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Ψ SdM

Argomento

Azoto (N, Z=7): configurazione, termine ⁴S, determinanti di Slater, interazione di contatto e N⁺

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Sorgente: Appello Aprile 2024 (esonero) — Struttura della Materia
aggiornato 2026-06-25

Testo

Per un atomo di azoto (Z=7Z=7):

(a) Scrivere la configurazione dello stato fondamentale. (b) Scrivere il termine di minor energia della configurazione di (a), spiegando sinteticamente come lo si determina; calcolarne la molteplicità (numero di stati). Senza calcolare gli altri termini, quanti altri stati ci si aspetta per la stessa configurazione? (c) Scrivere per esteso la funzione d’onda degli elettroni della sub-shell incompleta (ignorando gli altri) per il termine fondamentale con massima proiezione di spin totale. (d) Introdotta un’interazione di contatto fra elettroni Hc=k[δ(r12)+δ(r13)+δ(r23)]H_c=k[\delta(r_{12})+\delta(r_{13})+\delta(r_{23})], valutarne perturbativamente il valor medio sulla funzione d’onda di (c). (e) Per lo ione N+\mathrm{N}^+, determinare la funzione d’onda dello stato L,ML=Lmax,Lmax1|L,M_L\rangle=|L_{\max},L_{\max}-1\rangle.


(a) Configurazione dello stato fondamentale

Configurazione di N
N (Z=7):1s22s22p3\mathrm{N}\ (Z=7):\quad 1s^2\,2s^2\,2p^3

Le shell 1s1s e 2s2s sono piene (L=S=0L=S=0, parità +1+1): si ignorano. Restano 3 elettroni equivalenti nella sub-shell 2p2p (ν=3\nu=3, l=1l=1).

Parità: P=(1)iνili=(1)31=1P=(-1)^{\sum_i \nu_i l_i}=(-1)^{3\cdot 1}=-1dispari.


(b) Termine di minor energia: ⁴S₃/₂

Tre elettroni pp equivalenti. Applichiamo le tre regole di Hund in ordine.

Massimo spin e vincolo di Pauli ⇒ L=0
  1. Prima Hund — massima molteplicità di spin. Per tre spin s=1/2s=1/2 la proiezione massima è MS=3/2M_S=3/2 (tutti e tre gli spin allineati \uparrow\uparrow\uparrow), dunque S=3/2S=3/2 (un quadrupletto).
  2. Vincolo di Pauli — i tre elettroni equivalenti hanno lo stesso nn e lo stesso ll: se hanno anche lo stesso ms=+1/2m_s=\,+1/2, devono avere mlm_l diversi. L’unica scelta possibile è la terna completa {ml}={+1,0,1}\{m_l\}=\{+1,0,-1\}, da cui ML=+1+01=0M_L=+1+0-1=0. L’unico valore di LL compatibile con MLmax=0M_L^{\max}=0 è L=0L=0 (termine SS).
  3. Il termine è quindi 4S\boxed{{}^{4}S}.
Perché la massima simmetria di spin forza L=0

La prima regola di Hund vuole SS massimo, cioè tutti gli spin paralleli. Ma allora Pauli obbliga i tre elettroni 2p2p a distinguersi per mlm_l, e i tre valori {+1,0,1}\{+1,0,-1\} sono tutti quelli disponibili nella sub-shell pp: la loro somma è zero per simmetria. Più spin si allineano, meno “rotazione orbitale netta” resta. È l’espressione più pulita del legame fra simmetria della funzione d’onda e regole di Hund: massimizzare SS spinge verso il minimo LL.

Terza HundJJ. La sub-shell 2p2p ospita 2(2l+1)=62(2l+1)=6 posti; con 3 elettroni è esattamente semipiena. Per le regole di Hund (shell \leq semipiena → JJ minimo), J=LS=03/2=3/2J=|L-S|=|0-3/2|=3/2. (Per una shell esattamente semipiena il segno dello spin-orbita è nullo sul termine L=0L=0 in prima approssimazione; resta J=3/2J=3/2.)

