)=12μR2+[i12ri2+V(R,ri)]\hat H_{\text{TOT}}=\hat T_N+\hat H_{el}(R) =-\frac{1}{2\mu}\nabla_R^2 +\left[-\sum_i\frac12\nabla_{r_i}^2+V(R,\mathbf r_i)\right]

L’hamiltoniana H^el(R)\hat H_{el}(R) è un operatore nello spazio elettronico a RR parametro: diverso da ogni RR, ma ben definito. Le sue autofunzioni Φq(R;ri)\Phi_q(R;\mathbf r_i) vivono nello spazio degli NN elettroni e costituiscono, per ogni RR fissato, una base ortonormale completa. Questo è il punto di partenza della separazione BO.

Separazione formale (proiezione adiabatica)

Problema elettronico a nuclei fissi

Per ogni valore del parametro RR si risolve

H^el(R)Φq(R;ri)=Eq(R)Φq(R;ri),\hat H_{el}(R)\,\Phi_q(R;\mathbf r_i)=E_q(R)\,\Phi_q(R;\mathbf r_i),

con normalizzazione ΦsΦqr=δsq\langle\Phi_s|\Phi_q\rangle_{\mathbf r}=\delta_{sq} (prodotto interno solo sulle coordinate elettroniche). L’autovalore Eq(R)E_q(R) è una curva in RR: il potenziale efficace che i nuclei “vedono” quando gli elettroni sono nello stato qq.

Convenzione di notazione: $E_q(R)$ include già la repulsione nucleo–nucleo

Qui Eq(R)E_q(R) è l’autovalore dell’intera hamiltoniana elettronica H^el(R)\hat H_{el}(R), che contiene già il termine di repulsione nucleo–nucleo ZAZB/RZ_A Z_B/R (il quarto contributo di VV). Il potenziale efficace dei nuclei è quindi Eq(R)E_q(R) da solo.

Alcuni testi adottano la convenzione opposta: chiamano Eel(R)E_{el}(R) la sola energia elettronica pura (senza ZAZB/RZ_A Z_B/R) e scrivono il potenziale efficace come VNN(R)+Eel(R)V_{NN}(R)+E_{el}(R), con VNN(R)=ZAZB/RV_{NN}(R)=Z_A Z_B/R. È la stessa quantità:

Eq(R)  =  VNN(R)+Eel(R),VNN(R)=ZAZBR.E_q(R)\;=\;V_{NN}(R)+E_{el}(R),\qquad V_{NN}(R)=\frac{Z_A Z_B}{R}.

In tutto il sito usiamo la prima convenzione (EqE_q include VNNV_{NN}): il potenziale efficace è Eq(R)E_q(R), anche quando — per mettere in evidenza il bilancio tra attrazione elettronica e repulsione nucleare — lo scriveremo esplicitamente come somma dei due termini.

L’idea di Born-Oppenheimer è di cercare la funzione d’onda totale nello spazio (elettronico \otimes nucleare) come sviluppo su questa base dipendente da RR:

Ψ(R,ri)=qFq(R)Φq(R;ri).\Psi(\mathbf R,\mathbf r_i)=\sum_q F_q(\mathbf R)\,\Phi_q(R;\mathbf r_i).

Le Fq(R)F_q(\mathbf R) sono le ampiezze nucleari (parte “lenta” del moto). Sostituendo nello Schrödinger totale H^TOTΨ=EΨ\hat H_{\text{TOT}}\Psi=E\Psi e proiettando su Φs\langle\Phi_s| (integrando sulle ri\mathbf r_i) si ottiene un sistema accoppiato di equazioni per le FqF_q.

Cos'è la marginalizzazione (discreto e continuo)

La marginalizzazione è un’operazione della teoria della probabilità: data una distribuzione congiunta su due insiemi di variabili, se ne ricava la distribuzione di un solo sottoinsieme “sommmando via” (o integrando via) le altre.

Caso discreto — due variabili aleatorie XX ed YY con distribuzione congiunta P(X=x,Y=y)P(X=x,Y=y). La distribuzione marginale di XX si ottiene sommando su tutti gli esiti yy:

P(X=x)=yP(X=x,Y=y).P(X=x)=\sum_y P(X=x,Y=y).

Caso continuo — densità di probabilità congiunta p(x,y)p(x,y). Si integra via yy:

p(x)=p(x,y)dy.p(x)=\int p(x,y)\,dy.

Versione quantistica (traccia parziale) — la probabilità esce dal modulo quadro della funzione d’onda, Ψ(x,y)2|\Psi(x,y)|^2, quindi marginalizzare yy

P(x)=Ψ(x,y)2dy.P(x)=\int|\Psi(x,y)|^2\,dy.

