Sorgente:Appello Luglio 2022 — Struttura della Materia
aggiornato 2026-06-25
Testo
Si misura lo spettro di assorbimento di HCl gassoso a temperatura ambiente nell’intervallo
ν~∈[30,5000]cm−1, con risoluzione spettrale
ν~/Δν~=50. Si osservano due strutture:
(a) una serie di righe a ν~=83,104,124,145,165,186,206cm−1;
(b) una riga intensa centrata a ν~=2890cm−1.
Cloro: composizione isotopica 100%35Cl, M35Cl=34,97u.m.a.
(MH=1,008u.m.a.). Si chiede di:
spiegare l’origine delle due strutture spettrali;
nelle approssimazioni di rotatore rigido e oscillatore armonico, calcolare la
distanza di equilibrio R0, la costante elastica k, e determinare lo stato rotazionale
J∗ più popolato;
dire come si modificano le due strutture a T=0K (con disegno qualitativo e
discussione della larghezza delle righe);
stabilire se la stessa misura al punto (b), effettuata su un campione contenente anche
l’isotopo 37Cl (M=36,96u.m.a.), ne rivelerebbe la presenza
(a T=0K).
✏️Notazione e costanti
Numero d’onda ν~=1/λ in cm−1; kT in cm−1 si ricava
come kT=0,695⋅T(K). In unità atomiche 1u.m.a.=1823me,
1a.u.=a0=0,529A˚ e 1a.u.=27,211eV;
la conversione cm−1→a.u. è ν~/(27,211⋅8065,5).
1) Origine delle due strutture spettrali
Le righe (a) sono equispaziate: le differenze successive valgono
21,20,21,20,21,20cm−1, con spaziatura media ≈20,5cm−1.
Si tratta dello spettro rotazionale puro del rotatore rigido, le cui righe
(ΔJ=+1) cadono a
🔑Spettro rotazionale puro del rotatore rigido
ν~J=2B~(J+1),J=0,1,2,…⇒Δν~=2B~
La riga intensa (b) a 2890cm−1 è invece la banda vibrazionale fondamentaleν~0: transizione n=0→1 dell’oscillatore armonico. Il motivo per cui essa appare
come un’unica riga (e non come il consueto pettine rotovibrazionale con rami P ed R) è la
risoluzione insufficiente dello strumento in quella regione.
🧮Rotazionale risolta, vibrazionale no: perché
Il potere risolutivo costante ν~/Δν~=50 dà una separazione minima
risolvibileΔν~min=ν~/50 che cresce con la regione spettrale.
Rotovibrazionale (a ∼3000cm−1): le righe dei rami P ed R distano
4B~≈40cm−1 (la riga mancante al centro è il ramo Q assente per
Λ=0); servirebbe R=3000/40≈75>50 → non risolta: la banda collassa in
una sola riga larga centrata su ν~0.
⚠️Errore comune
Non confondere la risoluzione relativaν~/Δν~ con la separazione
assolutaΔν~: qui la prima è fissa, quindi il limite è più stringente ad
alta frequenza. Dire “la banda è unica perché HCl non ruota” è sbagliato: HCl ruota, le righe
rotazionali esistono ma lo strumento non le separa.
2) Parametri molecolari: R0, k, J∗
Distanza di equilibrio R0
Dalla spaziatura media 2B~≈20,5cm−1 si ha
B~≈10,25cm−1. La massa ridotta di H35Cl è
La popolazione del livello J (rotazione, v=0) è proporzionale alla degenerazione
(2J+1) per il fattore di Boltzmann e−B~J(J+1)/(kT). Massimizzando rispetto a J:
🧮Massimo della distribuzione rotazionale
Imponendo dJd[(2J+1)e−B~J(J+1)/kT]=0 si ottiene,
nell’approssimazione J≫1, 2−(2J+1)(2J+2)B~/kT=0, da cui:
J∗≃2B~kT−21
🧩Calcolo a $T=300\ \mathrm{K}$
kT=0,695⋅300=208,5cm−1 (si usa anche 207cm−1 per
arrotondamento), 2B~=20,5cm−1:
J∗=20,5208,5−21=10,17−0,5=3,19−0,5≃2,69⇒J∗=3
💡Il compromesso che determina $J^\ast$
A T=0 tutte le molecole stanno in J=0 (fattore di Boltzmann vincente). Aumentando T,
il fattore (2J+1) fa crescere la popolazione dei livelli con J alto, mentre
l’esponenziale la fa calare: il massimo è il compromesso fra i due effetti, da cui un J∗finito e intero. È la ragione per cui lo spettro rotazionale a temperatura ambiente mostra
un “envelope” con un massimo di intensità a J intermedio.
Spettro rotovibrazionale (rami P, R)
Il ramo R (Δj=+1) e il ramo P (Δj=−1) sono simmetrici attorno a ω₀; il ramo Q (Δj=0) manca per Λ=0. L'intensità segue la popolazione di Boltzmann del livello iniziale: il fattore (2j+1) sposta il massimo a un j* finito.
