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Lezione 11

Termini molecolari: notazione ²ˢ⁺¹Λ_Ω, regole di selezione, Σ±, Λ-doubling

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Sorgente: 18 · Termini molecolari (cap. 49 — parte termini — p.186–193 dispense) · 41 · Regole di selezione (p.164–169 dispense)
aggiornato 2026-06-29

Obiettivo della pagina

I termini molecolari sono l’analogo dei termini atomici 2S+1LJ{}^{2S+1}L_J, ma con la proiezione assiale Λ\Lambda (numero quantico dell’asse molecolare) al posto del momento orbitale totale LL. La notazione completa è 2S+1ΛΩ(±)(g/u){}^{2S+1}\Lambda_{|\Omega|}^{(\pm)}(g/u) e racchiude in cinque simboli tutte le simmetrie di uno stato elettronico di una biatomica:

  • la molteplicità di spin 2S+12S+1 (singuletto, doppietto, tripletto…),
  • la proiezione orbitale Λ=0,1,2,\Lambda = 0, 1, 2, \ldots (Σ,Π,Δ,\Sigma, \Pi, \Delta, \ldots),
  • la proiezione totale Ω=Λ+Σ\Omega = |\Lambda + \Sigma| (struttura fine),
  • la simmetria per riflessione σv\sigma_v (++ o -, solo per Σ\Sigma),
  • la parità per inversione g/ug/u (solo omonucleari).

La pagina costruisce la notazione pezzo per pezzo, la applica al caso celebre di O₂ (ground state 3Σg{}^{3}\Sigma_g^{-} — il segno meno non è un refuso!), ricava le regole di selezione elettroniche per transizioni UV-Vis (ΔΛ=0,±1\Delta\Lambda=0,\pm 1, ΔS=0\Delta S=0, gug\leftrightarrow u, Σ±Σ±\Sigma^\pm\leftrightarrow\Sigma^\pm), e discute due sottigliezze che compaiono sistematicamente negli esami: il Λ-doubling negli stati Π\Pi (con la riga a 18 cm del radicale OH, di importanza astrofisica) e i casi di Hund (a) e (c) per la struttura fine spin-orbita.

Perché una notazione molecolare separata da quella atomica

Negli atomi il potenziale è centralmente simmetrico: L2L^2, LzL_z, S2S^2, SzS_z sono tutti conservati e il termine 2S+1LJ{}^{2S+1}L_J li elenca tutti. In una molecola biatomica il campo elettrico dei due nuclei rompe la simmetria sferica lungo la direzione perpendicolare all’asse: resta solo la simmetria assiale, LxL_x e LyL_y non sono più conservati, ma LzL_z (l’asse molecolare è un asse di rotazione continua CαC_\alpha). Il numero quantico rilevante è quindi la sola proiezione Λ=ML\Lambda = |M_L|, non più LL. Da qui la notazione separata.

Limiti di validità della notazione

La notazione 2S+1ΛΩ(±)(g/u){}^{2S+1}\Lambda_\Omega^{(\pm)}(g/u) presuppone che Born-Oppenheimer tenga e che l’accoppiamento rotazione-vibrazione-elettronico sia debole. Si rompe vicino a intersezioni coniche (cap. 20) o per stati molto eccitati dove il mixing roto-elettronico diventa forte. In quei casi solo la simmetria totale (compreso JJ e la parità totale) resta un buon numero quantico.

Λ-doubling negli stati Π

Negli stati con $\Lambda\neq0$ (Π, Δ, …) i due membri degeneri $+\Lambda$ e $-\Lambda$ vengono separati dall'interazione con la rotazione (accoppiamento Coriolis-like) e dalla struttura fine. Lo splitting cresce come $\Delta_J \approx q\,J(J+1)$, dove $q$ dipende dal mixing con altri stati elettronici. I due sottolivelli hanno simmetria riflessa opposta ($\Pi^+$, $\Pi^-$). Celebre l'esempio di OH (riga a 18 cm in astrofisica).

Le simmetrie di una biatomica

Una molecola biatomica omonucleare ha (vedi anche cap. 17) i seguenti elementi di simmetria:

  • CαC_\alpha — rotazione di un angolo arbitrario α\alpha attorno all’asse molecolare z^\hat z;
  • ii — inversione rr\mathbf r \to -\mathbf r rispetto al centro (solo omonucleari);
  • σv\sigma_v — riflessione in un piano contenente l’asse (es. il piano xzxz);
  • σh\sigma_h — riflessione nel piano perpendicolare all’asse (piano xyxy, equivalente a iC2i\,C_2);
  • C2C_2 — rotazione di π\pi attorno a un asse perpendicolare a z^\hat z.