In forma operatoriale, se ρ^=ΨΨ\hat\rho=|\Psi\rangle\langle\Psi| è lo stato puro congiunto, lo stato “visto” dalla sola variabile xx è la traccia parziale ρ^x=Tryρ^\hat\rho_x=\operatorname{Tr}_y\hat\rho sul sottospazio di yy. Marginalizzare significa esattamente “proiettare sul sottospazio che ci interessa, dimenticando il resto” tramite una regola di normalizzazione (somma, integrale o traccia). La proiezione BO del box seguente è l’istanza quantistica di questa stessa operazione.

Marginalizzazione: perché le $F_q$ sono funzioni d'onda nucleari

Nello sviluppo BO

Ψ(R,ri)=qFq(R)Φq(R;ri)\Psi(\mathbf R,\mathbf r_i)=\sum_q F_q(\mathbf R)\,\Phi_q(R;\mathbf r_i)

la base {Φq(R;ri)}\{\Phi_q(R;\mathbf r_i)\} è completa solo sulle coordinate elettroniche ri\mathbf r_i (a RR fissato è una base ortonormale di H^el\hat H_{el}). Non “sa nulla” della dipendenza da R\mathbf R, quindi tutta l’informazione quantistica nucleare è costretta a stare nei coefficienti Fq(R)F_q(\mathbf R). È per questo che sono funzioni d’onda (dipendono da R\mathbf R) e non semplici numeri. Lo si vede in due modi complementari.

(a) Via probabilità. Nel caso adiabatico a un solo stato ss, ΨFsΦs\Psi\approx F_s\,\Phi_s e

Ψ2=Fs(R)2Φs(R;ri)2.|\Psi|^2=|F_s(\mathbf R)|^2\,|\Phi_s(R;\mathbf r_i)|^2.

Marginalizzando gli elettroni (integrale sulle ri\mathbf r_i),

P(R)=Ψ2dri=Fs(R)2Φs(R;ri)2dri=1=Fs(R)2.P(\mathbf R)=\int|\Psi|^2\,d\mathbf r_i =|F_s(\mathbf R)|^2\,\underbrace{\int|\Phi_s(R;\mathbf r_i)|^2\,d\mathbf r_i}_{=\,1} =|F_s(\mathbf R)|^2.

La densità di probabilità marginale di trovare i nuclei a R\mathbf R è Fs(R)2|F_s(\mathbf R)|^2: per il postulato di Born, l’oggetto il cui modulo quadro è la densità di probabilità di una configurazione nucleare è, per definizione, la funzione d’onda nucleare. La normalizzazione di Φs\Phi_s “consuma” la parte elettronica e lascia intatto Fs2|F_s|^2.

(b) Via operatoriale. Sostituendo lo sviluppo in H^TOTΨ=EΨ\hat H_{\text{TOT}}\Psi=E\Psi e proiettando su Φs=Φsdri\langle\Phi_s|=\int\Phi_s^*\,d\mathbf r_i,

qΦsT^NΦqFq(R)+qΦsH^elΦq=Eq(R)δsqFq(R)=EFs(R).\sum_q\langle\Phi_s|\hat T_N|\Phi_q\rangle\,F_q(\mathbf R) +\underbrace{\sum_q\langle\Phi_s|\hat H_{el}|\Phi_q\rangle}_{=\,E_q(R)\,\delta_{sq}}\,F_q(\mathbf R) =E\,F_s(\mathbf R).

L’ortogonalità ΦsΦq=δsq\langle\Phi_s|\Phi_q\rangle=\delta_{sq} è la versione quantistica dell’integrale di marginalizzazione: fa sparire la dipendenza elettronica. Ciò che resta — anche prima di imporre BO — è un’equazione la cui unica incognita spaziale è Fs(R)F_s(\mathbf R), con operatore cinetico nucleare T^N=12μR2\hat T_N=-\tfrac{1}{2\mu}\nabla_R^2 e potenziale Es(R)E_s(R). Dopo il taglio dei termini non-adiabatici:

[12μR2+Es(R)]Fs(R)=EFs(R).\left[-\tfrac{1}{2\mu}\nabla_R^2+E_s(R)\right]F_s(\mathbf R)=E\,F_s(\mathbf R).

Questa è la equazione di Schrödinger dei nuclei nel potenziale efficace Es(R)E_s(R): l’oggetto che la soddisfa è, di nuovo, la funzione d’onda nucleare.

Le due vie sono la stessa marginalizzazione applicata a due oggetti: alla probabilità (interpretazione statistica) e all’equazione (dinamica). In entrambi i casi l’informazione elettronica è “tracciata fuori” da un’ortogonalità/normalizzazione, e il residuo Fs(R)F_s(\mathbf R) è puro contenuto nucleare.