3) Spettro a T=0K
A T=0 tutte le molecole sono nello stato fondamentale rotazionale e vibrazionale:
(v=0,J=0). Le regole di selezione di dipolo
ΔJ=±1 (con ΔJ=0 assente per Λ=0) e Δv=±1 permettono,
dallo stato fondamentale, due sole transizioni:
🔑Transizioni ammesse da $(v,J)=(0,0)$
(v,J)=(0,0)→(0,1):ν~=2B~≃20,5cm−1(rotazionale pura)(v,J)=(0,0)→(1,1):ν~=ν~0+2B~≃2910,5cm−1(prima riga del ramo R, R(0))
✏️Mancano il ramo P e la riga centrale
La transizione R(0) è l’unica del ramo vibrazionale perché la P(0) richiederebbe
J=−1 (inesistente): non esiste transizione (0,0)→(1,−1). La riga a ν~0
(centro, ramo Q) manca anch’essa (ΔJ=0 proibito per Λ=0). Nell’intervallo
30–5000cm−1, con partenza da ν~=30cm−1, la riga
rotazionale a 20,5cm−1cade sotto il range: resta osservabile solo
la riga a 2910,5cm−1.
Disegno qualitativo. Lo spettro, rispetto a quello a T ambiente, si svuota:
all’aumentare di ν~ si osserva una riga isolata a 2910,5cm−1
(cui, se il range includesse i 20cm−1, si aggiungerebbe la sola riga
rotazionale J=0→1). Niente pettine, niente envelope con massimo a J=3.
🧮Larghezza delle righe a bassa $T$
La larghezza naturale Γ∼ℏ/τ è in genere trascurabile; dominano due
meccanismi:
allargamento collisionale (pressure broadening): Γcoll∝ frequenza
di collisione ∝p/T. A T minore (e same p) le molecole collisionano
meno → τ maggiore → righe più strette;
struttura rotazionale della banda vibrazionale: a T ambiente la riga (b) è la
sovrapposizione non risolta di molte righe dei rami P/R; a T=0contribuisce una sola
riga (R(0)), quindi la banda si restringe di fatto alla sua componente singola.
4) Effetto dell’isotopo 37Cl (a T=0K)
Cambiando isotopo, la costante elastica k (legame elettronico) non cambia, mentre la
massa ridotta sì: la frequenza scala come ω=k/μ.
La risoluzione necessaria per separare le due righe a ∼2890cm−1
distanziate ∼2cm−1 è
Rnec=∣Δν~∣ν~0≃22890≈1400≫50
A T=0K, inoltre, ciascun isotopo dà una sola riga (R(0)): nessuna
struttura aiuta la discriminazione. Conclusione: lo strumento non rivela la presenza di
37Cl.
💡Perché lo shift è così piccolo
μ è dominata dal partner più leggero: μ=MHMCl/(MH+MCl)≈MH (perché MCl≫MH). Variare 35→37 in MCl cambia
μ di pochissimo (da 0,9798 a 0,9812, ∼0,1%), e la frequenza solo come
μ: shift ∼0,07%. È il motivo per cui, in spettroscopia IR, la
sostituzione isotopica sull’idrogeno (H→D) produce effetti molto più grandi di quella sul
cloro: vedi l’esercizio gemello su DCl.
⚠️Errore numerico ricorrente
Alcuni riportano ν~37=2886cm−1 (shift ∼4cm−1):
deriva da un μ35/μ37 approssimato male (oppure dall’usare MH=1 esatto per un
isotopo e 1,008 per l’altro). Con MH=1,008 per entrambi lo shift è ∼2cm−1,
ma la conclusione qualitativa è invariata: Rnec∼103≫50, non risolvibile.
Sintesi
Grandezza
Espressione
Valore
Costante rotazionale
B~ (da 2B~≃20,5)
B~≃10,25cm−1
Massa ridotta H35Cl
MClMH/(MCl+MH)
0,9798u.m.a.
Distanza di equilibrio R0
1/(2μB~) (a.u.)
2,45a.u.≈1,30A˚
Costante elastica k
μ(2πcν~0)2
≈4,8⋅102N/m
Stato più popolato J∗
kT/(2B~)−1/2
2,69→J=3
Shift isotopico 35→37Cl
ν~37=ν~35μ35/μ37
∼2cm−1 (a 2890)
Risoluzione necessaria (isotopi)
$\tilde\nu_0/
\Delta\tilde\nu
Risoluzione necessaria (rotovib)
ν~0/(4B~)
∼75>50 → banda non risolta
Risoluzione necessaria (rot. pura)
ν~/(2B~)
∼5≪50 → risolta
💡Le tre idee chiave dell'esercizio
La risoluzione relativa ν~/Δν~ è costante, quindi il limite è più
stringente ad alta frequenza: la stessa strumentazione vede il pettine rotazionale a
∼100cm−1 ma lo nasconde nella banda a ∼3000cm−1.
J∗ esprime un compromesso fra degenerazione (2J+1) e fattore di Boltzmann: a
T=0 vince il fattore esponenziale (J=0), a T crescente si sposta a J interi.
Lo shift isotopico è piccolo perché la massa ridotta è dominata dall’idrogeno: la
sostituzione 35→37Cl muove μ dell’∼0,1% soltanto.
Formule chiave
Rotatore rigido: ν~J=2B~(J+1), spaziatura 2B~; B~=1/(2μR02) in a.u.
Oscillatore armonico: ν~0=2πc1μk, da cui k=μ(2πcν~0)2.
Stato più popolato: J∗≃2B~kT−21, con kT=0,695T in cm−1.
Regole di selezione (Λ=0): ΔJ=±1 (no Q), Δv=±1; a T=0 solo J=0→1 (rot.) e R(0) (rotovib).
Shift isotopico: ν~ν~′=μ′μ (con k invariato).
Risoluzione necessaria: Rnec=ν~/Δν~righe da confrontare con Rstrum=50.