Non sono indipendenti: ad esempio C2=σvσhC_2 = \sigma_v\sigma_h. Gli autovalori di queste operazioni etichettano lo stato elettronico. Solo alcuni di essi appaiono nel simbolo del termine, perché gli altri ne sono ridondanti.

L’etichetta Λ\Lambda (rotazione CαC_\alpha)

Proiezione orbitale totale
Λ  =  i=1Nλi,λi=ml,iZ,ΛΣ,Π,Δ,Φ,Γ, per Λ=0,1,2,3,4,\Lambda \;=\; \Bigl|\sum_{i=1}^{N} \lambda_i\Bigr|, \qquad \lambda_i = m_{l,i} \in \mathbb Z, \qquad \Lambda \to \Sigma,\Pi,\Delta,\Phi,\Gamma,\ldots\ \text{per}\ \Lambda=0,1,2,3,4,\ldots

L’etichetta greca maiuscola segue la stessa sequenza delle armoniche sferiche (=0,1,2S,P,D\ell=0,1,2 \to S,P,D) ma shiftata di una lettera. La somma è sui singoli elettroni: per una shell piena Λ=0\Lambda=0 sempre (somma di +λ+\lambda e λ-\lambda per ciascuna coppia).

L’etichetta g/ug/u (inversione ii, solo omonucleari)

Per molecole omonucleari (A2A_2) l’Hamiltoniana è invariante sotto rr\mathbf r\to-\mathbf r:

i^Ψ(r)  =  ±Ψ(r)Ψ eˋ g (gerade, pari) o u (ungerade, dispari).\hat i\,\Psi(\mathbf r) \;=\; \pm\,\Psi(\mathbf r) \quad\Longrightarrow\quad \Psi \ \text{è}\ g\ (\text{gerade, pari})\ \text{o}\ u\ (\text{ungerade, dispari}).

Ricorda (cap. 17): per orbitali σ\sigma il legante è gg, per orbitali π\pi il legante è uu. La regola generale è “legante ↔ segno + nella LCAO”: questo corrisponde a gg per σ\sigma ma a uu per π\pi, perché la parità di un orbitale nlλnl\lambda nella base separata-atomi dipende da +λ\ell+\lambda.

Mai dire che legante implica gerade

È falso in generale. È vero per gli orbitali σ\sigma (1sσg1s\sigma_g legante in H₂) ma falso per i π\pi (πu\pi_u è legante in N₂, O₂). La regola corretta è quella sul segno della combinazione LCAO, non sull’autovalore di i^\hat i. Vedi cap. 17.

Per le eteronucleari (HCl, CO, NO) l’operatore i^\hat i non è simmetria: il simbolo g/ug/u non si scrive. Il termine si riduce a 2S+1ΛΩ(±){}^{2S+1}\Lambda_\Omega^{(\pm)}.

L’etichetta ±\pm (riflessione σv\sigma_v, solo Σ\Sigma)

La riflessione in un piano contenente l’asse (es. xzxz) manda ϕϕ\phi\to-\phi ovvero eiΛϕeiΛϕe^{i\Lambda\phi}\to e^{-i\Lambda\phi}. Per Λ0\Lambda\neq 0 le due direzioni +Λ+\Lambda e Λ-\Lambda sono degeneri e la riflessione le scambia: l’etichetta ±\pm è ininfluente (non è un buon numero quantico separato). Per Λ=0\Lambda=0 invece la funzione d’onda è cilindricamente simmetrica e può essere simmetrica (Σ+\Sigma^+) o antisimmetrica (Σ\Sigma^-) sotto σv\sigma_v:

σ^vΨΣ  =  ±ΨΣ.\hat\sigma_v\,\Psi_{\Sigma} \;=\; \pm\,\Psi_{\Sigma}.

Da qui i due sottocasi Σ+\Sigma^+ e Σ\Sigma^- che approfondiamo sotto.

L’etichetta Ω\Omega (struttura fine)

Solo quando si include lo spin (casi di Hund, vedi sotto):

Ω  =  Λ+Σ,Σ  =  S,S1,,S,\Omega \;=\; |\Lambda + \Sigma|, \qquad \Sigma \;=\; S, S-1, \ldots, -S,

dove Σ\Sigma (maiuscola greca) è qui la proiezione dello spin totale sull’asse, non lo stato con Λ=0\Lambda=0 — contesto ambiguo che richiede attenzione (vedi box sotto).