Derivazione completa della proiezione adiabatica

Partiamo da

(T^N+H^el)qFq(R)Φq(R;ri)=EqFq(R)Φq(R;ri).(\hat T_N+\hat H_{el})\sum_q F_q(\mathbf R)\,\Phi_q(R;\mathbf r_i) =E\sum_q F_q(\mathbf R)\,\Phi_q(R;\mathbf r_i).

Proiettiamo su Φs(R;ri)\langle\Phi_s(\mathbf R;\mathbf r_i)| e integriamo sulle ri\mathbf r_i:

qΦsT^NΦqFq(R)+qΦsH^elΦqFq(R)=EFs(R).\sum_q\langle\Phi_s|\hat T_N|\Phi_q\rangle\,F_q(\mathbf R) +\sum_q\langle\Phi_s|\hat H_{el}|\Phi_q\rangle\,F_q(\mathbf R) =E\,F_s(\mathbf R).

Il secondo termine usa l’equazione agli autovalori elettronica: ΦsH^elΦq=Eq(R)δsq\langle\Phi_s|\hat H_{el}|\Phi_q\rangle=E_q(R)\,\delta_{sq}, quindi

qΦsT^NΦqFq(R)+[Es(R)E]Fs(R)=0.\sum_q\langle\Phi_s|\hat T_N|\Phi_q\rangle\,F_q(\mathbf R)+\bigl[E_s(R)-E\bigr]F_s(\mathbf R)=0.

Il laplaciano R2\nabla_R^2 agisce su coordinate che entrano anche in Φq\Phi_q (perché l’orientazione di R\mathbf R orienta l’asse molecolare). Usando la regola del prodotto e l’espressione in coordinate sferiche per il laplaciano nucleare,

12μR2=12μ1R2R ⁣(R2R)+N^22μR2,-\frac{1}{2\mu}\nabla_R^2 =-\frac{1}{2\mu}\frac{1}{R^2}\frac{\partial}{\partial R}\!\left(R^2\frac{\partial}{\partial R}\right) +\frac{\hat{\mathbf N}^2}{2\mu R^2},

dove N^\hat{\mathbf N} è il momento angolare della rotazione dell’asse molecolare (N^2Yj,m=j(j+1)Yj,m\hat{\mathbf N}^2 Y_{j,m}=j(j+1)Y_{j,m}).

Sistema accoppiato esatto (prima di BO)
q[12μΦsR2Φq]Fq(R)+[Es(R)E]Fs(R)=0\sum_q\left[-\frac{1}{2\mu}\langle\Phi_s|\nabla_R^2|\Phi_q\rangle\right]F_q(\mathbf R) +\bigl[E_s(R)-E\bigr]F_s(\mathbf R)=0

I termini con qsq\ne s e i termini contenenti RΦq\nabla_R\Phi_q sono il non-adiabatic coupling.

Forma esplicita degli accoppiamenti non-adiabatici

Sviluppando la regola del prodotto su R2[FqΦq]\nabla_R^2\bigl[F_q\,\Phi_q\bigr] si ottengono tre classi di termini:

R2[FqΦq]=ΦqR2Fq+2(RFq)(RΦq)+FqR2Φq.\nabla_R^2\bigl[F_q\,\Phi_q\bigr] =\Phi_q\,\nabla_R^2 F_q+2(\nabla_R F_q)\cdot(\nabla_R\Phi_q)+F_q\,\nabla_R^2\Phi_q.

Proiettando su Φs\langle\Phi_s|, il primo termine è diagonale (δsq\propto\delta_{sq}). Il secondo e il terzo, fuori diagonale per sqs\ne q, sono invece proporzionali agli elementi non-adiabatici

dsq(R)=ΦsRΦq,Dsq(R)=ΦsR2Φq.\mathbf d_{sq}(R)=\langle\Phi_s|\nabla_R\Phi_q\rangle, \qquad D_{sq}(R)=\langle\Phi_s|\nabla_R^2\Phi_q\rangle.

L’equazione nucleare su ogni canale ss diventa, dopo BO,

[12μR2+(Es(R)+Usdiag(R))potenziale BO]Fs(R)+qsΛsq(R)Fq(R)=EFs(R),\left[-\frac{1}{2\mu}\nabla_R^2+\underbrace{\bigl(E_s(R)+U_s^{\text{diag}}(R)\bigr)}_{\text{potenziale BO}}\right]F_s(\mathbf R) +\sum_{q\ne s}\Lambda_{sq}(R)\,F_q(\mathbf R) =E\,F_s(\mathbf R),

con Λsq\Lambda_{sq} termine di accoppiamento non-adiabatico e correzione diagonale Usdiag=12μΦsR2ΦsU_s^{\text{diag}}=\frac{1}{2\mu}\langle\Phi_s|\nabla_R^2|\Phi_s\rangle (Born-Huang).

