Lezione 03
Separazione di Born-Oppenheimer e scale energetiche
Obiettivo della pagina
L’hamiltoniana di una molecola contiene simultaneamente elettroni e nuclei, ma il rapporto di massa (corrente)– (pesante) permette di separare i moti. Qui formalizziamo la separazione di Born-Oppenheimer come proiezione adiabatica, ricaviamo le tre scale energetiche gerarchiche e mostriamo come si riflettono nel calore specifico a gradini di un gas biatomico. Chiudiamo con i limiti dell’approssimazione adiabatica (incroci evitati, conical intersections — approfonditi nella sotto-pagina 20).
L’idea fisica di fondo è semplice: gli elettroni, molto più leggeri, si riaggiustano “istantaneamente” al moto lento dei nuclei. Questo ci permette di trattare il problema elettronico con nuclei fissi e di trasformare il problema nucleare in un moto in un potenziale efficace generato dall’energia elettronica. Le approssimazioni coinvolte sono verificabili perturbativamente e, nella stragrande maggioranza dei casi di interesse chimico-fisico, reggono.
Born-Oppenheimer e scale energetiche
L'autovalore elettronico E_el(R) è il potenziale in cui si muovono i nuclei: vi nascono i livelli vibrazionali (≈ℏω₀) e, dentro ciascuno, il ladder rotazionale (≈Bhc·j(j+1)). Le tre scale, gerarchiche per il rapporto mₑ/M, giustificano le tre spettroscopie (elettronica, IR, microonde).
Hamiltoniana totale di una biatomica
Consideriamo una molecola biatomica con due nuclei , di cariche , e masse , , e elettroni di coordinate . L’hamiltoniana, scritta in unità atomiche e trascurando i termini di spin (magnetici, di ordine più piccoli), è
Il potenziale totale contiene quattro contributi fisicamente distinti:
I primi due termini sono le attrazioni nucleo–elettrrone, il terzo la repulsione elettrone–elettrrone, il quarto la repulsione nucleo–nucleo (costante rispetto al problema elettronico a fissato).
Definiamo il centro di massa nucleare e la coordinata relativa
con massa ridotta . Il moto del centro di massa si fattorizza come onda piana e si separa. L’hamiltoniana “utile” per il moto relativo diventa
I nuclei compaiono solo attraverso la distanza relativa , mentre dipende anche dall’orientazione di tramite i .
L’hamiltoniana è un operatore nello spazio elettronico a parametro: diverso da ogni , ma ben definito. Le sue autofunzioni vivono nello spazio degli elettroni e costituiscono, per ogni fissato, una base ortonormale completa. Questo è il punto di partenza della separazione BO.
Separazione formale (proiezione adiabatica)
Per ogni valore del parametro si risolve
con normalizzazione (prodotto interno solo sulle coordinate elettroniche). L’autovalore è una curva in : il potenziale efficace che i nuclei “vedono” quando gli elettroni sono nello stato .
Qui è l’autovalore dell’intera hamiltoniana elettronica , che contiene già il termine di repulsione nucleo–nucleo (il quarto contributo di ). Il potenziale efficace dei nuclei è quindi da solo.
Alcuni testi adottano la convenzione opposta: chiamano la sola energia elettronica pura (senza ) e scrivono il potenziale efficace come , con . È la stessa quantità:
In tutto il sito usiamo la prima convenzione ( include ): il potenziale efficace è , anche quando — per mettere in evidenza il bilancio tra attrazione elettronica e repulsione nucleare — lo scriveremo esplicitamente come somma dei due termini.
L’idea di Born-Oppenheimer è di cercare la funzione d’onda totale nello spazio (elettronico nucleare) come sviluppo su questa base dipendente da :
Le sono le ampiezze nucleari (parte “lenta” del moto). Sostituendo nello Schrödinger totale e proiettando su (integrando sulle ) si ottiene un sistema accoppiato di equazioni per le .
Cos'è la marginalizzazione (discreto e continuo)
La marginalizzazione è un’operazione della teoria della probabilità: data una distribuzione congiunta su due insiemi di variabili, se ne ricava la distribuzione di un solo sottoinsieme “sommmando via” (o integrando via) le altre.
Caso discreto — due variabili aleatorie ed con distribuzione congiunta . La distribuzione marginale di si ottiene sommando su tutti gli esiti :
Caso continuo — densità di probabilità congiunta . Si integra via :
Versione quantistica (traccia parziale) — la probabilità esce dal modulo quadro della funzione d’onda, , quindi marginalizzare dà
In forma operatoriale, se è lo stato puro congiunto, lo stato “visto” dalla sola variabile è la traccia parziale sul sottospazio di . Marginalizzare significa esattamente “proiettare sul sottospazio che ci interessa, dimenticando il resto” tramite una regola di normalizzazione (somma, integrale o traccia). La proiezione BO del box seguente è l’istanza quantistica di questa stessa operazione.