La notazione completa (con la solita collisione di simboli)

Termine molecolare completo
    2S+1ΛΩ(±)(g/u)    \boxed{\;\;{}^{2S+1}\Lambda_{|\Omega|}^{(\pm)}(g/u)\;\;}

Esempi:

  • 1Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+} — ground state di H₂, N₂, Li₂ (singuletto, Λ=0\Lambda=0, simmetrico, pari).
  • 3Σg{}^{3}\Sigma_g^{-} — ground state di O₂ (tripletto, Λ=0\Lambda=0, antisimmetrico, pari).
  • 2Π3/2{}^{2}\Pi_{3/2} — ground state di NO (doppietto, Λ=1\Lambda=1, Ω=3/2\Omega=3/2; eteronucleare, niente g/ug/u).
  • 2Π1/2,3/2{}^{2}\Pi_{1/2,3/2} — radicale OH (doppietto, Λ=1\Lambda=1, sdoppiato da spin-orbita).
Tre simboli che si somigliano (e confondono)

In fisica molecolare esistono tre greche con ruolo completamente diverso:

SimboloCosa rappresentaEsempio
SS (latina maiuscola)Spin totale (numero quantico)S=0S=0 singuletto, S=1/2S=1/2 doppietto
Σ\Sigma (greca maiuscola)(i) Stato con Λ=0\Lambda=0, oppure (ii) proiezione dello spin su z^\hat z(i) 3Σ{}^{3}\Sigma; (ii) Σ=0,±1\Sigma = 0, \pm 1 per S=1S=1
σ\sigma (greca minuscola)Orbitale MO con λ=0\lambda=0σg1s\sigma_g 1s, σu2s\sigma_u^* 2s

Si distinguono dal contesto: nel simbolo 2S+1Λ{}^{2S+1}\Lambda, Σ\Sigma è lo stato (Λ=0\Lambda=0); negli integrali di accoppiamento ΛΣH^SOΛΣ\langle \Lambda\Sigma | \hat H_{SO} | \Lambda'\Sigma'\rangle, Σ\Sigma è la proiezione dello spin.

Negli appelli d’esame, un errore frequente è scrivere "Σ=1/2\Sigma=1/2" pensando allo stato: è la proiezione, lo stato si indica con Λ=0\Lambda=0.

Σ⁺ vs Σ⁻ — e perché O₂ è 3Σg{}^{3}\Sigma_g^{-}

Il segno ±\pm negli stati Σ\Sigma è cruciale per le regole di selezione e per identificare il ground state di O₂.

Stati $\Sigma^+$ e $\Sigma^-$

Sotto riflessione σv\sigma_v nel piano xzxz:

σ^vΨΣ(r)  =  ±ΨΣ(r){+:Σ+ (simmetrica):Σ (antisimmetrica)\hat\sigma_v\,\Psi_{\Sigma}(\mathbf r) \;=\; \pm\,\Psi_{\Sigma}(\mathbf r) \quad\Rightarrow\quad \begin{cases} + &: \Sigma^+\ \text{(simmetrica)} \\ - &: \Sigma^-\ \text{(antisimmetrica)} \end{cases}
Perché un singolo elettrone σ dà sempre Σ⁺ ma due elettroni π possono dare Σ⁻
  • Un orbitale σ\sigma (cilindricamente simmetrico, indipendente da ϕ\phi) è invariante sotto qualsiasi riflessione σv\sigma_v → contribuisce con un fattore +1+1.
  • Un orbitale πxcosϕ\pi_x \propto \cos\phi è invariante sotto σv: ϕϕ\sigma_v:\ \phi\to-\phi, ma un orbitale πysinϕ\pi_y\propto\sin\phi cambia segno. Quindi il loro prodotto πxπy\pi_x\pi_y è 1-1 sotto σv\sigma_v.

Ne segue:

  • Stato con elettroni spaiati in σ\sigma: sempre Σ+\Sigma^+.
  • Stato con due elettroni spaiati in πx\pi_x^* e πy\pi_y^* (piani perpendicolari): Σ\Sigma^- se gli spin sono paralleli (tripletto, come in O₂), Σ+\Sigma^+ se antiparalleli.
O₂ — perché il ground state è ${}^{3}\Sigma_g^{-}$ (e non ${}^{1}\Sigma_g^{+}$)

Configurazione di valenza di O₂ (12 elettroni di valenza, dopo la shell [Be2][\mathrm{Be}_2]):

(πu2p)4(σg2p)2(πg2p)2.(\pi_u 2p)^4 (\sigma_g 2p)^2 (\pi_g^* 2p)^2.

Gli ultimi due elettroni vanno nei due orbitali degenere πg,x\pi_{g,x}^* e πg,y\pi_{g,y}^* (secondo la regola di Hund atomica, massimizzano SS): quindi uno in ciascuno, spin paralleli → S=1S=1 (tripletto).

La proiezione orbitale totale: i due elettroni spaiati stanno in πx\pi_x (λ=±1\lambda=\pm 1) e πy\pi_y (λ=±1\lambda=\pm 1), con accoppiamento anti-simmetrico per il principio di Pauli → Λ=0\Lambda = 0 (stato Σ\Sigma).

