Argomento
Azoto (N, Z=7): configurazione, termine ⁴S, determinanti di Slater, interazione di contatto e N⁺
Testo
Per un atomo di azoto ():
(a) Scrivere la configurazione dello stato fondamentale. (b) Scrivere il termine di minor energia della configurazione di (a), spiegando sinteticamente come lo si determina; calcolarne la molteplicità (numero di stati). Senza calcolare gli altri termini, quanti altri stati ci si aspetta per la stessa configurazione? (c) Scrivere per esteso la funzione d’onda degli elettroni della sub-shell incompleta (ignorando gli altri) per il termine fondamentale con massima proiezione di spin totale. (d) Introdotta un’interazione di contatto fra elettroni , valutarne perturbativamente il valor medio sulla funzione d’onda di (c). (e) Per lo ione , determinare la funzione d’onda dello stato .
(a) Configurazione dello stato fondamentale
Le shell e sono piene (, parità ): si ignorano. Restano 3 elettroni equivalenti nella sub-shell (, ).
Parità: → dispari.
(b) Termine di minor energia: ⁴S₃/₂
Tre elettroni equivalenti. Applichiamo le tre regole di Hund in ordine.
- Prima Hund — massima molteplicità di spin. Per tre spin la proiezione massima è (tutti e tre gli spin allineati ), dunque (un quadrupletto).
- Vincolo di Pauli — i tre elettroni equivalenti hanno lo stesso e lo stesso : se hanno anche lo stesso , devono avere diversi. L’unica scelta possibile è la terna completa , da cui . L’unico valore di compatibile con è (termine ).
- Il termine è quindi .
La prima regola di Hund vuole massimo, cioè tutti gli spin paralleli. Ma allora Pauli obbliga i tre elettroni a distinguersi per , e i tre valori sono tutti quelli disponibili nella sub-shell : la loro somma è zero per simmetria. Più spin si allineano, meno “rotazione orbitale netta” resta. È l’espressione più pulita del legame fra simmetria della funzione d’onda e regole di Hund: massimizzare spinge verso il minimo .
Terza Hund — . La sub-shell ospita posti; con 3 elettroni è esattamente semipiena. Per le regole di Hund (shell semipiena → minimo), . (Per una shell esattamente semipiena il segno dello spin-orbita è nullo sul termine in prima approssimazione; resta .)
Molteplicità del termine (numero di microstati che lo compongono):
(Intesi come coppie : e .)
Degenerazione della configurazione (equivalenti): spin-orbitali, elettroni, dunque
Il termine ne usa 4; gli altri termini della stessa configurazione occupano i rimanenti microstati.
Senza doverli calcolare (come chiede il testo), dal principio di Pauli per si ricavano i termini (oltre al ). Controllo: ha microstati, ha microstati, e con i 4 del si totalizzano . Torna. (La configurazione è auto-duale: ha gli stessi termini di “con buchi”, perché 3 elettroni in 6 posti lasciano 3 buchi.)
(c) Funzione d’onda del ⁴S con M_S = 3/2
Lo stato è il massimo di e di : non esistono stati con o maggiori a cui combinarlo, quindi è automaticamente un’autofunzione simultanea di ed è un singolo determinante di Slater.
Con , e tre elettroni nei tre orbitali tutti con spin :
Sviluppando il determinante (regola del segno delle permutazioni):
Qui sta la differenza rispetto agli stati con o ai termini : essendo il massimo di tutti i numeri quantici rilevanti, non c’è bisogno di combinare più determinanti per proiettare via componenti estranee. La struttura del determinante garantisce già l’antisimmetria totale e gli autovalori . È un caso fortunato: applicare per ottenere gli altri tre microstati del quadrupletto richiederebbe somme di determinanti.
(d) Valor medio dell’interazione di contatto
L’hamiltoniana perturbativa è
Si vuole sullo stato di (c). È una perturbazione indipendente dallo spin: agisce solo sulle coordinate spaziali.
1. Separazione spin-spazio. La funzione d’onda fattorizza in una parte di spin e una spaziale :
è totalmente simmetrica per scambio di qualunque coppia di elettroni.
2. Antisimmetria totale ⇒ spazio antisimmetrico. Per il principio di Pauli la funzione d’onda completa deve cambiare segno sotto lo scambio di due fermioni: . Poiché la parte di spin è simmetrica (), la parte spaziale deve fornire il segno meno:
è antisimmetrica per ogni scambio . (Lo garantisce la struttura del determinante di Slater.)