Termine fondamentale dell'azoto
 4S3/2 (L=0, S=3/2, J=3/2)\boxed{\ {}^{4}S_{3/2}\ } \qquad (L=0,\ S=3/2,\ J=3/2)

Molteplicità del termine (numero di microstati che lo compongono):

(2S+1)(2L+1)=41=4 microstati.(2S+1)(2L+1)=4\cdot 1=\boxed{4\ \text{microstati}}.

(Intesi come coppie (ML,MS)(M_L,M_S): ML=0M_L=0 e MS=3/2,1/2,1/2,3/2M_S=3/2,1/2,-1/2,-3/2.)

Stati totali della configurazione e 'altri' termini

Degenerazione della configurazione p3p^3 (equivalenti): δ=2(2l+1)=6\delta=2(2l+1)=6 spin-orbitali, ν=3\nu=3 elettroni, dunque

d=(63)=6!3!3!=20 microstati totali.d=\binom{6}{3}=\frac{6!}{3!\,3!}=\boxed{20\ \text{microstati totali}}.

Il termine 4S^4S ne usa 4; gli altri termini della stessa configurazione occupano i rimanenti 204=1620-4=\boxed{16} microstati.

Quali sono gli altri 16?

Senza doverli calcolare (come chiede il testo), dal principio di Pauli per p3p^3 si ricavano i termini 2D, 2P\boxed{{}^{2}D,\ {}^{2}P} (oltre al 4S^4S). Controllo: 2D^2D ha (2)(5)=10(2)(5)=10 microstati, 2P^2P ha (2)(3)=6(2)(3)=6 microstati, e con i 4 del 4S^4S si totalizzano 10+6+4=2010+6+4=20. Torna. (La configurazione p3p^3 è auto-duale: p3p^3 ha gli stessi termini di p3p^3 “con buchi”, perché 3 elettroni in 6 posti lasciano 3 buchi.)


(c) Funzione d’onda del ⁴S con M_S = 3/2

Lo stato L=0,ML=0,S=3/2,MS=3/2|L=0,M_L=0,S=3/2,M_S=3/2\rangle è il massimo di SzS_z e di LzL_z: non esistono stati con MSM_S o MLM_L maggiori a cui combinarlo, quindi è automaticamente un’autofunzione simultanea di L2,S2,Lz,SzL^2,S^2,L_z,S_z ed è un singolo determinante di Slater.

Determinante di Slater (3×3)

Con pm(i)Rnl(ri)Y1m(r^i)α(si)p_m^\uparrow(i)\equiv R_{nl}(r_i)\,Y_1^m(\hat r_i)\,\alpha(s_i), e tre elettroni nei tre orbitali m=+1,0,1m=+1,0,-1 tutti con spin \uparrow:

ψ0,0;3/2,3/2(1,2,3)=13!p+1(1)p+1(2)p+1(3)p0(1)p0(2)p0(3)p1(1)p1(2)p1(3)\psi_{0,0;\,3/2,3/2}(1,2,3)=\frac{1}{\sqrt{3!}} \begin{vmatrix} p_{+1}^{\uparrow}(1) & p_{+1}^{\uparrow}(2) & p_{+1}^{\uparrow}(3)\\[2pt] p_{0}^{\uparrow}(1) & p_{0}^{\uparrow}(2) & p_{0}^{\uparrow}(3)\\[2pt] p_{-1}^{\uparrow}(1) & p_{-1}^{\uparrow}(2) & p_{-1}^{\uparrow}(3) \end{vmatrix}

Sviluppando il determinante (regola del segno delle permutazioni):