Simmetria σv\sigma_v: il prodotto πg,xπg,y\pi_{g,x}^*\,\pi_{g,y}^* cambia segno sotto riflessione ϕϕ\phi\to-\phi (uno dei due cambia segno, l’altro no) → Σ\Sigma^-.

Parità: entrambi i πg\pi_g^* hanno parità gg → il prodotto è gg.

Conclusione: ground state di O₂ è 3Σg{}^{3}\Sigma_g^{-}. Il segno meno spiega anche il paramagnetismo di O₂ (due elettroni non accoppiati, S=1S=1, momento magnetico permanente), che fu una delle prime conferme sperimentali del modello MO.

molecolaconfigurazioneterminenote
H₂(σg1s)2(\sigma_g 1s)^21Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+}chiusa, diamagnetica
N₂[Be2](πu2p)4(σg2p)2[\mathrm{Be}_2](\pi_u 2p)^4(\sigma_g 2p)^21Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+}chiusa, diamagnetica
O₂[Be2](πu2p)4(σg2p)2(πg2p)2[\mathrm{Be}_2](\pi_u 2p)^4(\sigma_g 2p)^2(\pi_g^* 2p)^23Σg{}^{3}\Sigma_g^{-}aperta, paramagnetica
F₂[Be2](πu2p)4(σg2p)2(πg2p)4[\mathrm{Be}_2](\pi_u 2p)^4(\sigma_g 2p)^2(\pi_g^* 2p)^41Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+}chiusa, diamagnetica
NO[Be2](πu2p)4(σg2p)2(πg2p)1[\mathrm{Be}_2](\pi_u 2p)^4(\sigma_g 2p)^2(\pi_g^* 2p)^12Π1/2,3/2{}^{2}\Pi_{1/2,3/2}aperta, eteronucleare
B₂ e la regola di Hund ribaltata

Nella tabella del cap. 49 delle dispense (p.192) il ground state di B₂ è riportato come 1Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+} per OCR/typo: in realtà è 3Σg{}^{3}\Sigma_g^{-}, perché i due elettroni spaiati nei πu2p\pi_u 2p massimizzano SS (regola di Hund atomica). Lo stesso vale per C₂ (terreno di disputa classico). Quando leggete tabelle vecchie, verificate con una fonte secondaria (Herzberg, Huber & Herzberg).

Regole di selezione elettroniche

Le transizioni tra stati elettronici (UV-Vis) sono governate dall’elemento di matrice del dipolo elettrico d^=eiri+eAZARA\hat{\mathbf d} = -e\sum_i \mathbf r_i + e\sum_A Z_A \mathbf R_A. Le regole di selezione si ottengono annullando l’integrale per simmetria.

Regole di selezione elettroniche (approssimazione di dipolo)
ΔΛ=0,±1,ΔS=0,ΔΩ=0,±1\Delta\Lambda = 0, \pm 1, \qquad \Delta S = 0, \qquad \Delta\Omega = 0, \pm 1

Per omomucleari:  gu\ g \leftrightarrow u (la parità deve cambiare). Per stati Σ\Sigma con ΔΛ=0\Delta\Lambda = 0:

Σ+Σ+,ΣΣpermesse;Σ+Σvietata.\Sigma^+ \leftrightarrow \Sigma^+,\quad \Sigma^- \leftrightarrow \Sigma^- \quad\text{permesse};\qquad \Sigma^+ \leftrightarrow \Sigma^- \quad\text{vietata}.

Rotazionale: ΔJ=0,±1\Delta J = 0, \pm 1 se Λ0\Lambda\neq 0 o Λ0\Lambda'\neq 0; ΔJ=±1\Delta J = \pm 1 se Λ=Λ=0\Lambda=\Lambda'=0 (manca la branca Q).

Derivazione: ΔΛ=0,±1\Delta\Lambda = 0, \pm 1

Il dipolo d^\hat{\mathbf d} è un operatore di rango 1 (vettore): ha tre componenti sull’asse molecolare. La componente d^z=d^\hat d_z = \hat d_\parallel ha proiezione q=0q=0 sull’asse ed è cilindricamente simmetrica (ΔΛ=0\Delta\Lambda=0). Le componenti d^x,d^y\hat d_x, \hat d_y si combinano in d^±=d^x±id^y\hat d_\pm = \hat d_x \pm i\hat d_y con proiezioni q=±1q=\pm 1, quindi cambiano Λ\Lambda di ±1\pm 1:

ΔΛ=0d^ oppure ±1d^.\Delta\Lambda = \underbrace{0}_{\hat d_\parallel} \ \text{oppure}\ \underbrace{\pm 1}_{\hat d_\perp}.

Fisicamente: il fotone porta momento angolare \hbar con proiezione sull’asse 00 o ±1\pm 1; ΔΛ=2\Delta\Lambda=2 richiederebbe un fotone con q=±2q=\pm 2, impossibile per radiazione E1.