L’equazione esatta è dunque una catena di equazioni accoppiate, una per ogni stato elettronico ss, con i canali che si parlano attraverso i termini Λsq\Lambda_{sq}. La separazione di Born-Oppenheimer è l’operazione che disaccoppia questa catena.

Approssimazione adiabatica: perché vale

L'approssimazione di Born-Oppenheimer (taglio degli accoppiamenti)

Si trascurano:

  1. I termini non-adiabatici fuori diagonale Λsq\Lambda_{sq} con sqs\ne q;
  2. La correzione diagonale UsdiagU_s^{\text{diag}} (termine di Born-Huang, Es(R)\ll E_s(R)).

L’equazione nucleare per ogni stato elettronico ss diventa allora autonoma:

[12μR2+Es(R)]Fs(R)=EFs(R).\left[-\frac{1}{2\mu}\nabla_R^2+E_s(R)\right]F_s(\mathbf R)=E\,F_s(\mathbf R).

Il problema molecolare si splitta in due problemi indipendenti: elettronico (a nuclei fissi, per vari RR) e nucleare (nel potenziale Es(R)E_s(R)).

L'intuizione: perché gli elettroni sono 'istantanei'

Il tempo caratteristico del moto elettronico su una scala di lunghezza a0a_0 (raggio di Bohr) è

τela0vela0αc1016 s.\tau_{el}\sim\frac{a_0}{v_{el}}\sim\frac{a_0}{\alpha c}\sim10^{-16}\ \text{s}.

Il tempo tipico del moto nucleare (vibrazione con pulsazione ω01013\omega_0\sim10^{13}101410^{14}\,Hz) è τvib1014\tau_{vib}\sim10^{-14}101310^{-13}\,s. Il rapporto

τelτvibmeM102\frac{\tau_{el}}{\tau_{vib}}\sim\sqrt{\frac{m_e}{M}}\sim10^{-2}

è piccolo: gli elettroni vedono i nuclei come “congelati” e si riaggiustano istantaneamente. Da qui il termine adiabatico: la nuvola elettronica segue quasi-staticamente il moto lento dei nuclei, senza transizioni tra stati elettronici.

Stima perturbativa del non-adiabatic coupling

L’elemento non-adiabatico dsq=ΦsRΦq\mathbf d_{sq}=\langle\Phi_s|\nabla_R\Phi_q\rangle si stima tramite la regola dell’iperviriale:

dsq(R)=ΦsRH^elΦqEq(R)Es(R).\mathbf d_{sq}(R)=\frac{\langle\Phi_s|\nabla_R\hat H_{el}|\Phi_q\rangle}{E_q(R)-E_s(R)}.

Se il gap elettronico ΔEqs=EqEs\Delta E_{qs}=E_q-E_s è dell’ordine dell’eV e RH^el\nabla_R\hat H_{el} è dell’ordine di Eel/a0E_{el}/a_0, allora

dsq1a0EelΔEqs1a0.|\mathbf d_{sq}|\sim\frac{1}{a_0}\frac{E_{el}}{\Delta E_{qs}}\sim\frac{1}{a_0}.

Il termine di accoppiamento effettivo scala come

Λsq12μdsq212μa02EelmeM.\Lambda_{sq}\sim\frac{1}{2\mu}\,|\mathbf d_{sq}|^2\sim\frac{1}{2\mu a_0^2}\sim E_{el}\cdot\frac{m_e}{M}.

Quindi Λsq/Eelme/M103\Lambda_{sq}/E_{el}\sim m_e/M\sim10^{-3}10410^{-4}: la BO è un’ottima approssimazione finché il gap elettronico è finito.

Quando BO salta: gap elettronico piccolo

La stima sopra diverge per ΔEqs0\Delta E_{qs}\to 0: due curve elettroniche Es(R)E_s(R) ed Eq(R)E_q(R) vicine o (peggio) degeneri rompono la gerarchia. Questo accade vicino agli incroci evitati e alle intersezioni coniche (cap. 20), ed è la situazione fisica in cui il non-adiabatic coupling domina (fotoscissione ultrafast, ISC in fotofisica, conduzione in presenza di riarrangiamenti reticolari).

Tre scale energetiche gerarchiche

La separazione BO produce tre scale di energia gerarchicamente separate, che corrispondono ai tre tipi di moto (elettronico, vibrazionale, rotazionale). La gerarchia discende dal rapporto me/Mm_e/M.