Nello sviluppo BO
la base è completa solo sulle coordinate elettroniche (a fissato è una base ortonormale di ). Non “sa nulla” della dipendenza da , quindi tutta l’informazione quantistica nucleare è costretta a stare nei coefficienti . È per questo che sono funzioni d’onda (dipendono da ) e non semplici numeri. Lo si vede in due modi complementari.
(a) Via probabilità. Nel caso adiabatico a un solo stato , e
Marginalizzando gli elettroni (integrale sulle ),
La densità di probabilità marginale di trovare i nuclei a è : per il postulato di Born, l’oggetto il cui modulo quadro è la densità di probabilità di una configurazione nucleare è, per definizione, la funzione d’onda nucleare. La normalizzazione di “consuma” la parte elettronica e lascia intatto .
(b) Via operatoriale. Sostituendo lo sviluppo in e proiettando su ,
L’ortogonalità è la versione quantistica dell’integrale di marginalizzazione: fa sparire la dipendenza elettronica. Ciò che resta — anche prima di imporre BO — è un’equazione la cui unica incognita spaziale è , con operatore cinetico nucleare e potenziale . Dopo il taglio dei termini non-adiabatici:
Questa è la equazione di Schrödinger dei nuclei nel potenziale efficace : l’oggetto che la soddisfa è, di nuovo, la funzione d’onda nucleare.
Le due vie sono la stessa marginalizzazione applicata a due oggetti: alla probabilità (interpretazione statistica) e all’equazione (dinamica). In entrambi i casi l’informazione elettronica è “tracciata fuori” da un’ortogonalità/normalizzazione, e il residuo è puro contenuto nucleare.
Partiamo da
Proiettiamo su e integriamo sulle :
Il secondo termine usa l’equazione agli autovalori elettronica: , quindi
Il laplaciano agisce su coordinate che entrano anche in (perché l’orientazione di orienta l’asse molecolare). Usando la regola del prodotto e l’espressione in coordinate sferiche per il laplaciano nucleare,
dove è il momento angolare della rotazione dell’asse molecolare ().
I termini con e i termini contenenti sono il non-adiabatic coupling.
Sviluppando la regola del prodotto su si ottengono tre classi di termini:
Proiettando su , il primo termine è diagonale (). Il secondo e il terzo, fuori diagonale per , sono invece proporzionali agli elementi non-adiabatici
L’equazione nucleare su ogni canale diventa, dopo BO,
con termine di accoppiamento non-adiabatico e correzione diagonale (Born-Huang).
L’equazione esatta è dunque una catena di equazioni accoppiate, una per ogni stato elettronico , con i canali che si parlano attraverso i termini . La separazione di Born-Oppenheimer è l’operazione che disaccoppia questa catena.
Approssimazione adiabatica: perché vale
Si trascurano:
- I termini non-adiabatici fuori diagonale con ;
- La correzione diagonale (termine di Born-Huang, ).
L’equazione nucleare per ogni stato elettronico diventa allora autonoma:
Il problema molecolare si splitta in due problemi indipendenti: elettronico (a nuclei fissi, per vari ) e nucleare (nel potenziale ).
Il tempo caratteristico del moto elettronico su una scala di lunghezza (raggio di Bohr) è
Il tempo tipico del moto nucleare (vibrazione con pulsazione –Hz) è –s. Il rapporto
è piccolo: gli elettroni vedono i nuclei come “congelati” e si riaggiustano istantaneamente. Da qui il termine adiabatico: la nuvola elettronica segue quasi-staticamente il moto lento dei nuclei, senza transizioni tra stati elettronici.
L’elemento non-adiabatico si stima tramite la regola dell’iperviriale:
Se il gap elettronico è dell’ordine dell’eV e è dell’ordine di , allora
Il termine di accoppiamento effettivo scala come
Quindi –: la BO è un’ottima approssimazione finché il gap elettronico è finito.
La stima sopra diverge per : due curve elettroniche ed vicine o (peggio) degeneri rompono la gerarchia. Questo accade vicino agli incroci evitati e alle intersezioni coniche (cap. 20), ed è la situazione fisica in cui il non-adiabatic coupling domina (fotoscissione ultrafast, ISC in fotofisica, conduzione in presenza di riarrangiamenti reticolari).