Perché $\Sigma^+\leftrightarrow\Sigma^-$ è vietato per $\Delta\Lambda=0$ (dipolo ∥)

Consideriamo il dipolo parallelo d^=d^z\hat d_\parallel = \hat d_z. Sotto riflessione σv\sigma_v nel piano xzxz, la coordinata zz non cambia, quindi σ^vd^zσ^v1=d^z\hat\sigma_v \hat d_z \hat\sigma_v^{-1} = \hat d_z: è un operatore simmetrico. L’integrale

Ψf±d^zΨi±\langle \Psi_f^{\pm} | \hat d_z | \Psi_i^{\pm} \rangle

è non nullo solo se lo stato finale ha la stessa simmetria ±\pm dello stato iniziale (simmetrico × simmetrico × simmetrico = simmetrico, integrando dà un numero; ma simmetrico × simmetrico × antisimmetrico = antisimmetrico, integra a zero per parità).

Quindi:

  • d^\hat d_\parallel (ΔΛ=0\Delta\Lambda=0): connette Σ+Σ+\Sigma^+\leftrightarrow\Sigma^+ e ΣΣ\Sigma^-\leftrightarrow\Sigma^-, vieta Σ+Σ\Sigma^+\leftrightarrow\Sigma^-.
  • d^\hat d_\perp (ΔΛ=±1\Delta\Lambda=\pm 1): è antisimmetrico sotto σv\sigma_v, quindi cambia il segno ±\pm. La transizione Σ+ΠΣ\Sigma^+\to\Pi\to\Sigma^- (in due step) è permessa.

In breve: ΔΛ=0\Delta\Lambda=0±\pm non cambia; ΔΛ=±1\Delta\Lambda=\pm 1±\pm può cambiare.

Trabocchetto d'esame: Σ⁺↔Σ⁻ non è *sempre* vietato

La regola ”Σ+Σ\Sigma^+\leftrightarrow\Sigma^- vietata” vale solo per transizioni con ΔΛ=0\Delta\Lambda=0 (parallele). È permessa con ΔΛ=±1\Delta\Lambda=\pm 1 (perpendicolari). Leggete sempre la condizione accanto alla regola.

ΔS=0\Delta S = 0

Il dipolo elettrico non agisce sullo spin: d^\hat{\mathbf d} commuta con S^2\hat S^2. Le transizioni intersystem crossing (singuletto ↔ tripletto, ad esempio fosforescenza) sono vietate in approssimazione E1 e diventano debolmente permesse solo tramite accoppiamento spin-orbita. Le approfondiamo nel cap. 20.

gug\leftrightarrow u (solo omonucleari)

Il dipolo d^=eiri+\hat{\mathbf d} = -e\sum_i \mathbf r_i + \ldots è dispari sotto inversione (i^ri^1=r\hat i \mathbf r \hat i^{-1} = -\mathbf r). L’integrale Ψfd^Ψi\langle \Psi_f | \hat d | \Psi_i\rangle non si annulla solo se parità(Ψf\Psi_f) × parità(d^\hat d) × parità(Ψi\Psi_i) = +1, cioè parità(Ψf\Psi_f) × parità(Ψi\Psi_i) = 1-1 → deve cambiare: gug\leftrightarrow u.

Conseguenza per omonucleari: rotazioni e vibrazioni IR-inattive

Per una molecola omopolare (N₂, O₂) il dipolo permanente è zero: Ψsd^Ψs=0\langle \Psi_s | \hat{\mathbf d} | \Psi_s\rangle = 0. Quindi nello stesso stato elettronico sono vietate anche le transizioni roto-vibrazionali IR (Ψi,Ψf\Psi_i, \Psi_f entrambe gg o entrambe uu): N₂ è IR-inattivo. Per osservare IR serve una transizione elettronica gug\to u. Le rotazioni e vibrazioni si osservano invece in Raman (polarizzabilità, operatore pari). È la regola della mutua esclusione (cap. 14 e 15).

Λ-doubling negli stati Π

Negli stati con Λ0\Lambda\neq 0 (Π\Pi, Δ\Delta, …) le due orientazioni +Λ+\Lambda e Λ-\Lambda sono degeneri nell’approssimazione Born-Oppenheimer per una molecola non rotante. Quando si accende la rotazione, l’accoppiamento rotazione-elettronico (termini di Coriolis nell’Hamiltoniana effetiva) rompe la degenerazione: ogni livello JJ si sdoppia in due sottolivelli con simmetria σv\sigma_v opposta, detti coppia di Λ-doubling.

