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Argomento

HCl col potenziale di Morse: parametri D e α, effetto dell'isotopo ³⁷Cl sul rotazionale, rotovibrazionale e sulla dissociazione, calore specifico molare C_V a 300 K

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Sorgente: Appello Aprile 2024 (straordinario) — Struttura della Materia
aggiornato 2026-06-25

Testo

Si consideri un gas di molecole biatomiche contenuto in un’ampolla. Nello stato fondamentale della molecola sono noti: la distanza di equilibrio R0=1,3 A˚R_0=1{,}3\ \text{Å}, l’energia di dissociazione Ediss=4,4 eVE_{\text{diss}}=4{,}4\ \text{eV}, il momento di dipolo elettrico D=3,5×1030 C⋅mD=3{,}5\times10^{-30}\ \text{C·m} ed il salto vibrazionale (in approssimazione armonica) ωvib=0,37 eV\hbar\omega_{\text{vib}}=0{,}37\ \text{eV}.

a) Da questo sistema si osserva uno spettro vibrazionale e rotovibrazionale (motivare)? b) Assumendo che le molecole siano H35^{35}Cl, si calcolino i parametri DD ed α\alpha del potenziale di Morse rispettivamente in eV e m1^{-1}:

V(R)=D[e2α(RR0)2eα(RR0)]V(R)=D\left[e^{-2\alpha(R-R_0)}-2e^{-\alpha(R-R_0)}\right]

Se invece del Cl isotopicamente puro si considerasse del Cl naturale, i nuclei di Cl sono formati per il 75% dall’isotopo 35^{35}Cl e per il 25% dall’isotopo 37^{37}Cl. Si discuta, motivando, se questo ha effetti su:

c) lo spettro rotazionale (transizioni puramente rotazionali); d) lo spettro rotovibrazionale (transizioni roto-vibrazionali); e) l’energia di dissociazione; f) quali cambiamenti ci si attende negli spettri, con disegni qualitativi; g) se il calore specifico molare a T=300 KT=300\ \text{K} del sistema con Cl naturale è significativamente differente da quello isotopicamente puro e suo valore.

Dati e costanti

R0=1,3 A˚R_0=1{,}3\ \text{Å}, Ediss=4,4 eVE_{\text{diss}}=4{,}4\ \text{eV}, Ddip=3,5×1030 C⋅mD_{\text{dip}}=3{,}5\times10^{-30}\ \text{C·m}, ωvib=0,37 eV\hbar\omega_{\text{vib}}=0{,}37\ \text{eV}. Cl naturale: 75% 35^{35}Cl, 25% 37^{37}Cl. Costanti: =1,055×1034 J⋅s\hbar=1{,}055\times10^{-34}\ \text{J·s}, 1 eV=1,6×1019 J1\ \text{eV}=1{,}6\times10^{-19}\ \text{J}, 1 u.m.a.=1,66×1027 kg1\ \text{u.m.a.}=1{,}66\times10^{-27}\ \text{kg}, kB=8,617×105 eV/Kk_B=8{,}617\times10^{-5}\ \text{eV/K} (=0,695 cm1/K=0{,}695\ \text{cm}^{-1}\text{/K}), 1 eV=8065,54 cm11\ \text{eV}=8065{,}54\ \text{cm}^{-1}.


(a) Spettro vibrazionale e rotovibrazionale?

Sì. HCl è una molecola eteronucleare (ZH=1ZCl=17Z_H=1\neq Z_{Cl}=17) e quindi possiede un momento di dipolo permanente Ddip0D_{\text{dip}}\neq0 (il dato conferma: 3,5×1030 C⋅m3{,}5\times10^{-30}\ \text{C·m}). Le regole di selezione del dipolo elettrico sono allora attive:

Regole di selezione (dipolo elettrico)
ΔJ=±1(rotazionale puro),Δn=±1(vibrazionale)\Delta J=\pm 1\quad(\text{rotazionale puro}),\qquad \Delta n=\pm 1\quad(\text{vibrazionale})
  • Rotazionale puro (μ\muonde/lontano IR): il dipolo ruota e varia nel tempo → assorbimento con ΔJ=+1\Delta J=+1.
  • Rotovibrazionale (IR): la variazione del dipolo durante l’estensione del legame rende attive le transizioni Δn=±1\Delta n=\pm1 con ΔJ=±1\Delta J=\pm1 (rami P ed R).
Trappola: la molecola omonucleare

