Spettro rotovibrazionale di HBr: lunghezza di legame dai picchi D, E; picchi A, F; shift isotopico HBr→DBr; temperatura della hot band n=1→2 e stima di T dallo spettro
Sorgente:Appello 16 Febbraio 2026 (2° appello) — Struttura della Materia, esame 93
aggiornato 2026-06-28
Testo
In figura è riportato lo spettro rotovibrazionale di un gas di HBr. Il picco D si
trova a 2575,72cm−1, il picco E a 2592,44cm−1.
Nelle approssimazioni di oscillatore armonico, rotatore rigido e trascurando
l’accoppiamento rotazione-vibrazione:
Sketch dello spettro di assorbimento rotovibrazionale di HBr (intensità vs energia,
in eV). I sei picchi sono raggruppati nei due rami: P (ΔJ=−1, a sinistra
del gap) con A, B, C, e R (ΔJ=+1, a destra) con D, E, F. Il gap centrale
corrisponde al ramo Q assente (ΔJ=0 proibito per Λ=0). L’andamento
dell’intensità (decrescente ai bordi, massimo al centro del pettine) segue la
popolazione rotazionale di Boltzmann e permette la stima di T (punto e).
a) Determinare la lunghezza di legame molecolare [3pt].
b) Determinare la posizione dei picchi A ed F dello spettro, specificando i numeri
quantici dei livelli coinvolti nella transizione [3pt].
c) Supponiamo ora che il gas contenga anche molecole deuterate DBr (il deuterio
sostituisce l’idrogeno). Calcolare le posizioni corrispondenti ai picchi A e F
delle molecole deuterate [3pt].
d) Stabilire sopra quale temperatura del gas si possono osservare righe di assorbimento
di HBr fra lo stato vibrazionale v=1 e quello con v=2. Dire a quale energia
(in cm−1) si osserverebbe il picco D nello spettro corrispondente a
questa transizione [3pt].
e) Stimare la temperatura del gas nell’esperimento dello spettro presentato in figura [3pt].
Numero d’onda ν~=1/λ in cm−1. Costante rotazionale
B~ in cm−1 (con la tilde, per distinguerla dal B=ℏ2/(2μR02)
in unità atomiche o di energia). Numero quantico vibrazionale v (lettera latina),
rotazionale J o K nel testo.
(a) Lunghezza di legame R0
Costante rotazionale B~ dai picchi D, E
I picchi consecutivi dello spettro rotovibrazionale sono le righe dei rami P
(ΔJ=−1) ed R (ΔJ=+1) della transazione fondamentale v=0→1:
🔑Rami P ed R (rotatore rigido + oscillatore armonico)
ν~R(J)=ν~0+2B~(J+1),ν~P(J)=ν~0−2B~J.
Le righe di ciascun ramo sono equispaziate di 2B~; al centro (nel gap fra
P e R) manca il ramo Q (ΔJ=0, proibito per Λ=0).
I picchi D ed E sono le prime due righe del ramo R, D=R(0) ed E=R(1), per cui
Il livello J=0 è il più popolato a temperature non troppo elevate (vedi punto (e)):
la prima riga del ramo R, R(0):∣v=0,J=0⟩→∣v=1,J=1⟩, è
tipicamente la più intensa del ramo. D’altra parte la differenza di frequenza
E−D=16,72=2B~ corrisponde a due righe consecutive dello stesso ramo
(R(0),R(1)) oppure a una coppia R(J),P(J+1) di “riga a riga” attraverso il gap.
Quest’ultima interpretazione (che dà un gap di 4B~) non è coerente col fatto
che D sia identificato come la prima riga intensa dopo il gap.
Per mBr≫mH si ha μ≃mH(1−mH/mBr)≈mH=1 u.m.a.
Il bromo, essendo pesante, “sta fermo” e quasi tutta la dinamica rotazionale è
dell’idrogeno. È la ragione fisica del grande shift isotopico che si osserverà nel
punto (c): sostituire H con D raddoppia la massa della particella che si muove.
