Sorgente:Appello Luglio 2024 — Struttura della Materia
aggiornato 2026-06-25
Testo
Si consideri un atomo di Be (Z=4, 4 elettroni).
(A) In assenza di interazione elettrone-elettrone ed effetti relativistici, determinare l’energia di stato fondamentale del Be neutro e dello ione Be++ (in u.a.); da essa ricavare le energie di prima e seconda ionizzazione.
(B) Fornire la stima più accurata possibile dell’energia di GS di Be++ (in u.a.) includendo l’interazione e-e (metodo variazionale elioide).
(C) Dal dato sperimentale λmax=133nm per la soglia di ionizzazione del Be neutro e da EBeexp=−399,13eV, stabilire la regione spettrometrica del fotone e fornire la stima più accurata possibile della seconda energia di ionizzazione.
(D) Determinare i termini spettroscopici del GS di Be neutro e della configurazione eccitata (specificando J).
(E) Scrivere formalmente l’espressione dell’energia totale di GS del Be in Hartree-Fock, in termini di energie orbitali EX, integrali coulombiani diretti JX,Y e integrali di scambio KX,Y.
Termini spettroscopici di p² (regole di Hund)
Dalla configurazione p² (2 elettroni equivalenti) nascono i termini ³P₀,₁,₂, ¹D₂, ¹S₀. Le tre regole di Hund li ordinano: massimo S (tripletto), poi massimo L, poi — shell meno che semipiena — minimo J: ground state ³P₀.
(A) Modello indipendente: En=−Z2/2n2
Configurazione del GS del Be: 1s22s2. Trascurando l’interazione e-e, ogni elettrone occupa un livello idrogenoide con Z=4.
🧮Energia del Be neutro e di Be⁺⁺
Per un elettrone idrogenoide En=−Z2/2n2. Con Z=4:
E1s=−2⋅1242=−8a.u.,E2s=−2⋅2242=−2a.u.
Be neutro (1s22s2):
EBe=2E1s+2E2s=2(−8)+2(−2)=−16−4=−20a.u.
Be++ (1s2, due elettroni rimosso dalla 2s):
EBe++=2E1s=2(−8)=−16a.u.
Le energie di ionizzazione in questo modello si ottengono togliendo un elettrone 2s per volta: la prima ionizzazione Be → Be+ e la seconda Be+→ Be++ sono entrambe la rimozione di un elettrone dal livello 2s.
🔑Ionizzazioni nel modello indipendente
I1=I2=∣E2s∣=2n2Z2Z=4,n=2=816=2a.u.
💡Perché I₁=I₂ in questo modello
Senza interazione e-e gli elettroni non si «vedono»: rimuovere il primo o il secondo elettrone 2s costa la stessa energia (non c’è schermo né riorganizzazione). Il modello indipendente è cieco alla fisica della ionizzazione successiva.
(B) Be⁺⁺ come atomo elioide (principio variazionale)
Be++ è un sistema a due elettroni attorno a un nucleo Z=4: un atomo elioide. Sfruttiamo il principio variazionale con la stessa funzione di prova usata per l’elio, ossia orbitale 1s con carica efficace Zeff variabile:
ψ=πa03Zeff3e−Zeff(r1+r2)/a0.
🧮Minimizzazione variazionale
Il valore atteso dell’energia (somma delle energie one-electron −Zeff2/2 per ciascun elettrone, più la repulsione J1s,1s=5Zeff/8) è
E(Zeff)=Zeff2−2ZZeff+85Zeff.
Minimizzando, ∂E/∂Zeff=0, si ottiene il carico efficace
La stima variazionale dà un upper bound sull’energia di GS (limite superiore), equivalente a un limite inferiore sull’energia di legame: il vero GS è più in basso. L’errore residuo deriva dalla forma semplice scelta per la funzione di prova (orbitale 1s solo con Zeff variato, senza correlazione).
(C) Dato sperimentale: λmax ed energia di seconda ionizzazione
🧮Regione spettrometrica del fotone soglia
La soglia di ionizzazione corrisponde al fotone meno energetico che ionizza: I1exp=hc/λmax. Con λmax=133nm:
hc=1239,8eV⋅nm e 1a.u.=27,211eV. In u.a. di energia si ha hc=1/α⋅a0≈45,6a.u.⋅a0, ma in sede d’esame è più comodo passare dagli eV.
