Sorgente:Test di autovalutazione di Fisica Molecolare 21/6/2021
aggiornato 2026-06-21
Testo (dati)
A T=50 K, per la molecola biatomica HX si misurano l’energia di dissociazione
D0(HX) e la costante rotazionale B0(HX); per la molecola DX (l’idrogeno H
sostituito da deuterio D) si misura D0(DX). Tutte le grandezze sono in cm⁻¹; A è il
peso atomico dell’atomo X (F, Cl, Br o I a seconda della matricola).
Quanto vibrazionale ℏω0 di HX (formula risolutiva e valore in cm⁻¹).
Quanto vibrazionale ℏω0 di DX.
Distanza, in cm⁻¹, fra la riga R(0) e la riga P(1) nello spettro rotovibrazionale
di DX a T=50 K.
Parametri De, α, R0 del potenziale di Morse per HX e DX, in unità atomiche.
L’idea chiave: cosa cambia con l’isotopo
💡Born–Oppenheimer: l'elettronica è uguale, cambia la cinematica
Sostituire H con D cambia solo la massa del nucleo: la curva elettronica Es(R) — e
quindi De, R0 e la “durezza” k del potenziale — è invariata ( Born–Oppenheimer).
Cambia invece tutto ciò che dipende dalla massa ridotta μ: il quanto vibrazionale
ℏω0=k/μ e la costante rotazionale B∝1/μ, e di conseguenza
l’energia zero-point Ezp=21ℏω0 e l’energia di dissociazione
misurata D0=De−21ℏω0.
μDX>μHX (D è più pesante), quindi il denominatore 1−μHX/μDX>0.
Inoltre D0(DX)>D0(HX): la molecola deuterata ha zero-point minore, quindi è più
profondamente legata. È l’effetto isotopico sulla dissociazione: la reazione con H è
più veloce di quella con D (cinetica).
2) Quanto vibrazionale di DX
🔑Quanto vibrazionale di DX
ℏω0(DX)=ℏω0(HX)μDXμHX
3) Spacing R(0)−P(1) nello spettro di DX
Le righe dello spettro rotovibrazionale IR (Δv=+1), in cm⁻¹:
R(0) è la riga con j=0 nel ramo R: ν~0+2B0. P(1) è la riga con j=1 nel
ramo P: ν~0−2B0. La loro differenza è indipendente dalla frequenza centrale:
ν~R(0)−ν~P(1)=4B0.
Per DX si usa B0(DX)=B0(HX)μHX/μDX (il dato fornito è B0(HX)).
🔑Distanza $R(0)-P(1)$ per DX
ν~R(0)−ν~P(1)=4B0(DX)=4B0(HX)μDXμHX
4) Parametri del Morse in unità atomiche
Convertito tutto in a.u. (1 a.u. di energia =hc⋅219474,6 cm⁻¹ =27,211 eV):
(Le tre formule vanno chiuse con grandezze consistenti: o tutte da HX o tutte da DX;
μ in a.u. di massa, μHX=muA/(1+A)⋅1836 ecc.)
🧮Da dove viene $\alpha$
Il potenziale di Morse V(R)=De[(1−e−α(R−R0))2−1] ha, attorno al minimo,
k=V′′(R0)=2Deα2. Uguagliando a quello dell’oscillatore armonico k=μω02:
α2=μω02/(2De).
⚠️Attenzione: $D_e$ è uguale per HX e DX
De (profondità della buca dal minimo) è una grandezza elettronica e coincide per i
due isotopi. A differire è D0=De−21ℏω0, perché lo zero-point dipende da
μ. Mescolare le due è l’errore tipico dell’esercizio.
Consistenza numerica (HX=HCl, caso X=Cl)
🧩Controllo con valori di letteratura (HCl/DCl)
μHCl≈0,972 u.m.a., μDCl≈1,892 u.m.a., dunque
μHX/μDX=0,514=0,717. Con ℏω0(HCl)≈2990 cm⁻¹:
ℏω0(DCl)≈2990⋅0,717≈2144 cm⁻¹ (valore atteso ∼2145 cm⁻¹ ✓).
La differenza di dissociazione
D0(DCl)−D0(HCl)=21⋅2990⋅(1−0,717)≈423 cm⁻¹: il deuteruro è più
legato di ∼423 cm⁻¹ (∼52 meV). La sostituzione con i valori della propria
matricola (X = F, Cl, Br, I) dà i numeri richiesti dal testo.
Formule chiave
Invariante per isotopo (Born–Oppenheimer): De, R0, k⇒α