Λ-doubling: origine perturbativa

L’Hamiltoniana rotazionale effettiva per una biatomica nello stato Π\Pi ha la forma

H^rot=B[J^2J^z2+L^z2]+\hat H_{\text{rot}} = B\bigl[\hat J^2 - \hat J_z^2 + \hat L_z^2\bigr] + \ldots

In approssimazione BO L^z\hat L_z è sostituito dal suo valore atteso Λ\Lambda\hbar, ma se si includono termini di accoppiamento rotazione-orbitale (N^L^\hat N\cdot\hat L, coriolis-like) si mescolano stati con Λ\Lambda che differiscono di ±2\pm 2: lo stato Λ=+1|\Lambda=+1\rangle si mescola con Λ=1|\Lambda=-1\rangle tramite uno stato intermedio Σ\Sigma. Le combinazioni simmetrica/antisimmetrica

e=12(+Λ+Λ),f=12(+ΛΛ)|e\rangle = \frac{1}{\sqrt 2}\bigl(|+\Lambda\rangle + |-\Lambda\rangle\bigr), \quad |f\rangle = \frac{1}{\sqrt 2}\bigl(|+\Lambda\rangle - |-\Lambda\rangle\bigr)

hanno simmetria σv\sigma_v opposta e energie leggermente diverse: è il Λ-doubling.

Scaling del Λ-doubling con $J$
ΔEΛ(J)    12qΛJ(J+1),qΛB\Delta E_\Lambda(J) \;\simeq\; \frac{1}{2}\,q_\Lambda\, J(J+1), \qquad q_\Lambda \ll B

Per stati Π\Pi il coefficiente qΠq_\Pi è tipicamente dell’ordine di 103B10^{-3}\,B: è una piccola perturbazione rispetto all’energia rotazionale, ma osservabile in spettroscopia ad alta risoluzione. Per stati Δ\Delta lo scaling è diverso (J2(J+1)2\propto J^2(J+1)^2).

I due membri della coppia sono etichettati ee e ff (nomenclatura di Brown et al.) oppure, in notazione vecchia, Π+\Pi^+ e Π\Pi^-, e seguono regole di selezione opposte per le transizioni: ΔJ=0\Delta J=0 tra eee\leftrightarrow e o fff\leftrightarrow f solo nella branca Q.

Il radicale OH — Λ-doubling e la riga a 18 cm

Il radicale ossidrile OH ha ground state 2Π3/2{}^{2}\Pi_{3/2} (Hund caso a, vedi sotto). Il Λ-doubling sdoppia ciascun livello JJ in due componenti e/fe/f, separate da 0,05 cm1\sim 0{,}05\ \text{cm}^{-1} per J=3/2J=3/2. La transizione tra le due componenti del livello J=3/2J=3/2 (inversione della simmetria σv\sigma_v, ΔJ=0\Delta J=0) cade a ν1,66 GHz\nu \approx 1{,}66\ \text{GHz}, ovvero λ18 cm\lambda \approx 18\ \text{cm}: è il maser astronomico dell’OH, uno dei primi maseri scoperti nel mezzo interstellare (1965).

È il reciproco in frequenza della riga a 21 cm dell’idrogeno neutro (1,42 GHz): entrambe sono righe di “rosso spostamento” in astronomia, ma quella dell’OH è molto più complessa (per via della struttura iperfine aggiuntiva con il protone).

Perché interessa in fisica della materia:

  • è una conferma diretta dell’accoppiamento rotazione-elettronico;
  • il valore di qΠq_\Pi misura la distanza dagli stati Σ\Sigma perturbanti;
  • la stessa struttura del Λ-doubling si ritrova in CH (riga a 9 cm), NH, e in molti ioni astrofisici.
Λ-doubling NON è splitting spin-orbita

Non confondere il Λ-doubling (rottura della degenerazione ΛΛ|\Lambda|\leftrightarrow -|\Lambda| da parte della rotazione) con la struttura fine spin-orbita (sdoppiamento Ω=Λ+Σ\Omega=|\Lambda+\Sigma| vs Ω=ΛΣ\Omega=|\Lambda-\Sigma| da parte dell’interazione spin-orbita). Sono due meccanismi diversi con scaling diverso:

  • spin-orbita: costante AΛΣ\sim A\,\Lambda\Sigma, indipendente da JJ;
  • Λ-doubling: J(J+1)\propto J(J+1), piccolo e rotazionale.

Struttura fine: i casi di Hund

Quando si include l’interazione spin-orbita molecolare

H^SO  =  AL^S^  =  AΛΣ    (sull’asse)\hat H_{SO} \;=\; A\,\hat{\mathbf L}\cdot\hat{\mathbf S} \;=\; A\,\Lambda\,\Sigma \;\;(\text{sull'asse})

(AA = costante di spin-orbita molecolare) gli stati con Λ0\Lambda\neq 0 e S0S\neq 0 si sdoppiano in componenti con Ω=Λ+Σ\Omega = |\Lambda+\Sigma|. Il modo in cui questo avviene dipende dal rapporto fra splitting spin-orbita e energia rotazionale: Hund ha classificato i regimi limite in cinque “casi”, di cui i due più comuni sono il caso (a) e il caso (c).