Le tre scale energetiche su asse logaritmico

Su asse logaritmico i tre ladder si separano nettamente: ciascuno sta ≈√(mₑ/M) (~÷40) sotto il precedente, e la scala rotazionale ≈(mₑ/M) (~÷1600) sotto quella elettronica. Questa gerarchia — discendente dal rapporto di massa — è il motivo delle tre finestre spettrali distinte (microonde, IR, UV-Vis). Cambia molecola: le posizioni assolute si spostano, ma i rapporti restano dello stesso ordine.

La separazione è di ordini di grandezza, non di fattori O(1)

Su asse logaritmico le tre scale cadono in decadi distinte: la vibrazionale sta ~2 decadi sopra la rotazionale, e l’elettronica ~3 decade sopra la rotazionale. È questa separazione gerarchica — non un semplice fattore O(1) — che giustifica tutto il capitolo: le tre finestre spettrali sono disgiunte (microonde, IR, UV-Vis), il calore specifico ha gradini ben separati, e lo sviluppo BO è autosufficiente perché i canali elettronici sono lontani in energia. Se le scale si sovrapponessero, nessuna di queste semplificazioni reggerebbe.

Le tre scale tipiche (biatomica leggera)
Eel110 eV,Evib0,10,3 eV,Erot103102 eV.E_{\text{el}}\sim 1\text{–}10\ \text{eV}, \qquad E_{\text{vib}}\sim 0{,}1\text{–}0{,}3\ \text{eV}, \qquad E_{\text{rot}}\sim 10^{-3}\text{–}10^{-2}\ \text{eV}.
Stima scalare: perché $\sqrt{m_e/M}$ e $m_e/M$

Sia Eel2/(mea02)E_{\text{el}}\sim\hbar^2/(m_e a_0^2) l’energia elettronica tipica e R0a0R_0\sim a_0 la distanza di equilibrio. Espandiamo Es(R)E_s(R) attorno al minimo R0R_0:

Es(R)Es(R0)+12k(RR0)2+,k=d2EsdR2R0Eela02.E_s(R)\simeq E_s(R_0)+\frac12 k(R-R_0)^2+\dots, \qquad k=\left.\frac{d^2E_s}{dR^2}\right|_{R_0}\sim\frac{E_{\text{el}}}{a_0^2}.

La pulsazione vibrazionale è

ω0=kμEelμa02=Eelmeμ,\omega_0=\sqrt{\frac{k}{\mu}}\sim\sqrt{\frac{E_{\text{el}}}{\mu a_0^2}} =\frac{E_{\text{el}}}{\hbar}\sqrt{\frac{m_e}{\mu}},

da cui il quanto vibrazionale

ω0EelmeμEel102.\hbar\omega_0\sim E_{\text{el}}\sqrt{\frac{m_e}{\mu}}\sim E_{\text{el}}\cdot 10^{-2}.

Per la rotazione, il quanto è

Erot22μR0222μa02=EelmeμEel104.E_{\text{rot}}\sim\frac{\hbar^2}{2\mu R_0^2}\sim\frac{\hbar^2}{2\mu a_0^2} =E_{\text{el}}\cdot\frac{m_e}{\mu}\sim E_{\text{el}}\cdot 10^{-4}.

In sintesi:

  EvibEelmeM,ErotEelmeM.  \boxed{\;\frac{E_{\text{vib}}}{E_{\text{el}}}\sim\sqrt{\frac{m_e}{M}},\qquad \frac{E_{\text{rot}}}{E_{\text{el}}}\sim\frac{m_e}{M}.\;}
Stime numeriche per HCl

Per HCl (MH+MCl36M_{\text{H}}+M_{\text{Cl}}\sim 36\,u.m.a., μ1,6×1027\mu\simeq 1{,}6\times10^{-27}\,kg):

  • Eel5E_{\text{el}}\sim 5\,eV (transizioni UV-Vis);
  • Evibω00,36E_{\text{vib}}\sim\hbar\omega_0\sim 0{,}36\,eV (ν~2900\tilde\nu\sim 2900\,cm1^{-1}, IR);
  • ErotB10E_{\text{rot}}\sim B\sim 10\,cm11,2×103^{-1}\sim 1{,}2\times10^{-3}\,eV (microonde).

I rapporti Evib/Eel7×102E_{\text{vib}}/E_{\text{el}}\sim7\times10^{-2} e Erot/Eel2×104E_{\text{rot}}/E_{\text{el}}\sim2\times10^{-4} confermano le stime scalari con me/M1/40\sqrt{m_e/M}\sim1/40 e me/M1/(40)2m_e/M\sim1/(40)^2.