Da B~ a R0
🔑Relazione $B$–$R_0$ in unità atomiche
In unità atomiche (ℏ=me=e=1, a0=1), l’energia rotazionale del rotatore rigido è
EJ=2μR02J(J+1)(a.u.),B~=2μR021(a.u.),
con μ in unità di me. Disinvertendo:
R0=2μB~1(a.u.)
Per usare questa formula convertiamo B~ da cm−1 a unità atomiche
di energia (Hartree) usando i fattori forniti:
⚠️Errore tipico: dimenticare il fattore 2 nella formula
La formula R0=1/2μB~ (non 1/(μB~)) porta via con sé
un fattore 2≈1,41 sul risultato finale: si otterrebbe R0=1,01 Å,
chiaramente troppo corto per un legame H–Br (valore sperimentale ≈1,41 Å).
Controllare sempre il fattore davanti a μB~.
Spettro rotovibrazionale (rami P, R)
Il ramo R (Δj=+1) e il ramo P (Δj=−1) sono simmetrici attorno a ω₀; il ramo Q (Δj=0) manca per Λ=0. L'intensità segue la popolazione di Boltzmann del livello iniziale: il fattore (2j+1) sposta il massimo a un j* finito.
(b) Posizione dei picchi A ed F
Lo spettro ha 6 picchi etichettati A, B, C, D, E, F disposti in frequenza crescente,
con il gap del ramo Q fra C e D. Sapendo che D=R(0), E=R(1), l’identificazione
naturale è:
A, B, C sono le prime tre righe del ramo P: P(3),P(2),P(1) (in frequenza crescente
A<B<C, perché ν~P(J)=ν~0−2B~J decresce con J);
D, E, F sono le prime tre righe del ramo R: R(0),R(1),R(2).
Le coppie P(J) ed R(J−1) cadono alla stessa distanza (in modulo) da ν~0:
ν~R(J−1)=ν~0+2B~J=ν~P(−J) (simbolicamente). Così
A=P(3) e F=R(2) sono simmetrici rispetto a ν~0:
∣ν~A−ν~0∣=∣ν~F−ν~0∣=6B~=50,16cm−1.
Questa simmetria è la firma del rotatore rigido + oscillatore armonico.
(c) Effetto isotopico: HBr → DBr
Sostituendo H con D, la costante elastica k del legame (proprietà elettronica)
non cambia: è la massa ridotta che cambia.
I sei picchi A–F dell'esame etichettati su HBr (blu/rosso) e i corrispondenti A'–F' su DBr (arancio). La sostituzione H→D raddoppia la massa ridotta (0.988 → 1.951 uma), riducendo ν̃₀ di un fattore √ρ ≈ 0.71 e B di un fattore ρ ≈ 0.51: lo spettro si contrae e si sposta a frequenze più basse. Le intensità seguono la popolazione rotazionale a T=295 K (stimata al punto e).
💡Lo shift è enorme perché è sull'idrogeno
ν~0 si sposta da 2559 a 1821 cm−1 (shift relativo
∼29%), e B~ da 8,36 a 4,23 (fattore ∼2). È una conseguenza
del fatto che la massa ridotta è dominata dal partner leggero: raddoppiare mH
raddoppia quasi μ. Confronta con l’esercizio gemello su HCl/37Cl
(esame 14), dove la sostituzione era sul
bromo/cloro (partner pesante) e lo shift era ∼0,07% soltanto.
(d) Temperatura per la hot band v=1→2 e frequenza del “picco D”
La transizione v=1→2 è una hot band: parte dal livello
vibrazionale eccitato v=1. Per essere osservata in assorbimento, il livello v=1
deve essere popolato in modo apprezzabile.
🔑Popolazione relativa di $v=1$ (Boltzmann)
Nv=0Nv=1=e−ν~0/kBT(apprezzabile per kBT≳ν~0).
🧩Temperatura di soglia
La condizione “popolazione non trascurabile” è tradicionalmente kBT∼ν~0
(almeno una frazione e−1≈37% nello stato eccitato), da cui
T∼kBν~0=0,695cm−1/K2559cm−1=3680K.