ψ0,0;3/2,3/2=16[p+1(1)p0(2)p1(3)+p1(1)p+1(2)p0(3)+p0(1)p1(2)p+1(3)\psi_{0,0;\,3/2,3/2}=\frac{1}{\sqrt{6}}\Big[ p_{+1}^{\uparrow}(1)\,p_{0}^{\uparrow}(2)\,p_{-1}^{\uparrow}(3) +p_{-1}^{\uparrow}(1)\,p_{+1}^{\uparrow}(2)\,p_{0}^{\uparrow}(3) +p_{0}^{\uparrow}(1)\,p_{-1}^{\uparrow}(2)\,p_{+1}^{\uparrow}(3) p1(1)p0(2)p+1(3)p0(1)p+1(2)p1(3)p+1(1)p1(2)p0(3)].\qquad\qquad -p_{-1}^{\uparrow}(1)\,p_{0}^{\uparrow}(2)\,p_{+1}^{\uparrow}(3) -p_{0}^{\uparrow}(1)\,p_{+1}^{\uparrow}(2)\,p_{-1}^{\uparrow}(3) -p_{+1}^{\uparrow}(1)\,p_{-1}^{\uparrow}(2)\,p_{0}^{\uparrow}(3) \Big].
Un singolo determinante, non una combinazione

Qui sta la differenza rispetto agli stati con MS=1/2M_S=1/2 o ai termini 2D,2P^2D,^2P: essendo il massimo di tutti i numeri quantici rilevanti, non c’è bisogno di combinare più determinanti per proiettare via componenti estranee. La struttura del determinante garantisce già l’antisimmetria totale e gli autovalori L=ML=S=MS=0,0,3/2,3/2L=M_L=S=M_S=0,0,3/2,3/2. È un caso fortunato: applicare SS^- per ottenere gli altri tre microstati del quadrupletto richiederebbe somme di determinanti.


(d) Valor medio dell’interazione di contatto

L’hamiltoniana perturbativa è

Hc=k[δ(r12)+δ(r13)+δ(r23)],rij=rirj.H_c=k\big[\delta(\mathbf r_{12})+\delta(\mathbf r_{13})+\delta(\mathbf r_{23})\big], \qquad \mathbf r_{ij}=\mathbf r_i-\mathbf r_j.

Si vuole Hc\langle H_c\rangle sullo stato ψ0,0;3/2,3/2\psi_{0,0;\,3/2,3/2} di (c). È una perturbazione indipendente dallo spin: agisce solo sulle coordinate spaziali.

L'argomento di simmetria (passo per passo)

1. Separazione spin-spazio. La funzione d’onda fattorizza in una parte di spin χ\chi e una spaziale Φ\Phi:

ψ(1,2,3)=Φ(r1,r2,r3)  χ(s1,s2,s3),χ=α(1)α(2)α(3).\psi(1,2,3)=\Phi(\mathbf r_1,\mathbf r_2,\mathbf r_3)\;\chi(s_1,s_2,s_3), \qquad \chi=\alpha(1)\alpha(2)\alpha(3).

χ\chi è totalmente simmetrica per scambio di qualunque coppia di elettroni.

2. Antisimmetria totale ⇒ spazio antisimmetrico. Per il principio di Pauli la funzione d’onda completa deve cambiare segno sotto lo scambio di due fermioni: ψ(ij)=ψ(ji)\psi(\dots i\dots j\dots)=-\psi(\dots j\dots i\dots). Poiché la parte di spin è simmetrica (+1+1), la parte spaziale deve fornire il segno meno:

Φ(rirj)=Φ(rjri).\Phi(\dots \mathbf r_i\dots \mathbf r_j\dots)=-\Phi(\dots \mathbf r_j\dots \mathbf r_i\dots).

Φ\Phi è antisimmetrica per ogni scambio iji\leftrightarrow j. (Lo garantisce la struttura del determinante di Slater.)