Tre scale energetiche gerarchiche
La separazione BO produce tre scale di energia gerarchicamente separate, che corrispondono ai tre tipi di moto (elettronico, vibrazionale, rotazionale). La gerarchia discende dal rapporto .
Le tre scale energetiche su asse logaritmico
Su asse logaritmico i tre ladder si separano nettamente: ciascuno sta ≈√(mₑ/M) (~÷40) sotto il precedente, e la scala rotazionale ≈(mₑ/M) (~÷1600) sotto quella elettronica. Questa gerarchia — discendente dal rapporto di massa — è il motivo delle tre finestre spettrali distinte (microonde, IR, UV-Vis). Cambia molecola: le posizioni assolute si spostano, ma i rapporti restano dello stesso ordine.
Su asse logaritmico le tre scale cadono in decadi distinte: la vibrazionale sta ~2 decadi sopra la rotazionale, e l’elettronica ~3 decade sopra la rotazionale. È questa separazione gerarchica — non un semplice fattore O(1) — che giustifica tutto il capitolo: le tre finestre spettrali sono disgiunte (microonde, IR, UV-Vis), il calore specifico ha gradini ben separati, e lo sviluppo BO è autosufficiente perché i canali elettronici sono lontani in energia. Se le scale si sovrapponessero, nessuna di queste semplificazioni reggerebbe.
Sia l’energia elettronica tipica e la distanza di equilibrio. Espandiamo attorno al minimo :
La pulsazione vibrazionale è
da cui il quanto vibrazionale
Per la rotazione, il quanto è
In sintesi:
Per HCl (u.m.a., kg):
- eV (transizioni UV-Vis);
- eV (cm, IR);
- cmeV (microonde).
I rapporti e confermano le stime scalari con e .
Le tre scale energetiche si riflettono in tre finestre spettrali distinte:
| Moto | Scala | Regione spettrale |
|---|---|---|
| Elettronico | eV | UV-Visibile |
| Vibrazionale | eV | Infrarosso (IR) |
| Rotazionale | meV | Microonde |
Questa separazione è il motivo per cui la spettroscopia molecolare si divide in “spettroscopia UV-Vis”, “IR”, “microonde”: ciascuna sonda un grado di libertà distinto. Per gli spettri rotovibrazionali completi (rami P, Q, R) vedi cap. 14.
Calore specifico a gradini
La separazione delle tre scale ha una conseguenza macroscopica diretta e misurabile: il calore specifico a volume costante di un gas biatomico presenta una scala a gradini al variare di , perché i gradi di libertà si “scongelano” uno alla volta quando diventa paragonabile al quanto corrispondente.
Cioè, schematicamente:
I tre gradini corrispondono a:
- Solo traslazione (): . Equipartizione classica su 3 gradi di libertà traslazionali.
- Traslatione + rotazione (): . La rotazione di una biatomica ha 2 gradi di libertà (rotazione attorno ai due assi all’asse molecolare; quella attorno all’asse molecolare è inerziale trascurabile e quantizzata a energie sproporzionate).
- Tutto attivo (): . La vibrazione contribuisce con 2 termini (cinetica + potenziale, ciascuno).
Calore specifico a gradini di un gas biatomico
A bassa T solo la traslazione è attiva (3/2 R). Per T≳Θ_rot la rotazione si "scongela" (→5/2 R); per T≳Θ_vib anche la vibrazione (→7/2 R). I gradini non sono netti: la curva è la somma quantistica di rotore rigido e oscillatore di Einstein, con una leggera sovrashoot (Schottky-like) vicino a Θ. Muovi il cursore per leggere C_V a una T qualsiasi; cambia molecola per spostare Θ_rot e Θ_vib.
Valori tipici per tre biatomiche comuni (costanti sperimentali):
| Molecola | (cm) | (K) | (cm) | (K) |
|---|---|---|---|---|
| HCl | ||||
| N | ||||
| CO |
A temperatura ambiente (K) si ha , quindi per tutti e tre i gas : la rotazione è attiva, la vibrazione no. È la situazione tipica in cui si misura il fattore di Eucken .
Per una biatomica il momento di inerzia attorno all’asse molecolare è , quindi il quanto rotazionale corrispondente è keV — totalmente fuori dalla portata termica. Si conta quindi un solo contributo rotazionale (rotazione dei due assi ), non .
La transizione tra i regimi non è una funzione a gradino Heaviside: ha una forma smussata data dalla somma di Boltzmann sui livelli quantizzati. Per il valore di può superare il valore asintotico classico (effetto Schottky-like) prima di assestarsi. Non stupitevi se vedete passare per un massimo locale.