3. La obbliga . Prendiamo il primo addendo, : nell’integrale essa forza . Ma in questo limite la funzione spaziale viene valutata in una configurazione invariante sotto scambio :
Sotto lo scambio i due argomenti sono identici, quindi il primo membro è uguale al secondo (per simmetria degli argomenti); ma l’antisimmetria pretende che sia opposto. L’unica funzione uguale alla propria opposta è la funzione nulla:
4. Conclusione. L’integrale è nullo, perché l’integrando viene valutato dove si annulla. Lo stesso ragionamento vale, mutatis mutandis, per e .
(per ciascuno dei tre addendi, e quindi per la loro somma).
L’interazione di contatto pesa la probabilità di trovare due elettroni nello stesso punto. Per un termine a spin paralleli ( massimo) la parte spaziale è antisimmetrica e ha un nodo quando : è il Fermi hole, la “buca di scambio” che tiene lontani gli elettroni di spin uguale. Qui si manifesta in forma estrema: la densità di probabilità di coincidenza è esattamente nulla, non solo piccola. La prima regola di Hund (massimo ⇒ minima energia) ha esattamente questa origine: massimizzare massimizza la separazione spaziale e quindi minimizza la repulsione di Coulomb (di cui è la parte a corto raggio).
Calcolare “alla brute force” l’integrale a tre corpi SENZA sfruttare la simmetria. Si finisce in un groviglio di coordinate relative senza accorgersi che la risposta è già scritta nella struttura di simmetria della funzione d’onda. Prima la simmetria, poi (se serve) l’integrale.
(e) N⁺: stato
Lo ione (, 6 elettroni) ha configurazione : come il carbonio neutro, due elettroni equivalenti. I termini permessi sono , , ; quello con massimo è il singoletto ().
Per con due elettroni serve . Pauli allora impone spin opposti: lo stato è un singolo determinante
Questo è il “vertice” del multipletto : massimo che, non avendo vicini superiori da cui combinarsi, è già un’autofunzione di .
Applichiamo l’operatore di abbassamento per scendere a . Dalla formula generale :
A livello del momento totale: .
Sui singoli elettroni, , quindi
Uguagliando a e semplificando il fattore :
Il risultato è la somma di due determinanti : il primo ha , , il secondo ha , . Nessuno dei due, da solo, è autofunzione di (ciascuno ha ma non definito); solo la loro combinazione simmetrica lo è. È l’illustrazione concreta del fatto che un singolo determinante di Slater non sempre è un autostato: i “vertici” del multipletto (, come ) sì, gli stati interni no — servono combinazioni lineari che proiettano via le componenti con inferiore.
Termini spettroscopici di p² (regole di Hund)
Dalla configurazione p² (2 elettroni equivalenti) nascono i termini ³P₀,₁,₂, ¹D₂, ¹S₀. Le tre regole di Hund li ordinano: massimo S (tripletto), poi massimo L, poi — shell meno che semipiena — minimo J: ground state ³P₀.
Sintesi
| Quantità | Valore | Come si ricava |
|---|---|---|
| Configurazione N | riempimento per energia | |
| Termine GS | Hund 1 (), Pauli (), Hund 3 () | |
| Molteplicità di | 4 microstati | |
| Microstati totali | 20 | |
| Altri microstati | 16 | (termini ) |
| su | 0 | antisimmetria spaziale + |
| N⁺, stato $ | 2,1\rangle$ | somma di 2 determinanti |
- Il risultato non è una coincidenza numerica: è una conseguenza esatta della simmetria. Qualunque perturbazione spin-independent che si annulli per scambi due-a-due (e che forzi la coincidenza di coordinate) darà zero su uno stato a spin totalmente allineato.
- Il termine è “protetto” dalla simmetria: gli altri due termini (), avendo parte di spin mista (non totalmente simmetrica), hanno parte spaziale non totalmente antisimmetrica e dunque . È il motivo per cui la prima regola di Hund funziona: il termine a massimo paga meno repulsione.
- Per N⁺ il parallelo con il carbonio è esatto: stessa configurazione , stessi termini , stesso ground state (Hund 3, shell meno che semipiena). Qui però ci è stato chiesto il , ossia il termine con massimo, e il suo stato — la “spina dorsale” del multipletto .
Formule chiave
- Configurazione N: ; termine GS .
- Molteplicità di un termine: ; per vale 4.
- Microstati di (equivalenti): .
- Determinante di Slater : normalizzato con , antisimmetrico per costruzione.
- Simmetria totale: spin simmetrico () spazio antisimmetrico (Fermi hole).
- ; .
- Gli stati “interni” di un multipletto () non sono, in genere, singoli determinanti: servono combinazioni lineari.
- Termini spettroscopici, Hund, microstati, scarti di Pauli: cap. 06 — Multipletti e termini.
- Il Fermi hole e l’origine dell’integrale di scambio si ritrovano nel cap. 05 — Elio e due elettroni.
- Campo medio e configurazioni (perché ): cap. 04 — Atomi a più elettroni.