Per una molecola omomolecolare come H2H_2 o N2N_2 il dipolo permanente è nullo per simmetria (scambio di nuclei identici) → nessuno spettro IR rotazionale né vibrazionale di dipolo. Si osservano solo transizioni Raman (polarizzabilità). HCl, eteronucleare, è invece IR-attiva: è esattamente il controesempio a H2H_2.


(b) Parametri del Morse: DD ed α\alpha

Derivazione di α dalla curvatura

Il potenziale di Morse V(R)=D[e2α(RR0)2eα(RR0)]V(R)=D[e^{-2\alpha(R-R_0)}-2e^{-\alpha(R-R_0)}] ha minimo in R0R_0 con V(R0)=DV(R_0)=-D. Espandendo al secondo ordine:

V(R0)=2Dα2k(costante elastica armonica).V''(R_0)=2D\alpha^2\equiv k\quad(\text{costante elastica armonica}).

D’altra parte l’oscillatore armonico dà ωvib=k/μ\omega_{\text{vib}}=\sqrt{k/\mu}, quindi k=μωvib2k=\mu\omega_{\text{vib}}^2 e, sostituendo,

α=k2D=ωvibμ2D.\alpha=\sqrt{\frac{k}{2D}}=\omega_{\text{vib}}\sqrt{\frac{\mu}{2D}}.

Il parametro DD del Morse è la profondità della buca DeD_e (distanza fra il minimo V=DeV=-D_e e l’asintoto V=0V=0). L’energia di dissociazione sperimentale EdissE_{\text{diss}} misura invece la distanza fra il livello fondamentale n=0n=0 e l’asintoto: per un oscillatore armonico il livello n=0n=0 sta a 12ω\tfrac{1}{2}\hbar\omega sopra il minimo, quindi

Profondità della buca di Morse
De=Ediss+12ωvibD_e = E_{\text{diss}}+\tfrac{1}{2}\hbar\omega_{\text{vib}}
Calcolo di D ed α (H³⁵Cl)

Massa ridotta (con MH=1M_H=1, MCl=35M_{Cl}=35 in u.m.a.):

μ=MHMClMH+MCl1,66×1027=35361,66×1027=1,61×1027 kg.\mu=\frac{M_H M_{Cl}}{M_H+M_{Cl}}\cdot 1{,}66\times10^{-27} =\frac{35}{36}\cdot 1{,}66\times10^{-27}=1{,}61\times10^{-27}\ \text{kg}.

Frequenza angolare:

ωvib=0,371,6×10191,055×1034=5,61×1014 rad/s.\omega_{\text{vib}}=\frac{0{,}37\cdot 1{,}6\times10^{-19}}{1{,}055\times10^{-34}} =5{,}61\times10^{14}\ \text{rad/s}.

Profondità buca:

De=4,4+0,50,37=4,585 eV  (=7,34×1019 J).\boxed{D_e=4{,}4+0{,}5\cdot 0{,}37=4{,}585\ \text{eV}}\;(=7{,}34\times10^{-19}\ \text{J}).

Parametro di Morse (attenzione: DD in joule):

α=ωvibμ2De=5,61×10141,61×102727,34×10191,9×1010 m1.\boxed{\alpha=\omega_{\text{vib}}\sqrt{\frac{\mu}{2D_e}} =5{,}61\times10^{14}\sqrt{\frac{1{,}61\times10^{-27}}{2\cdot 7{,}34\times10^{-19}}} \approx 1{,}9\times10^{10}\ \text{m}^{-1}.}
Unità: D in joule

Dentro la \sqrt{\cdot} di α\alpha compare il rapporto μ/(2D)\mu/(2D): μ\mu è in kg e DD deve essere in joule (non eV), affinché ω2μ/D\omega^2\mu/D sia s2/J⋅kg1=m2\text{s}^{-2}\text{/J·kg}^{-1}=\text{m}^{-2} e α\alpha abbia le dimensioni di un inverso di lunghezza. Convertire sempre DeD_e con 1 eV=1,6×1019 J1\ \text{eV}=1{,}6\times10^{-19}\ \text{J} prima di sostituire.