A temperature “normali” (300 K: kBT=209cm−1≪2559cm−1)
la frazione è e−12,2≈5⋅10−6: hot band invisibile.
🧮Valori più precisi per la frazione di Boltzmann
La “soglia” kBT∼ν~0 (∼3680 K) corrisponde al caso N1/N0=e−1≈0,37,
molto generoso. Per vedere un segnale appena apprezzabile (frazione ∼1%)
basterebbe T∼1900 K. L’enunciato chiede una stima: T “elevata”, nell’ordine
dei 103 K. 3680 K è il riferimento standard per ν~0/kB.
Frequenza del “picco D” della hot band
Nell’approssimazione data (oscillatore armonico), i livelli vibrazionali sono
equispaziati: E(v+1)−E(v)=ℏω0 indipendente da v. Quindi la hot band
v=1→2 ha la stessa ν~0 della transizione fondamentale. La sua riga
R(0) — che si chiama “picco D” della hot band — cade alla stessa frequenza del
picco D fondamentale:
🔑Frequenza della hot band in approssimazione armonica
ν~D(hot)=ν~0+2B~=2575,72cm−1.
✏️Quello che l'approssimazione armonica nasconde
In un oscillatore anarmonico (potenziale di Morse) i livelli si
infittiscono: ν~0(v+1→v+2)<ν~0(v→v+1). La hot band
sarebbe allora leggermente shiftata verso il rosso (“anharmonicity shift” di
∼2ωexe, tipicamente decine di cm−1). L’esercizio esclude
questo effetto ponendo l’approssimazione armonica.
(e) Stima della temperatura dello spettro
L’intensità relativa delle righe del pettine rotazionale segue la popolazione di
Boltzmann del livello iniziale (per la transazione v=0→1 è il livello
rotazionale J di v=0):
🔑Popolazione rotazionale
P(J)∝(2J+1)e−B~J(J+1)/(kBT).
Il fattore (2J+1) (degenerazione) fa crescere la popolazione a J crescente;
l’esponenziale la fa cadere. Il massimo della distribuzione è il loro compromesso.
J∗ più popolato
🧮Massimo della distribuzione (approssimazione $J\gg 1$)
Imponendo dJd[(2J+1)e−B~J(J+1)/kBT]=0:
2−(2J+1)(2J+2)kBTB~=0⇒J∗≃2B~kBT−21.
Disinvertendo per T:
T=kB2B~(J∗+1/2)2.
Stima dallo spettro (envelope con massimo fra J=2 e J=3)
Dalla struttura del pettine (intensità massima del profilo fra i picchi C–D,
ossia J∗∈{2,3} o interpolato J∗≈2,5):
🧩Stima di T per vari $J^\ast$
Con B~=8,36cm−1, kB=0,695cm−1/K:
J∗=2: T=0,6952⋅8,36⋅(2,5)2=0,695104,5=150K
J∗=2,5: T=0,6952⋅8,36⋅(3,0)2=0,695150,2=216K
J∗=3: T=0,6952⋅8,36⋅(3,5)2=0,695204,8=295K
💡La stima ragionevole è $T\approx 295$ K (temperatura ambiente)
Il valore T=295 K è compatibile con un esperimento in laboratorio a temperatura
ambiente, e ben si accorda con la presenza di 3 picchi ben visibili nel ramo P (A, B, C
= P(3),P(2),P(1)): significa che il livello J=3 è ancora apprezzabilmente popolato,
ma il massimo dell’envelope è ∼J∗=3. La frazione di molecole in J=1
(vincolata alla presenza del picco C=P(1)) a 295 K è ∼27%, in J=3∼21%:
entrambe le righe sono intense, in accordo con lo spettro tipico di HBr a temperatura
ambiente.
Popolazione rotazionale di Boltzmann
La degenerazione (2j+1) fa crescere la popolazione a basso j, il fattore di Boltzmann la fa decadere ad alto j: ne risulta un massimo a j* ≈ √(k_BT/2Bhc) − ½, che corrisponde alle righe più intense del pettine rotazionale.