3. La δ\delta obbliga ri=rj\mathbf r_i=\mathbf r_j. Prendiamo il primo addendo, δ(r12)\delta(\mathbf r_{12}): nell’integrale essa forza r1=r2\mathbf r_1=\mathbf r_2. Ma in questo limite la funzione spaziale viene valutata in una configurazione invariante sotto scambio 121\leftrightarrow 2:

Φ(r1,r2,r3)r1=r2  =?  Φ(r2,r1,r3)r1=r2.\Phi(\mathbf r_1,\mathbf r_2,\mathbf r_3)\big|_{\mathbf r_1=\mathbf r_2} \;\overset{?}{=}\; -\Phi(\mathbf r_2,\mathbf r_1,\mathbf r_3)\big|_{\mathbf r_1=\mathbf r_2}.

Sotto lo scambio i due argomenti sono identici, quindi il primo membro è uguale al secondo (per simmetria degli argomenti); ma l’antisimmetria pretende che sia opposto. L’unica funzione uguale alla propria opposta è la funzione nulla:

Φ(r,r,r3)=0.\Phi(\mathbf r,\mathbf r,\mathbf r_3)=0.

4. Conclusione. L’integrale Φδ(r12)Φd3r1d3r2d3r3\int \Phi^*\,\delta(\mathbf r_{12})\,\Phi\,d^3r_1d^3r_2d^3r_3 è nullo, perché l’integrando viene valutato dove Φ\Phi si annulla. Lo stesso ragionamento vale, mutatis mutandis, per δ(r13)\delta(\mathbf r_{13}) e δ(r23)\delta(\mathbf r_{23}).

Valor medio dell'interazione di contatto sul ⁴S
  Hc4S=0  \boxed{\;\langle H_c\rangle_{^4S}=0\;}

(per ciascuno dei tre addendi, e quindi per la loro somma).

Cosa dice fisicamente questo zero

L’interazione di contatto pesa la probabilità di trovare due elettroni nello stesso punto. Per un termine a spin paralleli (SS massimo) la parte spaziale è antisimmetrica e ha un nodo quando ri=rj\mathbf r_i=\mathbf r_j: è il Fermi hole, la “buca di scambio” che tiene lontani gli elettroni di spin uguale. Qui si manifesta in forma estrema: la densità di probabilità di coincidenza è esattamente nulla, non solo piccola. La prima regola di Hund (massimo SS ⇒ minima energia) ha esattamente questa origine: massimizzare SS massimizza la separazione spaziale e quindi minimizza la repulsione di Coulomb (di cui HcH_c è la parte a corto raggio).

L'errore da non fare

Calcolare “alla brute force” l’integrale a tre corpi SENZA sfruttare la simmetria. Si finisce in un groviglio di coordinate relative senza accorgersi che la risposta è già scritta nella struttura di simmetria della funzione d’onda. Prima la simmetria, poi (se serve) l’integrale.


(e) N⁺: stato Lmax,Lmax1|L_{\max},L_{\max}-1\rangle

Lo ione N+\mathrm{N}^+ (Z=7Z=7, 6 elettroni) ha configurazione 1s22s22p21s^2\,2s^2\,2p^2: come il carbonio neutro, due elettroni pp equivalenti. I termini permessi sono 3P^3P, 1D^1D, 1S^1S; quello con LL massimo è il singoletto 1D^1D (L=2L=2).

Costruzione di $|L=2,M_L=2\rangle$

Per ML=2M_L=2 con due elettroni pp serve ml1=ml2=+1m_{l_1}=m_{l_2}=+1. Pauli allora impone spin opposti: lo stato è un singolo determinante

ψ2,2;0,0(1,2)=12p+1(1)p+1(2)p+1(1)p+1(2)=12[p+1(1)p+1(2)p+1(1)p+1(2)].\psi_{2,2;\,0,0}(1,2)=\frac{1}{\sqrt{2}} \begin{vmatrix} p_{+1}^{\uparrow}(1) & p_{+1}^{\uparrow}(2)\\[2pt] p_{+1}^{\downarrow}(1) & p_{+1}^{\downarrow}(2) \end{vmatrix} =\frac{1}{\sqrt{2}}\Big[p_{+1}^{\uparrow}(1)\,p_{+1}^{\downarrow}(2)-p_{+1}^{\downarrow}(1)\,p_{+1}^{\uparrow}(2)\Big].