Potenziale di Morse e livelli vibrazionali

Il Morse (blu) include la dissociazione; i livelli (verde il fondamentale) si addensano verso il limite. D₀ = Dₑ − ½ℏω₀ è l'energia di dissociazione misurata. β = ℏω₀/(4Dₑ); il numero di livelli è finito.

Il Morse è finito in R=0

A differenza del potenziale reale (che diverge per sovrapposizione dei gusci elettronici a breve distanza), V(0)=D[e2αR02eαR0]<V(0)=D[e^{-2\alpha R_0}-2e^{\alpha R_0}]<\infty: è una delle limitazioni note del modello di Morse, che pure riproduce bene gli aspetti essenziali (anarmonicità, finitezza del numero di livelli, assegnazione di DeD_e).


(c) Effetto isotopico sullo spettro rotazionale puro

Sì, c’è effetto. Lo spettro rotazionale di un rotatore rigido è un pettine di righe equispaziate di

Spaziatura rotazionale
2B=2μR021μ.2B = \frac{\hbar^2}{\mu R_0^2}\quad\propto\frac{1}{\mu}.

Passando da 35^{35}Cl a 37^{37}Cl la massa ridotta aumenta: μ37/μ35=(37/38)/(35/36)=1,0015\mu_{37}/\mu_{35}=(37/38)/(35/36)=1{,}0015 (variazione +0,15%+0{,}15\%, ben piccola ma non nulla). Poiché 2B1/μ2B\propto 1/\mu, la spaziatura diminuisce leggermente per l’isotopo più pesante: le righe del 37^{37}Cl sono leggermente più fitte e sfalsate rispetto a quelle del 35^{35}Cl.

Spaziature a confronto

Con μ35=1,61×1027 kg\mu_{35}=1{,}61\times10^{-27}\ \text{kg} e R0=1,3 A˚R_0=1{,}3\ \text{Å}:

2B35=2μ35R02=4,08×1022 J=2,55 meV20,6 cm1.2B_{35}=\frac{\hbar^2}{\mu_{35}R_0^2}=4{,}08\times10^{-22}\ \text{J}=2{,}55\ \text{meV}\approx 20{,}6\ \text{cm}^{-1}.

Per il 37^{37}Cl: 2B37/2B35=μ35/μ37=0,99852B_{37}/2B_{35}=\mu_{35}/\mu_{37}=0{,}9985, cioè le righe si restringono dello 0,15%0{,}15\%. Il Cl naturale mostra quindi doppi pettini sovrapposti (intensità 3:1), la firma diretta della composizione isotopica.


(d) Effetto sullo spettro rotovibrazionale

Sì. Due effetti concomitanti:

  1. Frequenza vibrazionale: in approssimazione armonica ωvib=k/μ\omega_{\text{vib}}=\sqrt{k/\mu}, quindi ω1/μ\omega\propto 1/\sqrt{\mu}. L’aumento di μ\mu sposta la banda vibrazionale verso frequenze minori (red-shift isotopico).
  2. Struttura rotazionale della banda: le spaziature 2B1/μ2B\propto 1/\mu si restringono come al punto (c).
Shift della banda vibrazionale
ν~0,37ν~0,35=μ35μ37=0,9992(shift 0,075%).\frac{\tilde\nu_{0,\,37}}{\tilde\nu_{0,\,35}}=\sqrt{\frac{\mu_{35}}{\mu_{37}}}=0{,}9992 \quad(\text{shift}\ -0{,}075\%).

La banda rotovibrazionale del 37^{37}Cl è quindi spostata a frequenza minore e, al suo interno, le righe dei rami P ed R sono leggermente più strette.