Corrispondenza spettrale delle tre scale

Le tre scale energetiche si riflettono in tre finestre spettrali distinte:

MotoScalaRegione spettrale
Elettronico\sim eVUV-Visibile
Vibrazionale0,1\sim 0{,}1\,eVInfrarosso (IR)
Rotazionale\sim meVMicroonde

Questa separazione è il motivo per cui la spettroscopia molecolare si divide in “spettroscopia UV-Vis”, “IR”, “microonde”: ciascuna sonda un grado di libertà distinto. Per gli spettri rotovibrazionali completi (rami P, Q, R) vedi cap. 14.

Calore specifico a gradini

La separazione delle tre scale ha una conseguenza macroscopica diretta e misurabile: il calore specifico a volume costante CVC_V di un gas biatomico presenta una scala a gradini al variare di TT, perché i gradi di libertà si “scongelano” uno alla volta quando kBTk_BT diventa paragonabile al quanto corrispondente.

Calore specifico a gradini ($C_V$ per gas biatomico)
CVR    32traslazione  +  ΘrotT  ?    2/2rotazione (2 assi)  +  ΘvibT  ?    2/2vibrazione (kin+pot)\frac{C_V}{R}\;\approx\; \underbrace{\frac{3}{2}}_{\text{traslazione}} \;+\; \underbrace{\Theta_{\text{rot}}\ll T\;?\;\;2/2}_{\text{rotazione (2 assi)}} \;+\; \underbrace{\Theta_{\text{vib}}\ll T\;?\;\;2/2}_{\text{vibrazione (kin+pot)}}

Cioè, schematicamente:

32R  TΘrot  52R  TΘvib  72R.\frac{3}{2}R \;\xrightarrow{T\gtrsim\Theta_{\text{rot}}}\; \frac{5}{2}R \;\xrightarrow{T\gtrsim\Theta_{\text{vib}}}\; \frac{7}{2}R.

I tre gradini corrispondono a:

  1. Solo traslazione (TΘrotT\ll\Theta_{\text{rot}}): CV=32RC_V=\tfrac32 R. Equipartizione classica su 3 gradi di libertà traslazionali.
  2. Traslatione + rotazione (ΘrotTΘvib\Theta_{\text{rot}}\ll T\ll\Theta_{\text{vib}}): CV=52RC_V=\tfrac52 R. La rotazione di una biatomica ha 2 gradi di libertà (rotazione attorno ai due assi \perp all’asse molecolare; quella attorno all’asse molecolare è inerziale trascurabile e quantizzata a energie sproporzionate).
  3. Tutto attivo (TΘvibT\gg\Theta_{\text{vib}}): CV=72RC_V=\tfrac72 R. La vibrazione contribuisce con 2 termini (cinetica + potenziale, 12kBT\tfrac12 k_BT ciascuno).

Calore specifico a gradini di un gas biatomico

A bassa T solo la traslazione è attiva (3/2 R). Per T≳Θ_rot la rotazione si "scongela" (→5/2 R); per T≳Θ_vib anche la vibrazione (→7/2 R). I gradini non sono netti: la curva è la somma quantistica di rotore rigido e oscillatore di Einstein, con una leggera sovrashoot (Schottky-like) vicino a Θ. Muovi il cursore per leggere C_V a una T qualsiasi; cambia molecola per spostare Θ_rot e Θ_vib.

Temperature caratteristiche $\Theta_{\text{rot}}$, $\Theta_{\text{vib}}$

Si definiscono

Θrot=22μR02kB=hcBkB,Θvib=ω0kB,\Theta_{\text{rot}}=\frac{\hbar^2}{2\mu R_0^2 k_B}=\frac{hcB}{k_B}, \qquad \Theta_{\text{vib}}=\frac{\hbar\omega_0}{k_B},

con BB costante rotazionale in cm1^{-1} (vedi cap. 12) e ω0\omega_0 pulsazione del potenziale armonizzato (vedi cap. 13). Per TΘT\gg\Theta il quanto è “piccolo rispetto a kBTk_BT” e l’equipartizione classica vale; per TΘT\ll\Theta il grado di libertà è “congelato” nel ground state.

Temperature caratteristiche per HCl, N$_2$, CO

Valori tipici per tre biatomiche comuni (costanti sperimentali):

MolecolaBB (cm1^{-1})Θrot\Theta_{\text{rot}} (K)ν~vib\tilde\nu_{\text{vib}} (cm1^{-1})Θvib\Theta_{\text{vib}} (K)
HCl10,5910{,}5915\sim 15288528854150\sim 4150
N2_21,9981{,}9982,9\sim 2{,}9235823583390\sim 3390
CO1,9311{,}9312,8\sim 2{,}8217021703120\sim 3120

A temperatura ambiente (T300T\approx 300\,K) si ha ΘrotTΘvib\Theta_{\text{rot}}\ll T\ll\Theta_{\text{vib}}, quindi per tutti e tre i gas CV52RC_V\simeq\tfrac52 R: la rotazione è attiva, la vibrazione no. È la situazione tipica in cui si misura il fattore di Eucken CV/CVtr=5/3C_V/C_V^{\text{tr}}=5/3.