L’energia di GS del Be neutro dal dato sperimentale è EBeexp=−399,13eV, cioè
EBeexp=27,211−399,13=−14,668a.u.
🧮Stima migliore della seconda ionizzazione
Per definizione, la seconda energia di ionizzazione è la differenza tra l’energia di Be+ (ione a tre elettroni) e quella di Be++ (due elettroni). La migliore stima in nostro possesso per Be++ è quella variazionale del punto (B); Be+ si esprime invece per differenza dai dati sperimentali (EBe+=EBeexp+I1exp):
I2=EBe++−EBe+=EBe++elioide−EBeexp−I1exp.
Sostituendo i numeri:
I2=−13,598−(−14,668)−0,343=0,727a.u.≈19,8eV.
🔑Risultato (C)
I1exp=0,343a.u.(9,32eV),I2≈0,727a.u.(19,8eV).
💡Perché I₂ è circa il doppio di I₁
Rimuovere il primo elettrone 2s: l’altro elettrone 2s scherma parzialmente il nucleo, per cui I1 è piccola (0,343 a.u.). Rimuovendo il secondo elettrone 2s si perde quel beneficio di schermo (l’elettrone residuo vede più direttamente il nucleo Z=4): I2 sale a 0,727 a.u., circa il doppio. Il modello indipendente, assegnando I1=I2=2 a.u., sbagliava sia in valore assoluto sia nell’andamento relativo.
✏️Segnatura di qualità della stima
EBeexp e I1exp sono grandezze sperimentali; l’unica quantità approssimata è EBe++elioide, che è variazionale (upper bound). Di conseguenza I2=0,727 a.u. risulta leggermente sovrastimata (errore atteso del 5–10%). Trascurare gli effetti relativistici per Z=4 introduce invece un errore del tutto trascurabile.
(D) Termini spettroscopici
Stato fondamentale: 1s22s2 → 1S0
Entrambi i gusci (1s e 2s) sono completamente pieni. La shell 1s2 è chiusa (L=S=0); la shell 2s2 è anch’essa chiusa (l1=l2=0, spin accoppiati). Quindi L=0 (termine S), S=0, J=0.
🔑Termine del GS del Be
1S0(paritaˋ: (−1)L=+1,pari)
Configurazione eccitata
⚠️Refuso nel testo d'esame
Il testo originale reca la configurazione eccitata come [1s22s22p1], che contiene 5 elettroni — impossibile per il Be (Z=4). È un refuso: la configurazione corretta a 4 elettroni che dà i termini 1P e 3P è quella in cui si promuove un elettrone 2s→2p:
1s22s12p1.
Per la configurazione 1s22s12p1 la shell 1s2 è chiusa e non contribuisce. Gli elettroni «ottici» sono il 2s e il 2p: l1=0, l2=1.
🧮Accoppiamento LS di 2s¹ 2p¹
L=∣0−1∣,…,0+1=1⇒termine P.S=∣s1−s2∣,…,s1+s2=0,1⇒singoletto o tripletto.
Essendo elettroni in shell diverse (2s vs 2p), sono distinguibili e il principio di Pauli non impone scarti: sono ammessi tutti i termini.
🔑Termini della configurazione eccitata
S=0⇒1P1(J=1),S=1⇒3P0,1,2(J=0,1,2).
Per la regola di Hund il termine più basso è il 3P (massimo S); poiché la shell 2s12p1 è meno che semipiena, J minimo è il primo eccitato: 3P0.
(E) Energia Hartree-Fock formale
Si assumano i 4 spin-orbitali occupati del GS: ∣1s↑⟩, ∣1s↓⟩, ∣2s↑⟩, ∣2s↓⟩.
📘Espressione generale HF (gusci chiusi)
E=λ∑Eλ+21λ∑μ∑[Jλ,μ−Kλ,μ]
con λ,μ che corrono sui 4 spin-orbitali occupati e
Le coppie (λ,μ) sono in principio 4×4=16. Vanno escluse quelle vietate da Pauli (stesso orbitale spaziale e stesso spin: J1s↑,1s↑, J1s↓,1s↓, J2s↑,2s↑, J2s↓,2s↓, e analogamente le diagonali λ=μ). L’overlap di spin dà ⟨↑∣↑⟩=⟨↓∣↓⟩=1, per cui J dipende solo dalla parte spaziale. Raggruppando per coppie di orbitali spaziali:
Moltiplicando per il fattore 21 della doppia somma:
21λ,μ∑Jλ,μ=J1s,1s+J2s,2s+4J1s,2s.