Spettro Raman (Rayleigh + Stokes/anti-Stokes)

Raman = diffusione anelastica via polarizzabilità. Rotazionale: Δj=±2 → righe a ν_L∓2B(2j+3), spaziate di 4B (il doppio dell'IR). Stokes (blu) e anti-Stokes (rosso) simmetrici in frequenza, ma anti-Stokes debole a bassa T (parte da livelli j>0 poco popolati). Vibrazionale: un solo quanto, anti-Stokes/Stokes = e^(−ℏω/k_BT).


(e) Effetto sull’energia di dissociazione

Sì, piccolo effetto. È cruciale distinguere due quantità:

D_e vs D_0
  • DeD_e: profondità della buca (differenza fra minimo del potenziale e asintoto). È una proprietà elettronica, indipendente dalla massa nucleare (approssimazione di Born-Oppenheimer) → non cambia con l’isotopo.
  • D0=DeZPED_0 = D_e - \text{ZPE}: energia di dissociazione dal livello fondamentale, quella misurata. Dipende dalla massa attraverso l’energia di punto zero ZPE=12ωvib\text{ZPE}=\tfrac{1}{2}\hbar\omega_{\text{vib}}.

Poiché ωvib1/μ\omega_{\text{vib}}\propto 1/\sqrt{\mu}, l’isotopo più pesante ha ZPE minore:

Effetto isotopico su D_0
D0=De12ωvib,D0,37>D0,35.D_0 = D_e - \tfrac{1}{2}\hbar\omega_{\text{vib}},\qquad D_{0,\,37}>D_{0,\,35}.
D_0 per i due isotopi

De=4,585 eVD_e=4{,}585\ \text{eV} è identico per entrambi. Con ω35=0,37 eV\hbar\omega_{35}=0{,}37\ \text{eV} e ω37=0,37μ35/μ37=0,3697 eV\hbar\omega_{37}=0{,}37\sqrt{\mu_{35}/\mu_{37}}=0{,}3697\ \text{eV}:

D0,35=4,5850,185=4,400 eV,D0,37=4,5850,1849=4,4001 eV.D_{0,\,35}=4{,}585-0{,}185=4{,}400\ \text{eV},\qquad D_{0,\,37}=4{,}585-0{,}1849=4{,}4001\ \text{eV}.

Il 37^{37}Cl è più legato di 1,4×104 eV\sim 1{,}4\times10^{-4}\ \text{eV}: l’effetto è reale ma minuscolo (lo 0,003%).

Solo la ZPE spiega l'effetto isotopico sulla dissociazione

La profondità DeD_e è una curva elettronica e non “sa” nulla della massa; ma il livello fondamentale ci sta sopra a un’altezza 12ω\tfrac{1}{2}\hbar\omega che dipende dalla massa. È questo — e solo questo — il meccanismo dell’effetto isotopico su D0D_0. Da qui l’importanza di non confondere mai DeD_e (parametro del Morse) con D0D_0 (energia di dissociazione misurata): si veda anche Morse eteronucleare e H₂/HD/D₂.


(f) Disegni qualitativi degli spettri

Spettro rotazionale puro. Pettine di righe equispaziate di 2B20,6 cm12B\approx 20{,}6\ \text{cm}^{-1} (35^{35}Cl). Per il 37^{37}Cl le righe sono leggermente più fitte (spaziatura 2B372B_{37}): il Cl naturale mostra due pettini sovrapposti in rapporto d’intensità 3:1 (75%:25%).

Spettro rotovibrazionale. Attorno al centro di banda ν~02984 cm1\tilde\nu_0\approx 2984\ \text{cm}^{-1} (gap mancante, transizione Δn=1\Delta n=1, ΔJ=0\Delta J=0 proibita) si dispongono:

  • ramo P (ΔJ=1\Delta J=-1): righe a ν~<ν~0\tilde\nu<\tilde\nu_0, spaziate di 2B2B;
  • ramo R (ΔJ=+1\Delta J=+1): righe a ν~>ν~0\tilde\nu>\tilde\nu_0, spaziate di 2B2B.

Per il 37^{37}Cl: banda intera shiftata a ν~\tilde\nu minore (ν~0,37<ν~0,35\tilde\nu_{0,37}<\tilde\nu_{0,35}) e spaziature rotazionali leggermente più strette. Le intensità seguono la popolazione di Boltzmann del livello rotazionale di partenza, che dipende da BB e TT.