Questo è il “vertice” del multipletto 1D^1D: massimo MLM_L che, non avendo vicini superiori da cui combinarsi, è già un’autofunzione di L2,Lz,S2,SzL^2,L_z,S^2,S_z.

Applichiamo l’operatore di abbassamento L^=l^1+l^2\hat L^-=\hat l_1^-+\hat l_2^- per scendere a ML=1M_L=1. Dalla formula generale J^±j,m=(jm)(j±m+1)j,m±1\hat J_\pm|j,m\rangle=\hbar\sqrt{(j\mp m)(j\pm m+1)}\,|j,m\pm1\rangle:

$\hat L^-$ sullo stato $|2,2\rangle$

A livello del momento totale: L^2,2=(2+2)(22+1)2,1=22,1\hat L^-|2,2\rangle=\hbar\sqrt{(2+2)(2-2+1)}\,|2,1\rangle=2\hbar\,|2,1\rangle.

Sui singoli elettroni, l^i1,+1=(1+1)(11+1)1,0=21,0\hat l_i^-|1,+1\rangle=\hbar\sqrt{(1+1)(1-1+1)}\,|1,0\rangle=\hbar\sqrt{2}\,|1,0\rangle, quindi

L^ψ2,2=212[(p0(1)p+1(2)p0(1)p+1(2))+(p+1(1)p0(2)p+1(1)p0(2))].\hat L^-\,\psi_{2,2}=\hbar\sqrt{2}\cdot\frac{1}{\sqrt{2}}\Big[ \big(p_{0}^{\uparrow}(1)p_{+1}^{\downarrow}(2)-p_{0}^{\downarrow}(1)p_{+1}^{\uparrow}(2)\big) +\big(p_{+1}^{\uparrow}(1)p_{0}^{\downarrow}(2)-p_{+1}^{\downarrow}(1)p_{0}^{\uparrow}(2)\big) \Big].

Uguagliando a 2ψ2,12\hbar\,\psi_{2,1} e semplificando il fattore \hbar:

Stato $|L=2,M_L=1\rangle$ del ¹D di N⁺
  ψ2,1;0,0(1,2)=12[(p0(1)p+1(2)p0(1)p+1(2))+(p+1(1)p0(2)p+1(1)p0(2))]  \boxed{\; \psi_{2,1;\,0,0}(1,2)=\tfrac{1}{2}\Big[ \big(p_{0}^{\uparrow}(1)\,p_{+1}^{\downarrow}(2)-p_{0}^{\downarrow}(1)\,p_{+1}^{\uparrow}(2)\big) +\big(p_{+1}^{\uparrow}(1)\,p_{0}^{\downarrow}(2)-p_{+1}^{\downarrow}(1)\,p_{0}^{\uparrow}(2)\big) \Big]\;}
Non è un singolo determinante

Il risultato è la somma di due determinanti 2×22\times2: il primo ha ml1=0m_{l_1}=0, ml2=+1m_{l_2}=+1, il secondo ha ml1=+1m_{l_1}=+1, ml2=0m_{l_2}=0. Nessuno dei due, da solo, è autofunzione di L2L^2 (ciascuno ha ML=1M_L=1 ma non L=2L=2 definito); solo la loro combinazione simmetrica lo è. È l’illustrazione concreta del fatto che un singolo determinante di Slater non sempre è un autostato: i “vertici” del multipletto (ML=LmaxM_L=L_{\max}, come 2,2|2,2\rangle) sì, gli stati interni no — servono combinazioni lineari che proiettano via le componenti con LL inferiore.