3) Termini di scambio K
💡Quando K è non nullo: spin paralleli
Lo scambio Kλ,μ scambia gli elettroni tra λ e μ. L’integrando contiene ψλ∗(r1)ψμ(r1): perché non si annulli, gli spin devono essere uguali (altrimenti l’overlap ⟨σλ∣σμ⟩=0). Inoltre Kλ,λ coincide con Jλ,λ e va assorbito nel termine diretto: quindi K conta solo tra orbitali spaziali diversi e spin paralleli.
🧮Raggruppamento dei K
Nel Be gli orbitali spaziali diversi sono solo 1s e 2s. Le coppie a spin parallelo sono:
K1s↑,2s↑,K2s↑,1s↑,K1s↓,2s↓,K2s↓,1s↓→4K1s,2s.
Moltiplicando per −21 (segno meno della formula HF):
J1s,1s, J2s,2s: repulsione interna a ciascuna coppia (1 termine ciascuno, dopo il fattore 1/2).
4J1s,2s: ogni elettrone 1s (2) con ogni elettrone 2s (2) → 4 coppie (il fattore 1/2 cancella il doppio conteggio λ↔μ).
−2K1s,2s: lo scambio esiste solo tra stesso spin (1s↑–2s↑ e 1s↓–2s↓) → 2 coppie.
K1s,1s=K2s,2s=0 come scambio: dentro la stessa orbitale gli spin sono opposti (nessuno scambio netto).
💡J conta tutte le coppie, K solo gli spin paralleli
Il termine coulombiano J è una semplice energia elettrostatica di coppia: esiste per qualsiasi coppia di elettroni, indifferentemente dallo spin. Il termine di scambio K è invece di natura quantistica (conseguenza dell’antisimmetria del determinante di Slater) e seleziona solo le coppie a spin parallelo: è il «costo» energetico del principio di Pauli, e abbassa l’energia del GS (segno meno) rendendo favorita la configurazione a spin paralleli quando possibile (legge di Hund).
Sintesi
Grandezza
Modello indipendente
Con e-e (variaz./exp.)
Note
EBe (GS neutro)
−20 a.u.
−14,668 a.u. (exp.)
L’interazione e-e scherma il nucleo: $
EBe++ (elioide)
−16 a.u.
−13,598 a.u. (var.)
Stima variazionale = upper bound.
I1
2 a.u.
0,343 a.u. (exp)
Schermo del secondo 2s abbassa di ∼6×.
I2
2 a.u.
0,727 a.u. (stimata)
Circa il doppio di I1: perso lo schermo del primo 2s.
💡Perché Be⁺⁺ elioide approssima meglio del modello indipendente
Il modello indipendente ignora del tutto la repulsione e-e e quindi sovrastima drasticamente il legame (−16 vs −13,6 a.u.). La stima variazionale elioide include la repulsione J1s,1s=5Zeff/8 e, riducendo il carico efficace a Zeff=Z−5/16, cattura lo schermo reciproco dei due elettroni 1s. È ancora più semplice del calcolo HF completo (no K, una sola shell), ma cogie già l’ingrediente fisico essenziale.
⚠️Errori tipici a esame
Confondere I2 (Be+→Be++) con I1: la seconda ionizzazione parte dall’ione, non dall’atomo neutro.
Usare per Be++ l’energia indipendente (−16 a.u.) invece di quella elioide: si perde l’effetto dello schermo e-e e la stima di I2 è completamente sbagliata.
Dimenticare il fattore 21 nella doppia somma HF: raddoppia tutti i contributi J e K.
Assegnare K=0 a spin antiparalleli: viola la condizione di non-annullamento dell’overlap di spin.
Accettare la configurazione 1s22s22p1 senza notare che ha 5 elettroni (refuso del testo).
Formule chiave
Energia idrogenoide: En=−Z2/2n2; per il Be (Z=4): E1s=−8, E2s=−2 a.u.
Energia elioide variazionale: EGSelioide=−(Z−5/16)2; per Be++: −(59/16)2=−13,598 a.u.
Soglia di ionizzazione: I1exp=hc/λmax; per λmax=133 nm: 0,343 a.u.
Seconda ionizzazione (stimata): I2=EBe++elioide−EBeexp−I1exp=0,727 a.u.