Perché la rotazione attorno all'asse molecolare è 'congelata'

Per una biatomica il momento di inerzia attorno all’asse molecolare è IMrnucleo2105II_\parallel\sim M r_{\text{nucleo}}^2\sim10^{-5}\,I_\perp, quindi il quanto rotazionale corrispondente è 2/(2I)\hbar^2/(2I_\parallel)\sim keV — totalmente fuori dalla portata termica. Si conta quindi un solo contributo rotazionale 2/2R2/2\,R (rotazione dei due assi \perp), non 3/2R3/2\,R.

Trabocchetto d'esame: il 'gradino' non è netto

La transizione tra i regimi non è una funzione a gradino Heaviside: ha una forma smussata data dalla somma di Boltzmann sui livelli quantizzati. Per TΘT\sim\Theta il valore di CVC_V può superare il valore asintotico classico (effetto Schottky-like) prima di assestarsi. Non stupitevi se vedete CV/RC_V/R passare per un massimo locale.

Limiti dell’adiabaticità

L’approssimazione BO regge quando il gap elettronico è grande rispetto all’accoppiamento non-adiabatico. Cessa di valere in due situazioni limite, entrambe legate al fatto che due curve elettroniche Es(R)E_s(R) ed Eq(R)E_q(R) si avvicinano.

Il non-crossing rule (von Neumann-Wigner)

Modello a due livelli: perché le curve si 'evitano'

Siano Φ1\Phi_1, Φ2\Phi_2 due autostati di un’hamiltoniana di riferimento H^0\hat H_0 con autovalori E1(0)(R)E_1^{(0)}(R), E2(0)(R)E_2^{(0)}(R). Aggiungiamo una perturbazione W^\hat W con elementi Wij=ΦiW^ΦjW_{ij}=\langle\Phi_i|\hat W|\Phi_j\rangle. La matrice efficace è

H^eff=(E1(0)+W11W12W12E2(0)+W22).\hat H_{\text{eff}}= \begin{pmatrix} E_1^{(0)}+W_{11} & W_{12} \\ W_{12}^* & E_2^{(0)}+W_{22} \end{pmatrix}.

Gli autovalori si incrociano quando sono degeneri, cioè quando (i) la diagonale è uguale: E1(0)E2(0)=W22W11E_1^{(0)}-E_2^{(0)}=W_{22}-W_{11}, e (ii) W12=0W_{12}=0. Due condizioni su un singolo parametro RR sono genericamente impossibili da soddisfare: le curve con la stessa simmetria non si incrociano (von Neumann-Wigner). Per molecole biatomiche con un solo parametro RR, l’incrocio è “respinto” e si forma un avoided crossing.

Da evitato a conico: la degenerazione richiede più parametri

In una biatomica (RR è l’unico parametro geometrico) la regola di von Neumann-Wigner dice che due stati con la stessa simmetria non possono incrociarsi: si ha solo un incrocio evitato. Ma se la molecola ha più gradi di libertà geometrici (poliatomiche: R1,R2,R_1,R_2,\ldots), le condizioni di degenerazione diventano un sistema in più variabili e si possono soddisfare: si parla allora di intersezione conica (CI). Per una descrizione completa delle CI, del loro ruolo in fotoscissione e fotofisica, e per la rottura di BO associata, rinviamo al cap. 20.

Non-adiabatic coupling: quando il “riaggiustamento istantaneo” non vale

Limite di validità quantitativo della BO

La BO è valida quando

ηsq(R)Λsq(R)Es(R)Eq(R)meM1.\eta_{sq}(R)\equiv\frac{\Lambda_{sq}(R)}{|E_s(R)-E_q(R)|}\sim\frac{m_e}{M}\ll1.

