Sorgente:Appello Settembre 2023 — Struttura della Materia
aggiornato 2026-06-25
Testo (dati)
Un gas di argon (peso atomico MAr=39,948) a bassa densità e bassa
temperatura. L’interazione tra due atomi è descritta dal potenziale di Lennard-Jones
V(R)=4V0[(Rσ)12−(Rσ)6],
con σ raggio di sfera dura e R distanza internucleare. Sotto opportune condizioni il
potenziale può portare alla formazione del dimero Ar2.
Dati sperimentali (transizioni sullo stato fondamentale vibrazionale v=0):
Richieste: (a) R0 in termini di σ; (b) σ in Å; (c) costante elastica K
in N/m; (d) ampiezza del pozzo V0 in eV; (e) energia di dissociazione D in eV;
(f) frazione di dimeri non dissociati a T=100K; (g) Ar2+ è più o
meno stabile di Ar2?
📘Il potenziale di Lennard-Jones
Termine attrattivo∝R−6 (forza di dispersione di London, che nasce
dall’interazione fra dipoli istantanei indotti) e termine repulsivo∝R−12
(repulsione di Pauli a corta distanza, approssimata come potenza del termine attrattivo:
soft sphere). Il pozzo ha profondità V0 (a R=R0 vale V(R0)=−V0) e si annulla in
R=σ. Per gas nobili V0 è piccola (meV): il legame è puramente van der Waals,
non covalente.
⛔Refuso nel valore riportato dalla trascrizione OCR: σ = 4,445 Å
La soluzione d’esame riporta σ=4,445×10−10m. Il conto indipendente
dà σ=3,44A˚ (3,44×10−10m), con R0=3,87A˚.
Si tratta di un refuso di trascrizione (le cifre «3,» sono state sostituite con «4,»):
il valore 4,445 Å non è coerente con ΔE0,1=14μeV. Il valore
corretto σ≈3,4 Å è del resto quello noto in letteratura per Ar₂. Voce
da registrare in audit.
💡Perché $\Delta E_{0,1}$ è così piccola
14μeV è un’energia rotazionale: il dimero è pesante (μ grande) e lungo
(R0≈3,9 Å), quindi il momento d’inerzia I=μR02 è enorme rispetto a una
molecola leggera come HCl. Nei gas nobili le separazioni rotazionali cadono nel lontano
infrarosso/microonde ed è ben noto che sono dell’ordine dei μeV.
3) Costante elastica K dalla transizione roto-vibrazionale
La transizione E0,0→E1,1 eccita contemporaneamente la vibrazione
(v=0→1) e la rotazione (J=0→1). Con la scomposizione armonica
Ev,J=ℏω(v+21)+BJ(J+1):
✏️Analogia con il Morse (solo come visualizzazione)
Il Lennard-Jones e il potenziale di Morse VM(R)=De[1−e−α(R−R0)]2−De sono
forme funzionali diverse (il Morse decade esponenzialmente, il LJ come R−6), ma
condividono la struttura di un pozzo con minimo in R0 e asintoto a V(∞)=0. Il
plot seguente mostra la forma generica di un pozzo molecolare: va inteso come schematismo
qualitativo della buca, non come il potenziale di questo esercizio.
Potenziale di Morse e livelli vibrazionali
Il Morse (blu) include la dissociazione; i livelli (verde il fondamentale) si addensano verso il limite. D₀ = Dₑ − ½ℏω₀ è l'energia di dissociazione misurata. β = ℏω₀/(4Dₑ); il numero di livelli è finito.
5) Energia di dissociazione D
La profondità del pozzo è V0 (energia fra il minimo V(R0)=−V0 e l’asintoto
V(∞)=0), ma lo stato fondamentale del dimero non sta sul fondo della buca: ha
l’energia di punto zero21ℏω dell’oscillatore armonico.
🔑Energia di dissociazione
D=V0−21ℏω
🧩Calcolo
D=13,0−21⋅3,626=13,0−1,81=11,2meV.
💡Perché sottrarre $\tfrac12\hbar\omega$
La dissociazione è l’energia per portare la molecola dal suo ground stateE0=21ℏω (misurato rispetto al minimo) fino all’asintoto V(∞)=0.
L’energia disponibile è quindi la profondità geometrica V0meno ciò che il sistema
già possiede per il principio di indeterminazione: D=V0−E0. In molecole forti (H₂,
D∼4,5 eV) la correzione è trascurabile; qui, con V0∼13 meV, la punto-zero è
il 14% del pozzo: non si può ignorare.
6) Frazione di dimeri non dissociati a T=100K
⚠️La soluzione OCR è errata
La trascrizione propone f=1−eD/kBT=0,728. È sbagliata su due fronti:
(1) e+D/kBT>1 con D>0, quindi 1−e+… è negativo (qui
D/kBT≃1,30, e1,30≃3,68, 1−3,68=−2,68); (2) una frazione di
Boltzmann ben formata va come e−ΔE/kBT, non come 1−e+…. Il valore
0,728 non è riproducibile dalla formula scritta: la riga è inaffidabile. Voce da
registrare in audit.