Popolazione rotazionale di Boltzmann

La degenerazione (2j+1) fa crescere la popolazione a basso j, il fattore di Boltzmann la fa decadere ad alto j: ne risulta un massimo a j* ≈ √(k_BT/2Bhc) − ½, che corrisponde alle righe più intense del pettine rotazionale.

Perché le righe hanno intensità non monotona

La popolazione del livello JJ è P(J)(2J+1)eBhcJ(J+1)/kBTP(J)\propto(2J+1)\,e^{-BhcJ(J+1)/k_BT}: il fattore degenerazione (2J+1)(2J+1) cresce, il fattore di Boltzmann cala. Il risultato è un massimo a J\*kBT/(2Bhc)12J^\*\approx\sqrt{k_BT/(2Bhc)}-\tfrac{1}{2}: a 300 K, per HCl, J\*3J^\*\sim 3. È il motivo per cui il pettine rotovibrazionale “si gonfia” al centro e si spegne alle estremità.


(g) Calore specifico molare CVC_V a 300 K

Si applica il principio di equipartizione: ogni termine quadratico dell’Hamiltoniana contribuisce 12R\tfrac{1}{2}R a CVC_V, ma solo se quel grado di libertà è “attivo” a temperatura TT, cioè se TT è grande rispetto alla sua temperatura caratteristica.

Temperature caratteristiche
Trot=2BkB,Tvib=ωvibkB.T_{\text{rot}}=\frac{2B}{k_B},\qquad T_{\text{vib}}=\frac{\hbar\omega_{\text{vib}}}{k_B}.
Regime a 300 K (H³⁵Cl)

Dalla (c): 2B=2,55 meV20,6 cm12B=2{,}55\ \text{meV}\approx 20{,}6\ \text{cm}^{-1}, quindi

Trot=2BkB=2,55×1038,617×10530 K300 K.T_{\text{rot}}=\frac{2B}{k_B}=\frac{2{,}55\times10^{-3}}{8{,}617\times10^{-5}}\approx 30\ \text{K}\ll 300\ \text{K}.

Dalla (b): ωvib=0,37 eV2984 cm1\hbar\omega_{\text{vib}}=0{,}37\ \text{eV}\approx 2984\ \text{cm}^{-1}, quindi

Tvib=0,378,617×1054294 K300 K.T_{\text{vib}}=\frac{0{,}37}{8{,}617\times10^{-5}}\approx 4294\ \text{K}\gg 300\ \text{K}.

A T=300 KT=300\ \text{K} si ha quindi TrotTTvibT_{\text{rot}}\ll T\ll T_{\text{vib}}:

grado di libertàtermini quadraticistato a 300 Kcontributo
traslazione (3)3sempre attivi32R\tfrac{3}{2}R
rotazione (2 assi)2attivi (TTrotT\gg T_{\text{rot}})RR
vibrazione (1 modo)2 (cinetica + potenziale)congelata (TTvibT\ll T_{\text{vib}})00
Calore specifico molare a 300 K
CV=32R+R=52R20,8 Jmol⋅K.\boxed{C_V=\frac{3}{2}R+R=\frac{5}{2}R\approx 20{,}8\ \frac{\text{J}}{\text{mol·K}}.}

Dipendenza dall’isotopo? Passando da 35^{35}Cl a 37^{37}Cl la massa ridotta varia dello 0,15%0{,}15\%, quindi TrotT_{\text{rot}} e TvibT_{\text{vib}} cambiano in modo trascurabile: il regime Trot300TvibT_{\text{rot}}\ll 300\ll T_{\text{vib}} resta invariato e così CVC_V.

Non dire 7/2 R

A 300 K la vibrazione è congelata (kBT26 meVω=370 meVk_BT\approx 26\ \text{meV}\ll\hbar\omega=370\ \text{meV}): i livelli vibrazionale eccitati sono popolati con peso e14106e^{-14}\sim10^{-6}, nulla. Aggiungere il contributo vibrazionale 22R\tfrac{2}{2}R (per arrivare a 72R\tfrac{7}{2}R) sarebbe un errore: vale solo per TTvib4300 KT\gtrsim T_{\text{vib}}\sim 4300\ \text{K}.