Limiti dell’adiabaticità
L’approssimazione BO regge quando il gap elettronico è grande rispetto all’accoppiamento non-adiabatico. Cessa di valere in due situazioni limite, entrambe legate al fatto che due curve elettroniche ed si avvicinano.
Il non-crossing rule (von Neumann-Wigner)
Siano , due autostati di un’hamiltoniana di riferimento con autovalori , . Aggiungiamo una perturbazione con elementi . La matrice efficace è
Gli autovalori si incrociano quando sono degeneri, cioè quando (i) la diagonale è uguale: , e (ii) . Due condizioni su un singolo parametro sono genericamente impossibili da soddisfare: le curve con la stessa simmetria non si incrociano (von Neumann-Wigner). Per molecole biatomiche con un solo parametro , l’incrocio è “respinto” e si forma un avoided crossing.
In una biatomica ( è l’unico parametro geometrico) la regola di von Neumann-Wigner dice che due stati con la stessa simmetria non possono incrociarsi: si ha solo un incrocio evitato. Ma se la molecola ha più gradi di libertà geometrici (poliatomiche: ), le condizioni di degenerazione diventano un sistema in più variabili e si possono soddisfare: si parla allora di intersezione conica (CI). Per una descrizione completa delle CI, del loro ruolo in fotoscissione e fotofisica, e per la rottura di BO associata, rinviamo al cap. 20.
Non-adiabatic coupling: quando il “riaggiustamento istantaneo” non vale
La BO è valida quando
Quando (gap piccolo o accoppiamento forte) la BO fallisce e occorre risolvere il sistema accoppiato completo. Segnali tipici di guasto:
- Avoided crossing: due curve si avvicinano e si scambiano carattere;
- Conical intersection: in poliatomiche, degenerazione esatta tra due superfici elettroniche;
- Transizioni non radiative tra stati elettronici (ISC, internal conversion);
- Fotoscissazione ultrafast ( ps): il sistema “salta” tra superfici prima di vibrare.
A dispetto dei suoi limiti, la BO è il linguaggio standard della chimica quantistica e della spettroscopia per tre ragioni:
- È accurata al relativo nella stragrande maggioranza dei casi chimici;
- Permette di definire superfici di energia potenziale , senza le quali non esisterebbero i concetti di “geometria di equilibrio”, “stato di transizione”, “barriera di reazione”;
- Le deviazioni (non-adiabatic coupling) si trattano perturbativamente come correzioni al caso BO, non distruggendo il quadro di base.
In breve: BO è per la molecola quello che il modello a shell è per il nucleo, o il modello a bande è per i solidi — uno schema zero-order che si corregge, non si butta.
- La stessa logica adiabatica si ritrova nei fononi (elettroni “veloci” contro nuclei “lenti” in un reticolo) e nella Born-Oppenheimer per solidi: vedi Parte III.
- L’idea di “separazione per scale di tempo” si ritrova anche in atomica nel contesto di spin-orbita (spin “lento” contro orbitale “veloce”) — vedi atomica/02-struttura-fine.
- Per la rotazione nel potenziale , i livelli e lo spettro microonde: cap. 12.
- Per la vibrazione (armonico, Morse, distorsione centrifuga, anarmonicità): cap. 13.
- Per lo spettro rotovibrazionale completo (rami P/Q/R, isotopi, Raman): cap. 14.
- Per i limiti dell’adiabaticità (conical intersections, Franck-Condon, fotos): cap. 20.
Formule chiave
- Hamiltoniana totale (au, coord. del CM): , con .
- Sviluppo di Born-Oppenheimer: , con .
- Equazione nucleare BO: .
- Stima scalare delle tre scale: , .
- Scale tipiche: eV, eV, meV.
- Temperature caratteristiche: , .
- Calore specifico a gradini: per , .
- Non-adiabatic coupling: .
- Criterio di validità BO: .
- Non-crossing rule (von Neumann-Wigner): due curve elettroniche con la stessa simmetria non si incrociano al variare di un singolo parametro .
I concetti di questa pagina sono preliminari o direttamente testati in diversi esami della raccolta:
- esame 20 — scale energetiche e BO (test diretto sulla gerarchia delle tre scale e sul calore specifico a gradini).
- esame 28 — calore specifico di un gas biatomico (applicazione del fattore di Eucken, interpretazione dei gradini).
- esame 34 — spettro rotovib di HCl (richiede di riconoscere le scale rot/vib/el e leggere , dallo spettro).
- esame 42 — non-crossing rule e accoppiamento non-adiabatico (modello a due livelli, forma degli avoided crossing).
I concetti sono anche preliminari per qualsiasi esame su spettri elettronici e fotos (cap. 20).