Il rapporto D/kBT≃1,3>1 segnala che l’energia termica è comparabile ma
minore della profondità del pozzo: il dimero è termicamente favorito ma non in modo
dominante, e una frazione significativa di molecole sarà dissociata. Non si può però
calcolare f come un semplice fattore di Boltzmann a uno stato: servono la costante di
equilibrioKeq della reazione 2Ar⇌Ar2
e la densità del gas, perché il bilancio dipende anche dalla degenerazione traslazionale
(tre gradi di libertà liberi contro due molecole separate).
Un modello pedagogico a due stati (legato vs dissociato, con sola energia interna D a
sfavorire la forma legata) darebbe una frazione legata
∼e+D/kBT/(1+e+D/kBT)≈0,79: indica la tendenza qualitativa ma non è
la frazione cercata, che richiede il calcolo della funzione di partizione completa
(traslazione + rotazione + vibrazione). La conclusione corretta da trarre è quindi:
🔑Conclusioni qualitative
D≈kBT a 100K → il dimero esiste ma è in equilibrio con una
frazione apprezzabile di atomi liberi.
La frazione esatta dipende dalla costante di equilibrio
Keq(T)=ZAr2/ZAr2 (e dalla densità), non da un
singolo fattore di Boltzmann.
Popolazione rotazionale di Boltzmann
La degenerazione (2j+1) fa crescere la popolazione a basso j, il fattore di Boltzmann la fa decadere ad alto j: ne risulta un massimo a j* ≈ √(k_BT/2Bhc) − ½, che corrisponde alle righe più intense del pettine rotazionale.
💡Fisica del perché Ar₂ esiste a bassa T
A temperatura ambiente kBT≈25 meV ≫D: i gas nobili sono monoatomici. Scendendo
a T∼D/kB∼130 K i dimeri diventano possibili, ma per condensarli serve di più:
l’argon liquido (Tb=87 K) è tenuto insieme proprio da queste forze di dispersione. Il
legame è debole perché non covalente: lo si capisce dal punto successivo.
7) Ar2+ è più stabile di Ar2?
Sì, decisamente più stabile. Si vede dal diagramma di orbitali molecolari.
📘Configurazione di valenza dell'argon
Ar ha configurazione [Ne]3s23p6: shell di valenza chiusa (p6). I
6 elettroni 3p riempiono, due a due (spin ↑↓), le tre coppie di OM
3p (σ, πx, πy, ciascuna con legante e antilegante).
Ar2 neutro — combinate i 6 orbitali atomici 3p di ciascun atomo in 6
coppie di OM (σg3p,σu\*3p,πg3p,πu\*3p,…) e riempitele con i
6+6=12 elettroni 3p. Risultato: tutti i livelli leganti e antileganti sono pieni.
bond order=2nleganti−nantileganti=26−6=0.
Ordine di legame nullo: l’Ar₂ neutro non ha legame covalente. La coesione residua
è interazione di van der Waals (il pozzo LJ di prima), debole e di origine non valenza.
Ar2+ — togliendo un elettrone, questo viene dal OM antilegante più
alto occupato:
bond order=26−5=21.
Ordine di legame ½: lo ione molecolare ha un vero legame covalente (un elettrone
spaiato in un OM legante, come in H2+), con energia di legame molto maggiore
del pozzo van der Waals dell’neutro.
🔑Stabilità relativa
Ar2:b.o.=0(solo van der Waals);Ar2+:b.o.=21(legame covalente)⇒Ar2+piuˋ stabile.
💡Regola generale: ionizzare un gas nobile può formare un legame
Tutti i gas nobili pesanti (Xe2+, Kr2+, ecc.) formano ioni
molecolari stabili proprio per questo motivo: la shell chiusa neutra dà b.o.=0, ma
rimuovere un elettrone dall’antilegante più alto crea un legame. È anche il meccanismo
delle specie XeF+, KrF+ nei laser a eccimeri.
Sintesi
Grandezza
Espressione
Valore
Lunghezza di legame
R0=21/6σ
1,1225σ≈3,87 Å
Raggio di sfera dura
σ
≈3,44 Å
Costante elastica
K=μω2
≈1,0 N/m
Frequenza vibrazionale
ω=K/μ
≈5,5×1012 rad/s
Ampiezza del pozzo
V0=KR02/72
≈13,0 meV
Energia di dissociazione
D=V0−21ℏω
≈11,2 meV
Rapporto D/kBT a 100 K
—
≈1,3
Tutte le scale energetiche sono millesimi di eV: il legame van der Waals è 3-4 ordini
di grandezza più debole di un legame covalente tipico (H₂: D∼4,5 eV) e la
costante elastica di un fattore ∼102 più piccola (H₂: K∼500 N/m).
La spettroscopia rotazionale è la sorgente informativa più ricca per i gas nobili:
misura diretta del momento d’inerzia I=μR02 e quindi della geometria, mentre le
energie vibrazionali e il pozzo si ricostruiscono combinando le transizioni
roto-vibrazionali.
Correzione OCR: il σ=4,445 Å riportato è refuso; il valore corretto è
3,44 Å (consistente con il dato sperimentale noto). Il conto f=1−eD/kBT al
punto (f) è errato (vedi box più sopra); entrambe le inesattezze sono da registrare in
audit.
Formule chiave
Lennard-Jones: V(R)=4V0[(σ/R)12−(σ/R)6], minimo in
R0=21/6σ con V(R0)=−V0.