Caso (a) — accoppiamento forte, AΛΣBJ(J+1)|A|\Lambda\Sigma \gg BJ(J+1)

Hund caso (a)
Λ e Σ sono buoni numeri quantici,Ω=Λ+Σ,JΩ.\Lambda\ \text{e}\ \Sigma\ \text{sono buoni numeri quantici},\qquad \Omega = |\Lambda+\Sigma|,\qquad J \geq \Omega.

L^z\hat L_z e S^z\hat S_z sono conservati (l’asse molecola “blocca” orbitali e spin). I livelli sono etichettati da 2S+1ΛΩ{}^{2S+1}\Lambda_\Omega. Per un doppietto Π\Pi (S=1/2S=1/2, Λ=1\Lambda=1):

2Π1/2(Ω=11/2=1/2),2Π3/2(Ω=1+1/2=3/2),{}^{2}\Pi_{1/2}\quad(\Omega=|1-1/2|=1/2), \qquad {}^{2}\Pi_{3/2}\quad(\Omega=|1+1/2|=3/2),

separati da ΔESOAΛ=A\Delta E_{SO} \simeq A\,\Lambda = A (se A>0A>0 2Π1/2{}^{2}\Pi_{1/2} è il ground state, se A<0A<0 è 2Π3/2{}^{2}\Pi_{3/2}). Esempi: NO, OH, CH (regime tipico per molecole leggere con AA di qualche cm⁻¹).

Caso (c) — accoppiamento debole, AΛΣBJ(J+1)|A|\Lambda\Sigma \lesssim BJ(J+1) o JJ grande

Hund caso (c)
Λ e Σ NON sono buoni numeri quantici,Ω eˋ ancora conservato.\Lambda\ \text{e}\ \Sigma\ \text{NON sono buoni numeri quantici},\qquad \Omega\ \text{è ancora conservato}.

Il momento orbitale e lo spin precessano attorno al momento angolare totale J\mathbf J, non attorno all’asse molecolare. Si usa per molecole con atomi pesanti (AA grande) o per JJ molto elevato: esempi: I₂, Br₂, heavy diatomics. Il termine si scrive ancora 2S+1ΛΩ{}^{2S+1}\Lambda_\Omega ma solo Ω\Omega è veramente conservato: i sottostati con Λ\Lambda diverso possono mischiarsi (es. 3Π0{}^{3}\Pi_0 e 1Σ0+{}^{1}\Sigma_0^+ hanno stesso Ω=0\Omega=0 e si mischiano).

Casi intermedi (b), (d), (e)
  • Caso (b): Λ0\Lambda\neq 0 ma spin debolmente accoppiato all’asse (precessa attorno a N=JL\mathbf N = \mathbf J - \mathbf L). Tipico di molecole leggere con Λ0\Lambda\neq 0 e S0S\neq 0 (es. 2Π{}^{2}\Pi di molecole molto leggere, dove ABA\sim B).
  • Caso (d): analogo del caso atomico di Rydberg, elettrone lontano.
  • Caso (e): jjj-j molecolare, raro. La transizione fra i casi è continua e i casi limite sono solo una convenzione.
NO — caso (a) classico, ${}^{2}\Pi_{1/2,3/2}$

L’ossido nitrico ha ground state 2Π1/2{}^{2}\Pi_{1/2} con A123 cm1A \approx -123\ \text{cm}^{-1} (A<0A<0 quindi 2Π1/2{}^{2}\Pi_{1/2} sta sotto). Lo stato eccitato 2Π3/2{}^{2}\Pi_{3/2} è a 121 cm1\sim 121\ \text{cm}^{-1} sopra ed è popolato termicamente già a temperatura ambiente (kT200 cm1kT \approx 200\ \text{cm}^{-1}). Questo dà al NO le sue peculiari proprietà magnetiche.

Per OH invece A139 cm1A \approx -139\ \text{cm}^{-1}: stesso ordine di grandezza ma è un sistema molto più “aperto” (rotazione veloce), per cui il caso (a) è solo un’approssimazione di partenza, e il Λ-doubling è particolarmente visibile.

Simmetrie molecolari: σ/π, g/u, ±

piano xz (riflessione: y → −y)ABπx* (+1)πy* (+y)πy* (−y)πx* × πy* → (+1)×(−1) = −1 → Σ⁻O₂ ground state: ³Σg⁻ (non ⁺!)Σ⁻ŷ

O₂: πx* × πy*: Due elettroni spaiati in πx* e πy* perpendicolari. Prodotto: (+1)×(−1) = −1 → Σ⁻.