Quando ηsq1\eta_{sq}\to 1 (gap piccolo o accoppiamento forte) la BO fallisce e occorre risolvere il sistema accoppiato completo. Segnali tipici di guasto:

  • Avoided crossing: due curve si avvicinano e si scambiano carattere;
  • Conical intersection: in poliatomiche, degenerazione esatta tra due superfici elettroniche;
  • Transizioni non radiative tra stati elettronici (ISC, internal conversion);
  • Fotoscissazione ultrafast (<< ps): il sistema “salta” tra superfici prima di vibrare.
Perché la BO, anche se approssimata, è così utile

A dispetto dei suoi limiti, la BO è il linguaggio standard della chimica quantistica e della spettroscopia per tre ragioni:

  1. È accurata al 103\sim10^{-3} relativo nella stragrande maggioranza dei casi chimici;
  2. Permette di definire superfici di energia potenziale Es(R)E_s(R), senza le quali non esisterebbero i concetti di “geometria di equilibrio”, “stato di transizione”, “barriera di reazione”;
  3. Le deviazioni (non-adiabatic coupling) si trattano perturbativamente come correzioni al caso BO, non distruggendo il quadro di base.

In breve: BO è per la molecola quello che il modello a shell è per il nucleo, o il modello a bande è per i solidi — uno schema zero-order che si corregge, non si butta.

Ponti ad altri argomenti del corso
  • La stessa logica adiabatica si ritrova nei fononi (elettroni “veloci” contro nuclei “lenti” in un reticolo) e nella Born-Oppenheimer per solidi: vedi Parte III.
  • L’idea di “separazione per scale di tempo” si ritrova anche in atomica nel contesto di spin-orbita (spin “lento” contro orbitale “veloce”) — vedi atomica/02-struttura-fine.
Link a sotto-pagine correlate
  • Per la rotazione nel potenziale Eq(R)E_q(R), i livelli Ej=Bhcj(j+1)E_j=Bhc\,j(j+1) e lo spettro microonde: cap. 12.
  • Per la vibrazione (armonico, Morse, distorsione centrifuga, anarmonicità): cap. 13.
  • Per lo spettro rotovibrazionale completo (rami P/Q/R, isotopi, Raman): cap. 14.
  • Per i limiti dell’adiabaticità (conical intersections, Franck-Condon, fotos): cap. 20.

Formule chiave

  • Hamiltoniana totale (au, coord. del CM): H^TOT=12μR2+H^el(R)\hat H_{\text{TOT}}=-\frac{1}{2\mu}\nabla_R^2+\hat H_{el}(R), con H^el(R)=i12ri2+V(R,ri)\hat H_{el}(R)=-\sum_i\frac12\nabla_{r_i}^2+V(R,\mathbf r_i).
  • Sviluppo di Born-Oppenheimer: Ψ(R,ri)=qFq(R)Φq(R;ri)\Psi(\mathbf R,\mathbf r_i)=\sum_q F_q(\mathbf R)\,\Phi_q(R;\mathbf r_i), con H^el(R)Φq=Eq(R)Φq\hat H_{el}(R)\Phi_q=E_q(R)\Phi_q.
  • Equazione nucleare BO: [12μR2+Es(R)]Fs(R)=EFs(R)\left[-\frac{1}{2\mu}\nabla_R^2+E_s(R)\right]F_s(\mathbf R)=E\,F_s(\mathbf R).
  • Stima scalare delle tre scale: Evib/Eelme/ME_{\text{vib}}/E_{\text{el}}\sim\sqrt{m_e/M}, Erot/Eelme/ME_{\text{rot}}/E_{\text{el}}\sim m_e/M.
  • Scale tipiche: EelE_{\text{el}}\sim eV, Evib0,1E_{\text{vib}}\sim 0{,}1\,eV, ErotE_{\text{rot}}\sim meV.
  • Temperature caratteristiche: Θrot=hcB/kB\Theta_{\text{rot}}=hcB/k_B, Θvib=ω0/kB\Theta_{\text{vib}}=\hbar\omega_0/k_B.
  • Calore specifico a gradini: 32R52R72R\tfrac32 R\to\tfrac52 R\to\tfrac72 R per TΘrotT\gtrsim\Theta_{\text{rot}}, TΘvibT\gtrsim\Theta_{\text{vib}}.
  • Non-adiabatic coupling: dsq=ΦsRΦq=ΦsRH^elΦq/(EqEs)\mathbf d_{sq}=\langle\Phi_s|\nabla_R\Phi_q\rangle =\langle\Phi_s|\nabla_R\hat H_{el}|\Phi_q\rangle/(E_q-E_s).
  • Criterio di validità BO: ηsq(me/M)(Eel/ΔEqs)1\eta_{sq}\sim(m_e/M)\cdot(E_{\text{el}}/\Delta E_{qs})\ll1.
  • Non-crossing rule (von Neumann-Wigner): due curve elettroniche con la stessa simmetria non si incrociano al variare di un singolo parametro RR.
Esami correlati

I concetti di questa pagina sono preliminari o direttamente testati in diversi esami della raccolta:

I concetti sono anche preliminari per qualsiasi esame su spettri elettronici e fotos (cap. 20).