Termini spettroscopici di p² (regole di Hund)

E0Hund 1: S massimo (tripletto)Hund 3: shell < ½ → J minimo³P₀← ground state³P₁³P₂¹D₂¹S₀p²: 15 microstati → 3 termini permessiblu = tripletto (S=1), viola = singoletto (S=0)grigio tratteggiato = vietati da Pauli (³S, ³D, ¹P)

Dalla configurazione p² (2 elettroni equivalenti) nascono i termini ³P₀,₁,₂, ¹D₂, ¹S₀. Le tre regole di Hund li ordinano: massimo S (tripletto), poi massimo L, poi — shell meno che semipiena — minimo J: ground state ³P₀.


Sintesi

QuantitàValoreCome si ricava
Configurazione N1s22s22p31s^2\,2s^2\,2p^3riempimento per energia
Termine GS4S3/2^4S_{3/2}Hund 1 (S=3/2S=3/2), Pauli (L=0L=0), Hund 3 (J=3/2J=3/2)
Molteplicità di 4S^4S4 microstati(2S+1)(2L+1)=41(2S+1)(2L+1)=4\cdot1
Microstati totali p3p^320(63)\binom{6}{3}
Altri microstati1620420-4 (termini 2D,2P^2D,^2P)
Hc\langle H_c\rangle su 4S^4S0antisimmetria spaziale + δ(rij)\delta(\mathbf r_{ij})
N⁺, stato $2,1\rangle$somma di 2 determinanti
  • Il risultato Hc=0\langle H_c\rangle=0 non è una coincidenza numerica: è una conseguenza esatta della simmetria. Qualunque perturbazione spin-independent che si annulli per scambi due-a-due (e che forzi la coincidenza di coordinate) darà zero su uno stato a spin totalmente allineato.
  • Il termine 4S^4S è “protetto” dalla simmetria: gli altri due termini (2D,2P^2D,^2P), avendo parte di spin mista (non totalmente simmetrica), hanno parte spaziale non totalmente antisimmetrica e dunque Hc0\langle H_c\rangle\neq 0. È il motivo per cui la prima regola di Hund funziona: il termine a SS massimo paga meno repulsione.
  • Per N⁺ il parallelo con il carbonio è esatto: stessa configurazione p2p^2, stessi termini 3P,1D,1S^3P,{}^1D,{}^1S, stesso ground state 3P0^3P_0 (Hund 3, shell meno che semipiena). Qui però ci è stato chiesto il 1D^1D, ossia il termine con LL massimo, e il suo stato 2,1|2,1\rangle — la “spina dorsale” del multipletto DD.

Formule chiave

  • Configurazione N: 1s22s22p31s^2\,2s^2\,2p^3; termine GS 4S3/2\boxed{{}^{4}S_{3/2}}.
  • Molteplicità di un termine: (2S+1)(2L+1)(2S+1)(2L+1); per 4S^4S vale 4.
  • Microstati di pνp^\nu (equivalenti): (2(2l+1)ν)=(63)=20\binom{2(2l+1)}{\nu}=\binom{6}{3}=20.
  • Determinante di Slater N×NN\times N: normalizzato con 1/N!1/\sqrt{N!}, antisimmetrico per costruzione.
  • Simmetria totale: spin simmetrico (SmaxS_{\max}) \Leftrightarrow spazio antisimmetrico \Rightarrow δ(rij)=0\langle\delta(\mathbf r_{ij})\rangle=0 (Fermi hole).
  • L^=l^1+l^2\hat L^-=\hat l_1^-+\hat l_2^-; J^±j,m=(jm)(j±m+1)j,m±1\hat J_\pm|j,m\rangle=\hbar\sqrt{(j\mp m)(j\pm m+1)}\,|j,m\pm1\rangle.
  • Gli stati “interni” di un multipletto (ML<LM_L<L) non sono, in genere, singoli determinanti: servono combinazioni lineari.
Collegamenti alla teoria