Simmetria ±: Σ⁻

Combinazione con le regole rotazionali (riassunto)

Nelle transizioni elettroniche (cap. 20) la struttura rotazionale delle bande segue:

ΔJ=0,±1seΛ0 o Λ0(branche P, Q, R),\Delta J = 0, \pm 1 \quad\text{se}\quad \Lambda\neq 0\ \text{o}\ \Lambda'\neq 0 \quad(\text{branche P, Q, R}),

ma

ΔJ=±1soloseΛ=Λ=0(branche P, R; niente Q).\Delta J = \pm 1 \quad\text{solo}\quad \text{se}\quad \Lambda = \Lambda' = 0 \quad(\text{branche P, R; niente Q}).

La branca Q esiste solo se almeno uno dei due stati ha Λ0\Lambda\neq 0: fisicamente, per ΣΣ\Sigma\to\Sigma il fotone deve portare momento angolare sull’asse (ΔΛ=0\Delta\Lambda=0) e quindi il cambio deve avvenire in JJ.

Queste regole, combinate con quelle elettroniche (ΔΛ\Delta\Lambda, ΔS\Delta S, g/ug/u, ±\pm), consentono di identificare i “branch heads” negli spettri UV-Vis e ricostruire i termini degli stati coinvolti.

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Formule chiave

  • Termine molecolare completo:   2S+1ΛΩ(±)(g/u)  \boxed{\;{}^{2S+1}\Lambda_{|\Omega|}^{(\pm)}(g/u)\;}.
  • Proiezione orbitale totale: Λ=iλiΣ,Π,Δ,Φ,\Lambda = |\sum_i \lambda_i| \to \Sigma,\Pi,\Delta,\Phi,\ldots.
  • Proiezione totale: Ω=Λ+Σ\Omega = |\Lambda + \Sigma|, Σ=S,S1,,S\Sigma = S, S-1, \ldots, -S.
  • Parità (omomucleari): i^Ψ=±Ψg/u\hat i\Psi = \pm\Psi \Rightarrow g/u.
  • Riflessione σv\sigma_v (solo Σ\Sigma): σ^vΨ=±ΨΣ±\hat\sigma_v \Psi = \pm\Psi \Rightarrow \Sigma^\pm.
  • Spin-orbita molecolare: H^SO=AΛΣ\hat H_{SO} = A\,\Lambda\Sigma.
  • Regole E1 elettroniche: ΔΛ=0,±1\Delta\Lambda = 0,\pm 1, ΔS=0\Delta S = 0, ΔΩ=0,±1\Delta\Omega = 0,\pm 1.
  • Omonucleari: gug \leftrightarrow u obbligatorio.
  • Σ±Σ±\Sigma^\pm\leftrightarrow\Sigma^\pm permessa per ΔΛ=0\Delta\Lambda=0; Σ+Σ\Sigma^+\leftrightarrow\Sigma^- vietata per ΔΛ=0\Delta\Lambda=0, permessa per ΔΛ=±1\Delta\Lambda=\pm 1.
  • Λ-doubling: ΔEΛ(J)12qΛJ(J+1)\Delta E_\Lambda(J) \simeq \tfrac{1}{2}q_\Lambda J(J+1), qΛBq_\Lambda \ll B.
  • Hund caso (a): Λ,Σ\Lambda,\Sigma buoni, Ω=Λ+Σ\Omega=|\Lambda+\Sigma|, JΩJ\geq\Omega.
  • Hund caso (c): solo Ω\Omega buono (atomii pesanti, AA grande).
  • Rotazionale: ΔJ=0,±1\Delta J = 0,\pm 1 se Λ0\Lambda\neq 0 o Λ0\Lambda'\neq 0; ΔJ=±1\Delta J = \pm 1 se Λ=Λ=0\Lambda=\Lambda'=0.
Esami correlati

Questi concetti sono testati direttamente o indirettamente in 3 esami della raccolta:

  • esame 12 — F₂ orbitali MO: configurazione di valenza di F₂, termine 1Σg+{}^{1}\Sigma_g^{+}, confronto con O₂ (perché F₂ non è paramagnetico).
  • esame 18 — N₂ UV Franck-Condon: transizione elettronica 1Σg+1Πu{}^{1}\Sigma_g^{+} \to {}^{1}\Pi_u in N₂, applicazione di ΔΛ=±1\Delta\Lambda=\pm 1 e gug\leftrightarrow u, fattori di Franck-Condon.
  • esame 36 — O₂ tripletto: derivazione del ground state 3Σg{}^{3}\Sigma_g^{-} di O₂, spiegazione del paramagnetismo, confronto con N₂ (1Σg+{ }^{1}\Sigma_g^{+}).