Il criterio T_rot ≪ T ≪ T_vib

Il calore specifico di un biatomico a temperatura ambiente è una sonda diretta della separazione delle scale energetiche: rotazione “accesa”, vibrazione “spenta”. È lo stesso argomento che spiega il crollo del CVC_V dei solidi a bassa TT (modello di Einstein) e prelude al modello di Debye: i gradi di libertà “si congelano” quando il quantum diventa più grande di kBTk_BT.


Sintesi

L’esercizio intreccia tre livelli di lettura della molecola:

  1. Elettronico (parametri del Morse DeD_e, α\alpha): determina la forma del potenziale ed è insensibile alla massa (Born-Oppenheimer).
  2. Rotovibrazionale (spettri IR): le righe osservate dipendono da μ\mu attraverso B1/μB\propto 1/\mu e ω1/μ\omega\propto 1/\sqrt{\mu} → l’isotopo shifta e restringe i pettini.
  3. Termodinamico (CVC_V): l’equipartizione decide quali gradi di libertà contano in base al confronto TT vs Trot,TvibT_{\text{rot}},T_{\text{vib}} → a 300 K solo traslazione + rotazione contribuiscono, e l’effetto isotopico è ininfluente.

Tabella riassuntiva dei parametri (H³⁵Cl):

quantitàvalore
μ\mu1,61×1027 kg1{,}61\times10^{-27}\ \text{kg}
ωvib\omega_{\text{vib}}5,61×1014 rad/s5{,}61\times10^{14}\ \text{rad/s}
DeD_e4,585 eV4{,}585\ \text{eV}
α\alpha1,9×1010 m11{,}9\times10^{10}\ \text{m}^{-1}
2B2B2,55 meV20,6 cm12{,}55\ \text{meV}\approx 20{,}6\ \text{cm}^{-1}
Trot=2B/kBT_{\text{rot}}=2B/k_B30 K\approx 30\ \text{K}
Tvib=ω/kBT_{\text{vib}}=\hbar\omega/k_B4294 K\approx 4294\ \text{K}
CV(300 K)C_V(300\ \text{K})52R20,8 J/(mol⋅K)\tfrac{5}{2}R\approx 20{,}8\ \text{J/(mol·K)}
variazione μ\mu (35 ⁣ ⁣37^{35}\!\to\!^{37})+0,15%+0{,}15\%

Formule chiave

  • Morse: V(R)=D[e2α(RR0)2eα(RR0)]V(R)=D[e^{-2\alpha(R-R_0)}-2e^{-\alpha(R-R_0)}], k=V(R0)=2Dα2k=V''(R_0)=2D\alpha^2
  • α=ωvibμ/(2De)\alpha=\omega_{\text{vib}}\sqrt{\mu/(2D_e)} (con DeD_e in joule) 1,9×1010 m1\approx 1{,}9\times10^{10}\ \text{m}^{-1}
  • De=Ediss+12ωvib=4,585 eVD_e=E_{\text{diss}}+\tfrac{1}{2}\hbar\omega_{\text{vib}}=4{,}585\ \text{eV}; D0=De12ωD_0=D_e-\tfrac{1}{2}\hbar\omega
  • Rotatore rigido: 2B=2/(μR02)1/μ2B=\hbar^2/(\mu R_0^2)\propto 1/\mu; vibrazione: ω=k/μ1/μ\omega=\sqrt{k/\mu}\propto 1/\sqrt{\mu}
  • Regole di selezione (eteronucleare, IR-attiva): ΔJ=±1\Delta J=\pm1 (rot.), Δn=±1\Delta n=\pm1 (vib.)
  • Temperature caratteristiche: Trot=2B/kB30 KT_{\text{rot}}=2B/k_B\approx 30\ \text{K}, Tvib=ω/kB4294 KT_{\text{vib}}=\hbar\omega/k_B\approx 4294\ \text{K}
  • CV(300 K)=52RC_V(300\ \text{K})=\tfrac{5}{2}R (traslazione + rotazione; vibrazione congelata) — invariato per isotopia
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